Rovereto: LUXOTTICA LAVORATORI TORTEGGIATI

LUXOTTICA LAVORATORI TORTEGGIATI
Alla Luxottica di Rovereto è stato fatto un passaggio grazie al quale l’azienda otterrà, a parità di stipendio, un orario di lavoro ulteriore dai lavoratori impiegati.
La scusa è l’armonizzazione della durata delle pause lavoro tra questo stabilimento e il resto del gruppo cosa che si traduce, in concreto, in mezz’ora di lavoro non retribuito quotidiano.
Sul piano formale le organizzazioni sindacali confederali hanno infatti proposto, su pressioni, della direzione, un accordo da far sottoscrivere ai lavoratori. L’azienda ha ottenuto un vantaggio indiscutibile mentre i lavoratori hanno subito un danno sia sul piano monetario che sul piano della possibilità di usufruire della totalità del tempo di pausa che serve per lo meno a mitigare lo stress psico-fisico che subiscono sul posto di lavoro.
Come contropartita l’azienda sarebbe disposta a discutere entro il 2014 di nuove lavorazioni e investimenti finalizzati al rilancio.
A fronte di questo episodio è necessario cogliere che questo accordo è stato un’ ennesima imposizione che i lavoratori si sono trovati di fronte. Il contesto in cui questi accordi vengono costruiti e fatti passare è infatti quello della “crisi economica” sfruttata squallidamente per far digerire di tutto e di più.
Con la scusa della crisi economica oggi si stanno cambiando le normative e la retribuzione a colpi di imposizioni di contratti e accordi in aziende piccole e grandi nel resto d’Italia come qui in Trentino.
Era già successo alcune settimane fa, in un’azienda di Lavis, con un accordo aziendale, che stabiliva la perdita del diritto alla 14-esima per i nuovi assunti, fatto votare ai lavoratori con la solito messaggio neppure tanto velato che possiamo tradurre con il concetto: “c’è la crisi, o firmate o qua si chiude”.
Questo tipo di dinamiche porta a risultati molto gravi poiché se passano queste logiche si può arrivare all’assurdo della scomparsa di qualsiasi diritto per un dipendente sul posto di lavoro e al peggioramento progressivo e illimitato delle sue condizioni di lavoro.
A fronte di netti guadagni monetizzabili da parte delle proprietà aziendali non esiste nessun riscontro verificabile realmente in termini occupazionali o in termini di investimento e ricerca o in termini di futuri possibili miglioramenti della retribuzione una volta ristabilite vere o presunte situazioni di crisi.
Nessun lavoratore o cittadino contribuente ha oggi in mano alcuno strumento reale per controllare se una data azienda investa o non investa delle sue risorse rispettando gli impegni presi. Se è così allora i lavoratori devono tutelarsi dentro all’azienda e fuori sia contro la proprietà che contro le organizzazioni sindacali confederali e devono comunque pretendere la costituzione comitati interni di delegati eletti democraticamente dai lavoratori con diritto decisionale e di controllo sugli accordi e sulla loro effettiva applicazione ed applicabilità.

SLAI COBAS COORDINAMENTO PROVINCIALE DI TRENTO

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