Fiat Pomigliano / piano-Marchionne: domani lavoratori in Tribunale contro le discriminazioni

Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale
S.L.A.I. cobas

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Fiat Pomigliano / piano-Marchionne: domani lavoratori in Tribunale contro le discriminazioni

SONO STATI TUTTI POSTI DALLA FIAT IN CIGS PUNITIVA A “ZERO ORE” ALL’INDOMANI DEL REFERENDUM SULL’ACCORDO DI POMIGLIANO E MAI RICHIAMATI IN FABBRICA: DOMANI LA CAUSA AL TRIBUNALE DI NOLA

E’ fissata per domani mattina alle ore 10 al Tribunale di Nola, giudice del lavoro Francesca Fucci, l’udienza di inizio della causa, intentata da 7 operai della Fiat Pomigliano, tutti iscritti allo Slai cobas, trasferiti al confino nell’unità produttiva di Nola e posti dall’azienda in cassa integrazione speciale a zero ore dalla fine di giugno 2010, in sospetta coincidenza con l’accordo di Pomigliano sul piano-Marchionne siglato il 15 giugno 2010 ed il successivo referendum del 22 giugno 2010.

Gli avvocati dello Slai cobas Arcangelo Fele e Daniela Sodano hanno richiesto al giudice “l’accertamento della discriminatoria collocazione in cigs a zero ore dei ricorrenti nonché la condanna della Fiat al reintegro lavorativo ed al pagamento del danno economico subito dagli stessi”. La collocazione a “zero ore” da oltre 1 anno di circa 2.000 addetti alla produzione dell’Alfa 147 e la mancata rotazione per “fungibilità delle mansioni” contrasta, a parere dello Slai cobas, con le garanzie previste dalla legge 223/91 e gli obblighi di rotazione per i periodi di ripresa lavoro nonché con le illegittime clausole di deroga (alla rotazione) dell’accordo-capestro di Pomigliano siglato tra Fiat e Fim, Uilm, Fismic ed Ugl il 15 giugno 2010.

L’attualità e la valenza strategica di questa prima causa-pilota che inizia domani (altre sono state fissate dal Tribunale per il 27 marzo 2012, giudice Ammendola, il 15 novembre 2012, giudice D’Auria, altre saranno fissate prossimamente) è data dal fatto che, con la costituzione della newco di Fabbrica Italia Pomigliano la Fiat ha trasformato in “fabbrica fantasma” lo stabilimento G. B. Vico destinato a contenitore delle migliaia di lavoratori che saranno resi “esuberi” dalla conversione produttiva, tenendo conto che per la lavorazione della Panda occorrono organici ridotti del 70% rispetto a quelli necessari alle produzioni Alfa Romeo e che le dinamiche della crisi economico-finanziaria fanno piazza pulita delle millantate produzioni stratosferiche all’epoca promesse ai sindacati consenzienti e spacciate per realistiche dall’ a. d. Marchionne.

Slai cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 10/10/2011

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