SOLIDARIETA’ AI DUE LAVORATORI LICENZIATI DALLA COOP. IL GABBIANO DI TRENTO (Ravina) : NUOVA CAUSA DI LAVORO

Promossa dal nostro sindacato un’altra causa di lavoro contro la Coop. Il Gabbiano di Via Provina 20 (Ravina-fraz. di Trento).
Dopo la positiva conclusione nell’ottobre scorso in sede conciliatoria davanti al giudice del lavoro relativa ad un lavoratore licenziato dalla Coop. Il Gabbiano negli anni precedenti ora una nuova causa per il licenziamento illegittimo di due lavoratori nel dicembre 2010.
Presentato in questi giorni infatti, il ricorso davanti alla magistratura.
Ricordiamo che tale Cooperativa che ama presentarsi come “cooperativa di solidarietà sociale” non è certo nuova a queste come ad altre imprese di dubbio valore sociale, etico ed imprenditoriale. Basti pensare che i lavoratori vengono assunti al 70% di un già misero salario di “operaio generico” e che per altro i primi tre anni lo stesso alario è pagato quasi interamente dai contribuenti (AZIONE 9). Allo scadere dei tre anni la Coop. spesso e volentieri poi si ingegna a licenziare o a far licenziare i lavoratori in modo da poterne assumere altri con relativi lauti contributi pubblici.
E’ GIUNTO IL MOMENTO DI DIRE CHE LE COOPERATIVE SOCIALI CHE LICENZIANO I LAVORATORI VANNO SANZIONATE E SE NECESSARIO VANNO CHIUSE ASSICURANDO OVVIAMENTE AI LAVORATORI UNA CONTINUITA’ LAVORATIVA PRESSO DITTE DI MAGGIOR SERIETA’ !!!
BISOGNA ORGANIZZARE IL CONTROLLO POPOLARE SULLE COOPERATIVE SOCIALI !!!

Slai Cobas del Trentino Difesa lavoratori delle Cooperative

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SLAI COBAS Lombardia: cooperative sociali e cooperative spedizioni, logistica, trasporti

La vera e propria fortuna dei piccoli e medi padroncini italiani è stata la “scoperta” delle cooperative sociali; quanti affaristi e faccendieri si sono imbarcati nell’impresa di associarsi in cooperativa, una vera miniera d’oro che ha dato i suoi frutti. Pochi soldi da investire e soprattutto pochi controlli da parte degli organi competenti, e chiunque nel giro di qualche anno viaggia in mercedes, compra ville al mare ed in montagna si arricchisce a spese di migliaia di soci-lavoratori in maggioranza immigrati che faticano senza riserve.
E come se non bastasse spesso si scopre che attraverso queste società si ricicla denaro sporco e si evadono le tasse per milioni di euro, non pagano i contributi per la pensione ai soci.
Un massa di lavoratori sottopagati e con sempre meno diritti ingrossano gli organici di queste società di comodo, le condizioni di vita e di lavoro sono quasi sempre poco salutari; padroncini che attraverso i loro capi squadra si permettono ogni libertà : offendono ed intimidiscono, persone ricattate dal bisogno di portare a casa lo stipendio e dal permesso di soggiorno se immigrati.
Una forza lavoro a buon mercato, che grazie alle leggi di questo sistema, è tenuta di continuo sotto osservazione, viene analizzato il comportamento, e soprattutto il rendimento produttivo di ogni uno, un sistema che grazie alle sue leggi disumane ha trasformato in settori super sfruttati anche quelli dei servizi, della logistica, delle pulizie e via di questo passo. Studi e conteggi, nuove organizzazioni del lavoro, controllo e disciplina, hanno trasformato le metodologie lavorative per aumentare il “saggio del profitto” attraverso la riduzione delle ore necessaria a produrre il guadagno che serve a pagare la giornata al socio-lavoratore, in questo modo sempre più ore pagate dal committente aumentano i guadagni delle cooperative; Flessibilità e velocità nelle esecuzioni, aumento dei ritmi e riduzione delle pause, per far ingrassare gli stessi committenti : i grandi supermercati come Aucah, Esselunga, Bennet, Coop, gli ospedali milanesi e le case di cura, addetti all’assistenza o a prestazioni sanitarie e alle pulizie.
Una classe operaia che spesso reagisce perché scopre il grande imbroglio della cogestione sindacale di queste imprese , anche i CCNL non sempre rispettati, con il beneplacido proprio delle organizzazioni sindacali che li firmano a livello nazionale, si scoprono così gravissime responsabilità politiche, oltre che economiche, che penalizzano una fetta sempre più consistente di lavoratori dipendenti volutamente mascherati da contratti con società mutualistiche che infine si appalesano come moderne società “schiavistiche”, senza regole e senza rispetto dei bisogni economici e di vita.
Oggi anche questi proletari saranno investiti dalla bufera che il governo di questo paese, con a capo l’imperatore in decadenza Berlusconi, ha preparato per risanare i conti pubblici; chiunque deve sentirsi parte in causa e cercare di rafforzare una resistenza militante e organizzata, dopo queste ennesime malefatte che ci ha preparato l’esecutivo dei padroni.
Aumento dei generi di prima necessità con l’IVA, contenimento dei salari, riduzione della sicurezza sociale, allungamento dell’età pensionabile, annullamento delle festività e altre cosucce dello stesso genere, credono che come sempre i lavoratori italiani saranno ancora una volta spettatori inermi.
Dobbiamo diventare parte attiva della resistenza contro questa politica, sviluppare una strategia che convogli lo scontento di tutti verso la lotta e l’autorganizzazione, tutti devono sapere che la lotta contro il sistema del capitale è diventata un bisogno non solo dei lavoratori ma dell’umanità intera, evitare crisi e distruzione è possibile se non lasciamo che riducano i nostri salari e i nostri diritti, se lottiamo per cambiare questo sistema.
Dobbiamo coinvolgere nelle nostre rivendicazioni tutti i committenti che abusano del lavoro dei soci lavoratori; perché ospedali e cantieri, supermercati e industrie si arricchiscono sempre di più utilizzando la mono d’opera a basso costo super sfruttata e ricattata dei soci lavoratori.

