FIAT : IMPACCHETTATE AUTO DIPENDENTI

 

pomigliano auto

FIAT / DOPO MIRAFIORI STAMANE IMPACCHETTATE AUTO DIPENDENTI POMIGLIANO

Ma la Fiat si domanda perché molti suoi dipendenti scelgono di acquistare auto straniere? E’ evidente che, a differenza di quelle della Fiat (mancante da anni di piani industriali e veri e nuovi modelli) le auto straniere oggi risultano più convenienti agli occhi dei suoi stessi dipendenti e la “questione” non è risolvibile con la pubblicità!

L’iniziativa della Fiat di Pomigliano d’Arco che stamattina ha “impacchettato” (parcheggio aziendale, lato ingresso n. 4) sigillandole interamente nella plastica, un centinaio di auto di case automobilistiche straniere messe in sosta dai dipendenti “infedeli” è qualcosa che travalica abbondantemente ogni legittima manifestazione della libertà di pensiero – o azione di propaganda e marketing pubblicitario – sconfinando in vera e propria azione di mobbing e violenza privata a danno di una moltitudine di lavoratori. Ciò in evidente violazione di ogni inerente normativa legale e contrattuale.

L’iniziativa segue di qualche settimana quella postata in rete dalla Fiat e poi veicolata sui maggiori media e TG nazionali e relativa ad una decina di operai ed operaie di Melfi (in realtà quadri e dirigenti aziendali) che danzavano festosi e sorridenti all’interno del reparto carrozzeria in un vero e proprio spot aziendale di simulata idiozia operaia. Vedi video: http://www.youtube.com/watch?v=Tt-EvlIi-lM&list=PLyBZpbtfmzp9sucVxT4gVSQ9Len7JJj2e .

Il fatto è che, in questo video, truccato con indosso la tuta da operaio, visibile dietro il ‘leggio’, danza e dirige la “festa” il sig. Sebastiano Garofalo, già direttore dello stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco ed oggi direttore di quello della SATA di Melfi. La sconcertante iniziativa è resa inoltre ancor più grave in quanto attuata (su evidente disposizione aziendale) in plateale e consapevole violazione delle più elementari normative antinfortunistiche (ballare nei reparti, dove i lavoratori invece devono muoversi ed agire in base ad espresse e precise disposizioni antinfortunistiche, è estremamente pericoloso e, per molto meno, si incorre in severe sanzioni disciplinari).

In base a tutto ciò, ed in funzione di rappresentanza degli interessi collettivi dei lavoratori, il sindacato Slai cobas presenta stamane un esposto denuncia alle Procure di Nola, Torino, e Melfi,
trasmesso inoltre per conoscenza anche all’INAIL.

Intanto, martedì 15 aprile della prossima settimana, ore 10.30, il sindacato ha convocato un attivo pubblico nella sala riunioni Slai cobas di Pomigliano per fare il punto sulla preoccupante situazione da “disastro industriale ed occupazionale annunciato” alla Fiat di Pomigliano e Nola e nelle collegate aziende dell’indotto ed attivare ogni idonea iniziativa di mobilitazione sindacale a tutela dei lavoratori e dell’economia territoriale.

Slai cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 10/4/2014

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