SOLIDARIETA’ E SOSTEGNO ALL’ASUC DI LASES E AI LAVORATORI A RISCHIO DI LICENZIAMENTO

SOLIDARIETA’ E SOSTEGNO ALL’ASUC DI LASES

E AI LAVORATORI A RISCHIO DI LICENZIAMENTO

Per vedere sindacati e lavoratori del porfido in piazza, è stata necessaria la presenza dei rappresentanti di confindustria locale.

In questi ultimi anni, con più di duecento licenziamenti e cassa integrazione per l’intero settore, le Organizzazioni Sindacali hanno scelto la strategia degli accordi tra le parti basati esclusivamente sulla possibilità di ottenere delle indennità, piuttosto che quella di affrontare collettivamente la questione attraverso un’ampia mobilitazione per difendere il lavoro.

Paradossale manifestazione, quella svoltasi a Lases mercoledì 15 settembre dove i rappresentanti delle aziende Stenico e Caresia minacciavano licenziamenti, con al loro fianco i “destinati” che reclamavano lavoro all’ASUC.

In tutta la vicenda sono coinvolti diversi soggetti, ognuno con le proprie responsabilità; vediamo i “confindustriali” ed il comune di Lases, supportati dalla PAT, alleati per eliminare qualsiasi ostacolo all’uso indiscriminato delle risorse di proprietà collettiva.

L’ASUC, lo ricordiamo, è proprietaria sia formalmente che sostanzialmente della risorsa porfido, una proprietà collettiva, di tutti, e proprio per questo un bene che va tutelato e non svenduto per pochi miserabili euro a chi continua a minacciare licenziamenti e ad essere inadempiente rispetto agli impegni sottoscritti.

Come ricorda anche il sindaco di Lona Lases, sei ditte concessionarie hanno già esaurito i volumi di scavo previsti nei rispettivi piani di coltivazione.

Rispetto a tutto questo, ci sembra che la posizione assunta oggi dall’ASUC di Lases, sia quella che tutela maggiormente gli interessi delle comunità locali e per questa ragione ci sentiamo di condividerla.

Pensiamo che vada affermato con forza che a chi attua licenziamenti, si debba rispendere con la revoca della concessione, come peraltro previsto dagli impegni occupazionali assunti dalle aziende all’atto della sottoscrizione della concessione.

Questa, dovrebbe essere anche la posizione delle Organizzazioni sindacali che, invece di prestarsi a squallide strumentalizzazioni da parte del padronato, dovrebbero spingere perché siano rispettati fino in fondo i vincoli e le regole già oggi esistenti.

Se nei dieci giorni di tempo che le aziende hanno ottenuto come aggiunta ulteriore alla precedente proroga di tre mesi, i concessionari non ottempereranno a quanto previsto dalla richiesta di sgravio dell’uso civico, l’Amministrazione comunale dovrebbe procedere con la revoca immediata delle concessioni e la messa all’asta dei lotti prevista dalla legge del settore, garantendo così ai dipendenti continuità di lavoro (seppure con eventuali nuovi concessionari).

Accusare oggi le ASUC di irresponsabilità, è del tutto fuori luogo considerando che ci sono stati tempi e modi per risolvere la cosa.

I veri irresponsabili sono coloro che, per il rischio di vedersi aumentati gli irrisori canoni di affitto, non esitano a minacciare o mettere in atto licenziamenti, insieme con tutti quelli che si prestano a questo sporco gioco.

Alcune proposte che abbiamo già avanzato per far fronte alla situazione del settore

Avviare immediatamente nei tempi tecnici necessari ad una riorganizzazione del settore secondo la logica dei macrolotti e procedere subito dopo alla messa all’asta dei lotti pubblici.

Per far fronte alla crisi ed ai licenziamenti costringere le aziende all’assunzione completa di tutta la filiera produttiva con proprie maestranze; revocare le concessioni alle ditte inadempienti per metterle in via prioritaria e senza canone a disposizione dei lavoratori licenziati.

Adottare il contratto di solidarietà che, agendo sul meccanismo del cottimo, imponga alle aziende gli oneri derivanti dal mantenimento della manodopera senza scaricarlo sulla collettività attraverso gli ammortizzatori sociali.

Valle di Cembra- Piné settembre 2010

Comitato in solidarietà con Massimo Sighel

www.comitatosolidarietams.wordpress.com contatti: comitatosolidarietams@gmail.com

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