Da Melfi a Pomigliano i “due compari” stanno portando lo sfascio sociale in Italia: GLI SPECCHI PER LE ALLODOLE DI MONTI E MARCHIONNE

Per quanto ancora dobbiamo pagare per le loro bugie…?! E’ ora che questi signori ci restituiscano il “malloppo”: il futuro che hanno rubato ai nostri uomini ed ai nostri figli…!
Da Melfi a Pomigliano i “due compari” stanno portando lo sfascio sociale in Italia:

GLI SPECCHI PER LE ALLODOLE DI MONTI E MARCHIONNE
Per prendere le allodole i cacciatori sono soliti usare uno speciale congegno a specchi che illuminandosi ai raggi del sole serve ad ingannare gli uccelli per attirarli nella rete: è lo stesso ed unico principio dei piani di “Fabbrica Italia” di Marchionne e “Salva Italia” di Monti (due ‘piani’ connessi tra loro e spudoratamente simili finanche nelle parole).
Non a caso lo scorso 20 dicembre i “due” si presentarono a Melfi “a braccetto e in pompa Magna” per l’ennesima kermesse mediatica sull’ennesimo “piano di rilancio” che, mutuato dagli “specchietti per le allodole”, serviva nelle loro malcelate intenzioni solo per “incantare” i lavoratori (e sindacalisti e politici compiacenti) e avviare la campagna elettorale di Monti. Ma, escludendo i faccendieri politico-sindacali (che per “riconoscenza” da sempre chinano il capo ai loro padroni) veramente esiste ancora, a Melfi o Pomigliano, qualche operaio (sia pure il più sciocco e credulone) che ancora può credere alle balle di Monti e Marchionne?! Che per fare nuovi modelli si debbono chiudere le fabbriche per anni come a Pomigliano e Melfi? Se così fosse chiuderebbero tutte le case automobilistiche del mondo che, a differenza di Fiat, i nuovi modelli invece li fanno! Ma questo accade solo in Fiat, azienda “assistita e plaudita” da anni dai vari governi amici di Prodi, Berlusconi e Monti!
Intanto la storia di Melfi sta ripercorrendo quella di Pomigliano dove giusto l’anno scorso (il 13, 14 e 15 dicembre 2011) si tenne l’analoga kermesse-mediatica annunciante l’avvio della produzione di 280.000 nuove Panda all’anno, coi sindacati firmatari che – anche all’ora – spergiurarono sulle “magnifiche e future sorti produttive della fabbrica”: oggi invece Pomigliano produce meno della metà delle vetture annunciate ed è di fatto fallita con oltre 5.000 lavoratori in “cassa” da più di 4 anni: la metà a “zero ore” e l’altra in cigs a periodi alterni dallo scorso agosto ad oggi ed esposti, con tutti gli altri (compresi quelli dell’indotto) a rischio-licenziamento perché una fabbrica dimezzata non ha futuro!
Quella della Fiat è una “strana crisi” che da decenni ingrassa i profitti degli Agnelli, dei vari Marchionne di turno e degli azionisti in funzione delle ingenti risorse pubbliche sottratte alla casse dello Stato. Ciò con lo specchietto per le allodole (assunto a sistema) degli investimenti per millantati e mai realizzati “rilanci produttivi”: sono centinaia gli accordi fotocopia (e mai “onorati”) sottoscritti negli anni tra Fiat, confederali e ministri del lavoro dei vari governi “amici” che hanno consentito all’azienda di scroccare un centinaio di miliardi di euro di finanziamenti pubblici usati strumentalmente ed in evidente danno sociale per all’unico scopo di concentrare la produzione in pochi mesi all’anno e accollare a carico dell’INPS gli oneri economici della cassa integrazione per i rimanenti periodi (è in sudditanza ed ossequio a questi meccanismi che Monti e Fornero hanno sfasciato le pensioni dei lavoratori). E intanto la Fiat da Pomigliano a Melfi ancora promette nuovi e finti “rilanci” mentre in realtà dimezza i livelli occupazionali e la produzione, licenzia e delocalizza all’estero. E tutte le fabbriche del Gruppo e quelle dell’indotto sono da anni in cassa integrazione “senza fine” e senza alcuna realistica prospettiva.
Nel 1990 lo Stato ha elargito alla Fiat 4.884 miliardi di lire di finanziamenti pubblici per aprire la fabbrica di Melfi che doveva produrre 450.000 vetture all’anno (la produzione reale è stata meno di un terzo). Nel 1987 è stato regalato il gruppo Alfa Romeo alla Fiat che poi lo ha distrutto e cannibalizzato. Queste cose ci ricordano da vicino gli scandali Parmalat, Alitalia ed oggi Monte dei Paschi: non si può più continuare così!
1° Maggio a Pomigliano perché: “la Fiat va nazionalizzata a partire da Pomigiano e Melfi! Gli Agnelli e i vari Marchionne devono restituire tutti i multimiliardari finanziamenti pubblici usati per arricchimenti privati a danno della collettività!
Comitato Mogli Operai Pomigliano – http://www.comitatomoglioperai.it – 31/1/2013

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