LICENZIAMENTI DI MASSA ALLA EUROCOIBENTI E ALLA ISOLSUD

riceviamo/diffondiamo

Siamo all’epilogo del teatrino messo in piedi in Fincantieri a Marghera per liberarsi di 150 operai oramai già spremuti dal lavoro e troppo sindacalizzati:

annunciati i licenziamenti di massa alla Eurocoibenti e alla IsolSud
E’ da oltre un anno che Eurocoibenti, o meglio l’allora suo amministratore e fondatore Giuseppe Corradengo, ha annunciato la messa in liquidazione della società.

Una società che ha vissuto per oltre 10 anni dentro Fincantieri in appalti di fatto irregolari, con modalità esecutive e direzionali tali da costituire di fatto una gallina dalle uova d’oro per Fincantieri, e per le società. oltre che per la Eurocoibenti stessa, che hanno “gestito” interposizione fittizia di manodopera in maniere diverse lungo oltre un decennio.

Una società quasi leader in italia nel settore navale, la Eurocoibenti, attiva a Palermo, ad Ancona, a Monfalcone, oltre che a Marghera, che “CHIUDE”, probabilmente per riaprire dopo, a cose fatte. Analogo passaggio per la ditta gemella, Isol Sud. Operai di Palermo, come la sede delle due società, e in gran parte, del Bangladesh.

L’ostacolo, per questa operazione del tutto malandrina verso i lavoratori che resteranno a casa, per essere un domani sostituiti da altri, più giovani e meno sindacalizzati, era costituito da un lato dal “ciclo produttivo” di Fincantieri a Marghera, che prima che terminasse una nave Costa, ne iniziava un’altra.

Ora, nonostante otto nuovi ordini di inizio 2011, ne sono partite solo tre.

A Marghera si è voluto attendere.

E’ cambiato il management, (ma non il capo dell’ufficio del personale di Marghera), di modo da non poter essere criticato alcun dirigente, si è parlato di crisi, si è data copertura alla cassa integrazione da parte dei media che hanno di fatto coperto il management “privatizzato” nella logica, della impresa PUBBLICA Fincantieri.

Così il “vuoto produttivo” è diventato da una parte una mossa precisa per permettere a molte aziende di chiudere in sordina, usando “cassa integrazione in deroga”, peraltro senza copertura INPS per mesi e mesi, con i lavoratori immigrati spinti ad abbandonare l’Italia, dall’altro, un “banco di prova” di come per l’ennesima volta ma in forma diversa, costruire un dissipamento del PATRIMONIO PUBBLICO NAZIONALE.

Infatti, Fincantieri è estremamente presente negli “States”, dove fa profitto in campo militare, commerciale ed in vari siti e situazioni.

Quindi a Fincantieri non interessa che i siti italiani perdano quattrini o vengano dissipati.

Logica da management, NON LOGICA NAZIONALE.

NON LOGICA DI IMPRESA.

La Fiom si è battuta male e poco contro tutto questo. Vero è che ci sono state le rivolte a Castellammare, a Palermo, a Genova, e numerose lunghe lotte anche a Monfalcone e Marghera, ma non c’è stato lo sputtanamento del RAZZISMO e dello SCHIAVISMO sotteso a queste scelte, tese appunto a riprendere SENZA INTRALCI, DOPO, con “carne fresca” e soprattutto, senza Cobas tra le palle.

La ns.estensione è notevolmente cresciuta, apriamo vertenze ora anche a Monfalcone e Genova, tra mille ostacoli certo, ma con una crescente coscienza di vari settori e di più nazionalità, di lavoratori immigrati.

Ma senza alcun appoggio, se non, a volte, da dove non te lo aspetteresti certo.

Ora il caso Eurocoibenti punta all’INEVITABILE SOLUZIONE della “mobilità”.

Siamo contrari.

Eurocoibenti la invitiamo a recedere dalla scelta fatta, che secondo noi era già stata annunciata sia nel settembre-ottobre-novembre 2010, con fraudolente casse integrazioni finalizzate addirittura al licenziamento di lavoratori in aspettativa all’estero, sia nel dicembre 2010, sia con l’annuncio nella primavera 2011 di 30 esuberi (e poi i numerosi contratti a tempo determinato alla Isol Sud a lavorare insieme, a dimostrarne la strumentalità).

Motivo per cui vi erano state numerose azioni antisindacali da parte di Eurocoibenti, sempre negate e sempre ricamuffate in avanti da Eurocoibenti, passando per le rotture annunciate con Fincantieri e Isolfin Romagnola, poi per i licenziamenti politici di Pietro e Faruk, poi per le conciliazioni monocratiche su numerosi ammanchi in busta paga a marzo-aprile-maggio 2011, infine con la annunciata disponibilità alla cassa integrazione, per giungere oggi all’annuncio della procedura di licenziamento collettivo. Fittizia, irregolare, illecita.

La lotta è stata frenata dal ruolo assunto dalla Cgil, che di fatto è stato funzionale a contenerla anziché a spingerla laddove avremo voluto noi, proprio per evitare questo epilogo di questa messinscena.

Ci auguriamo ancora, che si possa giungere al mantenimento dell’organico ed alla CIG, con tutte le garanzie di anticipazione possibili ed impossibili, anche alla luce dell’ottimo anche se tardivo risultato annunciato oggi per gli operai della Nuova Pansac.

Ma in ogni caso, la verità è questa.

Questo epilogo è stato curato e preparato con cura, un lavoro di 18 mesi per giungere a lasciare per strada 120 lavoratori di Eurocoibenti e almeno 30 di Isol Sud.

Il nostro compito non finisce qui.

Nè si concluderà in relazione all’incontro sindacale previsto in Provincia il 7 marzo, dopo che Eurocoibenti ha disdetto quello del 20 febbraio (2°sciopero questo mese) successivo all’incontro del 9 febbraio in cui c’è stato il presidio e l’incontro con tavoli separati in Provincia a Mestre.

Sia che Cgil punti ancora i piedi per escluderci dalla riunione, sia che qualcun altro, chissà perché, ci venga a dire che c’è stato l’accordo sulla mobilità, a tavolino, dalla solita os di turno confederale.

Siamo contro il licenziamento di questi lavoratori. E’ un delitto.

Abbiamo già annunciato a Fincantieri ed a tutte le ditte coinvolte che procederemo con i ns.studi legali anche nei loro confronti per qualsiasi mancanza economica e soprattutto per il posto di lavoro. Questo infatti è un appalto illecito. Giunti a questo punto è ciò che emerge con chiarezza.

La lotta continua.

SLAI COBAS MARGHERA per il sindacato di classe

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