SLAI COBAS MILANO: UNO SCIOPERO A CUI DEVE SEGUIRE UNA PRESA DI COSCIENZA

La classe operaia italiana continua a perdere diritti e salario, ad ogni accordo con i sindacati si aggiunge un “collegato lavoro”; alle manovre finanziarie si aggiungono manovra correttive, e all’ultima di quest’anno si somma la manovra di 55 miliardi che il governo si appresta a varare, con altre misure che peggiorano la situazione.
Manovre che vanno in una sola direzione togliere ai poveri per dare ai ricchi ! la promessa di ridurre le tasse del governo è stata una beffa paurosa, a cui si è aggiunta la riforma della riforma delle pensioni, che ha penalizzato fortemente le donne del pubblico impiego, portando l’età anagrafica, per poter essere collocata a riposo, a 65 anni già dal 2012, quelle del privato seguiranno a ruota. Hanno decretato che i giovani potranno andare in pensione solo a 70 anni di età e non è ancora finita; mentre continua il blocco del turn-over per i pubblici dipendenti e i contratti nazionali si fermano per legge fino al 2016.
I lavoratori del settore privato e quelli delle cooperative non stanno meglio.
Sempre con l’accordo dei sindacati confederali sono state introdotte norme che consolideranno il monopolio della trattativa sindacale : solo chi accetta le logiche dei padroni, di far pagare la crisi ai lavoratori, può sedersi al tavolo delle trattative, e solo chi non mette in discussione questo sistema è riconosciuto dallo Stato e dai padroni, i lavoratori che si autorganizzano e il sindacalismo di base è messo fuori legge.
Cosi mentre i lavoratori e le lavoratrici, i pensionati e i giovani disoccupati tirano la cinghia, lo Stato finanzia le banche in dissesto fraudolento; continua a finanziare le missioni militari (27 miliardi di euro ogni anno); soldi e agevolazioni fiscali per le aziende; e riduce le tasse (Ires e Ici) al potere clericale.
Una vera e propria guerra combattuta contro i lavoratori italiani, una guerra, che “stiamo vincendo” ha sostenuto un capitalista senza peli sullo stomaco, le cui uniche vittime sono i lavoratori e i pensionati, i giovani e le donne i vecchi e i disoccupati.
Una guerra iniziata da parecchio tempo ma che in questa fase sta mostrando il vero volto delle contraddizioni di questo sistema, nessuna forza politica e sindacale istituzionale ha interesse a mettere in discussione questo stato di cose, anche i partiti antiberlusconi propongono contro-manovre “propositive e responsabili”, sono tutti dalla stessa parte!
A Cisl e Uil, da sempre schierati senza ritegno con i padroni e con il governo, fa da sponda la Cgil, che anche se ha ripreso le iniziative di piazza, i lavoratori vengono usati sempre come massa di manovra per i propri fini di potere, per proporre altre soluzioni alla crisi, non in difesa degli interessi economici dei lavoratori, con una lotta anticapitalista. Gli accordi che questa confederazione ha sottoscritto insieme agli altri, l’ultimo quello del 28 giugno, il memorandum sul pubblico impiego, l’appoggio alla precarizzazione dei settori dei servizi e della logistica, il furto della democrazia dal basso, mette questa confederazione sullo stesso piano di tutte le altre, in difesa della patria borghese e dei loro privilegi.

Anche noi dobbiamo combattere la nostra guerra mobilitandoci :

• Contro la manovra del duce Berlusconi e del leghista Tremonti.
• Contro le consulenze e gli stipendi d’oro nel pubblico impiego, gli esorbitanti vantaggi economici per politici e faccendieri che ingrassano nel parlamento italiano.
• Contro la santa politica di fronte unico nazionalista, che vede uniti preti padroni e politici contro i lavoratori italiani e immigrati.
• Contro qualsiasi governo borghese, da quello di Berlusconi agli altri che gli succederanno.
• Sciopero generale ad oltranza per il recupero salariale dell’inflazione, per la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, per eliminazione ogni forma di precariato e le false cooperative sociali.
• Per l’unità di tutti i lavoratori italiani e immigrati.

Dobbiamo rispondere come classe ad ogni manovra, ad ogni licenziamento e ad ogni richiesta di sacrificio, i padroni e i suoi servi hanno vita facile perché circa 10 milioni di lavoratori italiani sono iscritti ai sindacati confederali, sono un esercito che rappresenta i resti di un’aristocrazia operaia, ormai in decadenza, che gioca un ruolo, loro malgrado, di puntello di questo sistema in decomposizione, garantendo a migliaia di burocrati di fare la bella vita e di controllare le spinte dal basso che si generano a causa della crisi.
Dobbiamo saldare al nostro fronte di lotta quello dei lavoratori immigrati perché oggi sono i padroni che usano come merce concorrenziale la loro forza lavoro, per dividere il fronte di lotta, per abbassare il costo del lavoro.
Dobbiamo lavorare per riappropriarci della nostra autonomia di classe internazionalista e anticapitalista, cominciando a costruire in tutti i luoghi di lavoro le condizioni per resistere a questo attacco forsennato con una strenua e perenne lotta sindacale di resistenza, per costruire nello stesso tempo uno strumento solido e duraturo che organizzi la classe operaia italiana, contro lo stato capitalista dei ladroni.
Le contraddizione di questo sistema giocano a nostro favore e di tutti i compagni che pensano che la società capitalista è giunta alla sue fine storica, dobbiamo lavorare senza sosta perché questo avvenga quanto prima.

PER TUTTO QUESTO ABBIAMO INDETTO LO SCIOPERO PER MARTEDI’ 6 SETTEMBRE E SAREMO IN PIAZZA CON TUTTO IL SINDACALISMO DI BASE, PER DARE AL GOVERNO E AL PADRONATO, INSIEME AI LAVORATORI, UNA RISPOSTA DURA E LAVOREREMO PERCHE’ SIA CONTINUATIVA E RADICALE.
INVITIAMO TUTTI I LAVORATORI AD ADERIRE ALLO SCIOPERO E A PARTECIPARE ALLA MANIFESTAZIONE CHE PARTIRA’ DA CAIROLI (PIAZZA CASTELLO) ALLE ORE 9,00.

slai cobas Milano

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