MILANO: SCIOPERO CONTRO GESTIONE DELLA RSA G. Gerosa Brighetto

Il Comune di Milano ha appaltato quasi tutte le strutture geriatriche a cooperative sociali per risparmiare sui costi, per disimpegnarsi dal compito fondamentale di garantire l’assistenza alle persone bisognose, così gli ospiti delle Residenze Sanitarie Assistenziali, ex lavoratori ed ex lavoratrici che hanno costruito questo paese e hanno contribuito a creare le ricchezze e a pagare la bella vita che i signori politi si assicurano, spesso in modo fraudolento, diventano merce umana per far arricchire amministratori e soci onorari delle cooperative.
Il Comune è il primo responsabile di questo fatto, seguono a ruota i “padroni” delle cooperative sociali che approfittano di questa situazione in cui migliaia di soci e socie lavoratrici sgobbano per arricchirli. Continua a leggere

ANCORA ESSELUNGA: convocazione dello Slai Cobas – con CGIL-CISL-UIL – alla trattativa nazionale COOPITAL di secondo livello

I. I magazzini generali Esselunga del nord Italia, che riforniscono delle merci tutti i centri vendita ESSELUNGA, sono ubicati a Limito di Pioltello (MI) e a Biandrate (NO) e vi lavorano oltre 2.000 operai con diverse cooperative. Quasi tutti i lavoratori di queste cooperative sono lavoratori immigrati sottopagati, senza diritti e che si rompono la schiena perchè lavorano a ritmi folli.
Lo Slai Cobas da oltre un anno ha propri iscritti nella cooperativa
COOPITAL sia all’Esselunga di Pioltello che alla BENNET di ORIGGIO e
in altri magazzini, ma la cooperativa si è finora rifiutata di riconoscere
lo Slai Cobas perchè “non firmatario del contratto nazionale”. C’è però oggi la novità della convocazione dello Slai Cobas – con CGIL-CISL-UIL – alla trattativa nazionale COOPITAL di secondo livello che si aprirà a Roma domani 19 ottobre 2011. All’ESSELUNGA il mese scorso ha aderito allo Slai Cobas la maggioranza dei 200 lavoratori del consorzio SAFRA dell’ESSELUNGA di BIANDRATE i quali, con la lotta, hanno ottenuto la restituzione di 600 euro e il diritto di cominciare a camminare a testa alta all’interno del posto di lavoro. Dopo questa lotta hanno deciso di muoversi anche diversi lavoratori del Consorzio SAFRA di Pioltello, da tempo iscritti a un altro sindacato (SiCobas). In ESSELUNGA nelle ultime settimane hanno aderito allo Slai Cobas
lavoratori di altre cooperative di Biandrate e Pioltello. Ora l’obiettivo dello Slai Cobas è di presentare una piattaforma unificante per tutti i lavoratori di tutte le cooperative dei Magazzini Generali ESSELUNGA di PIOLTELLO e BIANDRATE.

II. ESSELUNGA: 25 kg (!!) di COCAINA fra le BANANE ai Magazzini Generali dell’ESSELUNGA. Nei giorni scorsi nel magazzino di frutta e verdura del deposito ESSELUNGA
di Limito di PIOLTELLO (MI) alcuni lavoratori iscritti allo Slai Cobas e
dipendenti della cooperativa COOPITAL addetti allo scarico della merce in
arrivo all’Esselunga, hanno trovato in due casse di banane tagliate a
metà, un sacco di tela di plastica contenente 25 chilogrammi di cubetti
rettangolari pressati di cocaina in polvere bianca purissima. I lavoratori hanno avvertito il responsabile dell’Esselunga. Sono poi arrivati altri tre o quattro dirigenti e un guardiano
dell’Esselunga. Questi ultimi hanno controllato e hanno detto di aver allertato i
carabinieri. Dato che i fatti risalgono alle ore 7 del 24 settembre scorso e dato che
nessuna notizia è stata data alla stampa né dall’ESSELUNGA né da
altri, lo Slai Cobas ritiene ora doveroso divulgare ai lavoratori e alla
cittadinanza questa grave notizia.

