FIAT : da Pomigliano all’EXPO 2015

immag slai 1 maggio

SALA GREMITA PER L’ASSEMBLEA OPERAIA DEL 1° MAGGIO A POMIGLIANO

Gli operai di Pomigliano ed Arese hanno fatto il punto sulla situazione Fiat preparandosi ad organizzare un crescendo di iniziative che, da Pomigliano ad Arese, convergeranno in una mobilitazione operaia in programma nelle prossime settimane all’EXPO 2015 di Milano. Continua a leggere

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FIAT: DA POMIGLIANO A NOLA SI MOBILITANO I LAVORATORI CONTRO LO STRAORDINARIO

Comunicato stampa

FIAT: DA POMIGLIANO A NOLA SI MOBILITANO I LAVORATORI CONTRO LO STRAORDINARIO

ASSEMBLEA BOOMERANG DI FIM, UILM, FISMIC E UGL STAMATTINA AL REPARTO WCL DI NOLA DELLA FIAT CRESCE LA MOBILITAZIONE SINDACALE PER I PICCHETTI CONTRO IL SABATO LAVORATIVO

Le segreterie territoriali di Fim, Uilm, Fismic ed Ugl (i sindacati confederali firmatari dell’accordo di Pomigliano) avevano convocato stamattina, fuori dai cancelli, l’assemblea dei lavoratori reparto WCL distaccato a Nola, da 4 anni in cassa integrazione e con la cigs in scadenza il prossimo 13 luglio e non ancora rinnovata.

A fronte della crescente rabbia dei lavoratori di Fiat Pomigliano, Ex Ergom Napoli e WCL Nola e data da anni di cigs senza futuro e a rischio licenziamento, le sigle sindacali avevano indetto l’assemblea per “tranquillizzare gli animi ” dei circa 300 addetti al di Nola a fronte della crescente mobilitazione operaia in atto (dall’affollata assemblea del 1° maggio scorso di Pomigliano ai presidi alla Regione Campania di Slai cobas all’assemblea di ieri della Fiom a quella unitaria che si terrà martedì prossimo 4 giugno, h 10, nei locali dello Slai cobas Pomigliano). A dispetto degli intenti il risultato dell’assemblea di stamattina ha sortito un vero e proprio “effetto boomerang” per le sigle sindacali che hanno indetto l’iniziativa: evidenti, le difficoltà e di Crescenzo Auriemma della segreteria regionale Uilm e Michele Liberti segretario Fim di Napoli a fronte delle pressanti e comprensibili “richieste di garanzie occupazionali” poste con forza dai lavoratori (Fismic ed Ugl hanno a questo punto desistito dall’intervenire).

“Al di la delle chiacchiere vuote dei sindacalisti firmatari e della loro a fronte della scadenza della cigs il 13 luglio ed alla prospettiva dei licenziamenti” ha detto in assemblea Tommaso Pirozzi operaio del reparto di Nola suscitando il forte consenso dei lavoratori… “è il momento di passare all’azione ed alla forte mobilitazione sindacale” a cominciare dalla prossima assemblea di martedì 4 giugno a Pomigliano per preparare i presidi unitari di tutti i lavoratori Fiat (da Pomigliano a Nola all’ex Ergom) contro i sabato di straordinario a Pomigliano a fronte di migliaia di addetti in cigs che stanno rischiando il posto di lavoro, bisogna mettersi in moto tutti indipendentemente dalle inscrizioni o meno a qualsiasi sigla sindacale”.

Comune il consenso dei lavoratori a “mettersi in moto” per preparare le prossime iniziative di lotta fino al blocco dello straordinario in Fiat.

Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 30/5/2013

DOPO IL FALLIMENTO DEL DI FABBRICA ITALIA OGGI LA FIAT PROMETTE IL… A POMIGLIANO: BALLE DI IERI… BALLE DI OGGI!

