Dalla kermesse di Detroit a quella dell’EXPO 2015

Comunicato stampa
Oggi da Detroit la FCA dice che scriverà un… nuovo libro, ma noi operai l’abbiamo invece già letto e non ci è piaciuto! Per questo prepariamo manifestazione all’EXPO

FIAT CHRYSLER AUTOMOBILES / i piani industriali fiction della F.C.A. dalla kermesse di Detroit a quella milanese dell’EXPO 2015I: con Renzi ed i suoi ministri, istituzioni, politica e sindacati italiani che pendono dalle labbra dell’attore protagonista, l’italo-canadese con residenza svizzera Sergio Marchionne, ex esperto finanziario della Philip Morris, la misura è colma e le prospettive dell’industria italiana ben scarse al contrario di quelle speculative: nell’EXPO 2015 la Fiat, che per decenni ha vissuto di finanziamenti pubblici e distrutto le sue fabbriche in Italia, è uno dei principali sponsor governativi e si è aggiudicata la commessa di 500 autovetture da assegnare ai più importanti espositori per scarrozzare in giro capi di Stato ed autorità col gran tornaconto d’immagine internazionale. Continua a leggere

LA FIAT E E LA FIOM : LANDINI SI LIMITA A SOLLECITARE GIUSTIZIA PER I “SUOI 19” E CONSENTE ALLA FIAT DI SPOSTARE L’ATTENZIONE DA UN ANNUNCIATO DISASTRO INDUSTRIALE AD UNA “MERA QUESTIONE GIURIDICA DI DIRITTO SINDACALE”

landini 111MARCHIONNE DISSE CHE FABBRICA ITALIA DOVEVA IMPEDIRE I LICENZIAMENTI IN FIAT GROUP MENTRE OGGI DICE CHE E RITORNA A FIAT GROUP PER IMPEDIRE I LICENZIAMENTI IN FABBRICA ITALIA

LANDINI SI LIMITA A SOLLECITARE GIUSTIZIA PER I “SUOI 19” E CONSENTE ALLA FIAT DI SPOSTARE L’ATTENZIONE DA UN ANNUNCIATO DISASTRO INDUSTRIALE AD UNA “MERA QUESTIONE GIURIDICA DI DIRITTO SINDACALE”

Dopo aver preso tutti per i fondelli oggi : il fatto è che stavolta Marchionne & Soci sono stati costretti a ‘rimetterci la faccia”, questo perché nello scorso settembre il Tribunale di Torino, su ricorso Slai cobas, si è chiaramente pronunciato sul diritto di tutti i lavoratori di FIAT GROUP Pomigliano ad essere assunti in Fabbrica Italia entro il 13 luglio 2013, data della scadenza della cassa integrazione per la ‘cessazione dell’attività’ del vecchio stabilimento. Il fatto è che oggi la Fiat è , tra altro, da un lato dallo Slai cobas e dall’altro dalle mogli degli operai organizzate in Comitato che hanno già indetto un’assemblea nazionale per la ‘data strategica’ del prossimo 1° maggio a Pomigliano. Con questi presupposti, il fallimento di Fabbrica Italia ed il persistere della cassa integrazione ‘senza futuro’ per tutti gli oltre 5.000 lavoratori (FIP-FGA-INDOTTO) sommandosi al pericolo licenziamento dal prossimo 13 luglio degli oltre 2.000 addetti a FGA/INDOTTO avrebbe innescato la deflagrazione di una vera e propria a Pomigliano ed in Campania, nonché giudiziaria con migliaia di ricorsi dei lavoratori: è per questo che Marchionne è stato costretto a fare il repentino voltafaccia!

Non aiutano i lavoratori le strategie di bottega della FIOM e gli appelli elettorali di Landini che, per calcolate esigenze di “immagine” (e indotta strumentalizzazione elettorale) mira a rappresentare come “questione di pochi una questione di tutti” e che riguarda oltre 5.000 addetti: altro che 19, ai quali va comunque tutta la nostra solidarietà.
Slai Cobas

FIAT – Lo ha detto Marchionne: “La costituzione di Fabbrica Italia è stata una imbecillaggine”!

