ESPULSIONE DI 17 LAVORATORI: IL TESTO DELLA VERGOGNOSA LETTERA DELLA CGIL DEL TRENTINO ED IL COMUNICATO DEI LAVORATORI

riceviamo dal Compagno Fulvio Flammini a nome suo e degli altri lavoratori espulsi la lettera della CGIL (allegato 1) parte integrante del comunicato di seguito riportato

INAUDITO POGROM NELLA CGIL DEL TRENTINO CONTRO IL DISSENSO INTERNO:

17 DIRIGENTI E DELEGATI ESPULSI!

Un incredibile pogrom è stato attuato dalla segreteria CGIL del Trentino, di concerto con le segreterie nazionali di categoria. Nella giornata di ieri sono state recapitate 17 raccomandate postali ad altrettanti delegati e dirigenti sindacali, tutte contenenti l’espulsione immediata dal sindacato e la revoca dell’iscrizione, con la diffida “dal continuare ad utilizzare sedi, nomi, loghi e/o simboli che possano richiamare la loro appartenenza alla CGIL”. I quadri e rappresentanti colpiti dal provvedimento, tutti dell’area programmatica LA CGIL CHE VOGLIAMO, alcuni dei quali migranti con provenienza da paesi dell’est Europa, sono così ripartiti:

a)       11 (undici) della categoria trasporti (FILT/CGIL del Trentino), di cui 3 (tre) rumeni, 1 (uno) cileno ed 1 (uno) algerino;

b)       5 (cinque) della categoria commercio, turismo, servizi (FILCAMS/CGIL del Trentino), di cui 3 (tre) donne, una delle quali serba;

c)       1 (uno) della categoria funzione pubblica (FP/CGIL del Trentino).

Interi consigli di fabbrica o RSA decimati nei trasporti. Ditte internazionali di autotrasporto merci (quali l’AUTOTRASPORTI MULTIPLI ARCESE SPA di Trento, la S.A.E. Servizi Autotrasporti Europei di Trento, la FM MARTINELLI TRASPORTI SRL di Ala [Trento], la TRASCO SRL di Trento) rimarranno prive di delegati sindacali della CGIL ed i lavoratori in balìa delle ritorsioni padronali. L’area di minoranza della categoria regionale trasporti FILT/CGIL del Trentino, forte di 15 dirigenti su 32 complessivi eletti nel comitato direttivo dal congresso dello scorso anno (ed un revisore dei conti su 3 effettivi), è stata falcidiata: espulsi 7 su 15 ed il componente del collegio dei sindaci revisori (si veda l’allegato n. 1 al presente comunicato stampa)!

Ma il fatto più grave ed anomalo è costituito dalla procedura impiegata dalla CGIL del Trentino e dalle rispettive segreterie nazionali per espellere i suoi 17 associati: “La CGIL e la [categoria] nazionale … decidono di avvalersi … della facoltà prevista dall’art. 3 dello Statuto CGIL, e dichiarano concluso il rapporto associativo della CGIL”. A leggere l’articolo 3 e le ragioni di revoca dell’iscrizione al sindacato (così è stata definita e mascherata l’espulsione!) c’è da rabbrividire: “A tutela dell’organizzazione la domanda di iscrizione viene respinta … nei casi di gravi condanne penali, di attività o appartenenza ad associazioni con finalità incompatibili con il presente Statuto (organizzazioni segrete, criminali, logge massoniche, organizzazioni a carattere fascista o razzista, organizzazioni terroristiche). Analogamente e sulle stesse situazioni si procede … nel caso di iscritti/e determinando l’interruzione del rapporto associativo con la CGIL” (v. allegato 2 al presente comunicato stampa). INSOMMA I SINDACALISTI SAREBBERO STATI ESPULSI PERCHE’ CARBONARI O CRIMINALI O MASSONI O FASCISTI O RAZZISTI O TERRORISTI OVVERO PIU’ RUOLI O ATTIVITA’ APPENA DESCRITTI !

Stamattina una movimentata assemblea di autisti, convocata dagli espulsi della categoria trasporti FILT/CGIL, svoltasi nell’atrio del condominio ove la CGIL del Trentino ha la sua sede regionale, ha ironicamente proposto di “scortare” i loro rappresentanti direttamente in carcere per costituirsi, viste le accuse loro rivolte!

Ovviamente i fatti sono altri: si tratta di una vera e propria rappresaglia voluta dalla segreteria regionale confederale, spalleggiata dalle varie dirigenze nazionali di categoria, per colpire duramente il dissenso interno, sempre mal digerito.

E’ oramai oltre un anno che nella CGIL trasporti esiste un vergognoso e esasperante stato di illegittimità statutaria:

1)       assemblee congressuali da annullare (verbali di congresso redatti in sede sindacale a diversi giorni di distanza dall’esecuzione dell’assemblea),

2)       congresso da rifare (è stato richiesto il congresso straordinario ai sensi dell’articolo 15 dello Statuto CGIL, mai convocato!),

3)       aumento del 30% dei componenti di maggioranza nell’organismo dirigente in spregio allo statuto CGIL (inizialmente di 32, con 17 di maggioranza e 15 di minoranza, poi portato a 41, con 9 in più tutti di maggioranza),

4)       elezione di un componente di maggioranza in segreteria, anch’esso in violazione delle regole statutarie, perché già arbitrariamente segretario generale per quasi dieci anni nella medesima categoria (in CGIL non è possibile rivestire una carica di segretario op segretario generale per più di otto anni!),

5)       lusinghe ad un funzionario della categoria (per accettare la pensione di invalidità a 49 anni con un importo mensile di 1200 euro – non si capisce con quali metodi legali! – oppure un’offerta di posto in uno dei servizi sindacali fuori dalla FILT) poi trasformatesi in minacce, infine divenute realtà: annullamento del distacco sindacale dalla ditta di provenienza, esclusione dal ruolo di funzionario, estromissione dalla categoria, licenziamento dalla ditta di provenienza (quest’ultima minaccia è in itinere!),

6)       firma di procedure di licenziamento collettivo senza il consenso dei lavoratori e degli associati,

7)       rifiuto di partecipare alle lotte dei lavoratori, negando loro finanche le bandiere ed il materiale di propaganda per le loro azioni di protesta,

8)       rifiuto di iscrivere lavoratori con segnalazione alla ditta di provenienza della mancata iscrizione,

9)       richiesta di denaro per avviare controversie.

La lista dei guai sarebbe infinita, ma la CGIL regionale e la FILT nazionale non hanno fatto nulla per riportare almeno una parvenza di legalità. Invece si sono impegnate ad emarginare il dissenso interno, più volte sfociato anche in proteste di forte impatto mediatico come l’occupazione “simbolica” della sede CGIL avvenuta il 13 settembre 2010 oppure i fumogeni e le contestazioni al segretario generale della CGIL trentina durante il suo comizio allo sciopero generale del 6 maggio u.s. o, infine, la contestazione goliardica alla segretaria generale della CGIL Susanna Camusso del 5 giugno 2011 al festival dell’economia.

Con il risultato del pogrom finora descritto! O, se piace, di una rappresaglia…

L’assemblea ha deciso azioni legali e sindacali che verranno poste in atto nei prossimi giorni. Queste ultime saranno, come sempre, goliardiche ed a sorpresa!

Trento, 11 giugno 2011

Gli 11 espulsi dalla FILT/CGIL del Trentino (per i nominativi v. allegato 1 già citato)

ALLEGATO 1

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