Milano, 18 ottobre 2011 Slai Cobas – coordinamento nazionale
SLAI COBAS Sindacato dei lavoratori autorganizzati intercategoriale Sede legale: via Masseria Crispi 4 / 80038 Pomigliano D’Arco NA / Tel.
081 8037023 Sede nazionale: Viale Liguria, 49 20143 Milano / Tel. 02 8392117

Slai cobas cooperative ASSO, SGI, COOPITAL, BIANDRATE, ORIGGIO : ABOLIAMO LA MODERNA SCHIAVITU’

ESSELUNGA…
PER I LAVORATORI SALUTE CORTA !!!
profitto ad ogni costo non fà sconti a nessuno ; nè ai consumatori che dagli scaffali dei supermercati restituiscono con gli interessi quanto guadagno, in maggioranza lavoratori che nella crisi pagano con stipendi sempre più bassi e tasse sempre più alte, (l’ultima finanziaria sottrarrà dalle tasche dei lavoratori in Italia, di qualsiasi colore, circa 1500 euro all’anno solo di iva in più), nè alle migliaia di lavoratori che nei depositi Esselunga, Bennet, Auchan e Ipercop, sgobbano di notte e di giorno per assicurare guadagni sempre in aumento ai Caprotti di tutta la grande distribuzione e alle decine di presidenti delle cooperative, soci onorari e responsabili di ogni tipo. Un esercito di operai, inquadrato e controllato in modo militaresco e repressivo, che oltre a pagare la crisi con quanto avete appena letto, devono piegare le loro schiene a ritmi di lavoro sempre in aumento; non serve essere giovani o meno giovani, la quantità di colli da spostare ogni ora, in alcuni casi, non deve essere inferiore ai 300 all’ora, e aumentare secondo i bisogni dei consumatori. Soldi e potere che si devono accumulare senza sosta da una parte; umiliazione, sottosalario e malattie professionali per le centinaia di lavoratori pachistani, indiani, filippini, ucraini, arabi ed italiani, gli unici posti di riguardo vengono riservati ai sindacalisti accomodanti, e ai lavoratori che si prestano ad esercitare il controllo politico sui propri compagni di classe. Le lotte che i lavoratori di questo settore stanno conducendo non devono servire solo ad ottenere la paga contrattuale, ma a proporre delle rivendicazioni salariali oltre la concertazione sindacale sempre pronta a “comprendere” i bisogni aziendali e a sottoscrivere accordi che non intaccano i profitti dei padroni. Anche la lotta iniziata nel deposito Esselunga di Biandrate ha evidenziato le problematiche urgenti e salariali dei lavoratori che chiedono:
 il recupero dei soldi degli sgravi fiscali sugli straordinari, in modo da non farne beneficiare i padroni della cooperativa, come è successo per la Coopital e la Gamma Service ecc.. , che con la trasferta esente non hanno restituito ai lavoratori queste spettanze.
 Una piattaforma rivendicativa aziendale che porti in tasca ai soci lavoratori di tutte le cooperative presenti, soldi veri che recuperino la perdita del potere d’acquisto e gli aumenti non siano come quelli del CCNL figli della concertazione e del collaborazionismo sindacale.