S.L.A.I. cobas

marchione 122
IMBECILLE LUI, IMBECILLI GLI ALTRI… O TUTTI PARACULO PER FOTTERE I LAVORATORI…?!

Marchionne & Soci (sindacalisti, governanti e politici) in questi anni hanno preso per i fondelli tutti, a cominciare da quel 50% di operai che, insieme agli impiegati, nel giugno 2010 votarono “SI” al referendum – con la FIOM nascosta sull’Aventino e lo Slai cobas lasciato in fabbrica da solo a sostenere col ‘NO’ le ragioni dei lavoratori. Precedentemente Marchionne era stato magnificato dal segretario nazionale della Fiom Rinaldini e dal segretario del PRC Bertinotti e poi appoggiato dall’intero arco politico istituzionale di centrodestra e centrosinistra: proprio gli stessi che oggi, in piena campagna elettorale, hanno la faccia tosta di chiedere il voto ai lavoratori. Tra loro anche un ‘tale’ della Fiom (all’epoca in commissione elettorale RSU), lo stesso che per favorire il piano di Marchionne, nel 2009, insieme a FIM-UILM-FISMIC-UGL, ha scippato ai lavoratori il diritto alla democrazia sindacale impedendo la rielezione dei delegati-RSU.

PRIMA,PER EVITARE IL FALLIMENTO E LA CHIUSURA DI FIAT GROUP FECERO FABBRICA ITALIA, OGGI PER EVITARE IL FALLIMENTO E LA CHIUSURA DI FABBRICA ITALIA… RIFANNO FIAT GROUP: BALLE INCREDIBILI BALLE DI IERI E DI OGGI!

Il fatto è che con Fabbrica Italia la Fiat già aveva deciso di tagliare gli organici e licenziare. Ma nel frattempo il Tribunale di Torino, su ricorso dello Slai cobas, si è pronunciato sul diritto di tutti i lavoratori di FGA all’assunzione in FIP entro luglio 2013, data della scadenza della cassa integrazione per ‘cessazione di attività’ di FGA! Il fatto è che oggi la Fiat, tra l’altro, è da un lato dallo Slai cobas e dall’altro dalle mogli degli operai organizzate in comitato (che hanno indetta una grande assemblea nazionale per il prossimo 1° maggio a Pomigliano per dare forza alle ragioni dei lavoratori). Con questi presupposti e il persistere della cassa integrazione e della mancanza di futuro lavorativo per tutti (FIP e FGA), il licenziamento dal prossimo 13 luglio degli oltre 2.000 addetti GGA e dell’indotto avrebbe innescato la deflagrazione di una grossa bomba sociale, sindacale e politica a Pomigliano ed in Campania – nonché giudiziaria con migliaia di ricorsi dei lavoratori: è per questo che Marchionne è stato repentinamente costretto a ‘rimetterci la faccia’!

Messa alle strette la Fiat ha dovuto ‘accusare il colpo e smentire se stessa’ per spostare in avanti la patata bollente e rinviare di un anno il problema. E di nuovo, tutti quanti insieme, quelli che già spergiurarono sulle fandonie di Fabbrica Italia si riuniscono con la Fiat per inventare nuove favole facendo finta di “cambiare tutto per non cambiare niente”. Stavolta nessun operaio, neppure il più sciocco, potrà ancora credergli!

A fronte del prospettato disastro industriale e sociale di Pomigliano (che anticipa quello previsto poi per Melfi e l’intero gruppo Fiat cannibalizzato dalla Chrysler come già fatto dalla Fiat per l’Alfa Romeo) bisogna ‘prepararsi tutti e per tempo’ perché la vicenda della Fiat ci ricorda da vicino gli inquietanti scandali d’oro della speculazione politico-affaristica-sindacale (dall’Alitalia al Monte dei Paschi, per fare qualche esempio): per questo va posta da subito e con forza la questione della nazionalizzazione dell’Alfa Romeo e dell’intero gruppo Fiat a partire da Pomigliano e Melfi e quella della restituzione di tutti i finanziamenti pubblici multimiliardari usati a discapito sociale per l’arricchimento privato degli Agnelli e dei vari Marchionne di turno.

