Le cooperative sociali vogliono i lavoratori nudi ed indifesi di fronte al profitto !!! Varese: PRESIDIO DAVANTI ALLA CLINICA DI PADERNO DUGNANO PER IL RIENTRO DELLA DELEGATA LICENZIATA

Ogni giorno ci accorgiamo del lento e graduale degrado che sta riportando indietro le condizioni di vita e di lavoro di milioni di uomini e donne, con scarse reazioni e poca presa di coscienza. Il nostro punto di vista su tutto ciò è che i padroni delle grandi azienda, gli amministratori pubblici, i padroni della cooperative sociali, dormono sonni tranquilli e si permettono ogni sopruso perché le organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL e UGL, che detengono, per legge dello Stato, il monopolio della contrattazione e della svendita della forza lavoro, non ostacoleranno mai seriamente i loro piani. Licenziamenti politici, cassa integrazione e procedure di mobilità di massa, sono all’ordine del giorno, accettate e firmate da questi affaristi senza scrupoli, gettando nella confusione e nella disorganizzazione anche i lavoratori che sentono il bisogno di opporsi e resistere a tutto ciò. Il licenziamento politico della nostra delegata dalla cooperativa C.S.R.. di Varese è stato deciso dai soci onorati a causa di questa situazione di debolezza, e per impaurire e reprimere le socie e i soci lavoratori che non hanno accettato con il sorriso sulla bocca la decurtazione del 60% della 13° mensilità, la cancellazione d’ufficio dell’ Elemento Retributivo Territoriale, la riduzione delle ferie, il blocco degli aumenti contrattuali per due anni, la rinuncia alla retribuzione e alla contribuzione per i primi 3 giorni di malattia. Presso la clinica privata San Carlo di Paderno Dugnano si è consumato un’altra ingiustizia, i dirigenti della clinica hanno appoggiato i responsabili della cooperativa per mantenere il loro “ordine”, fatto di risparmio a spese degli immigrati e dei lavoratori italiani finiti nelle grinfie del nuovo caporalato legalizzato, del lavoro precario e sottopagato. Qualsiasi azienda che appalta i propri servizi giocando al ribasso sulla spesa, contribuisce allo sfruttamento incondizionato delle persone, emeriti studiosi, professori, medici e filosofi nello stesso momento che condannano il lavoratore che non si disciplina a queste feroci regole perchè proclamo il diritto a non ledere la loro immagine a non far sapere all’opinione pubblica i loro intrallazzi, contribuiscono alla vergognosa tratta dei moderni schiavi salariati. La delegata dello Slai Cobas è stata licenziata il 13 di agosto, mentre i responsabili erano al mare a godersi i profitti guadagnati dai soci impegnati a lavorare sott’organico nei reparti di assistenza agli anziani; è stata licenziata costruendo le accuse con capi e capetti compiacenti e con la collaborazione dei dirigenti della clinica San Carlo; è stata licenziata perché ha detto un forte no al furto sulla retribuzione di tutti i soci della CSR, ha chiesto la salvaguardia della salute delle socie e dei soci che lavorano presso la clinica Bernardelli di Paderno Dugnano, questa è una battaglia giusta per i lavoratori ma un sacrilegio per chi dirige. Lo Slai Cobas di fronte a questa ingiustizia ha gia attivato tutte le procedute legali per difendere la lavoratrice e far pagare alla cooperativa il prezzo politico di questa gravissima azione repressiva, ma la vera battaglia bisogna condurla sul campo; ci attiveremo con l’azione politico sindacale per denunciare ai lavoratori agli utenti e ai parenti i ricatti a cui sono sottosposti i giovani e meno giovani, proclameremo lo sciopero in questa cooperativa e manterremo la tensione altissima presso la clini San Carlo. Tutti i lavoratori coscienti, i compagni del movimento si sensibilizzino su questa vicenda e aderiscono alle nostre iniziative perché la strategia della cooperativa CSR può essere adottata da chiunque di associ e si confezioni delle regole per fregare chi lavora. Non possono continuare con questa politica ricchi e indisturbati, i lavoratori sapranno dare le giuste risposte uniti e organizzati !!

GIOVEDI 9 SETTEMBRE 2010 DALLE ORE 13,30 ALLE 14.30 1° PRESIDIO DAVANTI ALLA CLINICA DI PADERNO DUGNANO E LA R.S.A. BERNARDELLI PER IL RIENTRO DELLA DELEGATA LICENZIATA CONTRO IL TAGLIO DELLO STIPENDIO PER LE SOCIE E I SOCI DELLA COOPERATIVA CSR DI VARESE.

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VARESE: E’ STATA LICENZIATA PER RAPPRESAGLIA CARMEN DELEGATA DELLO SLAI COBAS DALLA COOPERATIVA SOCIALE CSR

Le cooperative sociali addette all’assistenza , si sono trasformare nell’organizzazione migliore per reprimere ogni forma di opposizione e per aumentare i profitti. Si tratta di profitti estorti a soci e socie lavoratrici che lavorano quasi sempre con carichi ci lavoro enormi, che mettono a repentaglio la loro salute, ricattate dal permesso di soggiorno e dal reddito se immigrate, ricattate  dalla conservazione del posto di lavo per tutti gli altri.