 Creare condizioni di lavoro che mettano al primo posto la sicurezza e la salute dei lavoratori, con ritmi di lavoro umani, rispetto delle persone, cancellando per sempre le umiliazioni a cui sono sottoposti tutti, il richiamo con il fischio come si fa con i cani, la cacciata dopo solo una ora dal posto di lavoro a secondo dell’umore del capo squadra o per reprimere chi si iscrive al sindacato di base, le offese le minacce per chi non piega la testa.
Decine di cooperative che si alternano e si integrano nei depositi del trasporto e della distribuzione merci, con retribuzioni e trattamenti diversi, per evitare che i lavoratori si uniscano e creino seri problemi alla società committente; l’importanza di mescolare gli uomini e i trattamenti per confondere tutti, l’ha ricordato Primo Levi in “Se Questo è un Uomo”, oggi nelle moderne democrazie e civiltà del benessere e della libertà si usano ancora sistemi e comportamenti che la storia ha condannato senza appello.
I padroni del consorzio Safra delle cooperative Asso e SGI, l’Apollo; l’Alma Group delle coop. Gamma Service, poi della Sintesi coop, della Rapida, della Saga, della Coopital, e della Long Service, tutte presenti nel deposito Esselunga di Biandrate, sono benefattori il 50% dei guadagni che realizzano i circa 1500 lavoratori presenti, servono per comprare Mercedes di lusso e ville al mare o in montagna, oltre a profumati stipendi per decine di dirigenti che controllano tutte queste aziende.
DOBBIAMO COLLEGARE LA BATTAGLIA CHE CONDUCONO QUESTI LAVORATORI ALLA CLASSE OPERAIA ITALANA, OGGI PIU’ CHE MAI SERVE CHE I PROLETARI DI TUTTI I PAESI SI UNISCONO PERCHE LE FORME DI DIVISIONE, STANNO PASANDO ATTRAVERSO IL RITORNO A MENTALITA’ RAZZISTE, NAZIONALISTE E LA DISCRIMINATORIE.
LA LOTTA DI QUESTI LAVORATORI PER LA LIBERTA’ E LA DIGNITA’ DEVE INORGOGLIRE ANCHE COLORO CHE CONOSCONO I SUPERMERCATI SOLO QUANDO VANNO A FARE LA SPESA, PERCHE’ I PRODOTTI ARRIVANO SUGLI SCAFFALI A PREZZO DI SACRIFICI E DOVE MIGLIAIA DI OPERAI GIOVANI E MENO GIOVANI, SI CONSUMANO CON IL RISCHIO DI NON PERCEPIRE NEANCHE LA PENSIONE E DI FINIRE SENZA LAVORO, UNA VOLTA CHE LE CONDIZIONI DI SALUTE GRAZIE ALLE MALATTIE PROFESSIONALI, NON CONSENTONO PIU’ IL LORO IMPIEGO CON PROFITTO.
Riprendere le iniziative di lotta è necessario per rivendicare il diritto alla salute e il diritto ad una retribuzione al passo coi i tempi, lavorando per unire tutti i lavoratori del deposito di Biandrate per creare un comitato di lotta di tutte le cooperative presenti in collegamento con i depositi sparsi nel Nord Italia, in modo da scongiurare appalti al ribasso, ed infine costringere i committenti ad assumere direttamente i lavoratori delle spedizioni e dei trasporti.

