Slaicobas nuovo sciopero alla Malgara Chiari e Forti

Proclamato dallo Slai Cobas lo sciopero alla Malgara Chiari e Forti a partire da giovedì 13/02
Continuano a ritardare gli stipendi alla Malgara Chiari e Forti di Avio. Un nuovo sciopero è stato proclamato dallo Slaicobas provinciale a partire dalla giornata lavorativa del 13/02/2014 ad oltranza, dopo l’ennesimo tentativo fallito di portare alla ragione la proprietà aziendale che a tutt’oggi deve ancora versare parte degli stipendi di Dicembre 2013 ( versati a singhiozzo e non a tutti, nelle scorse settimane) parte della tredicesima mensilità ( dopo un versamento di 1000 euro d’anticipo nel Dicembre 2013), stipendio di Gennaio 2014, quote Laborfonds per un ammontare che supera i 600.000 euro ( rata trimestrale di 39.000 euro) Fondo Fasa ( fondo assistenza sanitaria di categoria dove mensilmente dovrebbero essere versati 2 euro da parte del lavoratore e 10 euro dall’azienda per sopperire ad incombenze sanitarie che purtroppo rimangono inevase a causa del mancato versamento della Malgara che risale addirittura alla data di costituzione del fondo stesso nel 2012) . E’ da sottolineare però che regolarmente l’azienda trattiene in busta paga sia le quote Laborfonds che quelle Fasa. Continua a leggere

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Comunicato Stampa MALGARA [Avio-TN] : UNITA’ SINDACALE CONTRO LE VIOLAZIONI DEGLI ACCORDI SULLE SPETTANZE

Comunicato Stampa
MALGARA : UNITA’ SINDACALE CONTRO LE VIOLAZIONI DEGLI ACCORDI SULLE SPETTANZE
La Malgara dopo gli scioperi dello scorso giugno promossi dallo Slai Cobas aveva provveduto celermente a pagare parte rilevante delle spettanze dei lavoratori ed a definire un piano di rientro per le rimanenti. Oggi gli operai della Malgara si ritrovano di fronte ad un vergognoso voltafaccia, non si tratta semplicemente di promesse non mantenute come tante volte accaduto nel passato, si tratta invece di una vera e propria violazione di un accordo formulato e proposto dalla stessa azienda ed ovviamente approvato unitariamente dai lavoratori. Infatti la situazione attuale non solo non vede ancora il pieno rientro delle spettanze, ma a questo l’azienda ha aggiunto un nuovo slittamento del pagamento degli stipendi che viene prospettato anche per i prossimi mesi. Tutto questo mentre la stessa azienda va sbandierando operazioni di ricapitalizzazione conseguenti all’entrata di ulteriori capitali apportati da nuovi soci stranieri.
A fronte della nuova situazione creatasi alla Malgara le organizzazioni sindacali interne, probabilmente per la prima volta, hanno definito un’unità d’intenti. In un’apposita riunione tenutasi nei giorni scorsi hanno stabilito insieme allo slai cobas, anche sulla base della positiva e proficua esperienza relativa agli scioperi di giugno, la data del 30 settembre come spartiacque dopo la quale si passerà unitariamente alle vie di fatto.
Questa azienda continua a giocare con la vita dei lavoratori e come successo in passato smette solo quando gli operai decidono di mettere in atto gesti eclatanti.
RSU SLAI COBAS MALGARA CHIARI E FORTI
Massimo Barletta RSU Slai Cobas Malgara Chiari e Forti
Sebastiano Pira resp. prov.le Slai Cobas Trentino