I soci onorari e responsabili non vanno per il sottile quanto devono spaventare e reprimere;  quelli della CSR  che hanno in appalto la RSA Bernardelli  presso la clinica San Carlo di Paderno Dugnano, il 13 di agosto hanno licenziato, costruendo ad arte le  motivazioni,  una nostra delegata.

Non solo  l’infamia di lasciare a casa una persona prima delle ferie, ma anche lasciare i reparti, gia ridotti all’asso per le ferie e altro ancora, ancora  più in difficoltà.

La delegata chiedeva da tempo di mettere in sicurezza i mezzi di lavoro, essendo anche Rappresentante dei Lavoratori alla Sicurezza, ma questo argomento era fastidioso per la cooperativa,  spendere soldi per la sicurezza di chi lavora, per loro,  è un sacrilegio. 

L’altra questione  che non è stata digerita dai soci onorari e dai dirigenti, è che il nostro sindacato insieme alla delegata, ci siamo opposti  alla decisione di ridurre la 13° mensilità del 60%, di non pagare più i primi  3 giorni di malattia, ci cancellare d’ufficio l’Elemento Retributivo Territoriale, ( come il premio di produzione o incentivante nelle cooperative) ed infine ridurre di 5 giorni le ferie annue, deciso dall’assemblea dei soci per far fronte alla perdita di profitto, ma con quale coraggio .  un lavoratore può accettare in un momento di crisi come l’attuale la riduzione dello stipendio ?

La politica della CSR di Varese non è deleteria solo  per i loro  soci lavoratori,  ma è un comportamento pericoloso a cui tutto il movimento  sindacale milanese e nazionale si deve opporre.

Da oggi tutti potrebbero attingere dalle tasche dei lavoratori quando fa comodo !

I regolamenti che sino sono confezionati, le leggi interpretate e adattate ai loro bisogni, il governo che favorisce da sempre chi sfrutta,  permettono, se nessuno si oppone, di ingrassare una casta di persone che senza muovere un dito si arricchiscono a scapito di lavoratori super ricattati e super sfruttati, tra cui moltissimi immigranti

LOTTARE CONTRO IL LICENZIAMENTO DI CARMEN SIGNIFICA LOTTARE CONTRO QUESTA POLTICA DI RICATTO CONTINUO E DI  SCHIAVISMO POLITICO AI DANNI DEI LAVORATORI ITALIANI.

OGNI LAVORATORE OGGI HA IL DIRITTO  DI NON SVOLGERE PIU’  DUE O TRE LAVORI, DI SUBIRE I RICATTI SENZA  REAGIRE,  DI ACCETTARE QUASIASI PAGA  PER MANTENERE IL POSTO DI LAVORO

Questo sistema  sta distruggendo tutto,  vogliono che produciamo la loro ricchezze e ci vogliono ridurre alla miseria, strappandoci dignità e salute, queste sono delle buone ragioni per cominciare ad organizzare la nostra dura  resistenza !! 

Contro il licenziamento politico di Carmen  inizieremo da subito la lotta legale per farla rientrare,   ma nello stesso tempo svilupperemo la battaglia sindacale e politica per denunciare il comportamento repressivo della cooperativa CSR, per aggregare più situazioni possibili intorno a questo grave problema  contro le cooperative sociali e i loro committenti che  sono i  responsabili delle moderne barbarie.

SLAI COBAS COOPERATIVA C.S.R. PADERNO DUGNANO

www.slaicobas.it

LA NOSTRA SOLIDARIETA’ DI LAVORATORI E MILITANTI SINDACALI A CARMEN LAVORATRICE DELEGATA SLAI COBAS LICENZIATA A VARESE DA UNA COOPERATIVA “SOCIALE”

