DANA di ARCO : PER I LAVORATORI NIENTE DA FESTEGGIARE

COMUNICATO STAMPA
DANA di ARCO : PER I LAVORATORI NIENTE DA FESTEGGIARE

La DANA SPA festeggia questo fine settimana il cinquantennio della fondazione dello stabilimento di ARCO con l’apertura della fabbrica alla cittadinanza ed alle autorità. Mentre fatturato e profitti della DANA sono in costante crescita nell’arco dell’ultimo triennio, puntuale a fine estate arriva la cassa integrazione ordinaria. Il verbale dell’incontro tra la direzione aziendale e la componente FIOM della RSU, che accompagna la procedura di avvio della richiesta all’INPS della cassa integrazione per i 400 operai di Arco, è stato infatti firmato lunedì 8 ottobre. A quest’incontro non erano presenti i componenti RSU Slai Cobas che, dissentendo dalle modalità con cui la Dana è arrivata a prendere questa decisione, non sono stati convocati in violazione delle norme vigenti. Come Slai Cobas ci chiediamo infatti come sia possibile che, puntualmente, anche quest’anno, nonostante volino fatturato e profitti, dopo i primi 8 mesi dell’anno di intensa attività produttiva, con ritmi sempre più elevanti, permessi e ferie concessi con il contagocce, si arrivi alla fine del mese di settembre con la richiesta della Cassa Integrazione. Il dubbio è che, ancora una volta, mentre si procede a creare un clima di paura e di ricatto attraverso miriadi di contestazioni e sanzioni disciplinari al fine di assicurarsi le condizioni per uno sfruttamento intensivo della forza lavoro, si vogliano scaricare sui lavoratori e sulle finanze pubbliche quelli che sono i consueti rischi a carico dell’imprenditore relativi ad un andamento stagionale e congiunturale degli ordinativi, in particolare relativi al macchinari per l’edilizia, largamente prevedibile. Come Slai Cobas intendiamo mettere subito le mani avanti per fare il possibile affinchè la DANA, ancora una volta con la docile accondiscendenza della FIOM, non possa procedere nel 2013 con le stesse modalità, prima supersfruttamento e poi cassa integrazione. Intendiamo adesso, a tale scopo, anche mandare un esposto all’ispettorato del lavoro perché avvii un indagine sulla legittimità di tale richiesta anche a causa del carattere antisindacale rivestito da una procedura che ha illegittimamente escluso i membri della RSU Slai Cobas. Certo sappiamo che sarà difficile che l’ente pubblico provveda ad avanzare richieste risarcitorie nei confronti della DANA per una Cassa Integrazione concessa con leggerezza, questo in un contesto, come quello provinciale, in cui non solo si continuano a regalare soldi pubblici alla DANA ed alla sua filiera, come risulta dagli ultimi 600.000 euro di contributi deliberati il 19 settembre scorso, ma si invita caldamente, come ha fatto il governatore Della nei primi giorni del maggio scorso, la stessa guardia di finanza a non esagerare sui controlli fiscali e, magari, a chiudere un occhio se non tutt’e due sulle ipotizzate decine di milioni di tasse dovute e mai versate nelle casse dello stato.

Sebastiano Pira e Sergio Mattioli per la RSU Slai Cobas Dana di Arco

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