MORTI SUL LAVORO DALL’ 1 GENNAIO AL 13 DICEMBRE 2011

OSSERVATORIO INDIPENDENTE DI BOLOGNA SULLE MORTI PER INFORTUNI SUL LAVORO
http://cadutisullavoro.blogspot.com/

MORTI SUL LAVORO DALL’ 1 GENNAIO AL 13 DICEMBRE 2011

I MORTI SUL LAVORO DALL’INIZIO DELL’ANNO SONO COMPLESSIVAMENTE 1100 DI CUI SUI LUOGHI DI LAVORO 638 (tutti documentati) + 7,4% % SULL’INTERO 2010 (594). NEL NUMERO COMPLESSIVO CI SONO ANCHE I LAVORATORI MORTI SULLE STRADE, IN ITINERE E IN NERO.

NEL MESE SCORSO SONO STATI SUPERATI I MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO DEGLI INTERI ANNI 2010 (594) e 2009 (555) . TRA POCHI GIORNI E’ MOLTO PROBABILE ANCHE IL SUPERAMENTO DEI MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO DEL 2008 (637)

Oltre il 15% di queste vittime monitorate dall’Osservatorio lavoravano in nero o erano già in pensione. Si arriva a contare più di 1070 morti (stima minima) se si aggiungono i lavoratori deceduti in itinere o sulle strade. La strada può essere considerata una parentesi che accomuna i lavoratori di tutti i settori e che risente più di tutti gli altri della fretta, della fatica, dei lunghi percorsi, dello stress e dei turni pesanti in orari in cui occorrerebbe dormire. Purtroppo è impossibile sapere quanti sono i lavoratori pendolari sud-centro nord, centro nord-sud, soprattutto edili meridionali, che lavorano in nero o in grigio e che muoiono sulle strade percorrendo diverse centinaia di km nel tragitto casa-lavoro, lavoro-casa.

L’agricoltura ha già avuto 199 morti sui luoghi di lavoro e registra il 31,2 % di tutti i decessi. Gli agricoltori, come tutti gli anni, muoiono per la maggioranza in tarda età, schiacciati da trattori killer spesso senza protezioni che si ribaltano. Dall’inizio dell’anno, solo sui campi, sono già 121 i morti provocati da questa autentica bara in movimento. Da soli gli agricoltori schiacciati dal trattore sono il 19,2% di tutti i morti sul lavoro. A questo terrificante numero di vittime occorre aggiungerne altre tra le persone che incautamente sono a bordo del trattore con il guidatore. Poi ci sono altri morti sulle strade, quando il mezzo si scontra con automobilisti e motociclisti. Di queste vittime la maggioranza ha oltre 65 anni. Spesso questi anziani non sono in buono stato di salute per guidare un mezzo così pericoloso in un territorio in pendenza come quello italiano. Diverse vittime hanno addirittura oltre ottanta anni. A morire nell’indifferenza generale sono i nostri padri e i nostri nonni. I morti sui luoghi di lavoro con più di 65 anni sono quasi un terzo di tutte le vittime sul lavoro e moltissimi lavorano nell’agricoltura. Per salvare molte vite, sarebbe opportuno obbligare ad intervenire sulla cabina del trattore, in modo tale da non permettere al guidatore di essere sbalzato fuori in caso di manovra errata. Sarebbe anche opportuno sottoporre gli anziani agricoltori, quando raggiungono una certa età, ad una visita medica d’idoneità alla guida, anche se si guida il mezzo in terreni di proprietà. Con queste semplici misure tantissimi familiari di agricoltori non piangerebbero più la morte di un proprio caro.

L’edilizia ha già avuto dall’inizio dell’anno 168 vittime sui luoghi di lavoro e rappresenta il 26,6 % sul totale, le morti in edilizia sono dovute soprattutto a cadute dall’alto (38,25%) . Le vittime sono per la maggior parte edili meridionali e stranieri anche nei cantieri del centro-nord.

Oltre il 25% di tutti i morti sul lavoro ha più di 60 anni e le vittime in questa fascia d’eta sono quasi tutte concentrate in agricoltura e in edilizia. Il 28% ha meno di 40 anni, il 18% dai 40 ai 49, e il 18,3% dai 50 ai 59, del 10,7% delle vittime non siamo a conoscenza dell’età.

L’industria (comprese le aziende artigianali con meno di 15 dipendenti) ha già avuto 70 morti con il 10,9,%. A queste vittime occorre aggiungere i lavoratori esterni che non sono dipendenti ma prestatori di servizi nelle aziende.

L’autotrasporto 43 con il 7,1% .

Gli stranieri morti sui luoghi di lavoro sono 66 con il 10,4 % sul totale. I romeni sono oltre il 46% tutti i morti sui luoghi di lavoro tra gli stranieri e gli albanesi il 18,1%.

I giovani militari morti in Afghanistan sono 9 dall’inizio dell’anno e 44 dall’inizio della missione.