S.L.A.I. cobas

fiat pomigl

Secondo il cosiddetto ‘Piano” di Fabbrica Italia di Marchionne (presentato dalla Fiat al Governo il 22 dicembre 2009 e successivamente, in data 30 marzo 2010, al Ministero per lo Sviluppo Economico) oggi Pomigliano avrebbe già dovuto produrre e vendere 280.000 Panda all’anno con 5.500 lavoratori occupati a tempo pieno tra operai ed impiegati (2146 di ex FIP – di cui 210 ex Ergom -; 2.431in cassa integrazione straordinaria con ‘finta’ promessa di assunzione in FIP’; 310 del reparto logistico di Nola; 650 dell’ex Ergom ancora in cigs. Per non parlare delle migliaia di addetti all’indotto. Oggi Fabbrica Italia è fallita!

Per questo “finto piano”, all’epoca avallato non solo da azienda e sindacati confederali ma anche da Governo, Ministri competenti, Giunta Regionale della Campania, e dall’intero arco politico-parlamentare (dal PD al PDL) la Fiat ha intascato ingenti risorse pubbliche (vedi cigs) e mandato a rotoli i bilanci delle famiglie dei lavoratori e del collegato indotto contribuendo a distruggere l’economia del territorio (sono centinaia gli esercizi commerciali falliti, chiusi o che stanno chiudendo, nel territorio circostante la fabbrica dell’area nolana vesuviana interna).

Di fatto dopo appena 7 mesi dall’avvio, la cosiddetta “newco.” di Fabbrica Italia è andata rovinosamente in cassa integrazione e poi è miseramente fallita (con l’a.d. Marchionne che ha candidamente confessato di …”aver fatto una coglionata”)! Questo pone a serio pericolo il presente ed il futuro di tutti i lavoratori di Fiat ed indotto !

Gli stessi sindacati confederali, rappresentanti politici ed istituzionali locali e nazionali, e collegati giornalisti, che per coprire le ‘balle’ della Fiat hanno gravemente danneggiato i lavoratori e le loro famiglie, i commercianti e l’intera economia territoriale oggi ancora si schierano – da servi solerti – a copertura dell’ennesima farsa da : MA QUALCUNO POTRA’ MAI ANCORA CREDERLI ?!

Intanto la Fiat (con recente accordo sindacale sottoscritto in sede Regione Campania) ha già i lavoratori cui non è stata nemmeno rinnovata la cigs in scadenza per il prossimo 14 luglio e già ne prospetta in una ridicola attività di per precostituire ad arte la prossima ‘cessione di ramo d’azienda’coi conseguenti licenziamenti appaltati ad aziende terze! Tagliati e scaricati fuori anche i 2.431 lavoratori in cigs che all’epoca non rientrarono in FIP e che oggi (650 di loro) dovrebbero “ruotare su se stessi” (tenuti non casualmente ben lontani dalle reali attività di produzione e montaggio) ed ‘adibiti’ad una inesistente e , per qualche settimana di fantomatico corso professionale (tra aula ed affiancamento). E per di più previo visite mediche preventive di idoneità e …sotto le regole “dettate dall’assistente sociale” (sic). Scaricati e tagliati fuori anche i circa 650 ‘superstiti’ ex Ergom oggi anche loro in cigs a scadenza (luglio 2013) e privi – come tutti gli altri – di ogni credibile prospettiva occupazionale futura. Analoghe e forti preoccupazioni investono i lavoratori delle aziende terziarizzate e dell’indotto collegato alla Fiat Pomigliano.

Venerdì 5 aprile – ore 10.30 – sede Slai cobas Pomigliano

Riunione del coordinamento provinciale Slai cobas

Ordine del giorno:

• Problematica situazione Fiat Alfa Romeo indotto e necessaria costruzione di idonee azioni sindacali per la tutela preventiva dei livelli occupazionali e dei diritti dei lavoratori

• Iniziative sindacali per la proroga della cassa integrazione a Nola ed il reinserimento in Fiat dei lavoratori

• Assemblea Operaia Nazionale a Pomigliano del prossimo 1° maggio proposta dal Comitato mogli

• informativa sulle iniziative giudiziarie collettive in corso

Slai cobas – coordinamento provinciale – Pomigliano, 28/3/2013 – per contatti: cobasslai@libero.it

FIAT – Lo ha detto Marchionne: “La costituzione di Fabbrica Italia è stata una imbecillaggine”!