Coordinamento slai cobas del Trentino

PRESIDIO DI PROTESTA ALLA COOP. RUOTA

Ieri 19 giugno dalle ore 8 alle ore 10 in Via G. Maroni zona Trento Nord lo Slai Cobas ha costituito un presidio di protesta contro il licenziamento discriminatorio di una lavoratrice della Cooperativa Sociale la Ruota licenziata in stato di malattia connessa a gravidanza.
Come aderenti allo Slai Cobas non possiamo tollerare nessuna forma di violazione della tutela e dei diritti dei lavoratori e specialmente dei diritti fondamentali dell’essere umano.
I nostri principi sono stati condivisi anche da una delegazione del Comitato di Solidarietà con Massimo Sighel, della Filcams CGIL, di Rifondazione e dei giovani comunisti che si sono sentiti in dovere di manifestare con noi la propria solidarietà.
Dopo il presidio, tutti i partecipanti hanno avvertito uniformemente il bisogno di incontrarsi per approfondire la questione non soltanto delle Cooperative sociali le quali ricevono lauti finanziamenti, operano al di fuori di ogni controllo popolare ed istituzionale, con logiche privatistiche, opprimendo, intimidendo e licenziando i lavoratori che non fanno parte del proprio sistema di clientele, ma anche nei diversi settori lavorativi che in questi mesi stanno affrontando i problemi legati alla crisi  in provincia di Trento.
La cultura e la politica attuale soffocano le iniziative che potrebbero nascere nei lavoratori, favorendo l’ignoranza generale e spegnendo l’istinto di tutto un popolo, di modo che non possa valutare obiettivamente le situazioni lavorative e conseguentemente sentirsi in dovere di proteggere i propri diritti, permettendogli così di essere succubi di un sistema padrone sulle fasce lavoratrici più deboli.

Slai Cobas del Trentino

ROMPERE LA CAPPA DEL SILENZIO INTORNO A QUESTO GRAVISSIMO LICENZIAMENTO

BASTA CONTRATTI, CONVENZIONI E CONTRIBUTI PUBBLICI ALLE COOPERATIVE CHE VIOLANO I DIRITTI E LA DIGNITA’ DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI

BASTA CON LE COMPLICITA’ DI PARTITI E SINDACATI CONFEDERALI
CHE FORAGGIANO, TOLLERANO E COPRONO UNA VERGOGNOSA REALTA’

LEGGI SPECIALI A LIVELLO PROVINCIALE
PER INSTAURARE IL CONTROLLO POPOLARE ED ISTITUZIONALE SU TUTTE LE COOPERATIVE E LE AZIENDE
CHE USUFRUISCONO DI RILEVANTI CONTROLLI PUBBLICI. CHI SBAGLIA DEVE PAGARE.

LO SLAI COBAS DEL TRENTINO NON TACE !

NON COPRE !

NON E’ COMPLICE !

Comunicato Stampa : grave licenziamento ad opera della Coop. La Ruota

COMUNICATO STAMPA  / LETTERA
Desideriamo esprimere la nostra più sentita solidarietà ad una nostra
collega, anche lei dipendente della Cooperativa sociale La Ruota,
recentemente licenziata. Si tratta di un fatto grave in quanto il
licenziamento è avvenuto quando la nostra collega si trovava in malattia
connessa con il suo stato di gravidanza. La stessa cooperativa, che ha
voluto giustificare il licenziamento con il superamento del periodo di
comporto relativo all’ammontare complessivo dell’assenza per malattia,
nonostante la legge lo vieti espressamente, ha computato  in tale periodo
ulteriori varie giornate di malattia sempre connesse allo stato di
gravidanza.
Questo licenziamento è deprecabile non solo perché colpisce il lavoratore
per il suo stato di malattia, ma anche perché colpisce una lavoratrice
specificamente in quanto donna.
Una discriminazione questa che evidenzia una realtà, quella dell’attuale
gestione della Coop. La Ruota, che ben poco ha a che vedere con la
solidarietà sociale. Eppure chi gestisce questa cooperativa riceve soldi
pubblici anche grazie al proprio status ed alla propria immagine di
“cooperativa sociale”.
Questo licenziamento è solo l’ultimo episodio dopo altri, tra i quali una
fitta serie di discutibilissime contestazioni disciplinari mirate a creare
un ambiente ostile nei confronti dei  dipendenti della Coop. La Ruota più
attivi nella salvaguardia dei diritti dei lavoratori tra cui quello alla
salute e alla sicurezza.
Tutto questo evidenzia il paradosso di una situazione in cui servizi di
carattere pubblico e sociale vengono esternalizzati ad enti che li
gestiscono con un’ottica privatistica e con crescente inefficienza i quali
di fatto operano poi al di fuori di qualsiasi controllo istituzionale
(inesistente) e popolare.
Di fronte a questa situazione abbiamo deciso di aderire allo Slai Cobas e di
costituirci come cobas all’interno della Cooperativa La Ruota. Non lasceremo
sola la nostra collega e ci batteremo perché ritorni al più presto sul suo
posto di lavoro.
Appoggiamo la scelta dello Slai Cobas di aprire una vertenza legale e di
presentare ricorso al servizio lavoro PAT per il tentativo di conciliazione.
Invitiamo tutti i dipendenti delle  cooperative sociali e tutte le
lavoratrici donne ad opporsi a questa manifestazione di imbarbarimento sul
piano sindacale, etico e culturale.
Ci prepariamo anche a rapportarci a tutte le forze politiche affinché
vengano programmate e realizzate misure di controllo popolare e di
razionalizzazione e concentrazione del settore delle cooperative sociali.

Sebastiano Pira resp. Prov.Le Slai Cobas per la
Rappresentanza Sindacale Aziendale Slai Cobas Cooperativa La Ruota
Slai Cobas Via Solteri 37/1 Trento cell. 3482448231