ABOLIAMO LA MODERNA SCHIAVITU’
Slai cobas cooperative ASSO, SGI, COOPITAL, BIANDRATE, ORIGGIO

i lavoratori asiatici, pakhistani e indiani, africani e arabi, del consorzio SAFRA di Biandrate con lo Slai Cobas

La natura delle cooperative sociali non affatto mutualistiche viene messa sempre più alla luce da azioni di lotta sindacali nate dal basso e organizzati dai sindacati di base.
E’ il caso di un nuovo conflitto organizzato dallo Slai Cobas e dai lavoratori in maggioranza asiatici, pakhistani e indiani, africani e arabi, del consorzio SAFRA di Biandrate.
In provincia di Novare il deposito Esselunga viene gestito da una seria di cooperative sociali della che fanno riferimento al CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizioni, dal canto nostro stiamo proponendo ai lavoratori dipendenti mascherati da imprenditori di loro stessi che arricchiscono soci onorari senza scrupoli, una piattaforma rivendicativa che partendo dalle cooperative di Turate, Origgio Limito Calcinate, propone ai lavoratori di varie altre operative tra cui la Coopital presente anche a Biandrate, una piattaforma rivendicativa che chiede aumenti di stipendio uguale per tutti, il ticket mensa altri istituti contrattuali previsti dal CCNL, che le cooperative si guardano bene dal riconoscere, e infine questione non secondaria la dignità della propria esistenza con la liberazione del lavoro e la necessaria tranquillità anche durante il tempo necessario a procacciarsi il reddito.
Nel caso di Biandrate la goccia che ha fatto traboccare il vaso sono state le trattenuta fiscali operate dalla società, le trattenuta in questione si inseriscono in una manovra del governo che avrebbe dovuto operare una restituzione del 13% delle tasse pagate dai lavoratori per gli anni 2008-2009 e 2010, a causa di uno strano meccanismo i lavoratori nel mese di agosto prendendo la busta paga di luglio, perché vengono pagati dopo 40 giorni e non a fine mese come succede per i lavoratori dipendenti alla faccia della natura mutualistica delle cooperative, si accorgono che il loro stipendio si è ridotto a 300-400 euro, a causa della trattenuta di 600 euro operata subito, mentre la restituzione dell’IRPEF a credito vengono restituite gradualmente e con cifre basse.
Un bell’inizio non c’è male, i lavoratori invece di prendere dallo Stato sono costretti a dare !!
In questo caso però le iniziative di lotta messe in cantiere e quelle organizzate già decise per i prossimi giorni hanno convinto il consorzio SAFRA a restituire i 600 euro e ad operare una trattenuta graduale di questa cifra che si compensa con quella che i lavoratori devono ricevere mantenendo in questo modo lo stipendio accettabile.
Dopo di ciò i lavoratori hanno avanzato altre richieste che noi gireremo alla società in riferimento :
alla restituzione dell’IRPEF pregresso, il quale si distribuisce su alcuni mese fino ad arrivare al 2012, la richiesta avanzata è di ridurre le rate e chiedere al consorzio di anticipare queste spettanza.
Un clima di lavoro accettabile sospendendo da subito le provocazioni, sanificando il clima insalubre composto da insulti e minacce ai danni dei lavoratori.
Richieste salariali e normative da sottoporre alla direzione con una piattaforma rivendicativa di 2° livelli unificante per tutte le cooperative della logistica.

Far terminare il clima di intimidazione e di ricatto da parte del consorzio, a cui si prestano con piacere anche altri immigrati tra cui romeni particolarmente “responsabili” in questa azione di controllo e intimidazione, lavorando per saldare in un solo fronte della lotta gli immigrati di tutti le nazionalità che insieme agli italiani devono presentare il conto ai committenti Esselunga, Coop, Bennet e altri che mantengono basso il costo del lavoro per aumentare i loto profitti, creando divisione fra chi ha bisogno del reddito per sopravvivere e perpetrando questo clima di incertezza e repressione per migliaia e migliaia di lavoratori.
A Binadrate i lavoratori hanno alzato la testa, lotteremo per rivendicare un salario adeguato al costo della vita e per difendere la dignità in tutti i luoghi di lavoro. Ma soprattutto per evitare che le divisioni e i premi che elargiscono le società ad alcuni costringano alla schiavitù salariale tutti i lavoratori del deposito Esselunga.
Coordinamento provinciale

SLAI COBAS Lombardia: cooperative sociali e cooperative spedizioni, logistica, trasporti

