DOPO ARESE E LA REGIONE, ANCHE LAINATE HA APPROVATO IL PIANO DI RECUPERO

Corriere Della Sera.it Rita Querzé 19 dicembre 2012
DOPO ARESE E LA REGIONE, ANCHE LAINATE HA APPROVATO IL PIANO DI RECUPERO
Sorgerà sull’ex area Alfa l’iper più grande d’Europa: investimento da 700 milioni
Nuovo quartiere da 3 mila abitanti. L’ad di Euromilano «Qui non c’è nessuna cementificazione»
MLANO – Ora tocca a palazzine e centro commerciale. Per l’area ex Alfa negli ultimi dieci anni si è pensato di tutto, ipotesi fantasiose e non: dal polo della mobilità sostenibile (2 mila posti di lavoro promessi nel 2003) alla base logistica del porto di Genova. Lunedì sera il consiglio comunale di Lainate ha dato il via libera che mancava a un accordo di programma che porterà sull’area il centro commerciale più grande d’Europa (77 mila metri quadrati con il marchio Iper). Più un’area residenziale per 2.800 persone. E un grande parcheggio in vista dell’Expo. L’operazione nel complesso vale oltre 700 milioni di euro. L’opposizione del Coordinamento difesa territorio area Alfa resta strenua. «Faremo ricorsi, proteste e tutto quanto possibile per bloccare il progetto», insiste la presidente, Sara Belluzzo, un’insegnante di musica delle medie che ha messo insieme associazioni non profit, soprattutto ambientaliste con il piccolo commercio.
L’area di oltre 2 milioni di metri quadrati dell’ex Alfaattraversa quattro comuni. Rho e Garbagnate sono fuori dall’accordo di programma. Coinvolti 1,6 milioni di metri quadrati che fanno capo al patron della Finiper, Marco Brunelli (76%) e a Euromilano per il 24% (società partecipata da cooperative, Unipol e Intesa SanPaolo). Lo stabilimento Alfa Romeo è stato costruito qui negli anni ’60. Voluto dal manager che fece grande il marchio del Duetto e della Giulietta: Giuseppe Luraghi. Il centro commerciale promette di creare 2 mila posti di lavoro, gli stessi che dovevano arrivare dal polo della mobilità sostenibile di antica memoria. Nonostante i 4,5 milioni che la proprietà dell’area verserà in base all’accordo di programma per il sostegno del commercio locale, i piccoli negozianti temono contraccolpi sugli affari per colpa dell’arrivo dell’ingombrante vicino. Anche perché un altro centro commerciale sarà a breve aperto in zona. Sul territorio di Garbagnate, per la precisione, questa volta promosso da un fondo immobiliare.
La costruzione del nuovo Iper dovrebbe partire la prossima estate. Per le palazzine (il masterplan è firmato Boeri, Chipperfield e Zucchi) bisognerà aspettare il 2015. Ma chi comprerà casa, vista la crisi? «L’importante è costruire al giusto prezzo. E noi non abbiamo nessuna intenzione di superare i 2.500 euro al metro quadrato», risponde Alessandro Pasquarelli, ad di Euromilano. Che aggiunge: «Qui non c’è nessuna cementificazione. Recuperiamo un’area oggi abbandonata e piena di capannoni. L’indice edificatorio è dello 0,28%: la media in Lombardia supera lo 0,60. Oltre agli oneri di urbanizzazione pagheremo di tasca nostra interventi pubblici per 15 milioni di euro: dal rifacimento della biblioteca ai tetti delle scuole».
Per completezza va aggiunto che il progetto prevede anche 56 mila metri quadrati destinati a terziario e incubatori d’impresa e 17.500 all’artigianato.
L’ingresso principale del vecchio stabilimento, edificio firmato da Jacopo Gardella, sarà mantenuto. Così ha chiesto la Soprintendenza ai Beni artistici. Che peraltro in passato aveva espresso un parere poco lusinghiero (ma non vincolante) rispetto al progetto del centro commerciale. Motivazione: il mancato rispetto dell’impianto urbanistico della fabbrica e l’assenza di integrazione con il museo dell’Alfa Romeo (proprietà Fiat), che si trova a due passi dall’area dell’accordo di programma ma su un terreno del comune di Rho. Alla Soprintendenza sarebbe piaciuto che la memoria del sito industriale fosse preservata, magari con il mantenimento di alcuni dei vecchi tralicci. Sul modello di quanto avvenuto a Mirafiori o, più in grande, nell’area della Ruhr, in Germania. Ma tant’è. Ormai la partita è chiusa. E al momento non è previsto un secondo tempo.

Corriere Della Sera.it Rita Querzé 19 dicembre 2012

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