Spiati i dipendenti alla Multipli Arcese di Gardolo (TN)!

riceviamo/diffondiamo
COMUNICATO STAMPAarcese 111
Spiati i dipendenti alla Multipli Arcese di Gardolo (TN)!

E’ ciò che sarebbe emerso da un’indagine condotta dai lavoratori della ditta di autotrasporto merci di proprietà dell’imprenditore Eleuterio Arcese, presidente nazionale dell’ANITA, l’associazione di categoria dei trasportatori affiliati a Confindustria.

E’ stato appurato che nei locali di Via San Sebastian n. 1 (ove ha sede legale la ditta in questione), in quelli rispettivamente adibiti a servizi igienici e sala ricreazione degli autisti, siano state collocate telecamere occultate con il chiaro intento di controllare il personale dipendente.

Perché la direzione aziendale vorrebbe controllare i propri lavoratori e le proprie lavoratrici mentre espletano i propri bisogni fisiologici oppure si lavano o, ancora, mentre sorbiscono un caffè nella pausa?

Sinceramente non è dato sapere quali siano le motivazioni (più o meno morbose!) che spingono la ditta a spiare il personale nei momenti di relax o di cura del proprio corpo…

Ciò che risulta certo, anzi certissimo, è la condotta illegale di chi ha ordito una simile operazione di controllo.

Infatti tanto lo Statuto dei Lavoratori (articolo 4 della legge 20 maggio 1970 n. 300), quanto la cd. legge sulla privacy (articolo 114 del Decreto Legislativo 30 giugno 2003 n. 196), vietano espressamente il controllo a distanza determinando pesanti sanzioni amministrative e penali per l’imprenditore responsabile: “Le violazioni … sono punite, salvo che il fatto non costituisca più grave reato, con l’ammenda da lire 300.000 [ora € 154,93] a lire 3.000.000 [ora € 1.549,38] o con l’arresto da 15 giorni ad un anno. Nei casi più gravi le pene dell’arresto e dell’ammenda sono applicate congiuntamente.
Quando per le condizioni economiche del reo, l’ammenda stabilita nel primo comma può presumersi inefficace anche se applicata nel massimo, il giudice ha facoltà di aumentarla fino al quintuplo” (articolo 38 legge 300/70).
“La condanna per uno dei delitti previsti dal presente codice importa la pubblicazione della sentenza” (articolo 172 d. lgs. 196/03).
Inoltre sono previste sanzioni pecuniarie che variano da 30mila a 180mila euro, così come previsto dalla delibera del Garante della Privacy.

Sembrerebbe che allo stato attuale non esistano accordi o intese riguardanti la videosorveglianza di bagni e sala attesa in azienda, né specifiche segnalazioni all’ispettorato del lavoro. Peraltro sarebbe per lo meno sconveniente, se non già un reato, che la TRIPLICE sindacale (CGIL, CISL, UIL) si presti a sottoscrivere verbali che giustifichino simili, vergognose condotte di spionaggio nell’intimo e nel privato.

Lo scrivente Sindacato si adopererà per vedere rispettati i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici di Multipli Arcese, affinché sia ripristinata la legalità e venga garantita la necessaria e dovuta riservatezza, chiedendo l’intervento delle preposte autorità. Effettuerà altri esposti affinché i legali rappresentanti(nelle persone del presidente C.d.A. Leonardo ARCESE, figlio di Eleuterio, e dell’amministratore delegato Giampaolo OSSOLA) siano sanzionati e messi nelle condizioni di non nuocere il personale dipendente.

Con preghiera di pubblicazione e massima diffusione.

SINDACATO di BASE MULTICATEGORIALE
Via Giacomo Matteotti n. 14
38121 – TRENTO (TN)
per informazioni telefonare a Fulvio FLAMMINI (349 5366000)

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