CGIL, CISL E UIL: CHE VERGOGNA!

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comunicato stampa
CGIL, CISL E UIL: CHE VERGOGNA!
Il titolo del comunicato stampa è sicuramente duro e ce ne assumiamo tutte le responsabilità. Però è ora di dire basta alla prepotenza della triplice sindacale e delle associazioni padronali loro alleate, CONFINDUSTRIA in testa!
Il 22 ottobre 2013 è noto come nella ditta MARTINELLI TRASPORTI di Ala (TN), le associazioni di categoria aderenti a CGIL-CISL-UIL abbiano sottoscritto un accordo (sotto forma di verbale di consultazione sindacale) per collocare in cassa integrazione guadagni straordinaria tutti i 119 dipendenti della società fino al 21 ottobre 2014 e dopo tale data il loro licenziamento collettivo. Tutto questo è stato fatto dalla triplice:
a) senza consultare tutti i lavoratori destinatari del provvedimento di cassa integrazione e decidendo sulle loro teste e su quelle delle loro famiglie. In realtà sono stati capaci, solo perché sollecitati dalla lotta, di convocare 9 giorni dopo la firma dell’accordo (e non prima, come sarebbe stato logico, oltre che democratico!) parte dei loro associati in un’assemblea nella sede aziendale, poi spostata alla chetichella nei più sicuri uffici della CGIL di Trento per “tutelare l’incolumità fisica dei sindacalisti” (dichiarazione stampa di BURLI del 31 ottobre 2013). Ora, che i sindacalisti si debbano tutelare dai padroni è cosa normale; che si debbano proteggere, in talune parti del mondo, anche da forze militari e di polizia, squadroni della morte, eserciti privati al soldo del padronato, governi fantoccio in mano al grande capitale è cosa anormale ma storicamente nota. Che i sindacalisti si debbano salvaguardare dai lavoratori che dovrebbero rappresentare è ridicolo e disgustoso;
b) senza contestare alla proprietà aziendale di aver ridotto l’organico da 182 unità (concordate con la giunta della P.A.T. previo finanziamento pubblico di oltre 12 milioni in euro, fino al maggio 2016) a 119. Questo è un fatto di estrema gravità che lascia intendere il completo disinteresse del controllo sul pubblico denaro, si presume per ragioni politiche;
c) senza coinvolgere i veri rappresentanti dei lavoratori, ovvero S.B.M. e la Confederazione COBAS, che assieme hanno oltre il 50% degli iscritti fra i lavoratori interessati. Insomma un vero e proprio scippo dei diritti a danno di chi dovrebbero tutelare!
Ma c’è dell’altro, meno noto.
In data 30 ottobre 2013 le stesse associazioni di categoria aderenti a CGIL-CISL-UIL sono state coinvolte dalla proprietà S.A.E. Servizi Autotrasporti Europei di Trento in una procedura di cassa integrazione guadagni ordinaria che di fatto chiude il magazzino, anche se “mascherato” da temporanea carenza di commesse. I lavoratori sono stati coinvolti nel processo decisionale? Ma quando mai! E’ stata l’azienda (per ovvie ragioni di servizio) ad avvisarli… Anche in questo caso S.B.M. ha una rappresentatività interna, sull’intero organico (n. 134 unità lavorative medie al 30 giugno 2013 su tutte le filiali), pari al 25%. La triplice, al massimo può contare su qualche unità (meno del 10% dell’intera forza lavoro!). E’ evidente un’altra esclusione del sindacalismo di base da qualsiasi trattativa!
Ancora un altro caso di questi giorni, il più vergognoso!
In data 31 ottobre 2013, attorno alle ore 19 circa (gli uffici sindacali di CGIL-CISL-UIL sono chiusi), la triplice veniva informata di una procedura di licenziamento collettivo dalla FORTGLAS di Trento, nota impresa di produzione vetri speciali: 14 lavoratori da espellere. Nel più completo silenzio, con il “ponte di ognissanti” nel mezzo, CISL e UIL (la CGIL non si è nemmeno presentata!) hanno sottoscritto l’accordo per la perdita del posto di lavoro, senza coinvolgere nessuno, neanche i loro associati! Anche in questo caso, S.B.M. aveva una rappresentatività superiore al 40% fra i licenziati ma è stata sfrontatamente esclusa, pur avendo richiesto ripetuti incontri alla direzione. Una riunione informale è stata concessa ad alcuni lavoratori iscritti al Sindacato di Base a procedura e licenziamento avvenuti!
Questa è una vergogna che non può essere ignorata o bollata con la solita filastrocca della maggiore rappresentatività di CGIL-CISL-UIL a livello provinciale e nazionale! Queste confederazioni, tramite i loro funzionari ben stipendiati, decidono la vita lavorativa delle maestranze sulla loro pelle e su quelle dei loro familiari, senza verificare i danni sostanziali loro procurati e, cosa ancor più infame, senza esserne i rappresentanti!
Questa è la raffigurazione di una dittatura, che nulla ha da spartire con il principio della libertà di associazione sindacale sancito dall’articolo 39 della Carta Costituzionale.
Nessuno può rappresentare gli interessi della forza lavoro senza conferimento di specifico mandato e, soprattutto, senza neanche confrontarsi con i destinatari degli indegni accordi di cassa integrazione o, peggio, di licenziamento firmati.
Questo succede nel democratico Trentino, con l’avallo di quasi tutte le istituzioni e senza che la recente sentenza della Corte Costituzionale sul caso FIOM-FIAT (di Marchionne) abbia insegnato nulla! Le relazioni sindacali cambiano, la storia si evolve, le generazioni si susseguono e CGIL-CISL-UIL restano intoccabili…
SINDACATO DI BASE MULTICATEGORIALE – TRENTO

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