I QUADRI DELL’ APPARATO DEI SINDACATI CONFEDERALI : DEMOCRATICI CON I PADRONI, ANTIDEMOCRATICI CON GLI OPERAI !

PARLA UNO DEI COBAS: “ALTRO CHE TEPPISTI. DA SANTORO A TORINO, A NOI NEGANO IL DIRITTO DI PAROLA”.

Antonio de Lorenzo per “La Stampa”

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TORINO 16 MAGGIO BASTA MENZOGNE CONTRO LO SLAI COBAS

totino 111

 

Oggi 17 maggio  Il Manifesto e Liberazione sono in prima fila nella campagna denigratoria  contro lo Slai Cobas. Si tratta di menzogne che hanno lo scopo di portare acqua al mulino dei sindacati confederali nascondendone le enormi responsabilità e complicità. Oggi gli apparati di questi sindacati sono irreversibilmente marci e strutturalmente  legati al capitale finanziario. I lavoratori hanno bisogno di un nuovo sindacato che unisca tutte le forze sane realmente capaci di reappresentare gli interessi dei lavoratori. Basta con i sindacalisti corrotti ! Unità dei lavoratori contro i padroni, le banche, la deriva reazionaria ed i governi di centro-destra e di centro-sinistra.

Corrado torino 

TORINO 16 MAGGIO CORRADO DELLE DONNE
PARLA DAL
PALCO AGLI OPERAI FIAT

 

 

torino 3UN’ALTRO SPEZZONE DELLO SLAI COBAS ALLA
MANIFESTAZIONE DI
TORINO

TORINO 16 MAGGIO: Provocatori tra i confederali innescano il parapiglia – nessuna aggressione dei cobas a Rinaldini!

OCCORRE UNA LOTTA UNITARIA DEI LAVORATORI CONTRO LA FIAT E I LICENZIAMENTI PROGRAMMMATI DA MARCHIONNE!

Senza nemmeno contattarci per confrontare la nostra versione dei fatti, si è costruita ad arte la falsa notizia di un attacco preordinato e organizzato per gettare dal palco della manifestazione operaia di Torino il segretario della Fiom Rinaldini. Lo Slai Cobas è sceso in piazza contro la Fiat e per una lotta unitaria dei lavoratori contro la ristrutturazione e i licenziamenti programmati da Marchionne.

Al termine del corteo contro la Fiat si chiedeva a gran voce, con l’approvazione degli operai presenti in piazza, che potessero parlare anche lo Slai Cobas e i lavoratori delle fabbriche Fiat colpite dalla ristrutturazione e dalla minaccia di chiusura, in primo luogo gli operai di Pomigliano deportati da oltre un anno allo stabilimento confino di Nola (anche grazie a un accordo siglato dai confederali). Stabilimento confino di Nola che ripete l’esperienza vergognosa dei reparti confino fatti dalla Fiat di Valletta negli anni ’50 a Mirafiori, dove venivano rinchiusi tutti gli operai non disposti a subire passivamente lo sfruttamento padronale.Quando con i dirigenti confederali presenti sul palco era stato concordato che avrebbero potuto parlare anche lo Slai Cobas e gli operai di Nola, qualcuno dei confederali, che evidentemente non condivideva questa decisione, ha innescato una violenta provocazione per impedirlo. Nel parapiglia che ne seguiva Rinaldini cadeva e veniva aiutato a rialzarsi da lavoratori dello Slai Cobas.

Quando, poi, un rappresentante dello Slai Cobas e uno degli operai di Nola stavano per parlare, come concordato con i dirigenti confederali , qualcuno tra di loro strappava violentemente i fili del microfono per impedirlo. Abbiamo dovuto così parlare, dopo che i dirigenti confederali hanno abbandonato il palco, con il nostro impianto voce e abbiamo parlato ai lavoratori che nella quasi totalità sono rimasti in piazza.

Nessuna aggressione preordinata contro Rinaldini, quindi. Quanto accaduto è stata una scelta deliberata di chi tra i confederali, innescando la violenta provocazione sul palco, vuole continuare ad impedire che i lavoratori possono prendere direttamente la parola e continuino a rimanere succubi di accordi concertativi, a perdere e calati dall’alto.

Lo Slai Cobas ribadisce la necessità di una lotta ampia e unitaria degli operai, dei lavoratori, contro la Fiat e il piano di ristrutturazione e licenziamenti delineato da Marchionne.

