QUATTRO GIORNI DI SCIOPERO ALLA MALGARA CHIARI E FORTI DI AVIO : UN BILANCIO POSITIVO, MA I LAVORATORI DEVONO ANCORA RICEVERE PARTE DELLE SPETTANZE

QUATTRO GIORNI DI SCIOPERO ALLA MALGARA CHIARI E FORTI DI AVIO : UN BILANCIO POSITIVO, MA I LAVORATORI DEVONO ANCORA RICEVERE PARTE DELLE SPETTANZE
Lo sciopero, due ore per ogni turno per quattro giorni, che si è tenuto la scorsa settimana alla Malgara Chiari e Forti è stato il primo, dopo molto tempo, ad essere pensato pianificato ed organizzato spontaneamente e direttamente dai lavoratori.
Per questo è stato un triste spettacolo, una volta indetto lo sciopero dall’RSU, leggere sui quotidiani locali dichiarazioni in pompa magna dei sindacalisti confederali, che all’oscuro totale di ogni questione interna all’azienda ( non facendosi vivi fisicamente da diverse settimane ) si sono fregiati ancora una volta di ciò che non è loro. Quello che ha mosso i primi passi in questo periodo è il risultato di un nuovo corso sindacale a cui ha dato contributo e impulso la costituzione dello Slai Cobas. Si tratta di un modo di affrontare i problemi che intende mettere al centro i lavoratori, senza giochetti di vetrina, e che chiama gli stessi lavoratori a diventare protagonisti.
Nei quattro giorni di sciopero alla Malgara Chiari e Forti, i lavoratori con percentuali di adesione molto alte hanno confermato la massiccia partecipazione all’iniziativa promossa dalla RSU. L’intento ben specificato nelle motivazioni del comunicato dell’RSU della settimana scorsa, é stato quello di frenare la deriva sistematica a proposito di accredito stipendi e saldo delle altre numerose spettanze economiche. Una significativa novità è che, già nella seconda giornata di sciopero la convinzione della necessità di perseguire unitariamente quest’intento, è stata fatta propria anche da quelle frange tradizionalmente legate alla proprietà aziendale. Infatti i lavoratori di alcuni reparti che storicamente risultavano poco attivi e presenti negli scioperi, probabilmente anche sotto le incombenze e le scadenze di fine anno, si sono convinti a dire basta ad una pratica dannosa a solo discapito delle proprie famiglie. Questo, a nostro avviso, certifica oltremodo che lo sciopero non è solo uno strumento di lotta sindacale, ma anche un vero e proprio mezzo di coesione sociale, una sorta di veicolo omnicomprensivo su cui persone con provenienze diverse s’incontrano sotto molti aspetti.
In questi giorni di sciopero sono aumentate le discussioni, gli scambi di vedute tra i lavoratori, che rendendosi ormai conto dell’indispensabilità dell’unione, progettano iniziative future.
Anche durante il terzo ed il quarto giorno di sciopero alla Malgara Chiari e Forti, con grande soddisfazione, abbiamo rilevato che il trend non è cambiato, la partecipazione ha mantenuto le stesse proporzioni dei primi due giorni ed ha rafforzato la disponibilità ad un’eventuale nuova fase della lotta. Durante il terzo giorno di sciopero l’azienda è caduta nuovamente nell’errore di considerare l’iniziativa dei lavoratori come una buotade passeggera. Infatti nella mattinata, e per giunta nei corridoi dei reparti, s’è arrischiata a proporre un pagamento anticipato (di qualche giorno) della tredicesima mensilità, per avere in cambio un sabato lavorativo. La risposta dello Slai Cobas, unico sindacato presente in fabbrica, è stato un assoluto no ad ogni cedimento sul rientro delle spettanze, sottolineando che i lavoratori hanno subito già abbastanza privazioni e ricatti da averne abbastanza per un bel pezzo. L’azienda di rimando ha minacciato uscite sui quotidiani locali, promettendo accuse dirette a lavoratori ed RSU, rei, a suo dire, di poco attaccamento al lavoro. Capite bene quale sia il punto di vista di questi signori, la produzione, la redditivita, le prerogative aziendali vengono sempre e comunque prima di questi quattro “straccioni” di operai, che si permettono pure di lamentarsi!!
Giovedì 20 c’è stata un’assemblea per fare il punto della situazione, sia riguardo alle spettanze relative agli ultimi stipendi che alla riscossione delle tredicesime. I saldi di Ottobre e gli anticipi delle tredicesime sono pervenuti nella quasi totalità ed, in base agli accordi, all’azienda rimane ancora la giornata di domani per completare questa prima serie di pagamenti.
Lo sciopero è quindi stato decisivo al fine di conseguire questo primo non indifferente risultato, rimangono ancora delle spettanze da recuperare. Lo sciopero è stato gestito e condotto con intelligenza e flessibilità, ma anche con determinazione. Con lo stesso spirito l’RSU ed i lavoratori continueranno a trattare con l’azienda dopo le festività natalizie sino al pieno recupero di quanto a loro dovuto.

Massimo Barletta RSU Slai Cobas Malgara Chiari e Forti di AVIO
Sebastiano Pira resp.le prov.le Slai Cobas del Trentino

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