In questo senso, l’Assemblea Operaia Nazionale proposta per il prossimo 1° maggio dalle mogli degli operai di Pomigliano, aperta a tutte le organizzazioni sindacali sociali e politiche disponibili, rappresenta un importante momento di svolta e l’avvio di una Campagna Nazionale per riportare all’ordine del giorno la ‘Questione Operaia’ e dare ‘forza e voce’ ai lavoratori contro la svolta autoritaria in atto.

Slai cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 7/2/2013

Pomigliano, 4 operai incatenati ai cancelli della Fiat

DIRE AGENZIA DI STAMPA QUOTIDIANA POLITICA
pomigl 111
25-01-2013 di Adriano Gasperetti

ROMA – Momenti di tensione davanti ai cancelli dello stabilimento Fiat di Pomigliano. È infatti in corso una manifestazione di Slai Cobas e Fiom (ma i partecipanti interpellati telefonicamente dalla DIRE sottolineano che vogliono rappresentare tutti i lavoratori, per questo non hanno esposto bandiere sindacali), in tutto un centinaio di persone, che stanno protestando “contro i pesanti tagli occupazionali prospettati previsti dal luglio 2013, data della scadenza della cassa integrazione”.

Quattro militanti Fiom, tra cui una donna, hanno deciso di incatenarsi ai cancelli dello stabilimento. “Ci sono diversi motivi che ci hanno spinti a questo gesto- dice un operaio, Mimmo Loffredo, all’agenzia DIRE- C’e’ una sentenza del giudice che dice che noi che siamo fuori non possiamo piu’ essere riassunti, ora la Fiat ha anche avuto il via libera per partire con la mobilita’. Chiediamo ai sindacati delle risposte, vogliamo rientrare in fabbrica. Noi delle proposte le avanziamo, per noi la prima cosa da fare e’ mettere in campo una rotazione, magari di contratti di solidarieta’, almeno per rientrare in fabbrica. Poi vogliamo capire il futuro industriale dell’azienda, per noi la sola Panda che si produce qui non puo’ bastare. Questo gesto di incatenarci e’ dovuto al fatto che dei 2.000 che sono fuori ormai non se ne parla piu’. Non dimentichiamoci poi dei problemi che sta incontrando tutto l’indotto, ci sono anche fabbriche che stanno chiudendo. Le difficolta’ sono enormi. È evidente che il progetto Fabbrica Italia non ha risolto alcun problema”.

Sui tempi Loffredo e’ chiaro: “Stiamo aspettando risposte, vogliamo un’assemblea pubblica in cui parlare di questo tema. Chiediamo anche un intervento della politica: molti nei giorni scorsi si sono affannati ad applaudire alle parole di Marchionne, intanto ci sono persone che restano senza lavoro”. Intanto giovedi’ prossimo il comitato delle mogli degli operai di Pomigliano sara’ a Melfi per volantinare in favore di un appello unitario agli operai della Sata: “O ci mettiamo tutti quanti insieme per essere tutti quanti piu’ forti o saremo in balia degli specchietti per le allodole usati dalla Fiat coi suoi fantomatici piani per chidere le fabbriche e delocalizzare”. Scrive lo Slai: “Prepariamoci al peggio: a luglio e’ prevista la scadenza della cassa integrazione per cessazione dell’attivita’ produttiva di Fiat Group Pomigliano e di oltre 2.000 lavoratori della fabbrica nonche’ del collegato indotto. Se non ci muoviamo, bene e per tempo, il conseguente dimezzamento degli organici rendera’ ‘tutti’ gli oltre 5.000 lavoratori ‘piu’ deboli'”. Lo Slai cobas “e’ impegnato a costruire una grossa assemblea nazionale a Pomigliano, il prossimo 1 maggio, con interventi dei sindacati internazionali, ed aperta a tutte le forze sindacali, sociali e politiche disponibili”.