SLAI COBAS: cooperative sociali e cooperative spedizioni, logistica, trasporti

Per contatti telefonare : Pier Marie, 38814795, Marlo, 3278392368, Massimo 335 6643651. http://www.slaicobas.it

TRENTO: SOLIDARIETA’ ALL’OPERAIO MARCELLO DECARLI !

SOLIDARIETA’ ALL’OPERAIO MARCELLO DECARLI !

LA SALUTE DEI LAVORATORI NON HA PREZZO !

Non può rimanere inascoltato il grido dell’operaio Marcello De Carli di ieri mattina, incatenatosi presso i cancelli della Casa Civica RSA di San Bartolomeo: “Mi avete tolto la salute, il lavoro e la dignità, ma quando e dove morire di fame lo decido io!”

Marcello De Carli ha tutto il diritto di venire assunto stabilmente nel progettone tramite l’azione 10. Nel caso si voglia continuare ad ignorare questo suo diritto noi Slai Cobas saremo al suo fianco.

Riteniamo che Marcello De Carli abbia anche ragione nel porre l’accento sulle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori. Anche alla Civica di Trento ci sono lavoratori che rischiano la propria salute sul posto di lavoro e ai quali il direttore Chini e il presidente Paolazzi hanno il dovere di garantire condizioni adeguate!

Lo S.L.A.I. Cobas da più di un anno ormai si fa voce dei diritti di quei lavoratori che protestano contro la discutibile gestione delle norme per la sicurezza sul lavoro all’interno dell’A.P.S.P. Civica di Trento. Lo S.L.A.I. Cobas non ignora il persistente malessere, il caos, il disagio e le discriminazioni che regnano all’A.P.S.P. Civica di Trento.

Proprio perché si persiste nel non mettere mano ad un piano di riorganizzazione dei servizi con l’obiettivo di ridurre gli sprechi e di delineare le “vere priorità assistenziali”, i lavoratori dell’A.P.S.P. Civica di Trento continuano ad operare quotidianamente in difficili condizioni. Questo considerando che vi è perenne mancanza di personale e quindi difficoltà per la stesura dei turni e conseguentemente sovraccarico lavorativo, ritmi stressanti, che incidono negativamente sulla salute e sulle condizioni psico – fisiche dei lavoratori con conseguente disservizio anche nei confronti degli ospiti.

Ai lavoratori devono essere assicurate misure di sicurezza adeguate, così come, oltre al lavoro, devono essere assicurate allo stesso De Carli. Da parte nostra procederemo cercando di dare il nostro contriobuto ricercando il coinvolgimento delle forze politiche interessate e delle Autorità Competenti.