Una lotta che deve articolarsi sul netto rifiuto della chiusura di qualsiasi stabilimento, sulla redistribuzione del lavoro tra le fabbriche Fiat, sulla riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, sul salario garantito ai disoccupati, sul blocco degli straordinari negli stabilimenti. Misure che potrebbero essere realizzate utilizzando i profitti fatti dai padroni in questi anni.

Milano 16/5/2009 Slai Cobas http://www.slaicobas. it Coordinamento nazionale

 

 

Il cambio tuta è orario di lavoro

Il cambio tuta va retribuito come orario di lavoro
-parere legale e dalla cassazione
-cambio tuta retribuito
-vertenze gia vinte da slai cobas aziendale in varie aziende come La Sipa Bindi spa di s. Giuliano Milanese.
30 aprile 2009

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parere-cambio-tuta

GARANZIA DEL POSTO DI LAVORO PER GLI OPERAI WHIRLPOOL

SOLIDARIETA’ AGLI OPERAI WHIRLPOOL
GARANZIA DEL POSTO DI LAVORO

Già nei primi mesi dello scorso anno la Whirlpool aveva iniziato a vendere i terreni circostanti. Oggi ha ultimato l’opera vendendo lo stesso stabilimento. Da anni la Whirlpool non investiva più a Trento, mentre su scala nazionale, alle centinaia di operai licenziati in Piemonte dell’Embraco (controllata al 100% dalla Whirlpool) si aggiungeva il continuo ridimensionamento dell’attività produttiva dello stabilimento di Varese.
Era evidente che la strategia della Whirlpool mirava alla chiusura progressiva degli stabilimenti italiani ed alla delocalizzazione all’Est, in particolare in Polonia.

In tutti questi anni, a Trento si è solo cercato di rassicurare gli operai e di far ingoiare loro aumenti dei ritmi di lavoro e della flessibilità in nome della necessità di reggere la concorrenza sui mercati globalizzati. Tutto un imbroglio al servizio della delocalizzazione visto che la Whirlpool è la più grande multinazionale americana del settore ed è presente in tutto il mondo in più di 100 paesi, non solo in America Latina e nell’Est Europa, ma anche in Asia ed in particolare in Cina. La “spietata concorrenza” sul mercato mondiale alle produzioni dello stabilimento di Trento in realtà l’ha sempre fatta la stessa Whirlpool.

Oggi è diventato chiaro che la vendita dei terreni e dello stabilimento sono stati condotti con il pieno appoggio di Regione, Provincia e Comune, a partire dall’enormità di quei terreni regalati dalla Provincia con la clausola dell’impiego produttivo ed oggi diventati invece oggetto di una vergognosa speculazione ai danni della collettività. L’elemento più rilevante è però dato dal fatto che la vendita dello stabilimento è stata sostenuta e finanziata da Mediocredito Trentino, banca controllata, su scala locale, dallo stesso Ente pubblico. Senza il pieno appoggio dell’Ente pubblico e delle forze politiche di potere e senza il ruolo delle banche locali, l’operazione in atto della Whirlpool, volta alla chiusura dello stabilimento e alla delocalizzazione degli impianti l’Est, sarebbe stata molto più difficile se non addirittura impossibile.

La chiusura dello stabilimento di Trento è quindi solo un golpe congiunto della Whirlpool e del potere politico locale ai danni degli operai e della collettività. Una vergognosa operazione speculativa al sevizio di banche e rendite immobiliari che è andata avanti nell’ombra negli ultimi anni con lo scopo di mettere gli operaia di fronte ai giochi già fatti.

Tutto questo deve trovare una precisa risposta degli operai della Whirlpool e degli altri lavoratori del Trentino. Dobbiamo dire basta con il gioco delle parti dove l’Ente pubblico scarica tutte le sue responsabilità sulla Whirlpool per evitare di dover prendere precisi impegni nei confronti degli operai a garanzia del loro futuro lavorativo.

Regione, Provincia, Comune sono responsabili quanto la Whirlpool del futuro degli operai e quindi risulta inefficace e perdente qualsiasi lotta per la garanzia del mantenimento del posto di lavoro che si traduca in una contrattazione nei confronti della sola Multinazionale USA. L’Ente Pubblico locale e tutte le forze politiche di potere sono una controparte degli operai, dei lavoratori e dell’intera cittadinanza.

