Comitato Massimo Sighel :LETTERA APERTA AI CANDIDATI SINDACI DELLA ZONA DEL PORFIDO

LETTERA APERTA AI CANDIDATI SINDACI DELLA ZONA DEL PORFIDO

Alcuni di voi, dopo le elezioni di maggio, saranno i nuovi amministratori dei comuni dove si estrae il porfido.

Con questa lettera vi chiediamo formalmente un impegno concreto per quanto riguarda il problema dei licenziamenti nel settore che, fino a questo momento, hanno colpito circa duecento lavoratori.

Siamo convinti che la questione debba essere affrontata nella prospettiva di tutelare i posti di lavoro puntando al loro mantenimento. E non nella logica di garantire semplicemente la cassa integrazione per qualche mese.

Il punto di partenza deve essere, a nostro avviso, la considerazione che il porfido è un bene collettivo e come tale deve essere gestito.

Crediamo che, soprattutto in un momento di crisi, la priorità dovrebbe essere quella di utilizzare questo bene per garantire un reddito a tutti piuttosto che per speculazioni o guadagni di privati.

Ricordiamo che i comuni hanno tutti gli strumenti per imporre il rispetto degli obblighi che ogni ditta assume al momento del rilascio della concessione all’escavazione; impegni che sono, a tutti gli effetti, dei vincoli anche in merito ai livelli occupazionali.

Oggi più che mai, nell’interesse della collettività che voi andrete a rappresentare, è importante che il primo punto nella gestione del porfido sia la tutela dell’occupazione.

Rispetto a questo non può essere sufficiente il protocollo recentemente firmato che, nella migliore delle ipotesi, garantisce solo qualche mese di cassa integrazione.

Nel pieno rispetto dei disciplinari e dei piani di coltivazione che ogni ditta ha sottoscritto, l’amministrazione comunale ha, non solo il diritto ma anche l’obbligo, di revocare la concessione alle aziende che licenziano.

Abbiamo proposto da più di un anno l’adozione di un contratto di solidarietà che, nelle aziende in crisi, vada a ridurre il cottimo ma garantisca il mantenimento degli addetti.

Ci sembra infatti molto contraddittorio da un lato mantenere il meccanismo del cottimo basato sulla massimizzazione della produzione e, dall’altro, ricorrere alla cassa integrazione o alla riduzione di personale.

Ciò premesso vi chiediamo di farvi garanti, come il vostro ruolo impone, degli interessi di tutta la popolazione e di fare vostri alcuni punti fondamentali per arrivare ad una svolta e cioè:

  • Far rispettare fino in fondo gli impegni contenuti nei piani di coltivazione e nei disciplinari in vigore [con ritiro delle concessioni alle aziende che licenziano]
  • Lavorare per una riorganizzazione complessiva del settore che necessariamente deve passare attraverso una aggregazione dei lotti cava e attraverso una gestione che miri ad ottimizzare e razionalizzare l’escavazione; in questa prospettiva la revisione del sistema del cottimo (auspicata anche da molti esponenti del mondo imprenditoriale) ci sembra un passaggio ineludibile se vogliamo garantire un futuro al settore e tutelare l’occupazione.
  • Fare in modo che ogni azienda concessionaria di lotti cava assuma con propri dipendenti l’intera filiera delle lavorazioni, eliminando così il sistema dei subappalti e del precariato da esso derivante.

COMITATO DI SOLIDARIETA’ CON MASSIMO SIGHEL

per contatti: comitatosolidarietams@alice.it http://www.comitatosolidarietams.wordpress.com

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