comunicato stampa OPERAI MALGARA: RISPEDIREMO AL MITTENTE LE SCHEDE ELETTORALI

Nonostante la mobilitazione del mese scorso che ha portato al recupero di parte degli arretrati, le preoccupazioni dei lavoratori rimangono alte ed apparentemente senza una prospettiva a breve di soluzione soddisfacente. I lavoratori però non demordono, si sta delineando un orientamento che attesta la loro determinazione a continuare la battaglia. Si preparano nuove iniziative da mettere in campo nelle prossime settimane, ma il malumore che serpeggia tra questi lavoratori non è solo legato all’andazzo dettato dal trattamento riservato loro dall’azienda. Vari lavoratori radunati davanti ai cancelli aziendali, senza peli sulla lingua, non esitano a mettere in discussione i partiti e le istituzioni della politica trentina che hanno sino ad oggi tollerato e coperto il comportamento della Malgara. Si tratta di lavoratori che arrivano a teorizzare una probabile astensione volontaria di massa dal voto rispetto ad ogni competizione elettorale, a partire dalle provinciali di ottobre, in segno di protesta nei confronti del sistema. Di seguito riportiamo le loro affermazioni certi che alle loro parole seguiranno i fatti: ” raccoglieremo in via dimostrativa le fotocopie dei certificati elettorali di tutti i lavoratori e le invieremo accompagnati da una lettera firmata da ognuno, alle istituzioni ed a tutti i partiti politici presenti sul territorio”… “quello che leggiamo tutti i giorni sono nient’altro che titoloni devianti su diatribe interne ai partiti, regolamenti di conti, aspiranti capetti che si leccano le ferite dopo la batosta alle primarie, vincitori che fanno il grandoni e parlano di consenso ampio, mentre gli altri illustri rappresentanti della politica trentina si arrabattano come possono, in uno scorrere maleodorante di paroloni, un incessante pour parler che non sa di niente, che ha il solo intento di raggirare nuovamente noi poveri fessi, le centinaia di famiglie che quotidianamente perdono diritti e speranze nel vivibile trentino dei sondaggi”…questo dice B. dimostrando di avere le idee molto chiare, e poi aggiunge ” noi lavoratori che perdiamo il lavoro e quindi la vita per colpa di una gestione delle politiche del lavoro vergognosa ed a totale favore di imprenditori senza scrupoli, dei potentati…. il tutto nella più totale afasia delle organizzazioni sindacali filo governative….”. “Che ci vadano loro a votare la prossima volta” aggiunge A. sbracciandosi, “non sono neanche buoni a tutelare chi li ha mandati li’ e gli paga lo stipendio…” R. è una donna preoccupata per il futuro dei suoi figli maggiorenni e senza lavoro, ” campare è dura con uno stipendio che non si sa mai quando arriva, eppure io il mio lavoro lo faccio, eccome se lo faccio” M. è più polemico con la politica ” solo mesi fa Olivi aveva elogiato questa azienda come sana ed ecco oggi dove stiamo andando…” C. rincara la dose ” ce ne staremo a casa ad ottobre tanto non cambierà comunque niente, cosa volete che gliene freghi a quelli li di una fabbrica di confine come questa, e delle famiglie che ci mangiano, sei visto come cittadino solo quando hai in mano il tuo bel certificato elettorale e vai a farli tutti contenti….”.

RSU SLAI COBAS MALGARA CHIARI E FORTI
Massimo Barletta RSU Slai Cobas Malgara Chiari e Forti

MALGARA CHIARI E FORTI DI AVIO: BUONA AFFERMAZIONE DELLO SLAI COBAS ALLE ELEZIONI DELLE RSU

MALGARA CHIARI E FORTI DI AVIO: BUONA AFFERMAZIONE DELLO SLAI COBAS ALLE ELEZIONI DELLE RSUslai cobas ccc 111
Il 28 marzo la commissione elettorale ha validato i risultati delle elezioni della rappresentanza sindacale unitaria della Malgara Chiari e Forti di Avio. Lo Slai Cobas che si presentava per la prima volta ha ottenuto il 25,5 % dei voti validi ed il suo rappresentante di lista è risultato il secondo degli eletti per numero di preferenza individuali. Si tratta di un buon risultato che va al di là del numero dei tesserati in azienda e che consente di confermare il rappresentante Massimo Barletta il quale risultava già prima della tornata elettorale membro nell’RSU con per il passaggio dalla CGIL allo Slai Cobas. Questo risultato legittima lo Slai Cobas ha continuare sulla strada da mesi intrapresa in azienda con determinazione e flessibilità per l’apertura di un nuovo corso sindacale al fine di salvaguardare gli interessi di tutti i lavoratori, nessuno escluso, senza opportunismi, favoritismi e logiche clientelari. Ormai si accumulano i ritardi nel pagamento degli stipendi ed ad essi si aggiunge l’incredibile vicenda dei versamenti per i fondi pensione pagati dai lavoratori, ma trattenuti dall’azienda e mai transitati al Laborfonds. Per queste questioni più che mai aperte lo Slai Cobas dopo i risultati elettorali è pronto ad invitare allo sciopero con o senza l’adesione degli altri sindacati che per anni sulla testa dei lavoratori e della stessa RSU della Malgara hanno seguito logiche di cedimento e collaborazione che hanno favorito il progressivo degenerare di una situazione in cui nonostante ci siano ordini e lavoro a sufficienza e relativi cospicui guadagni mensili i soldi continuano ad essere dirottati altrove per pagare debiti e disastri vari. Diciamo anche che lo sciopero è certo ed è revocabile solo se la Malgara provvederà a pagare gli stipendi di febbraio entro la giornata del 3 aprile.
Massimo Barletta RSU Slai Cobas Malgara
Sebastiano Pira resp. prov.le Slai Cobas Trentino