COMUNICATO STAMPA: FIAT POMIGLIANO PRESIDIO SLAI COBAS – FIOM

Comunicato stampa

FIAT POMIGLIANO / TENSIONE AI CANCELLI AL PRESIDIO SLAI COBAS – FIOM

4 MILITANTI DELLA FIOM (MA SENZA BANDIERE SINDACALI, SI INCATENANO AI CANCELLI IN SEGNO DI PROTESTA CONTRO I PESANTI TAGLI OCCUPAZIONALI PROSPETTATI PREVISTI DAL LUGLIO 2013 DATA DELLA SCADENZA DELLA CASSA INTEGRAZIONE

VOLANTINAGGIO SLAI COBAS AL CAMBIO TURNO (DALLE 13.30 ALLA 14.00)

GIOVEDI’ PROSSIMO IL COMITATO DELLE MOGLI DEGLI OPERAI DI POMIGLIANO A MELFI PER VOLANTINARE UN APPELLO UNITARIO AGLI OPERAI DELLA SATA: “O CI METTIAMO TUTTI QUANTI INSIEME PER ESSERE TUTTI QUANTI PIU’ FORTI O SAREMO IN BALIA DEGLI SPECCHIETTI PER LE ALLODOLE USATI DALLA FIAT COI SUOI FANTOMATICI PIANI PER CHIDERE LE FABBRICHE E DELOCALIZZARE

IN PREPARAZIONE L’ASSEMBLEA NAZIONALE DEL 1° MAGGIO A POMIGLIANO PROPOSTA DALLE DONNE OPERAIE CON LA PRESENZA DEI SINDACATI INTERNAZIONALI ED APERTA A TUTTE LE FORZE SINDACALI SOCIALI E POLITICHE DISPONIBILI. A LUGLIO E’ PREVISTA LA SCADENZA DELLA CASSA INTEGRAZIONE PER CESSAZIONE DELL’ATTIVITA’ PRODUTTIVA DI FIAT GROUP POMIGLIANO ED I PRIMI 2.000 LAVORATORI SARANNO A CONCRETO RISCHIO LICENZIAMENTO ASSIEME A QUELLI DELL’INDOTTO. ORGANIZZARE DA SUBITO LA PROGRESSIONE DELLA MOBILITAZIONE PER TROVARCI PER TEMPO E PREPARATI AL DISASTRO INDUSTRIALE E SOCIALE CHE SI PROFILA A POMIGLIANO, POI A MELFI, CASSINO E NEL RESTO DELLE FABBRICHE FIAT.

Slai cobas fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 25/1/2013

FIAT POMIGLIANO : GLI SPECCHI PER LE ALLODOLE DI MARCHIONNE E DEI SUOI COMPLICI

S.L.A.I. cobas

FIAT, DA POMIGLIANO A MELFI:

GLI SPECCHI PER LE ALLODOLE DI MARCHIONNE E DEI SUOI COMPLICI

Per prendere le allodole i cacciatori usano uno speciale congegno a specchi che, illuminandosi ai raggi del sole, serve ad ingannare le allodole per attirarle nella rete: è lo stesso principio usato da Marchionne col suo fantomatico ‘piano’ (complici i sindacati confederali e le forze politico-istituzionali compiacenti) per ingannare gli ingenui e gli sciocchi opportunisti: a questo punto quella parte degli operai di Melfi che lo scorso dicembre hanno applaudito Marchionne – prostituendosi ai suoi voleri ed a quelli del suo compare Monti – e la metà di quelli di Pomigliano che nel giugno 2010 votarono il SI al referendum, dovrebbero non solo vergognarsi ma innanzitutto insieme a tutti gli altri lavoratori per difendere i loro diritti, il loro futuro e quello delle loro famiglie. Questo perché, alla luce dei fatti, oggi nessuno più può ancora sentirsi privilegiato né raccomandato!