Bisogna imporre all’Ente Pubblico il ritiro di Mediocredito dalla speculazione Whirlpool, bisogna imporre che l’Ente Pubblico faccia valere i suoi diritti di proprietà sui terreni dello stabilimento di Gardolo, considerato il fatto che questi terreni erano stati ceduti con la clausola del loro impiego ai fini dell’attività produttiva, bisogna imporre che l’Ente pubblico prenda tutte le misure possibili per sanzionare la Whirlpool ! Ovviamente questo non basta, ora l’Ente Pubblico è direttamente responsabile del futuro di centinaia di operai della più grande fabbrica del Comune di Trento.

Oggi è necessario che su questa linea e su questo programma gli operai della Whirlpool eleggano dei delegati per l’organizzazione delle lotte per la garanzia del posto di lavoro.
Oggi è necessario che su questa linea e su questo programma tutte le fabbriche del Trentino e tutte si mobilitino a sostegno degli operai Whirlpool.
I LICENZIAMENTI NON DEVONO PASSARE, NESSUN OPERAIO DEVE PERDERE IL LAVORO, COSTI QUEL CHE COSTI !
Comitato contro lo scippo del TFR e per la difesa delle pensioni pubbliche
Coordinamento provinciale Slai Cobas del Trentino
tnslai@tin.it

dallo Slai Cobas Atipackaging Rovereto

HAI  ROTTO  I  C…  COLLEONI

 

Colleoni dice solo oggi apertamente ciò che in molti già sapevano e tenevano nascosto e che solo noi come cobas avevamo denunciato!!! Per gli operai dell’Atipackagin non è previsto un futuro lavorativo. La Cassa Integrazione è il primo passo a cui seguiranno  mobilità e licenziamenti. Chi ha acquistato Aticarta, ora Atipackaging, non era e non è mai stato un imprenditore, ma solo uno speculatore che ha svolto in modo perfetto la sua parte nel quadro dei processi di privatizzazione e smantellamento del polo fumo; questo anche grazie alla collaborazione e responsabilità dei politici (soprattutto di centro-sinistra) e delle organizzazioni sindacali (in prima linea la C.G.I.L.). Infatti, il sig. Colleoni ha dimostrato incapacità totale rispetto alla ricerca di nuove commesse, ma anche nel mantenimento tecnologico e produttivo della fabbrica. In poche parole, non ha speso un cent per investimenti e gli utili sono dovuti alla dismissione di terreni o altro. Anzi! S’è fatto prestare come Atipackaging dalle banche più di 9 milioni d’euro, ed invece che investirli in nuovi macchinari (promessi), li ha usati per finanziare la controllante Aticarta!! Bravo?!

 

Veniamo ora alla nostra situazione: bisogna in qualche modo dare un segnale forte e chiaro, perciò vorrei proporre, anzi propongo all’assemblea di prendere, e votare, ora, alcune decisioni, importanti e vitali:

1)      Indire con effetto immediato lo stato d’agitazione aziendale, e aprire una vertenza nei confronti della proprietà, ma anche della Provincia Autonoma di Trento, responsabili entrambi della situazione venutasi a creare in Atipackaging. In caso di apertura di procedura di mobilità affermare, anche nei confronti della Provincia, che deve rendersene garante, il diritto dei lavoratori Atipackaging ad una adeguata ricollocazione lavorativa. Proprio come questo diritto è stato già assicurato ai lavoratori della Manifattura tabacchi.  

2)      Votare l’immediata destituzione dell’attuale R.S.U., dimostratasi incapace, se non assente, nell’attuale situazione.

3)      Votare nuovi rappresentanti andando all’elezione di un Consiglio dei delegati di Fabbrica fatto da operai, non solo da iscritti che non rappresentano che la loro volontà, e quella padronale!!! E’ questo Consiglio che deve poter gestire, insieme agli operai, l’attuale situazione.

4)      Indire 15 minuti di sciopero ogni ora, ad oltranza, sino alla fine positiva della vertenza, sia nei confronti della Colleoni S.A. che nei confronti della Prov. Aut. di Trento!

5)      Chiedere comunque alla Colleoni S.A. e alla Prov. Aut. di Trento, l’integrazione al 100% dello stipendio durante la Cassa integrazione e l’eventuale Mobilità!!

