ANCORA UNA SCONFITTA PER LA FIAT

Comunicato stampa

SEQUESTRI OPERAI SUI C/C TORINESI : COMINCIA LA “DEBACLE GIUDIZIARIA” PER LA
FIAT

ASSEGNATI ALTRI 51.374,20 EURO DAL GIUDICE DELLE ESECUZIONI MOBILIARI DI
TORINO A UN OPERAIO DI POMIGLIANO. ATTESA A GIORNI L’ASSEGNAZIONE AD UN
ALTRO DI 250.000 EURO

NUOVO RICORSO AL TRIBUNALE D’APPELLO DI NAPOLI PER IL RIENTRO A POMIGLIANO
DEI 316 DEPORTATI AL CONFINO DI NOLA (LA FIAT BARO’ IN PRIMO GRADO)

Dopo la precedente assegnazione ad opera del giudice dell’esecuzione del
Tribunale di Torino a Rosario Monda di un’analoga cifra pignorata sul conto
corrente bancario torinese di Intesa San Paolo della Fiat, oggi è la volta
di Francesco Manna che recupera 52.000 euro di maltolto, sempre con la
stessa procedura e con sentenza del Tribunale di Torino. L’atto, con titolo
esecutivo, è stato depositato in cancelleria lo scorso 2 giugno dal giudice
delle esecuzioni mobiliari e ritirato l’altro giorno dall’avv. Arcangelo
Fele dello Slai cobas. A giorni si aspetta l’assegnazione, questa volta di
ben 250.000 euro – già pignorati alla Fiat sempre sul c/c Fiat di Intesa San
Paolo Torino – a Pasquale Russo. Si tratta di operai di Pomigliano già
licenziati ingiustamente dalla Fiat per evidenti motivi di discriminazione
antisindacale e reintegrati dal giudice del lavoro cui la Fiat si era finora
rifiutata di versare il risarcimento del danno economico subito violando le
sentenze della magistratura. Per Manna e Monda, inoltre, sono già stati già
pignorati alla Fiat – dall’autorità giudiziaria – altri 10.000 euro per
ciascuno dei lavoratori a completamento della somma definitiva da
recuperare.

Lo scorso 17 febbraio la Corte di Cassazione – in definitivo accoglimento
del ricorso contro il rifiuto aziendale di accettare il versamento delle
quote sindacali tramite cessioni di credito allo Slai cobas – ha condannato
la Fiat per discriminazione antisindacale intimandogli di “operare le
trattenute delle quote sindacali a favore del sindacato scelto dal
lavoratori e con le modalità della cessione di credito”. La sentenza – in
ultimo grado di giudizio e non più appellabile – non solo vieta l’estromissione
dello Slai cobas dalle fabbriche del gruppo, ma ha rafforza anche la Fiom
contro la pretesa di Marchionne di versare le trattenute solo ai sindacati
firmatari degli accordi . Sulla scia di questa sentenza
oggi anche la Fiom può citare in giudizio la Fiat.

Innumerevoli sono le sentenze della magistratura che, su ricorsi dello Slai
cobas, nell’ultimo anno hanno reintegrato in fabbrica a Pomigliano una
decina di operai licenziati senza “giusta causa” (iscritti e non al
sindacato di base). Queste sentenze evidenziano di fatto la drammatica
attualità delle politiche autoritarie in atto del governo Monti che, con la
controriforma del lavoro e dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori,
vorrebbero concedere a Marchionne ed ai suoi “emuli” il libero arbitrio di
licenziare anche ingiustamente.

Nei giorni scorsi lo Slai cobas ha depositato in corte di appello del
Tribunale di Napoli il ricorso contro il trasferimento, del maggio 2008, al
reparto confino di Nola di 316 lavoratori (di cui oltre 100 iscritti allo
Slai cobas) con la richiesta di condanna della Fiat per discriminazione
sanitaria (la metà dei trasferiti risulta invalida o con ridotte capacità
lavorative) e discriminazione sindacale. All’epoca il Tribunale di Nola
rigettò il ricorso dello Slai cobas a seguito della dichiarazione Fiat –
verbalizzata negli atti processuali – che definiva l’unità Logistica di Nola
quale “parte integrata del G.B. Vico di Pomigliano”. Dopo la causa l’azienda
ha separato il reparto di Nola da quello di Pomigliano. Tali contraddizioni
sono state poste da Slai cobas nel ricorso d’appello che, a giorni, è in
attesa dell’assegnazione al giudice.

La sentenza del Tribunale che ieri, su ricorso Fiom anche a Roma, ha
condannato la Fiat per discriminazione antisindacale nelle assunzioni
‘selettive’ in newco consolida quella ‘slavina giudiziaria’ che rischia di
travolgere l’autoritarismo di Marchionne ed i collegati ‘piani’ del governo
Monti, suo ‘ex collega’ in Fiat.
Slai cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 22/6/2012

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