CASO MARLANE MARZOTTO: E’ RINVIO A GIUDIZIO

CASO MARLANE MARZOTTO: E’ RINVIO A GIUDIZIO

E’ davvero un grande successo per lo SLAI Cobas, il piccolo sindacato di base protagonista di quella che in campo nazionale viene ormai definita la strage della Marlane Marzotto di Praia a Mare.

 E’ con grande orgoglio che rivendica la primogenitura della ultradecennale lotta operaia che, contro tutte le Cassandre, ha visto i lavoratori tener testa con successo alla multinazionale del tessile della valle dell’Agno; quindi nessuno millanti ruoli che non ha, né prerogative professionali mendaci e inconsistenti.

Ma sono anche altri i primati che ha fatto registrare negli anni lo SLAI Cobas di Praia a Mare, dall’aver portato per primi in Italia una lotta operaia su Internet all’aver condotto da soli e anche stavolta denunciato per primi le patologie tumorali nell’industria del tessile.

Ovviamente il successo intendiamo condividerlo con tutti i lavoratori che hanno avuto fiducia in questo sindacato, con la struttura nazionale dello stesso e coi patrocinatori Natalia Branda di Diamante e Studio Senatore di Napoli, senza dimenticare chi per anni ha condiviso con noi le difficoltà e gli affanni di questa impari e onerosa lotta.

Si è voluto anche sfatare il luogo comune del “pesce grande mangia sempre il pesce piccolo” , e ciò a fugare i dubbi dei tanti che in linea con questo detto si assoggettano a qualsivoglia forma di condizionamento e prevaricazione. E come trascurare le protezioni ad ogni livello che hanno velato per anni ciò che avveniva nella fabbrica praiese, e le complicità e le connivenze i cui protagonisti dovranno giustificare alla “sbarra” una volta avviato il processo ormai alle porte.

Venerdì 12 novembre è stata una giornata campale, l’ottava in quattro mesi della lunga serie dedicata alle udienze preliminari, una di quelle che lo SLAI Cobas e non solo ha segnato in rosso sul calendario. Una giornata nel corso della quale ci è stato dato di assistere alle ironiche elucubrazioni del collegio difensivo, anche stavolta orfano del meglio dei principi del foro, e deliziati di contro dalle figure irreprensibili del p.m. Antonella Lauri e del Gup Salvatore Carpino.

E’ rinvio a giudizio!

Ovviamente con le attenuanti generiche, ma i capi d’imputazione pesano come macigni contemplando l’omicidio plurimo – con aggravante – per l’inosservanza delle regole antinfortunistiche e per disastro esterno ovvero disastro ambientale ed interno per mancata tutela dei lavoratori.

I vari Marzotto, Storer, De Jaegher, Bosetti, Benincasa, Cristallino, Comegna, Lomonaco, Ferrari, Priori, Fugazzola, Favrin e Rausse, il quattordicesimo indagato nel frattempo è deceduto, tutti dovranno comparire il 19 aprile al cospetto dei giudici della composizione collegiale del tribunale di Paola pena, qualora non lo facessero, dell’ essere giudicati in contumacia. Non si vuole infierire su nessuno, ma qualcuno dovrà pur rispondere delle 107 persone decedute e della lunga scia di lavoratori affetti da patologie attribuibili è quasi certo alla Marlane, e dovrà anche dar conto chi ha coperto per anni le nefandezze che vi si consumavano, chi si è reso responsabile di omissioni o peggio e chi, chiamato a svolgere una funzione di controllo, invece di farlo come il ruolo e l’etica gl’imponevano molto probabilmente si girava dall’altra parte. E la gente moriva, tanta, certamente troppa per un piccolo centro come questo.

Paola, 13 novembre 2010 Alberto Cunto coordinatore Slai Cobas prov. di Cosenza

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