MALGARA: NON ACCETTIAMO I RICATTI AZIENDALI !

NON ACCETTIAMO I RICATTI AZIENDALI !
PRETENDIAMO IL REGOLARE PAGAMENTO DELLE SPETTANZE !
Ormai i padroni sono passati ad attaccare il salario anche attraverso lo slittamento o il mancato pagamento delle spettanze. La canzone è sempre la stessa: siamo in difficoltà economica, la pressione della concorrenza è grande, il rischio è che chiudiamo o che dobbiamo licenziare !!!
Così si ricattano gli operai facendo credere loro che se difendono il salario e vogliono che i pagamenti avvengano regolarmente, allora si pregiudica l’immagine dell’azienda e lo stesso futuro lavorativo.
Se un’azienda chiude la responsabilità non è mai dei lavoratori! Affermare il contrario è un imbroglio per intimidirli, creare divisioni tra loro, passivizzarli e logorarli con snervanti attese.
L’imbroglio consiste nel presentare il costo del lavoro (spettanze) come il fattore decisivo per le sorti e le scelte aziendali. Ma il costo del lavoro incide solo in minima parte sui costi totali. Se è vero che il padrone, per guadagnare di più, mira sempre a ridurre al massimo il salario complessivo, è ancora più vero che non è mai il costo del lavoro che determina una crisi aziendale. Nemmeno quindi può accentuarla o viceversa risolverla.
Quindi se un’azienda deve chiudere perché è in crisi economica, e questo eventualmente vale anche nel caso della Malgara, allora chiuderà anche se i salari vengono dimezzati o addirittura non pagati.
Queste falsità vengono diffuse non solo dal padrone, ma anche da CGIL-CISL-UIL, che fanno accettare i ricatti del padrone e portano gli operai a legarsi le mani. La Malgara inoltre, a differenza di come vengono presentate le cose dall’azienda e dalla stessa RSU, non è nemmeno una singola azienda, ma un intero gruppo che sposta e ridistribuisce tra le varie aziende risorse in entrata ed in uscita in funzione del massimo profitto. Non a caso i giudici nel febbraio scorso, costringendo la Malgara a pagare regolarmente cinque operai che hanno promosso causa per i ritardi dei pagamenti, hanno stabilito con apposita indagine ispettiva che la Malgara gode condizioni economiche tutt’altro che critiche, che le consentono il pieno e regolare pagamento a tutti i lavoratori degli stipendi e delle altre spettanze.
Lo Slai Cobas ritiene che i ricatti aziendali vadano respinti e che gli operai debbano lottare per la salvaguardia dei propri interessi e non anche di quelli aziendali (profitti). Per questo lo Slai Cobas provinciale non condivide la linea presa dalla RSU Malgara dopo i primi mesi dell’anno. In questo quadro lo Slai Cobas provinciale, facendo propri i problemi degli operai della Malgara, ha anche richiesto un incontro all’azienda e si rende disponibile, se chiesto dagli stessi operai, a promuovere eventualmente scioperi e cause collettive per il recupero crediti, comprensivi di interessi e rivalutazioni non corrisposti anche per gli stipendi già pagati, ma con mesi di ritardo.
Considerando che il Signor Massimo Barletta ha scelto di non essere più un rappresentante dello Slai Cobas in azienda, per i rapporti con il nostro sindacato telefonare a Sebastiano Pira (resp. Prov.le Slai Cobas) cell. 3482448231.
SLAI COBAS DEL TRENTINO

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