i lavoratori asiatici, pakhistani e indiani, africani e arabi, del consorzio SAFRA di Biandrate con lo Slai Cobas

La natura delle cooperative sociali non affatto mutualistiche viene messa sempre più alla luce da azioni di lotta sindacali nate dal basso e organizzati dai sindacati di base.
E’ il caso di un nuovo conflitto organizzato dallo Slai Cobas e dai lavoratori in maggioranza asiatici, pakhistani e indiani, africani e arabi, del consorzio SAFRA di Biandrate.
In provincia di Novare il deposito Esselunga viene gestito da una seria di cooperative sociali della che fanno riferimento al CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizioni, dal canto nostro stiamo proponendo ai lavoratori dipendenti mascherati da imprenditori di loro stessi che arricchiscono soci onorari senza scrupoli, una piattaforma rivendicativa che partendo dalle cooperative di Turate, Origgio Limito Calcinate, propone ai lavoratori di varie altre operative tra cui la Coopital presente anche a Biandrate, una piattaforma rivendicativa che chiede aumenti di stipendio uguale per tutti, il ticket mensa altri istituti contrattuali previsti dal CCNL, che le cooperative si guardano bene dal riconoscere, e infine questione non secondaria la dignità della propria esistenza con la liberazione del lavoro e la necessaria tranquillità anche durante il tempo necessario a procacciarsi il reddito.
Nel caso di Biandrate la goccia che ha fatto traboccare il vaso sono state le trattenuta fiscali operate dalla società, le trattenuta in questione si inseriscono in una manovra del governo che avrebbe dovuto operare una restituzione del 13% delle tasse pagate dai lavoratori per gli anni 2008-2009 e 2010, a causa di uno strano meccanismo i lavoratori nel mese di agosto prendendo la busta paga di luglio, perché vengono pagati dopo 40 giorni e non a fine mese come succede per i lavoratori dipendenti alla faccia della natura mutualistica delle cooperative, si accorgono che il loro stipendio si è ridotto a 300-400 euro, a causa della trattenuta di 600 euro operata subito, mentre la restituzione dell’IRPEF a credito vengono restituite gradualmente e con cifre basse.
Un bell’inizio non c’è male, i lavoratori invece di prendere dallo Stato sono costretti a dare !!
In questo caso però le iniziative di lotta messe in cantiere e quelle organizzate già decise per i prossimi giorni hanno convinto il consorzio SAFRA a restituire i 600 euro e ad operare una trattenuta graduale di questa cifra che si compensa con quella che i lavoratori devono ricevere mantenendo in questo modo lo stipendio accettabile.
Dopo di ciò i lavoratori hanno avanzato altre richieste che noi gireremo alla società in riferimento :
alla restituzione dell’IRPEF pregresso, il quale si distribuisce su alcuni mese fino ad arrivare al 2012, la richiesta avanzata è di ridurre le rate e chiedere al consorzio di anticipare queste spettanza.
Un clima di lavoro accettabile sospendendo da subito le provocazioni, sanificando il clima insalubre composto da insulti e minacce ai danni dei lavoratori.
Richieste salariali e normative da sottoporre alla direzione con una piattaforma rivendicativa di 2° livelli unificante per tutte le cooperative della logistica.

Far terminare il clima di intimidazione e di ricatto da parte del consorzio, a cui si prestano con piacere anche altri immigrati tra cui romeni particolarmente “responsabili” in questa azione di controllo e intimidazione, lavorando per saldare in un solo fronte della lotta gli immigrati di tutti le nazionalità che insieme agli italiani devono presentare il conto ai committenti Esselunga, Coop, Bennet e altri che mantengono basso il costo del lavoro per aumentare i loto profitti, creando divisione fra chi ha bisogno del reddito per sopravvivere e perpetrando questo clima di incertezza e repressione per migliaia e migliaia di lavoratori.
A Binadrate i lavoratori hanno alzato la testa, lotteremo per rivendicare un salario adeguato al costo della vita e per difendere la dignità in tutti i luoghi di lavoro. Ma soprattutto per evitare che le divisioni e i premi che elargiscono le società ad alcuni costringano alla schiavitù salariale tutti i lavoratori del deposito Esselunga.
Coordinamento provinciale

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