LA FIAT DI MARCHIONNE: I NUMERI DI UN DISASTRO !

LA FIAT DI MARCHIONNE: I NUMERI DI UN DISASTRO !

Venerdì 28 ottobre – ore 10.00 – sede SLAI Cobas Pomigliano

ASSEMBLEA LAVORATORI FIAT TERZIARIZZATE

Con l’esaurimento produttivo della 159, dopo quello della 147, siamo alle ultime battute per la maggioranza dei lavoratori di Fiat e terziarizzate di Pomigliano che lasciano la fabbrica con l’unica certezza di cassa integrazione a ‘zero ore’ ed il pericolo di rimanere sotto le macerie dei cumuli di parole, promesse, clientele e ricatti dei tanti “ottimisti di mestiere” che per anni si sono adoperati a mettere i lavoratori in ‘concorrenza’ tra loro per la ‘conquista’ di un posto di lavoro nelle newco raccontando la favola di Fabbrica Italia che avrebbe assorbito l’intero organico di Fiat Auto, ben sapendo, come lo Slai cobas ha denunciato da sempre, che la produzione Panda assorbirà solo 1/3 dei lavoratori ad oggi occupati!

I numeri, ormai noti, ci danno ragione: tra quanti, circa 500, da licenziare e collocare in mobilità entro la fine anno; i 300 che saranno a loro volta deportati al reparto-confino di Nola già tagliato fuori da Fabbrica Italia (dove i lavoratori sono da tempo infognati nella cassa integrazione proprio come quelli di Pomigliano), i 380 dello stampaggio a loro volta tagliati fuori da Fabbrica Italia, a conti fatti, nella newco, se e quando andrà a regime, crisi permettendo, ci sarà posto al massimo per non più di 2.400 lavoratori.

E le cose non vanno certamente meglio nelle altre fabbriche del gruppo e nell’indotto: da Mirafiori a Grugliasco, da Arese a Termini Imerese l’unico futuro che si intravede è lo spettro dei progressivi licenziamenti. Bene fecero a suo tempo gli operai di Pomigliano, col solo Slai cobas schierato all’opposizione e la Fiom sull’Aventino, a mettere in profonda crisi Marchionne col NO al referendum. Un piano che non poteva lasciare spazio ad alcuna illusione già all’epoca. La coraggiosa risposta degli operai di Pomigliano nonostante il forte ricatto aziendale appoggiato dall’intero sistema politico e sindacale ha consentito nel gruppo Fiat la costruzione di un importante dissenso operaio sia nel successivo NO di Mirafiori che all’ultimo referendum di Caivano che ha visto ancora una volta il solo Slai cobas schierato per in NO con la Fiom che ha firmato e rifirmato l’accordo-capestro (arrivando alla farsa di richiedere un nuovo referendum sullo stesso accordo) per l’estensione del modello-Marchionne nell’indotto dell’auto.

In tutto questo risulta determinante il ruolo dello Slai cobas di tutela ‘nel presente e nel futuro’ dei lavoratori a partire da quelli vittime dei licenziamenti ‘facili’ dell’era Marchionne cui, con ripetute sentenze della magistratura, abbiamo garantito il rientro in fabbrica ed il risarcimento danni (ultimi, nei giorni scorsi, Francesco Manna e Rosario Monda – ciò a differenza della Fiom e degli altri sindacati in quanto chi si è rivolto a loro, ad oggi, resta ancora licenziato). Nel frattempo sono già in corso le cause-pilota con gli avvocati dell’Ufficio Legale dello Slai cobas contro la che, nella recente udienza, hanno visto la Fiat in grossa difficoltà. Cause che, non solo richiedono un ingente risarcimento danni ma puntano a garantire nel tempo il futuro lavorativo. Altre importanti iniziative a tutela dell’insieme dei lavoratori sono in imminente attuazione.

“FABBRICA ITALIA ERA E CONTINUA AD ESSERE SOLO UN INDIRIZZO… IL SETTORE AUTO E’ A UN MIGLIO DALL’INFERNO”… questa è la gravissima dichiarazione di Marchionne resa lunedì scorso all’Unione degli Industriali di Torino e la dice lunga sul suo piano-industriale truffa !

Venerdì 28 ottobre – ore 10.00 – sede SLAI Cobas Pomigliano

ASSEMBLEA LAVORATORI FIAT TERZIARIZZATE:

· punto sulle cause in corso e prossime iniziative sindacali e giudiziarie di massa
· brindisi sulle ultime vittorie giudiziarie ed il rientro in fabbrica dei licenziati.

Il futuro che ci aspetta non è certo sereno: tra le politiche anticrisi e bipartisan di macelleria sociale e massacro dei diritti dei lavoratori, le nuove dismissioni di fabbriche sul territorio (dall’Alenia all’Irisbus alla Fincantieri solo per fare alcuni esempi) si vedranno solo ingrossare le file dei disoccupati. Ai lavoratori resta l’intelligenza politica si sapersi organizzare e lottare per difendere i propri diritti, i propri interessi ed il proprio futuro. Lo Slai cobas lo strumento per ‘farlo insieme’ !

Slai cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano, 26/10/2011

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