MILANO : 29 MARZO SOLIDARIETA’ AI LAVORATORI SOTTO PROCESSO

Il 29 marzo continua il processo penale ai danni di compagni del movimento e del sindacalismo di base, le accuse nei loro confronti sono variegate ma la sostanza è solo una : processare e condannare le lotte e chi vi ha partecipato e le ha organizzate per difendere i profitti per mantenere tutto inalterato. Non serve molta fantasia per capire che in questo particolare momento storico ogni apparato repressivo, al servizio del sistema e della classe che comanda, si adopera per fare bene il suo lavoro. Solo così si spiega perché non vengono inquisisti e condannati i vari padroni delle cooperative addette alla logistica e ai trasporti, che maggiormente hanno disatteso le norme contrattuali e fiscali, senza contare il connubbio più o meno apparente con organizzazioni del male affare e malavitose.
Non è il primo caso non sarà l’ultimo, sta di fatto che una ventina di compagni sono sottoposti al giudizio della magistratura per aver partecipato alle lotte di parziale “liberazione” di salariati super sfruttati, con pochi diritti e tanto lavoro.
In generale questo atteggiamento particolarmente repressivo: nei confronti di chi si oppone alla T.A.V. nella val Susa, allo stillicidio di posti di lavoro nelle industrie che ristrutturano e mandano in mobilita migliaia si lavoratori come ha fatto e sta facendo al Fiat a Pomigliano e ad Arese, la minaccia di licenziamenti nella sanità privata come sta succedendo al San Raffaele di Milano, non è solo un “salto di qualità” dello scontro in atto. Le misure adottate dal padronato italiano, dalla regionalizzazione dei contratti, al piano della Fiat passato con il consenso delle organizzazioni sindacali confederali Cisl e UIL, con poca differenza infine anche dalla Fiom Cgil, ne tale sono le misure adottate nel pubblico impiego per ridurre i costi allo Stato e gli stipendi ai lavoratori, come l’ accordo nazionale del trasporto merci e logistica e spedizioni che peggiora invece di migliorare le condizioni economiche e normative di questa settore importante e particolare, che i confederali si apprestano a sottoscrivere. E’ una necessità del capitalismo italiano il solo modo per rispondere alla crisi generatasi nel processo stesso della produzione, è una necessità per rispondere alla concorrenza internazionale, tutto in un processo abbastanza veloce verso il dissolvimento degli attuali equilibri che potranno sfociare in situazioni catastrofiche per tutta la società.
Si pone con insistenza, per sopravvivere a questo attacco, un fronte unico sempre più ampio che porti i lavoratori italiani in lotta, spesso isolati in molti segmenti produttivi a ricongiunsi alle lotte condotte in questi anni dagli immigrati dei depositi merci e della logistica, dai lavoratori italiani ancora chiusi nella visione nazionalista e collaborazionista delle organizzazioni sindacali confederali, per un progetto che coinvolga gruppi e militanti non solo di difesa economica ma di obiettivi politici di classe.
SLAI COBAS MILANO

http://www.slaicobas.it Milano 27-03-2013

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