CSR di VARESE : un licenziamento che non può restare impunito

 Mercoledì 5 ottobre davanti alla clinica San Carlo di Paderno Dugnano dalle ore 13,30 alle 17,30, 2° presidio contro il licenziamento di Carmen e i tagli dello stipendio partecipate anche voi !!

Per comunicazioni e contatti, telefonate al 335 66 43 651 al 3492412393, telefonate per esprimere la vostra solidarietà alla delegata licenziata per rappresaglia, per organizzarci e per partecipare all’udienza che si terrà a breve per il rientro della lavoratrice nel proprio posto di lavoro

 

Il licenziamento politico e intimidatorio della socia lavoratrice della Csr di Varese è un nuovo grave attacco al reddito e alla dignità delle lavoratrici e dei lavoratori di questa cooperativa e di tutti i lavoratori.

I lavoratori di tutti i settori e soci lavoratori e lavoratrici sappiamo che questo non è il momento di chinare la testa, ma di rispondere alle provocazioni con la lotta e la resistenza.

Questo licenziamento è stato deciso dal consiglio dei dirigenti della CSR, in risposta alla resistenza che questa lavoratrice, delegata sindacale dello Slai Cobas, aveva opposto alla scelta di ridurre lo stipendio a tutti i socie e socie; mentre leggiamo dai giornali che il potere d’acquisto dei salari di tutti i lavoratori italiani è crollato in questi ultimi 10 anni (sono andati in fumo 5ooo l’anno) e che il potere d’acquisto subirà un nuovo tracollo; altri 1ooo euro verranno erosi dall’aumento del costo della vita dal prossimo anno.

Il dottor Barazzetta responsabile amministrativo della Csr, ci ha comunicato che l’assemblea dei soci, ha cui ha partecipato anche Carmen e ha votato contro questa scelta, mentre gli altri in maggioranza responsabili o amici fidati, ha deliberato le riduzioni dello stipendio è questa scelta non si discute.

Se serve smascherare il ruolo delle cooperative sociali ecco accontentati anche i più fiduciosi; questi signori hanno ribaltato lo scopo mutualistico che ha dato origine all’associazione, così i lavoratori, mascherati da soci, invece di lavorare e collaborare insieme per rispondere ai bisogni crescenti delle difficoltà economiche, si devono lasciare sfruttare meglio per garantire ai dirigenti, il cui unico lavoro è di organizzare le cose, in modo da non ridurre i loro profumati stipendi.

La cooperativa dice di chiudere i bilanci in passivo e decide di ridurre la 13° mensilità del 60%, di non pagare più l’Elemento Territoriale Retributivo, cancellare 5 giorni di ferie dal calendario annuo, non pagare i primi 3 giorni di malattia e bloccare gli aumenti contrattuali per i prossimi 3 anni.

I soci, quelli che lavorano naturalmente, devono accettare senza protestare, Carmen è stata licenziata perché non ha rispettato questa regola, il consiglio di amministrazione in assemblea ha deciso che anche se lei vincesse la causa legale, loro sono disposti a pagargli lo stipendio ma a non farle più mettere piede nella RSA “Bernardelli” di Paderno Dugnno. Per chi aveva qualche dubbio che i due provvedimenti disciplinari a carico di Carmen, non fossero stati orchestrati dai responsabili solo per licenziarla ecco la soluzione, i referenti del reparto che hanno orchestrato l’inganno e la clinica San Carlo che si è presta all’azione repressiva, solo per salvare la sua immagine, sono responsabili di questo licenziamento nonché del furto legalizzato ai danni di tutti i soci lavoratori.

Le socie e i soci della Csr sappiano che la lotta dello Slai Cobas con la delegata licenziata è la lotta di tutti, altre aziende stanno usando questi metodi fascisti e liquidatori, chi si oppone al furto del proprio stipendio, chi resiste all’aumento dello sfruttamento viene licenziato !! A questo punto nessuno può estraniarsi dalla presa di coscienza dalla lotta, pena la perdita della propria dignità e del proprio reddito, non vogliamo credere che in questi momenti di aumento del costo della vita e della crisi qualcuno e felice di tagliarsi lo stipendio per garantire la bella vita e ricchi stipendi a chi dirige.

Il clima che si respira alla Csr di Varese è molto pesante, le socie e i soci lavoratori hanno paura e

non hanno reagito alla riduzione di circa 2ooo euro annui dallo stipendio, in altre aziende succede la stessa cosa ed altri lavoratori resistono anche se licenziati o minacciati, è la strada che devono seguire tutti !!

I PADRONI SANNO CHE QUESTA SITUAZIONE AUMENTERA’ LA RESISTERNZA E LA LOTTA E SI STANNO ORGANIZZANDO, DOBBIAMO FARLO ANCHE NOI !!

 

Partecipate alle iniziative dei prossimi giorni, sostenete la vostra collega licenziata per rappresaglia, proponete nei vostri luoghi di lavoro le assemblee per resistere e lottare contro il taglio dello stipendio, chiedete agli altri sindacati da che parte stanno ?

Mercoledì 5 ottobre davanti alla clinica San Carlo di Paderno Dugnano dalle ore 13,30 alle 17,30, 2° presidio contro il licenziamento di Carmen e i tagli dello stipendio partecipate anche voi !!

Per comunicazioni e contatti, telefonate al 335 66 43 651 al 3492412393, telefonate per esprimere la vostra solidarietà alla delegata licenziata per rappresaglia, per organizzarci e per partecipare all’udienza che si terrà a breve per il rientro della lavoratrice nel proprio posto di lavoro.

Slai Cobas San Carlo di Paderno Dugnano

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