Situazione sul territorio

Qui sotto la situazione in ogni regione comparata con i morti sui luoghi di lavoro di tutto il 2010, col colore rosso sono evidenziate le regioni che hanno già eguagliato o superato i morti sui luoghi di lavoro dell’intero 2010:

Piemonte 48 registra + 71,4% in più dell’intero 2010 (28 morti)

Liguria 15 morti come nell’intero 2010 (15 morti)

Val d’Aosta 3 morti come nel 2010

Lombardia 73 morti -9,8 % sull’intero 2010 (81 morti)

Trentino Alto Adige 22 morti -31,2% sull’intero 2010 (32)

Friuli Venezia Giulia 13 morti +85% dell’intero 210 (7 morti)

Veneto, 47 morti registra – 11,3% sull’intero 2010 (53 morti)

Emilia Romagna 53 morti + 32,5% sull’intero 2010 (40 morti).

Toscana 41 morti +41,3% sull’intero 2010 (29 morti)

Marche 18 morti + 28,5% rispetto al 2010 (14 morti)

Umbria 17 nel 2011, +142% rispetto al 2010 (7 morti)

Abruzzo 27 morti + 28,5% rispetto al 2010 (21 morti)

Lazio 42 morti lo stesso numero di morti dell’intero 2010 (42 morti)

Molise 4 morti + 33% rispetto all’intero 2010 (3 morti)

Campania 38 morti -20,8% sull’intero 2010 (48)

Puglia 38 morti -15,5 % rispetto all’intero 2010 (45 morti)

Calabria 20 +11% rispetto all’intero 2010 (18 morti)

Basilicata 5 morti – 16,6% rispetto all’intero 2010 (5 morti)

Sicilia 42 morti lo stesso numero di morti del 2010 (42 morti).

Sardegna 22 morti – 8,3 dell’intero 2010 (24 morti)

Nel numero totale delle vittime regionali mancano i lavoratori morti sulle strade, autostrade, itinere e i militari morti in Afghanistan, con questi si arriva a contare oltre 1080 morti sul lavoro dall’inizio dell’anno (stima minima)

Le province con più di 5 morti sui luoghi di lavoro

Brescia 20, Torino 17 – Roma 15, Bolzano e Milano 14 – Bologna 12 e Frosinone12 – Chieti 11 – Vicenza, Venezia L’Aquila, Bergamo, Catania, BAT, Perugia, Napoli e Reggio Emilia 10 – Savona e Benevento 9 – Ragusa, Lecce, Foggia, Macerata, Arezzo, Trento, Padova e Cuneo 8 – Salerno, Treviso, Avellino, Firenze, Cosenza, Viterbo e Latina 7 – Terni, Trapani, Piacenza, Parma, Como, Catanzaro, Oristano 6 – Rovigo, Messina, Palermo, Bari, Alessandria, Brindisi, Nuoro, Cagliari, Caserta, Grosseto, Livorno, Forli-Cesena, Mantova, Varese, Asti, Udine 5.

I morti sulle autostrade e all’estero non vengono segnalati sulle cartine regionali che ogni mese l’osservatorio pubblica sul blog.

Moltissimi morti sono dovuti alle condizioni climatiche, soprattutto per le categorie che svolgono i lavori all’aperto quali l’edilizia, l’agricoltura, la manutenzione stradale, l’autotrasporto ecc… per queste categorie con un po’ di buona volontà da parte di tutti è possibile riuscire ad incidere sul fenomeno aumentando la prevenzione ed allarmando le categorie quando ci sono maggiori rischi legate alle condizioni del tempo. E’ già possibile sapere con alcuni giorni d’anticipo quando potrebbe esserci, in determinate province, un aumento delle vittime per questi lavoratori, ed è per questo che siamo a segnalarvi un blog di Meteorologia http://www.prevenzionemeteo.blogspot.com/ che, con la nostra collaborazione, fa previsioni del tempo mirate alla prevenzione dei gravi infortuni sul lavoro per i lavoratori che operano all’aperto quali agricoltori, edili, agenti di commercio ecc. e anche in itinere. Questi lavoratori, spesso rischiano la vita quando vanno o tornano dal lavoro: a causa di turni pesanti in orari dove si dovrebbe dormire. In questi casi le condizioni del tempo sono determinanti. I grafici elaborati col materiale raccolto nel corso di questi 4 anni e le condizioni meteorologiche danno una situazione abbastanza chiara e attendibile sui rischi che si corrono. Oltre le previsioni del tempo, sempre utili per tutti i lavoratori, il blog segnala quali sono le province più a rischio, situazione che si verifica in particolari condizioni atmosferiche. Nei mesi estivi tutto il Paese ha un rischio molto elevato, ma in alcune giornate i rischi sono maggiori. Molto pericolosi i giorni successivi a periodi persistenti di maltempo. I lavoratori che operano all’aperto, o che sono sulle strade nelle province evidenziate nelle giornate ad ALTO RISCHIO, debbono prestare la massima attenzione nei giorni segnalati.

Carlo Soricelli

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