TRENTO, 05/05/2011

RSA S.L.A.I. COBAS Civica di Trento
E-MAIL: slaicobas-apspcivica@libero.it
http://www.slaicobastrentino.wordpress.com
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causa di lavoro: Solidarietà al lavoratore licenziato dalla Coop. Sociale Il Gabbiano di Trento

COMUNICATO STAMPA

Solidarietà al lavoratore licenziato dalla Coop. Sociale Il Gabbiano di Trento

Giovedì 5 maggio si terrà la prima udienza della causa di lavoro promossa da un lavoratore svantaggiato assunto a tempo indeterminato dalla Cooperativa d’inserimento lavorativo Il Gabbiano e licenziato da quest’ultima nel giugno dello scorso anno.
Il lavoratore, iscritto al sindacato Slai Cobas, è stato licenziato dopo che il medico competente della cooperativa sociale su richiesta di quest’ultima lo aveva valutato come non idoneo al lavoro di operaio generico.
Si è determinata in questo modo una situazione paradossale. Un lavoratore assunto per la propria condizione di svantaggio dopo anni di lavoro nella coop. Sociale è stato licenziato proprio a causa della sua stessa condizione di svantaggio.
Del tutto anomalo poi il tipo di licenziamento che si consumato. Invece che dall’apposita commissione pubblica dell’azienda sanitaria il giudizio d’inidoneità al lavoro è stato emesso dal medico competente che invece è una figura professionale in questo caso direttamente convenzionata con la cooperativa. Un pericoloso e preoccupante precedente dunque che se dovesse passare aprirebbe la strada a livello locale a licenziamenti per inidoneità concordati nell’ambito della stessa azienda tra imprenditore e medico competente.
Quest’ennesimo licenziamento di dubbia legittimità messo in atto da una cooperativa sociale di Trento solleva l’interrogativo sull’utilità del finanziamento pubblico a cooperative che, in nome della solidarietà sociale, operano con soldi pubblici con le stesse logiche improntate al profitto delle comuni aziende.
E’ certo comunque che oggi è più che mai necessario introdurre il controllo pubblico e popolare sull’operato di tali cooperative al fine di tutelare l’interesse pubblico, quello delle categorie sociali più deboli e disagiate e la stessa solidarietà sociale.

Slai Cobas del Trentino
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Via Solteri 37/1
Cell. 348 2448231

TRENTO:positiva conclusione vicenda lavoratrice licenziata da coop sociale

COMUNICATO STAMPA/LETTERA

Nel gennaio dello scorso anno una cooperativa sociale di Trento aveva
provveduto a licenziare una lavoratrice iscritta al sindacato slai cobas. La
cooperativa sosteneva che la stessa lavoratrice avrebbe superato il periodo
di comporto relativo al tetto massimo delle giornate di malattia a
disposizione per il lavoratore.
Questo licenziamento che ha trovato riscontro in alcuni articoli usciti in
questi mesi sulla stampa locale era stato impugnato dalla lavoratrice
attraverso l’Avv. Lorenza Cescatti di Rovereto. La cooperativa infatti
avrebbe computato arbitrariamente nel periodo di comporto anche la malattia
relativa ad una gravidanza.
Varie iniziative di solidarietà erano state prese in quella circostanza
dallo slai cobas tra cui volantinaggi, raccolata di firme ed un riuscito
presidio di protesta.
Questa vicenda si è oggi conclusa in modo del tutto positivo. Nel corso
della prima udienza della causa di lavoro tenutasi a Trento nelle scorse
settimane è infatti interventa una transazione tra le parti in seguito ad un
offerta presentata dalla stessa cooperativa.
La conclusione positiva della vicenda attesta come sia possibile, oltrte che
necessario, opporsi a chi opera contro gli interessi ed i diritti delle
lavoratrici e dei lavoratori.

slai cobas del Trentino

MILANO: cooperative sociali o lavoro forzato ?

La Cooperativa Sociale di Riabilitazione, (Cs.r. ), continua sulla sua strada cominciata a metà di quest’anno : ridurre lo stipendio di circa 2000,00 euro all’anno ai circa 500 socie e soci lavoratori per garantire la bella vita ai soci onorari e ai dirigenti.

La delegata dello Slai Cobas, licenziata per essersi opposta a questa deplorevole manovra, è ancora in lotta contro la cooperativa, la speranza che anche per lei la faccenda si risolva con la sua assunzione e la condanna di essere risarcita con circa 40.000,00 euro, come è successo per un’altra delegata dello Slai Cobas licenziata dalla cooperativa Kcs, di Agrate Brianza, è l’obiettivo che ci prefissiamo in modo da far riflettere il dott. Barazzetta all’idea imporre le loro scelte con la forza.

La brutta esperienza che stanno vivendo le socie e i soci di questa cooperativa è di monito per tutti coloro che lavorano nelle cooperative, tutti possono trovarsi nella busta paga di dicembre, proprio quando i soldi sono più necessari: il 60% in meno della 13° mensilità, la decurtazione delle ferie e della malattia. Quest’anno sarà cosi per i soci e le socie della CSR, queste persone con problemi di famiglia e bisogni come tutti si accorgono che quest’anno hanno lavorano per la gloria, e sono obbligati, (speriamo di no) a ridurre mi consumi e il divertimento per le festività natalizie, mentre per i soliti dirigenti le cose migliorano sempre.

