Fiat Pomigliano / nuovo “schiaffo” della magistratura agli accordi “Panda” e “Fabbrica Italia”

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Comunicato stampa
Fiat Pomigliano / nuovo “schiaffo” della magistratura agli accordi “Panda” e “Fabbrica Italia”

SENTENZA DEL TRIBUNALE DI NOLA – GIUDICE DOMENICO DENTE GATTOLA – CHE CONDANNA LA TNT (TERZIARIZZATA FIAT) AL PAGAMENTO DEI PERMESSI ELETTORALI AI RAPPRESENTANTI DI LISTA PER LE REGIONALI CAMPANE DEL 2005

“il comportamento datoriale è stato illegittimo contravvenendo alle norme che regolano il diritto dei lavoratori impegnati nel servizio elettorale”… anche la …”Cassazione ha riconosciuto che il diritto alla retribuzione dei lavoratori chiamati ad adempiere alle funzioni elettorali spetta anche ai rappresentanti di lista che realizzano come componenti del seggio elettorale un interesse pubblico”. Sono queste in sintesi le motivazioni a base della sentenza dello scorso 21 maggio 2013 che condanna l’azienda a risarcire il danno economico subito da un operaio ed un impiegato. Sentenza rilasciata solo nei giorni scorsi per la lunga mole di processi che intasano il tribunale del lavoro di Nola.

Viene da lontano il vezzo Fiat di “forzare e violare le leggi vigenti”: Marchionne già ci provò nelle elezioni regionali in Campania dell’aprile 2005 annunciando che non avrebbe retribuito i rappresentanti di lista per poi fare una poco dignitosa retromarcia per la pressione esercitata dallo Slai cobas che minacciò ricorsi a tutela dei lavoratori. Nel frattempo alcune aziende terziarizzate non retribuirono i permessi elettorali ai lavoratori (quali la TNT ARVIL azienda terziarizzata della Fiat operante alla movimentazione materiali nello stabilimento di Pomigliano) e questi ultimi, un impiegato ed un operaio, presentarono ricorso con l’avv. Arcangelo Fele dell’ufficio legale dello Slai cobas.

Nel frattempo la “clausola illegale” fu inserita dalla Fiat negli accordi di Pomigliano, sia quello della Panda che in quello di Fabbrica Italia, rispettivamente siglati il 15 giugno 2010 e il 29 dicembre 2010.

E non è stato certo un caso che, mentre in Tribunale di decideva la causa sui permessi elettorali, sia la Fiat che i confederali fecero una repentina retromarcia togliendo la clausola-antielezioni dal Contratto Collettivo Specifico di settore dell’intero gruppo Fiat firmato l’8 marzo 2013.

Intanto ancora nelle scorse elezioni politiche di febbraio 2013, per le minacce aziendali di non pagamento dei permessi elettorali in base agli accordi all’epoca vigenti per Pomigliano nessun lavoratore della Fiat ha potuto svolgere le funzioni di rappresentante di lista ai seggi elettorali previste e garantite per legge.

Quest’ennesima sentenza rappresenta un ulteriore schiaffo alla diffusa illegalità di questi anni in Fiat e concordata dall’azienda con i sindacati confederali a danno della democrazia, dei diritti dei lavoratori e degli interessi pubblici.

Intanto nelle prossime settimane andranno a sentenza innumerevoli cause a tutela dei diritti di “tutti” i lavoratori ed a contrasto di molteplici violazioni Fiat sia nello stabilimento di Pomigliano che in quello di Nola.

Slai cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 21/11/2013

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