POMIGLIANO: FIAT DEVE RISPONDERE DELLE PROMESSE OCCUPAZIONALI E PRODUTTIVE

Comunicato stampa

POMIGLIANO: FIAT DEVE RISPONDERE DELLE PROMESSE OCCUPAZIONALI E PRODUTTIVE

MERCOLEDI’ 8 MAGGIO MANIFESTAZIONE ALLA REGIONE: ANCHE LE ISTITUZIONI DEVONO DARE CONTO DEL DISASTRO FIAT

A fronte del “fallimento di Fabbrica Italia Pomigliano e della collegata crisi industriale, occupazionale, dell’indotto e dell’intera economia territoriale” lo Slai cobas ha indetto una prima mobilitazione dei lavoratori che terranno un presidio mercoledì 8 maggio, h 10, alla Giunta Regionale della Campania (Centro Direzionale, IS A/6). In coincidenza dell’iniziativa il sindacato ha chiesto un incontro con le preposte istituzioni regionali e le collegate articolazioni territoriali del Ministero del Lavoro affinché “ogni soggetto sia urgentemente attivato al fine dell’ottenimento di immediate garanzie economiche ed occupazionali per i lavoratori in cassa integrazione guadagni e non ancora rinnovata”… “anche alla luce del fatto che a fronte dei diversi e fumosi si rendono necessarie adeguate iniziative affinché l’azienda risponda degli impegni di tenuta produttiva e sviluppo occupazionale contratti in sede di Presidenza del Consiglio, Ministero del Lavoro e Giunta Regionale. Impegni per i quali la Fiat ha fruito di ingenti finanziamenti pubblici diretti, indiretti ed indotti”… ”Ciò anche considerato che l’art. 41 della Costituzione orienta e vincola l’erogazione dei finanziamenti pubblici alle imprese private a atti a consentire il ritorno alla collettività in termini di utilità, valori e fini sociali del corrispettivo economico investito dallo Stato”.

L’inesistenza di alcun credibile piano industriale Fiat pone a serio rischio licenziamento i 316 lavoratori del reparto logistico di Nola (ormai senza alcuna concreta missione produttiva e con la cigs non rinnovata e in scadenza il prossimo 13 luglio). Con loro quelli della PCMA MAGNETI MARELLI. A rischio licenziamento anche gli addetti alla FMA di Pratola Serra e dell’intero indotto, nonché gli oltre 2.000 cassintegrati di lungo periodo della Fiat Pomigliano e, a media prospettiva, gli stessi 2.161 addetti alla produzione delle Panda in Fiat Pomigliano perché gli scarsi livelli produttivi (dalle 280.000 vetture preventivate se ne producono meno della metà) rendono diseconomico lo stabilimento.

La inquietante chiusura dell’IRISBUS di Grottaminarda (a fronte di una forte domanda del parco trasporti pubblici nazionale da rinnovare) è emblematica dell’uso strumentale della crisi da parte della Fiat che sta realizzando di fatto un massiccio ridimensionamento produttivo finalizzato alla delocalizzazione all’estero delle produzioni.

L’iniziativa sindacale di mercoledì prossimo segue l’assemblea operaia dello scorso 1° maggio di Pomigliano, indetta dalle Comitato delle mogli degli operai e che ha visto la massiccia partecipazione di lavoratori, esponenti sociali e politici nonché dei sindacati europei e latino-americani: “gli operai hanno ragioni da vendere ma la ragione da sola non basta. Bisogna costruire la mobilitazione progressiva dei lavoratori indispensabile alla realizzazione di adeguati rapporti di forza senza i quali chiudono le fabbriche e muore il territorio”. Già sono in cantiere prossime iniziative di mobilitazione a Pomigliano.

Slai cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 6/5/2013

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