Lo Slai Cobas si è battuto contro la decisione della dirigenza di ridurre lo stipendio, e loro hanno costruito ad arte delle accuse infondate e mistificatori, sostenuti dalla capo sala e da qualche ruffiano, per eliminarla.

Stesa cosa hanno fatto i dirigenti della Clinica San Carlo di Paderno, i quali si sono scandalizzati dei nostri presidi, ma hanno accettato di buon grado la riduzione dello stipendio di chi sgobba nei reparti e il licenziamento politico della delegata sindacale.

Ne abbiamo sentito o visto qualche buontempone del sindacato confederale mobilitarsi in difesa della lavoratrice licenziata, che anche se iscritta ad un sindacato di base è sempre una lavoratrice.

Ne tanto meno la CISL, CGIL o UIL, hanno mosso un dito per fermare il furto del denaro dalle buste paga di questi lavoratori nella ricca e moderna Brianza; l’idea che ci sia un connubio tra questi gentiluomini si è fortemente radicata nella nostra testa; solo cosi si spiega il fatto che quando le socie e i soci disdicono la tessere alla CISL o alla CGIL e mandano l’ingiunzione di non prelevare soldi dalla busta dal mese della disdetta, l’amministrazione della cooperativa risponde che a questi sindacati si può disdire la tessera solo a Natale, perciò contro la volontà di ogni lavoratore si è costretti a pagare per tutto l’anno anche se la disdetta arriva a febbraio.

Una società che marcia verso la giustizia e il rispetto del lavoratore, non c’è che dire, i sindacati confederali sempre pronti a fare i loro interessi ad ogni costo calpestando diritti e democrazia.

Da tutto ciò quale può essere il risultato : nei reparti dove opera la Csr, passano responsabili che minacciano e impongano la disdetta della tessera alla nostra organizzazione sindacale, con l’intendo di colpire chi vuole organizzarsi al di fuori delle logiche accomodanti e collaborazioniste degli altri sindacati.

Molti purtroppo cedono a questo ricatto per non perdere il posto di lavoro, ma alienando la propria dignità e la propria libertà.

Questi signori dirigenti, sappiano che possono comprimere la libertà quanto vogliono, possono umiliare le persone come credono, questo li fa sentire forti e protetti nei loro ruoli di giudici e boia di chi lavora, i lavoratori non subiranno passivamente all’infinito le loro imposizioni !

Alla Csr è stato confermato l’appalto presso la Residenza Sanitaria Assistenziale Bernardelli, i soci e le socie hanno intenzione di resistere e combattere contro il furto del loro stipendio, in solidarietà con la delegata licenziata devono organizzarsi per mantenere alta l’attenzione dei dirigenti della cooperativa e dei dirigenti del San Carlo, corresponsabili della politica ruberesca ai danni dei lavoratori.

Per discutere di questo E ORGANIZZARE LA LOTTA lunedì 13 dicembre dalle ore 13.30 alle 15,00

ASSEMBLEA RETRIBUITA PRESSO LA RSA BERNARDELLI DI PADERNO .

AI soci della cooperativa Csr che operano in altre strutture, che sentono il bisogno di combattere contro questa brutta situazione, che non vogliono lavorare gratis per arricchire i dirigenti, e vogliono organizzarsi contattino la nostra organizzazione sindacale per preparare uno sciopero contro il taglio dello stipendio e la perdita dei diritti!

  • Sciopero contro il furto del nostro stipendio e per la riassunzione della delegata licenziata !
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Dignità e rispetto per chi lavora ! Basta lavoro precario e sottopagato !

slai cobas coop. C.S.R.

CSR di VARESE : un licenziamento che non può restare impunito

 Mercoledì 5 ottobre davanti alla clinica San Carlo di Paderno Dugnano dalle ore 13,30 alle 17,30, 2° presidio contro il licenziamento di Carmen e i tagli dello stipendio partecipate anche voi !!

Per comunicazioni e contatti, telefonate al 335 66 43 651 al 3492412393, telefonate per esprimere la vostra solidarietà alla delegata licenziata per rappresaglia, per organizzarci e per partecipare all’udienza che si terrà a breve per il rientro della lavoratrice nel proprio posto di lavoro

 

Il licenziamento politico e intimidatorio della socia lavoratrice della Csr di Varese è un nuovo grave attacco al reddito e alla dignità delle lavoratrici e dei lavoratori di questa cooperativa e di tutti i lavoratori.

I lavoratori di tutti i settori e soci lavoratori e lavoratrici sappiamo che questo non è il momento di chinare la testa, ma di rispondere alle provocazioni con la lotta e la resistenza.

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