S.L.A.I. cobas

marchione 122
IMBECILLE LUI, IMBECILLI GLI ALTRI… O TUTTI PARACULO PER FOTTERE I LAVORATORI…?!

Marchionne & Soci (sindacalisti, governanti e politici) in questi anni hanno preso per i fondelli tutti, a cominciare da quel 50% di operai che, insieme agli impiegati, nel giugno 2010 votarono “SI” al referendum – con la FIOM nascosta sull’Aventino e lo Slai cobas lasciato in fabbrica da solo a sostenere col ‘NO’ le ragioni dei lavoratori. Precedentemente Marchionne era stato magnificato dal segretario nazionale della Fiom Rinaldini e dal segretario del PRC Bertinotti e poi appoggiato dall’intero arco politico istituzionale di centrodestra e centrosinistra: proprio gli stessi che oggi, in piena campagna elettorale, hanno la faccia tosta di chiedere il voto ai lavoratori. Tra loro anche un ‘tale’ della Fiom (all’epoca in commissione elettorale RSU), lo stesso che per favorire il piano di Marchionne, nel 2009, insieme a FIM-UILM-FISMIC-UGL, ha scippato ai lavoratori il diritto alla democrazia sindacale impedendo la rielezione dei delegati-RSU.

PRIMA,PER EVITARE IL FALLIMENTO E LA CHIUSURA DI FIAT GROUP FECERO FABBRICA ITALIA, OGGI PER EVITARE IL FALLIMENTO E LA CHIUSURA DI FABBRICA ITALIA… RIFANNO FIAT GROUP: BALLE INCREDIBILI BALLE DI IERI E DI OGGI!

Il fatto è che con Fabbrica Italia la Fiat già aveva deciso di tagliare gli organici e licenziare. Ma nel frattempo il Tribunale di Torino, su ricorso dello Slai cobas, si è pronunciato sul diritto di tutti i lavoratori di FGA all’assunzione in FIP entro luglio 2013, data della scadenza della cassa integrazione per ‘cessazione di attività’ di FGA! Il fatto è che oggi la Fiat, tra l’altro, è da un lato dallo Slai cobas e dall’altro dalle mogli degli operai organizzate in comitato (che hanno indetta una grande assemblea nazionale per il prossimo 1° maggio a Pomigliano per dare forza alle ragioni dei lavoratori). Con questi presupposti e il persistere della cassa integrazione e della mancanza di futuro lavorativo per tutti (FIP e FGA), il licenziamento dal prossimo 13 luglio degli oltre 2.000 addetti GGA e dell’indotto avrebbe innescato la deflagrazione di una grossa bomba sociale, sindacale e politica a Pomigliano ed in Campania – nonché giudiziaria con migliaia di ricorsi dei lavoratori: è per questo che Marchionne è stato repentinamente costretto a ‘rimetterci la faccia’!

Messa alle strette la Fiat ha dovuto ‘accusare il colpo e smentire se stessa’ per spostare in avanti la patata bollente e rinviare di un anno il problema. E di nuovo, tutti quanti insieme, quelli che già spergiurarono sulle fandonie di Fabbrica Italia si riuniscono con la Fiat per inventare nuove favole facendo finta di “cambiare tutto per non cambiare niente”. Stavolta nessun operaio, neppure il più sciocco, potrà ancora credergli!

A fronte del prospettato disastro industriale e sociale di Pomigliano (che anticipa quello previsto poi per Melfi e l’intero gruppo Fiat cannibalizzato dalla Chrysler come già fatto dalla Fiat per l’Alfa Romeo) bisogna ‘prepararsi tutti e per tempo’ perché la vicenda della Fiat ci ricorda da vicino gli inquietanti scandali d’oro della speculazione politico-affaristica-sindacale (dall’Alitalia al Monte dei Paschi, per fare qualche esempio): per questo va posta da subito e con forza la questione della nazionalizzazione dell’Alfa Romeo e dell’intero gruppo Fiat a partire da Pomigliano e Melfi e quella della restituzione di tutti i finanziamenti pubblici multimiliardari usati a discapito sociale per l’arricchimento privato degli Agnelli e dei vari Marchionne di turno.

