SCUOLA di Civezzano :SCARICANDO LA RESPONSABILITÀ SUGLI INSEGANTI, CARA ZANON NON RISOLVI IL PROBLEMA

SCARICANDO LA RESPONSABILITÀ SUGLI INSEGANTI, CARA ZANON NON RISOLVI IL PROBLEMA

 Secondo quanto riportato dall’articolo apparso sul quotidiano l’Adige del 22 settembre, la dirigente dell’Istituto comprensivo di Civezzano Antonella Zanon ha deciso di mettere “ordine” al caos relativo alla responsabilità degli adulti nei confronti dei minorenni, all’uscita da scuola. Per tamponare le ovvie proteste delle famiglie che non possono più richiedere alla scuola che il proprio figlio possa essere mandato a casa da solo, ha deciso quindi di scaricare il problema sui docenti, affermando che la legge prevede la responsabilità degli insegnanti nel caso in cui questi lascino incustoditi gli alunni, ma omettendo di comunicare anche alle famiglie che, se queste non si presentano a ritirare il proprio figlio all’uscita da scuola in orario, la scuola può avviare le procedure che possono portare alla segnalazione della famiglia per abbandono di minore. Responsabilità reciproca dunque, non solo dell’insegnante che, per salvaguardarsi dalle eventuali pretese di prestazioni gratuite e aldilà del proprio orario di servizio da parte di genitori e dirigenti scolastici, è bene abbia piena coscienza di questo suo diritto.

Aldilà delle corrette perplessità delle famiglie che hanno protestato, relative alla sfera della promozione dell’autonomia di bambini e ragazzi là dove è possibile, va anche detto che è comunque vergognoso che non si trovi altra soluzione che cercare di scaricare sui docenti (a costo zero) e, in questo modo, di liquidare i reali problemi delle famiglie relativi ai loro impegni, quando per venire incontro alle loro esigenze sarebbe possibile organizzare attività di pre e di post-scuola, impegnando fondi di istituto e fondi qualità che le scuole ricevono ogni anno e che non sempre vengono utilizzati integralmente o che vengono utilizzati male a causa di scelte che con il miglioramento della qualità del servizio, in realtà, hanno poco a che vedere.

Sebastiano Pira per lo

Slai cobas del Trentino

 

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