Esiste forse qualche operaio di Pomigliano (sia pure il più sciocco e credulone) che oggi può ancora far finta di credere alla favola del rilancio della produzione e dell’occupazione? Esiste qualche operaio di Melfi (sia pure il più sciocco e credulone) che oggi può ancora far finta di credere alla favola della produzione dei SUV!? Entrambi gli stabilimenti sono nel baratro della cassa integrazione: Pomigliano da anni, a zero ore e/o cigs a “dente di sega” – Melfi che da febbraio 2013 comincerà lo stesso calvario di Pomigliano: cigs per due anni e… poi si vedrà!

Intanto, dopo aver incassato negli anni qualche centinaio di miliardi di euro di finanziamenti pubblici clientelari ed a perdere – ed aver usato il ‘malloppo pubblico’ per la speculazione privata (finanziaria ed industriale) ingrassando a discapito sociale i tesoretti esteri della famiglia Agnelli e i portafogli degli azionisti – oggi la Fiat sta scappando all’estero con la delocalizzazione impiantistica ed il ridimensionamento produttivo. E’ una strana crisi quella della Fiat che negli anni ha raddoppiato in malafede la capacità produttiva degli impianti per lavorare sei mesi all’anno ed accollare i rimanenti sei mesi ai soldi pubblici alla cassa integrazione. In questo quadro la Panda per Pomigliano ed il SUV per Melfi – per chi non l’avesse ancora capito – si rivelano per quello che sono: lo specchietto per le allodole da sempre denunciato dallo Slai cobas.

La stessa vicenda dei 19 reintegrati della Fiom – cui va comunque la nostra solidarietà – sta prestando il fianco in questi giorni alle strumentalizzazioni della Fiat che la usa per mimetizzare (parlando d’altro) il disastro occupazionale e sociale che si prospetta a Pomigliano. Poi seguiranno Melfi, Cassino e le altre fabbriche del Gruppo.

E’ PER QUESTO CHE OGGI DOBBIAMO ORGANIZZARCI PER COSTRUIRE LA MOBILITAZIONE UNITARIA DI TUTTI !

Prepariamoci al peggio: a luglio è prevista la scadenza della cassa integrazione per cessazione dell’attività produttiva di Fiat Group Pomigliano e di oltre 2.000 lavoratori della fabbrica nonché del collegato indotto. Se non ci muoviamo il conseguente dimezzamento degli organici renderà “tutti” gli oltre 5.000 lavoratori “più deboli”! In questo senso già da oggi, su proposta del Comitato delle Mogli degli Operai di Pomigliano, lo Slai cobas è impegnato a costruire una grossa assemblea nazionale a Pomigliano, il prossimo 1° maggio, con interventi dei sindacati internazionali, ed aperta a tutte le forze sindacali, sociali e politiche disponibili. Ciò per attrezzare per tempo e ad ogni livello, sia sindacale che politico che pubblico, l’avvio di una reale mobilitazione di massa dei lavoratori superando lo sconforto e la solitudine operaia costruita negli ultimi anni – e ad arte – dalla cosiddetta sinistra istituzionale e/o antagonista. Quegli stessi che ancora oggi, in tempo di elezioni, si apprestano al doppio sfruttamento dei lavoratori: non solo quello padronale ma anche quello elettorale! Queste cose vanno dette oggi ed organizzate per tempo, ed è propio per questo che, tra l’altro, dobbiamo costruire un forte 1° maggio a Pomigliano per prepararci ad adeguati livelli di lotta: perché dopo potrebbe essere troppo tardi!

Intanto, giovedì prossimo saremo a Melfi col Comitato delle Mogli degli Operai di Pomigliano per porre un analogo appello agli operai della SATA: o ci mettiamo tutti quanti insieme per essere tutti quanti più forti o saremo in balia degli specchietti delle allodole usati dalla Fiat e dai suoi complici sindacali, politici e governativi.

PERCHE’ SE INSIEME SI PUO’ ANCORA VINCERE, DIVISI SI PERDE SICURAMENTE !

SLAI cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 25/1/2013

FIAT: FABBRICA ITALIA ! MARCHIONNE ED I SUOI COMPLICI CONTINUANO A PRENDERE IN GIRO I LAVORATORI DOPO AVERLI INGUAIATI !

Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale
S.L.A.I. cobas

FABBRICA ITALIA ! MARCHIONNE ED I SUOI COMPLICI CONTINUANO A PRENDERE IN GIRO I LAVORATORI DOPO AVERLI INGUAIATI !

Di nuovo, tutti quanti insieme, oggi FIOM-FIM-UILM-FISMIC e UGL se la prendono con la Fiat che non garantisce più il rientro in Fabbrica Italia degli 800 lavoratori PCMA (ex Ergom) da 4 anni in cassa integrazione e dal luglio prossimo a prospettiva licenziamento per lo scadere della cassa integrazione. E, ancora tutti quanti insieme, si “lamentano” dell’atteggiamento…irresponsabile di azienda ed istituzioni. Quegli stessi che hanno tagliato fuori dalla Fiat Pomigliano e abbandonato al loro destino (alla prospettiva di terziarizzazione e licenziamento) i lavoratori del Polo Logistico di Nola (da oltre 4 anni in cigs senza futuro), ed i 2.000 di FGA (nelle stesse condizioni e con lo stesso destino). Per non parlare degli addetti nella fabbrica senza futuro di FIP sottoposti ormai a periodi di cigs senza fine e a prossimi problemi occupazionali proprio per gli “effetti “ del piano di Marchionne che si prepara sta abbandonando l’Italia e delocalizzando all’estero la produzione. Un ‘piano industriale (si fa per dire) magnificato all’epoca anche dal segretario nazionale della FIOM Rinaldini.

Come sempre, dopo aver precedentemente precipitato i lavoratori sull’orlo del baratro dando una mano alla Fiat nella divisione a “spezzatino” dei lavoratori (FIP-FGA-NOLA-TERZIARIZZATE-INDOTTO) sono ancora gli stessi sindacati confederali – tutti – ad essere funzionali al proseguimento dello sfascio industriale ed occupazionale in atto a Pomigliano e ricercato dalla Fiat. La loro solita logica è quella del ‘facimmo ammuina’ con mobilitazioni sindacali (si fa per dire) utili più a rilanciare le divisioni tra i lavoratori dei vari reparti che a contrastare i piani di deindustrializzazione e speculazione di Marchionne.

Poi continueranno nel tentativo di seminare nuove ‘balle e zizzania’ tra i lavoratori (per convincerli al licenziamento) attraverso ‘promesse’ di , il tutto in un inquietante scenario di crisi e desertificazione industriale, incentivati dall’approssimarsi del clima elettorale e dalle strumentalizzazioni in atto dei vari partiti (di ‘sinistra’, centro e destra) che dopo aver fottuto i lavoratori ora si apprestano a sfotterli, mirando a sfruttarli di nuovo, stavolta finanche con la richiesta del voto.

BISOGNA UNIRE TUTTI PER DARE PIU’ FORZA A TUTTI

Lo Slai cobas è impegnato alla necessaria prospettiva di progressiva e realistica mobilitazione unitaria di tutti i lavoratori (senza ‘inventare’ effimere scorciatoie) per realizzare l’obiettivo del come tra l’altro stabilito nei mesi scorsi dal Tribunale di Torino su riscorso Slai.

A fronte del a Pomigliano ed in Italia bisogna mettersi in moto, “tutti”, prima che “troppo tardi”! In questo senso va posta la questione della nazionalizzazione dell’Alfa Romeo e dell’intero gruppo Fiat le cui fabbriche sono state in questi anni abbondantemente strapagate dalla collettività con multimtiliardari finanziamenti pubblici, clientelari e “a perdere”, dati dallo Stato agli Agnelli e da questi usati a discapito sociale.

In questo senso sarà importante la partecipazione dei lavoratori di Fiat ed indotto all’ASSEMBLEA NAZIONALE DEL PROSSIMO PRIMO MAGGIO A POMIGLIANO indetta dal Comitato Mogli Operai di Pomigliano, cui lo Slai cobas aderisce e partecipa: una iniziativa a forte impatto sindacale e pubblico non a caso organizzata a due mesi dallo scadere della cassa integrazione per cessazione dell’attività produttiva di FGA.

Slai cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 9/1/2013