In questo senso, l’Assemblea Operaia Nazionale proposta per il prossimo 1° maggio dalle mogli degli operai di Pomigliano, aperta a tutte le organizzazioni sindacali sociali e politiche disponibili, rappresenta un importante momento di svolta e l’avvio di una Campagna Nazionale per riportare all’ordine del giorno la ‘Questione Operaia’ e dare ‘forza e voce’ ai lavoratori contro la svolta autoritaria in atto.

Slai cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 7/2/2013

Pomigliano, 4 operai incatenati ai cancelli della Fiat

DIRE AGENZIA DI STAMPA QUOTIDIANA POLITICA
pomigl 111
25-01-2013 di Adriano Gasperetti

ROMA – Momenti di tensione davanti ai cancelli dello stabilimento Fiat di Pomigliano. È infatti in corso una manifestazione di Slai Cobas e Fiom (ma i partecipanti interpellati telefonicamente dalla DIRE sottolineano che vogliono rappresentare tutti i lavoratori, per questo non hanno esposto bandiere sindacali), in tutto un centinaio di persone, che stanno protestando “contro i pesanti tagli occupazionali prospettati previsti dal luglio 2013, data della scadenza della cassa integrazione”.

Quattro militanti Fiom, tra cui una donna, hanno deciso di incatenarsi ai cancelli dello stabilimento. “Ci sono diversi motivi che ci hanno spinti a questo gesto- dice un operaio, Mimmo Loffredo, all’agenzia DIRE- C’e’ una sentenza del giudice che dice che noi che siamo fuori non possiamo piu’ essere riassunti, ora la Fiat ha anche avuto il via libera per partire con la mobilita’. Chiediamo ai sindacati delle risposte, vogliamo rientrare in fabbrica. Noi delle proposte le avanziamo, per noi la prima cosa da fare e’ mettere in campo una rotazione, magari di contratti di solidarieta’, almeno per rientrare in fabbrica. Poi vogliamo capire il futuro industriale dell’azienda, per noi la sola Panda che si produce qui non puo’ bastare. Questo gesto di incatenarci e’ dovuto al fatto che dei 2.000 che sono fuori ormai non se ne parla piu’. Non dimentichiamoci poi dei problemi che sta incontrando tutto l’indotto, ci sono anche fabbriche che stanno chiudendo. Le difficolta’ sono enormi. È evidente che il progetto Fabbrica Italia non ha risolto alcun problema”.

Sui tempi Loffredo e’ chiaro: “Stiamo aspettando risposte, vogliamo un’assemblea pubblica in cui parlare di questo tema. Chiediamo anche un intervento della politica: molti nei giorni scorsi si sono affannati ad applaudire alle parole di Marchionne, intanto ci sono persone che restano senza lavoro”. Intanto giovedi’ prossimo il comitato delle mogli degli operai di Pomigliano sara’ a Melfi per volantinare in favore di un appello unitario agli operai della Sata: “O ci mettiamo tutti quanti insieme per essere tutti quanti piu’ forti o saremo in balia degli specchietti per le allodole usati dalla Fiat coi suoi fantomatici piani per chidere le fabbriche e delocalizzare”. Scrive lo Slai: “Prepariamoci al peggio: a luglio e’ prevista la scadenza della cassa integrazione per cessazione dell’attivita’ produttiva di Fiat Group Pomigliano e di oltre 2.000 lavoratori della fabbrica nonche’ del collegato indotto. Se non ci muoviamo, bene e per tempo, il conseguente dimezzamento degli organici rendera’ ‘tutti’ gli oltre 5.000 lavoratori ‘piu’ deboli'”. Lo Slai cobas “e’ impegnato a costruire una grossa assemblea nazionale a Pomigliano, il prossimo 1 maggio, con interventi dei sindacati internazionali, ed aperta a tutte le forze sindacali, sociali e politiche disponibili”.