La vera e propria fortuna dei piccoli e medi padroncini italiani è stata la “scoperta” delle cooperative sociali; quanti affaristi e faccendieri si sono imbarcati nell’impresa di associarsi in cooperativa, una vera miniera d’oro che ha dato i suoi frutti. Pochi soldi da investire e soprattutto pochi controlli da parte degli organi competenti, e chiunque nel giro di qualche anno viaggia in mercedes, compra ville al mare ed in montagna si arricchisce a spese di migliaia di soci-lavoratori in maggioranza immigrati che faticano senza riserve.
E come se non bastasse spesso si scopre che attraverso queste società si ricicla denaro sporco e si evadono le tasse per milioni di euro, non pagano i contributi per la pensione ai soci.
Un massa di lavoratori sottopagati e con sempre meno diritti ingrossano gli organici di queste società di comodo, le condizioni di vita e di lavoro sono quasi sempre poco salutari; padroncini che attraverso i loro capi squadra si permettono ogni libertà : offendono ed intimidiscono, persone ricattate dal bisogno di portare a casa lo stipendio e dal permesso di soggiorno se immigrati.
Una forza lavoro a buon mercato, che grazie alle leggi di questo sistema, è tenuta di continuo sotto osservazione, viene analizzato il comportamento, e soprattutto il rendimento produttivo di ogni uno, un sistema che grazie alle sue leggi disumane ha trasformato in settori super sfruttati anche quelli dei servizi, della logistica, delle pulizie e via di questo passo. Studi e conteggi, nuove organizzazioni del lavoro, controllo e disciplina, hanno trasformato le metodologie lavorative per aumentare il “saggio del profitto” attraverso la riduzione delle ore necessaria a produrre il guadagno che serve a pagare la giornata al socio-lavoratore, in questo modo sempre più ore pagate dal committente aumentano i guadagni delle cooperative; Flessibilità e velocità nelle esecuzioni, aumento dei ritmi e riduzione delle pause, per far ingrassare gli stessi committenti : i grandi supermercati come Aucah, Esselunga, Bennet, Coop, gli ospedali milanesi e le case di cura, addetti all’assistenza o a prestazioni sanitarie e alle pulizie.
Una classe operaia che spesso reagisce perché scopre il grande imbroglio della cogestione sindacale di queste imprese , anche i CCNL non sempre rispettati, con il beneplacido proprio delle organizzazioni sindacali che li firmano a livello nazionale, si scoprono così gravissime responsabilità politiche, oltre che economiche, che penalizzano una fetta sempre più consistente di lavoratori dipendenti volutamente mascherati da contratti con società mutualistiche che infine si appalesano come moderne società “schiavistiche”, senza regole e senza rispetto dei bisogni economici e di vita.
Oggi anche questi proletari saranno investiti dalla bufera che il governo di questo paese, con a capo l’imperatore in decadenza Berlusconi, ha preparato per risanare i conti pubblici; chiunque deve sentirsi parte in causa e cercare di rafforzare una resistenza militante e organizzata, dopo queste ennesime malefatte che ci ha preparato l’esecutivo dei padroni.
Aumento dei generi di prima necessità con l’IVA, contenimento dei salari, riduzione della sicurezza sociale, allungamento dell’età pensionabile, annullamento delle festività e altre cosucce dello stesso genere, credono che come sempre i lavoratori italiani saranno ancora una volta spettatori inermi.
Dobbiamo diventare parte attiva della resistenza contro questa politica, sviluppare una strategia che convogli lo scontento di tutti verso la lotta e l’autorganizzazione, tutti devono sapere che la lotta contro il sistema del capitale è diventata un bisogno non solo dei lavoratori ma dell’umanità intera, evitare crisi e distruzione è possibile se non lasciamo che riducano i nostri salari e i nostri diritti, se lottiamo per cambiare questo sistema.
Dobbiamo coinvolgere nelle nostre rivendicazioni tutti i committenti che abusano del lavoro dei soci lavoratori; perché ospedali e cantieri, supermercati e industrie si arricchiscono sempre di più utilizzando la mono d’opera a basso costo super sfruttata e ricattata dei soci lavoratori.

SLAI COBAS: cooperative sociali e cooperative spedizioni, logistica, trasporti

Per contatti telefonare : Pier Marie, 38814795, Marlo, 3278392368, Massimo 335 6643651. http://www.slaicobas.it

MILANO, Anche negli enti religiosi : nessuna pietà per chi lavora !!

 NO all’appalto dei reparti 3° e 4° GENEROSA !! Dopo il 4° reparto anche il 3° reparto Generosa è in procinto di essere assegnato alle gestione delle cooperative sociali.
Come diminuiscono i diritti e lo stipendio delle socie e soci lavoratori lo abbiamo denunciato cento volte, lo stesso abbiamo fatto, evidenziando che anche le strutture religiose, come la Fondazione Don Gnocchi nata, a sentire i dirigenti di ieri e di oggi sulla stampa e nei comunicati televisivi, per portare benessere alla società e alle persone bisognose, non si ferma davanti allo sfruttamento dei lavoratori impiegati dalla cooperativa Aries.
Anche la cristiana decenza si inchina alle leggi del mercato e del profitto, peccato che a pagarne le spese sono proprio le persone che hanno più bisogno:

Lavoratori e lavoratrici mascherati da soci e socie precari e sottopagati, italiani e extracomunitari, ricattati con il permesso di soggiorno e dal bisogno del reddito !!

