BASTA CON LA CGIL E CON CHI VUOLE RIMANERVI DENTRO, COSTRUIRE IL SINDACATO DI CLASSE: GOLPE DI CGIL-CISL-UIL E CONFINDUSTRIA

GOLPE DI CGIL-CISL-UIL E CONFINDUSTRIA CHE FIRMANO LA DELLA RAPPRESENTANZA SINDACALE, DELLA CONTRATTAZIONE E DEL DIRITTO DI SCIOPERO INTRODOTTA ANCHE NELL’INDUSTRIA LA SOGLIA DI SBARRAMENTO SINDACALE DEL 5% PER FAR FUORI IL SINDACALISMO DI BASE E DISSENZIENTE DALLE FABBRICHE A COMINCIARE DALLA FIAT

E’ un vero e proprio patto da “sindacalismo giallo” quello tra sindacati confederali e confindustria che in nome delle punta ad un nuovo patto-sociale per l’assalto normativo, democratico e politico di ogni diritto fondamentale dei lavoratori e dei cittadini: con quest’accordo accettano e rilanciano la filosofia del “piano-schiavistico di Marchionne” che dalle fabbriche della Fiat intendono allargare in ogni luogo di lavoro sia privato che pubblico per estenderlo all’intera società.

Ciò è reso ancora più grave dall’insita accettazione di sostanza delle “politiche anticrisi” che preparano una durissima e classista manovra economica fatta di tagli progressivi per circa 50 miliardi di euro da sottrarre a salari, pensioni e spese sociali per trasferirli ai business finanziari e delle privatizzazioni: in tutto questo l’intero sindacalismo confederale sceglie di cancellare ogni residua e minima possibilità, finanche per i propri iscritti, di contare qualcosa all’interno delle dinamiche di rappresentanza e contrattazione ma pretendendo, nello stesso tempo, la validità erga omnes degli accordi derogativi di ogni norma e diritto a tutela dei lavoratori stessi.

Altro che “il vento cambia”: nonostante le ripetute batoste elettorali e referendarie del governo Berlusconi la sostanza delle politiche concertative e trasversali dell’intero quadro politico di centro destra e centro sinistra permangono ed evidenziano , per chi ancora ci credeva, l’impossibilità al “cambiamento col voto” di uno strutturato sistema bipolare in cui entrambi gli schieramenti – e le collegate organizzazioni sociali – si adoperano con ogni mezzo affinché non ci sia alcuna discontinuità con le nefaste politiche antioperaie ed antipopolari in atto da decenni a discapito dei lavoratori e dei collegati settori sociali ed a vantaggio del padronato e del grande capitale economico e finanziario, delle banche, delle cricche, delle coop ecc.

La tenuta sindacale ed operaia contro le pretese schiavistiche della Fiat che si determinerà a Pomigliano influenzerà la tenuta sindacale ed il futuro di tutte le Fabbriche del Gruppo nella volontà, inoltre, di contribuire alla necessità di “ipotizzare un cambiamento di prospettiva, reale. dal basso e non effimero, dei rapporti di forza e di classe”: anche di questo si parlerà nella Pubblica Assemblea che si terrà venerdì 1° luglio a Pomigliano d’Arco (sala Orologio – h 10)

Slai cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – 29/6/2011 – cobasslai@libero.it

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