COMUNICATO STAMPA: FIAT POMIGLIANO PRESIDIO SLAI COBAS – FIOM

Comunicato stampa

FIAT POMIGLIANO / TENSIONE AI CANCELLI AL PRESIDIO SLAI COBAS – FIOM

4 MILITANTI DELLA FIOM (MA SENZA BANDIERE SINDACALI, SI INCATENANO AI CANCELLI IN SEGNO DI PROTESTA CONTRO I PESANTI TAGLI OCCUPAZIONALI PROSPETTATI PREVISTI DAL LUGLIO 2013 DATA DELLA SCADENZA DELLA CASSA INTEGRAZIONE

VOLANTINAGGIO SLAI COBAS AL CAMBIO TURNO (DALLE 13.30 ALLA 14.00)

GIOVEDI’ PROSSIMO IL COMITATO DELLE MOGLI DEGLI OPERAI DI POMIGLIANO A MELFI PER VOLANTINARE UN APPELLO UNITARIO AGLI OPERAI DELLA SATA: “O CI METTIAMO TUTTI QUANTI INSIEME PER ESSERE TUTTI QUANTI PIU’ FORTI O SAREMO IN BALIA DEGLI SPECCHIETTI PER LE ALLODOLE USATI DALLA FIAT COI SUOI FANTOMATICI PIANI PER CHIDERE LE FABBRICHE E DELOCALIZZARE

IN PREPARAZIONE L’ASSEMBLEA NAZIONALE DEL 1° MAGGIO A POMIGLIANO PROPOSTA DALLE DONNE OPERAIE CON LA PRESENZA DEI SINDACATI INTERNAZIONALI ED APERTA A TUTTE LE FORZE SINDACALI SOCIALI E POLITICHE DISPONIBILI. A LUGLIO E’ PREVISTA LA SCADENZA DELLA CASSA INTEGRAZIONE PER CESSAZIONE DELL’ATTIVITA’ PRODUTTIVA DI FIAT GROUP POMIGLIANO ED I PRIMI 2.000 LAVORATORI SARANNO A CONCRETO RISCHIO LICENZIAMENTO ASSIEME A QUELLI DELL’INDOTTO. ORGANIZZARE DA SUBITO LA PROGRESSIONE DELLA MOBILITAZIONE PER TROVARCI PER TEMPO E PREPARATI AL DISASTRO INDUSTRIALE E SOCIALE CHE SI PROFILA A POMIGLIANO, POI A MELFI, CASSINO E NEL RESTO DELLE FABBRICHE FIAT.

Slai cobas fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 25/1/2013

FIAT POMIGLIANO : GLI SPECCHI PER LE ALLODOLE DI MARCHIONNE E DEI SUOI COMPLICI

S.L.A.I. cobas

FIAT, DA POMIGLIANO A MELFI:

GLI SPECCHI PER LE ALLODOLE DI MARCHIONNE E DEI SUOI COMPLICI

Per prendere le allodole i cacciatori usano uno speciale congegno a specchi che, illuminandosi ai raggi del sole, serve ad ingannare le allodole per attirarle nella rete: è lo stesso principio usato da Marchionne col suo fantomatico ‘piano’ (complici i sindacati confederali e le forze politico-istituzionali compiacenti) per ingannare gli ingenui e gli sciocchi opportunisti: a questo punto quella parte degli operai di Melfi che lo scorso dicembre hanno applaudito Marchionne – prostituendosi ai suoi voleri ed a quelli del suo compare Monti – e la metà di quelli di Pomigliano che nel giugno 2010 votarono il SI al referendum, dovrebbero non solo vergognarsi ma innanzitutto insieme a tutti gli altri lavoratori per difendere i loro diritti, il loro futuro e quello delle loro famiglie. Questo perché, alla luce dei fatti, oggi nessuno più può ancora sentirsi privilegiato né raccomandato!

