MA QUALE “PIANO”… MARCHIONNE E’ UNO SFASCIACARROZZE CHE CAMPA DI RENDITA SUI VECCHI MODELLI !

Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale
S.L.A.I. cobas

MA QUALE “PIANO”… MARCHIONNE E’ UNO SFASCIACARROZZE CHE CAMPA DI RENDITA SUI VECCHI MODELLI !

Rispetto ai dati-vendita europei del 2010, in giugno/luglio 2010 il mercato dell’auto è calato rispettivamente dell’ 8,1% e dell’1,9% mentre in agosto la domanda è risalita del +7,8%. Ma in tutto questo il negativo Fiat è andato ben oltre: nel bimestre di giugno e luglio scorsi la perdita è stata del 9,9% mentre in agosto (nonostante la risalita delle immatricolazioni) il passivo-vendite ha registrato un sonoro -7,6%.

Questi semplici dati – se ce ne fosse ancora bisogno – continuano a confermare il consolidato trend di tracollo pluriennale della Fiat rispetto alla media di vendite delle altre case automobilistiche Europee.

Il fatto è che – a 5 anni dal suo insediamento ai vertici Fiat – alcun “vero” nuovo modello è stato ad oggi programmato da Marchionne perché questo “magnifico” manager, tra una speculazione finanziaria e l’altra, mira a campare di rendita con la dei vecchi modelli progettati all’epoca da Romiti/Cantarella (basta citare la “nuova” 500 e la “nuova” Panda), e questo è alla base del recente flop della 500, sia in America che in Europa. Stessa sorte toccherà alla “nuova Panda” come di fatto ormai preannunciato a denti stretti dallo stesso Sergio che in queste settimane è costretto a smentire le sue stesse precedenti fandonie di millantato rilancio produttivo ed occupazionale a Pomigliano e a rivedere al ribasso, dimezzandole, non solo le reali prospettive di vendita della Panda ma dell’intera gamma dei modelli Fiat al punto da dover ammettere, nei giorni scorsi, alla platea dei giornalisti del salone dell’auto di Francoforte, che “a causa della crisi questi sono anni difficili per il comparto dell’auto in cui l’Italia sarà totalmente debole”… ”la nuova Panda va a competere in un mercato competitivo e questo non va bene” ecc. ecc.

Ciò è stato confermato recentemente dalle stesse agenzie di rating che hanno declassato i titoli Fiat.

E intanto già si sa che di Panda, a Pomigliano, non se ne produrranno più di 600 al giorno (altro che lavoro a ciclo continuo a 18 turni: a questo punto sarebbe diseconomico) e ciò determinerà altre migliaia di esuberi.

MA MARCHIONNE… CI FA O CI E’…?!

In tutto questo la “creativa economia-ibrida di scala” ideata dallo speculatore Sergio (che per abbattere i costi sta mixando i pianali-vettura, le scocche e i motori di Chrysler e Fiat) determinerà la creazione di vetture troppo piccole per i gusti del mercato americano e troppo grandi per quello italiano ed europeo incrementando la tendenza al crollo delle vendite su scala mondiale e fregando non solo i lavoratori italiani di Fiat e indotto ma anche riversando le perdite su quelli della Chrysler ormai divenuti operai-azionisti di Marchionne.

Il nostro “dirigente-stratega” in questi anni ha fatto finta di ignorare l’avvitamento della crisi economica per sguazzare in ardite speculazioni finanziarie presupponenti un forte incremento dei consumi (è questo il bluff-capestro che rende addirittura ridicoli, in quanto praticamente inattuabili, i già infami accordi di Pomigliano e Mirafiori) ed intanto licenziando, delocalizzando e deindustrializzando all’evidente scopo di gonfiare ad personam il proprio portafogli con bonus e benefit multimilionari ma, nello stesso tempo, cautelandosi in anticipo e con lungimiranza già preannunciando pubblicamente la sua decisione di lasciare l’azienda nel 2014/2015 (in occasione del previsto disastro da lui messo in moto) della serie: “prendo i soldi e scappo e cazzi dei lavoratori e di chi ci rimane intrappolato”.

In tutto questo CGIL-CISL-UIL con l’accordo dello scorso 28 giugno siglato con Confindustria, e controfirmato ancora nei giorni scorsi, hanno sposato in pieno la filosofia della Fiat (incluso la liberalizzazione dei licenziamenti e la messa fuori gioco dei lavoratori dalla contrattazione) che Berlusconi ha poi convertito in legge nell’ultima manovra correttiva finanziaria di macelleria dei diritti di tutti i lavoratori e di quelli sociali: una vera e propria controriforma non solo economica ma classista e strategica di estrema pericolosità sociale con cui il fronte padronale, appoggiato da centrodestra e centrosinistra, punta a una sconfitta non solo materiale ma epocale e strategica dei lavoratori. Ed è gravissimo che questa oscena rappresentazione sia condotta con gli applausi delle escort di tutti i sindacati e partiti politici compresi quelli biforcuti che da un lato hanno in questi anni plaudito e poi dall’altro e strumentalmente si sono semplicemente limitati a balbettare sui diritti presentando monchi e controproducenti ricorsi legali che, scaricando i lavoratori, avevano la pretesa di tutelare i soli diritti dei sindacati.

Venerdì 30 settembre – ore 10.00 – sede Slai cobas Pomigliano
coordinamento provinciale aperto ad iscritti e simpatizzanti per le necessarie
iniziative a tutela dei diritti dei lavoratori e sindacali e dei livelli occupazionali

Slai cobas – coordinamento provinciale di Napoli

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