Da Pomigliano a Melfi…perché uniti si vince

Da Pomigliano a Melfi…perché uniti si vince

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Si parte alle 9.00 da Pomigliano in pullman per arrivare a Melfi un’ora prima del cambio turno.

Donne operaie e mogli di operai, con i loro compagni di vita e di lavoro…vanno a Melfi, alla Sata, fabbrica Fiat che ha accolto l’inizio della campagna elettorale del professor Monti.

I giornali hanno raccontato di applausi degli operai, del “grande” piano di rilancio, l’ennesimo pensato dal manager canadese…della grande soddisfazione di Monti…

Pochi giorni dopo l’annuncio dell’ azienda automobilistica torinese: “due anni di chiusura impianto, con cassa integrazione per tutti gli operai, per la necessaria ristrutturazione della fabbrica…qui si farà quel Suv che si doveva fare prima a Torino Mirafiori, poi a Pomigliano…ed ora si fa a Melfi”…come nel gioco delle tre carte…il Suv dov’è?

Primi attimi di panico e di sobrie e contenute critiche politiche…poi il solito zerbinaggio italico…con a capo “branco” quell’informazione che il rapporto di Reporter senza frontiere fa scendere dal 50° al 61° posto nel mondo riguardo la libertà di stampa.

Per i media nostrani non c’è nulla di strano che una fabbrica importante come la Fiat, in grave crisi per mancanza di idee e di nuovi modelli, retta da un burocrate che cambia piano industriale ogni settimana, chiuda interi stabilimenti per anni per produrre una nuova auto…eppure non c’è fabbrica al mondo che faccia pagare al paese le sue ristrutturazioni né che pensi di fermare la produzione per cambiare tipo di macchina…meno che meno per due anni…

Se non si fosse ciechi e sordi, se non si fosse totalmente asserviti a quei gruppi di potere che danno da mangiare a chi fa dell’informazione la stampella dei furti italici, si sarebbe in grado di farsi le dovute domande…e darsi le conseguenti risposte.

A Pomigliano cominciò proprio così, con una serie di proclami ai quali sono seguiti una altrettanto lunga serie di smentite e di rivisitazione degli stessi piani, con il risultato di una cassa integrazione senza fine che tocca, perennemente, più della metà dell’organico, e a giorni alterni l’altra metà.

Le mogli degli operai di Pomigliano sono venute a dire questo ai cancelli della fabbrica di Melfi…le bugie del gruppo Fiat colpiscono tutti gli operai, quelli dentro e quelli fuori…le strategie dei sindacati confederali mirano a dividere l’unità dei lavoratori…”garantendo” chi sta dentro…rassicurando chi sta fuori.

Ma le bugie hanno le gambe corte, più corte della memoria della stampa italiana, e i provvedimenti di cassa integrazione a pioggia colpiscono dovunque…a Mirafiori, a Melfi, a Pomigliano…e non c’è uno straccio di prospettiva di ripresa…se non le mille ripetitive parole del Marchionne di turno e dei sindacati firmatari di un progetto fallito prima di nascere.

“Uniti possiamo vincere”…urlano le mogli degli operai fuori i cancelli…pochi corrono dentro la fabbrica con i finestrini delle loro macchine chiusi…molti si fermano…prendono il volantino…restano a parlare…a condividere le preoccupazioni…a comprendere che il “paradiso” della classe operaia non è nelle parole di Marchionne.

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