Esiste forse qualche operaio di Pomigliano (sia pure il più sciocco e credulone) che oggi può ancora far finta di credere alla favola del rilancio della produzione e dell’occupazione? Esiste qualche operaio di Melfi (sia pure il più sciocco e credulone) che oggi può ancora far finta di credere alla favola della produzione dei SUV!? Entrambi gli stabilimenti sono nel baratro della cassa integrazione: Pomigliano da anni, a zero ore e/o cigs a “dente di sega” – Melfi che da febbraio 2013 comincerà lo stesso calvario di Pomigliano: cigs per due anni e… poi si vedrà!

Intanto, dopo aver incassato negli anni qualche centinaio di miliardi di euro di finanziamenti pubblici clientelari ed a perdere – ed aver usato il ‘malloppo pubblico’ per la speculazione privata (finanziaria ed industriale) ingrassando a discapito sociale i tesoretti esteri della famiglia Agnelli e i portafogli degli azionisti – oggi la Fiat sta scappando all’estero con la delocalizzazione impiantistica ed il ridimensionamento produttivo. E’ una strana crisi quella della Fiat che negli anni ha raddoppiato in malafede la capacità produttiva degli impianti per lavorare sei mesi all’anno ed accollare i rimanenti sei mesi ai soldi pubblici alla cassa integrazione. In questo quadro la Panda per Pomigliano ed il SUV per Melfi – per chi non l’avesse ancora capito – si rivelano per quello che sono: lo specchietto per le allodole da sempre denunciato dallo Slai cobas.

La stessa vicenda dei 19 reintegrati della Fiom – cui va comunque la nostra solidarietà – sta prestando il fianco in questi giorni alle strumentalizzazioni della Fiat che la usa per mimetizzare (parlando d’altro) il disastro occupazionale e sociale che si prospetta a Pomigliano. Poi seguiranno Melfi, Cassino e le altre fabbriche del Gruppo.

E’ PER QUESTO CHE OGGI DOBBIAMO ORGANIZZARCI PER COSTRUIRE LA MOBILITAZIONE UNITARIA DI TUTTI !

Prepariamoci al peggio: a luglio è prevista la scadenza della cassa integrazione per cessazione dell’attività produttiva di Fiat Group Pomigliano e di oltre 2.000 lavoratori della fabbrica nonché del collegato indotto. Se non ci muoviamo il conseguente dimezzamento degli organici renderà “tutti” gli oltre 5.000 lavoratori “più deboli”! In questo senso già da oggi, su proposta del Comitato delle Mogli degli Operai di Pomigliano, lo Slai cobas è impegnato a costruire una grossa assemblea nazionale a Pomigliano, il prossimo 1° maggio, con interventi dei sindacati internazionali, ed aperta a tutte le forze sindacali, sociali e politiche disponibili. Ciò per attrezzare per tempo e ad ogni livello, sia sindacale che politico che pubblico, l’avvio di una reale mobilitazione di massa dei lavoratori superando lo sconforto e la solitudine operaia costruita negli ultimi anni – e ad arte – dalla cosiddetta sinistra istituzionale e/o antagonista. Quegli stessi che ancora oggi, in tempo di elezioni, si apprestano al doppio sfruttamento dei lavoratori: non solo quello padronale ma anche quello elettorale! Queste cose vanno dette oggi ed organizzate per tempo, ed è propio per questo che, tra l’altro, dobbiamo costruire un forte 1° maggio a Pomigliano per prepararci ad adeguati livelli di lotta: perché dopo potrebbe essere troppo tardi!

Intanto, giovedì prossimo saremo a Melfi col Comitato delle Mogli degli Operai di Pomigliano per porre un analogo appello agli operai della SATA: o ci mettiamo tutti quanti insieme per essere tutti quanti più forti o saremo in balia degli specchietti delle allodole usati dalla Fiat e dai suoi complici sindacali, politici e governativi.

PERCHE’ SE INSIEME SI PUO’ ANCORA VINCERE, DIVISI SI PERDE SICURAMENTE !

SLAI cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 25/1/2013