L´istituto Palazzolo ha avviamo la sua politica di risparmio con la collaborazione della cooperativa, vogliono personale più flessibile e sempre con il pericolo di essere lasciato a casa, aumento dello sfruttamento e contenimento dello stipendio per i vecchi e nuovi operatori e ……………..alleluia !!

Anche negli enti religiosi :
nessuna pietà per chi lavora !!

Il primo risultato di questa politica è subito individuato, blocco delle assunzioni di ruolo e arroganza dei dirigenti e delle capo sala; mobilità e spostamenti senza regole;
sottomissione delle giovani lavoratrici e lavoratori, esproprio della dignità e del potere contrattuale, per gli operatori più anziani, balletto infinito del pagamento dello stipendio che ad ogni mese che passa arriva sempre più in ritardo.
Diventa difficile resistere in queste condizioni, perché in genere quando le cooperative sociali offrono i loro servigi alle aziende hanno già ampiamente la strada fatta e appoggi
dall´interno, senza contare i calcoli di natura economica che fa la direzione del Don Gnocchi.
A questa confusione contribuiscono anche le RSU che a maggioranza CGIL, CISL e UIL, si guardano bene da combattere il nuovo che avanza.
Noi dello Slai Cobas, spesso abbiamo dovuto
scontrarci proprio con rappresentati di queste organizzazioni, perché anche dirigenti di cooperative ed imprese interinali sparse sul territorio da cui traggono profitto e prestigio.

Ci appelliamo perciò ai lavoratori dell´Istituto Palazzolo e della Fondazione Don Gnocchi ai soci e alle socie, perché sono loro gli unici protagonisti e solo loro possono opporsi e resistere all´attacco alle condizioni di vita e di lavoro.

Le RSU dell´istituto Palazzolo hanno il dovere politico di opporsi a queste scelte e combatterle; con la nostra denuncia non vogliamo solo accusare le RSU di non occuparsi di fare il proprio dovere ma di sensibilizzare i lavoratori e chiamarli alla lotta, non arrendiamoci, ne va del destino delle nuove e vecchie generazioni !!!
Mobilitarci contro l´appalto del 3° Generosa per bloccare la manovra aziendale che ci vuole tutti precari !!
Prepariamo uno sciopero contro il lavoro precario e sottopagato delle cooperative sociali e contro l´appalto dei reparti 3° e 4° Generosa !!
Via i nuovi e moderni caporali dal Palazzolo!

SLAI COBAS Fondazione don Gnocchi – Istituto Palazzolo        
Milano 8-12-2010

CSR di VARESE : un licenziamento che non può restare impunito

 Mercoledì 5 ottobre davanti alla clinica San Carlo di Paderno Dugnano dalle ore 13,30 alle 17,30, 2° presidio contro il licenziamento di Carmen e i tagli dello stipendio partecipate anche voi !!

Per comunicazioni e contatti, telefonate al 335 66 43 651 al 3492412393, telefonate per esprimere la vostra solidarietà alla delegata licenziata per rappresaglia, per organizzarci e per partecipare all’udienza che si terrà a breve per il rientro della lavoratrice nel proprio posto di lavoro

 

Il licenziamento politico e intimidatorio della socia lavoratrice della Csr di Varese è un nuovo grave attacco al reddito e alla dignità delle lavoratrici e dei lavoratori di questa cooperativa e di tutti i lavoratori.

I lavoratori di tutti i settori e soci lavoratori e lavoratrici sappiamo che questo non è il momento di chinare la testa, ma di rispondere alle provocazioni con la lotta e la resistenza.

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