Alfa Arese, il digiuno contro la speculazione degli Agnelli

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Scritto da redazione
Lunedì 07 Marzo 2011 22:14

Corrado Delle Donne contro il licenziamento di 62 lavoratori: «Qui la Fiat fa finta di essersene andata ma comanda e specula sul suolo»

Corrado Delle Donne, coordinatore dello Slai Cobas dell’Alfa Romeo di Arese, in provincia di Milano, ha cominciato oggi uno sciopero della fame contro il licenziamento dei 62 dipendenti della Innova Service. I lavoratori hanno tra le mansioni la mansione delle portinerie dello stabilimento e la manutenzione del sito. I lavoratori, prima contrattualizzati direttamente da Fiat, sono passati all’Innova Service dopo un periodo di cassa integrazione nel processo di esternalizzazione di alcuni servizi. (audiointervista a Corrado Delle Donne dello Slai Cobas di Milano)

Dal presidio allo sciopero della fame. «Oggi è il 24/o giorno di presidio davanti alle portinerie e ancora non si è mosso nulla», ha raccontato Corrado Delle Donne spiegando il ricorso allo sciopero della fame. «Qui all’Alfa Romeo la Fiat ha finta di andarsene ma è rimasta ad Arese e vuole speculare nel versante immobiliare sull’area». L’accusa è rivolta all’immobiliare Cushman, società questa appartenente alla famiglia Agnelli che si occupa di affari nel mercato immobiliare. «Una società che fa e disfa sull’area di Arese che sono due milioni e mezzo di metri quadri. Vogliono fare piazza pulita di tutti i lavoratori sia Fiat, alcune centinaia in cassa integrazione che l’azienda vorrebbe licenziare, e degli altri pochi lavoratori che nel tempo sono stati collocati in altre aziende. Da tre settimane in 62 sono in mezzo alla strada».

Dopo la Fiat ancora gli Agnelli. I 62 lavoratori sono in presidio permanente dal 14 febbraio. Giorno, questo, in cui è stato notificato il licenziamento giustificato dal fatto che la proprietà non avrebbe rinnovato l’appalto per la gestione dell’area. «La Fiat ufficialmente se ne è andata ma comanda ancora qui. C’è un silenzio assoluto perché sia il centro destra che il centro sinistra sono impelagati in questa vicenda», racconta Delle Donne. «Lega delle cooperatve, come le banche, e anche la Cisl e le Acli hanno affari su questa area. Lo sciopero della fame iniziato oggi è affinché ci sia attenzione su questo scandalo italiano e lombardo». Corrado Delle Donne non è nuovo a questo genere di proteste. Già nel 1990 si rese protagonista di una simile iniziatica contro il licenziamento di 9 delegati Fiat licenziati dall’azienda. All’epoca la vertenza ebbe poi esisto positivo.

(adr)
2011-03-07 18:15:46
Fonte foto: (ami)
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