 

La grave responsabilità politica e sindacale e la miopia, se non la menzogna, tenuta dai nostri politici e dalle organizzazioni sindacali, hanno portato nel giro di un quinquennio alla perdita di più di mille posti di lavoro  solo nel settore fumo!!

Tutto ciò è criminale!! Ancor più il fatto che ne siano coinvolte organizzazioni che a parole dovrebbero tutelare i lavoratori e invece, grazie alla loro connivenza, si sono cancellati migliaia di posti di lavoro, si sono cancellati diritti ottenuti con anni di battaglie e lotte del movimento operaio.

 

A tutti questi signori, vanno imputate le responsabilità politiche, sindacali, ed anche economiche della nostra situazione in Atipackaging, ma anche nelle altre realtà industriali che sono andate in fumo.

 

A tutti questi signori, chiediamo ora ciò che ci spetta di diritto,  vale a dire vivere dignitosamente, con un lavoro e uno stipendio dignitosi.

 

Oggi appare chiaro che C.G.I.L, C.I.S.L. e U.I.L., sono diventate un sindacato che non rappresenta più realmente gli interessi dei lavoratori!!! Anche a questi signori, che hanno avuto persino la spudoratezza di festeggiare l’ultimo giorno di lavoro in manifattura, chiediamo di andarsene a casa e non rappresentare mai più nessuno, vista la loro totale incapacità!!!

 

 

                                                                    Slai  Cobas  Atipackaging

 

Rovereto, 31 marzo 2008

Slai Cobas, via Bezzi 15

Cicl. in proprio.

 

 

CONTRATTO METALMECCANICI:UN BUCO NELL’ACQUA

CONTRATTO METALMECCANICI : UN BUCO NELL’ACQUA

– 127 euro lordi, al netto sono circa 90 euro.

– Sono distribuiti su tre tranche. Al netto 42 nel 2008, 27 all’inizio del 2009 e 20 al settembre dello stesso anno. Hanno avuto il coraggio di scaglionarli in trenta mesi allungando di fatto la vigenza contrattuale.

– Ancora riparametrati. Come al solito chi fa meno scioperi, sesti e settimi livelli impiegatizi prendono più soldi, gli operai dei livelli più bassi si devono accontentare delle briciole e siccome sono veramente briciole la cosa diventa più insopportabile.

 

– L’una a tantum di 300 euro a copertura dei sette mesi di vacanza contrattuale vale 41 euro al mese sempre lordi e con gli scioperi che abbiamo attuato resta ben poco.

– Ci sono anche 130 euro in più per chi è fermo ai minimi contrattuali, una cifra simbolica che toccherà a pochissimi operai.

 

La federmeccanica ha ottenuto, un sabato obbligatorio in più, che sono diventati 5 per le aziende superiori alle 200 unità e 6 per quelle sotto. Si va lentamente verso il sabato forzato è solo questione di tempo. In più 8 ore di permesso retribuito che “potranno non essere fruibili entro l’anno”.

Il gruppo dirigente sindacale ha fallito su tutta la linea: non solo non ha difeso i salari ma ha fatto un pesante scambio sulla pelle degli operai : quattro soldi in cambio di ulteriore flessibilità e di due giorni di lavoro in più all’anno di quasi un milione di operai.

SPETTA ORA AI LAVORATORI DIRE :

 

“TOLLERANZA ZERO” !

 

CONTRO I SINDACALISI VENDUTI E CONTRO I POLITICI CORROTTI

CONTRO I BASSI SALARI, I RITMI DEVASTANTI, LA FLESSIBILITA’, IL MOBBING, LE MALATTIE PROFESSIONALI E LE MORTI SUL LAVORO

SLAI-COBAS : E’ APERTO IL TESSERAMENTO PER IL 2008 !!!

RAFFORZIAMO LO SLAI-COBAS PER DARE FORZA AL PROGETTO DELLA COSTRUZIONE DI UN NUOVO SINDACATO DEI LAVORATORI CAPACE DI UNIRE TUTTE LE FORZE SANE DEI SINDACATI CONFEDERALI, DELLA FIOM E DEL SINDACALISMO DI BASE

 

SLAI-COBAS DEL TRENTINO V.Orti 24 Trento – tnslai@tin.it