Ex SUCCURSALE PSICHIATRICA DI COLOGNO: DA RSA IN ASP, SULLE SPALLE DI CHI?

 

Ebbene siamo arrivati all’epilogo della lunga avventura della ex succursale psichiatrica di Codogno trasformata prima in R.S.A. (residenza sanitaria assistita in pratica casa di riposo) e ora in A.S.P. (azienda servizi alla persona). Per fare chiarezza diciamo che la struttura ospita pazienti provenienti da vecchie strutture psichiatriche chiuse o riconvertite all’inizio degli anni ’80 (ora col passare degli anni le condizioni di queste persone sono peggiorate perchè oltre alla malattia psichiatrica si sono aggiunti i problemi creati dall’avanzare dell’età). La prima riconversione della struttura (da ex succursale psichiatrica a R.S.A.) ha inciso immediatamente sui parametri tra operatori e degenti, riducendo dapprima il numero del personale presente nel turni notturni, per arrivare col tempo a ridurre il numero del personale anche negli altri turni di lavoro arrivando a non rispettare più neanche i parametri previsti dall’accordo fatto da sindacati e A.S.L. sui contingenti minimi di personale previsti in caso di sciopero. Oltre a incidere sull’assistenza, la riconversione da ex succursale psichiatrica a R.S.A. a visto ridursi anche lo spazio di agibilità per gli ospiti che prima potevano usufruire di spazzi larghi dove trascorrere la giornata, ora dopo la ristrutturazione edile della struttura hanno a disposizione solamente le loro camere e il refettorio dove mangiano e come alternativa la macchina per il caffè (alla faccia della L. 180). Il personale ricreativo consiste in una animatrice assunta tramite cooperativa a 30 ore settimanali e un educatrice, il tutto per 60 pazienti. Evidentemente per la sanità lombarda e per l’A.S.L. di Lodi costavamo ancora troppo così ha optato per l’ulteriore trasformazione in azienda servizi alla persona A.S.P.. 
Per inaugurare il nuovo corso l’A.S.L. allo scadere di 2 contratti a termine per 2 infermieri professionali contratto con un agenzia interinale ha sostituito le infermiere con due o.s.s. operatori con una qualifica inferiore. Tutto questo è stato imposto al personale stravolgendo i turni di lavoro e precarizzando ulteriormente l’assistenza alle ospiti. Lasciando a volte un solo operatore a curare un ventina di ospiti. Vorremmo concludere la vicenda facendo presente che a settembre 2009 scadrà il contratto a 4 infermiere professionali e possiamo immaginarci in che modo verranno sostituite e se verranno sostitute. A tutto ciò i lavoratori possono opporsi solo lottando e non sicuramente andando a elemosinare qualche operatore come a finora fatto il confederume sindacale di varia natura e specie. Come lavoratori autorganizzati ci opporremo a qualsiasi manovra che sia fatta sulla nostra pelle e su quelle dei pazienti anche se sono solo dei “MATTI”
Lo SLAI COBAS non accetterà la logica del profitto a favore dei capitalisti nostrani: taglio della sanità per dare ai poveri padroni in crisi. 
Lotteremo finchè non ci verrà restituita la dignità di lavorare in modo decente.
SLAI COBAS SANITÀ DI LODI 
Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale F.I.P. Viale Liguria 49 Milano – 26 aprile 2009
Ebbene siamo arrivati all’epilogo della lunga avventura della ex succursale psichiatrica di Codogno trasformata prima in R.S.A. (residenza sanitaria assistita in pratica casa di riposo) e ora in A.S.P. (azienda servizi alla persona). Per fare chiarezza diciamo che la struttura ospita pazienti provenienti da vecchie strutture psichiatriche chiuse o riconvertite all’inizio degli anni ’80 (ora col passare degli anni le condizioni di queste persone sono peggiorate perchè oltre alla malattia psichiatrica si sono aggiunti i problemi creati dall’avanzare dell’età). La prima riconversione della struttura (da ex succursale psichiatrica a R.S.A.) ha inciso immediatamente sui parametri tra operatori e degenti, riducendo dapprima il numero del personale presente nel turni notturni, per arrivare col tempo a ridurre il numero del personale anche negli altri turni di lavoro arrivando a non rispettare più neanche i parametri previsti dall’accordo fatto da sindacati e A.S.L. sui contingenti minimi di personale previsti in caso di sciopero. Oltre a incidere sull’assistenza, la riconversione da ex succursale psichiatrica a R.S.A. a visto ridursi anche lo spazio di agibilità per gli ospiti che prima potevano usufruire di spazzi larghi dove trascorrere la giornata, ora dopo la ristrutturazione edile della struttura hanno a disposizione solamente le loro camere e il refettorio dove mangiano e come alternativa la macchina per il caffè (alla faccia della L. 180). Il personale ricreativo consiste in una animatrice assunta tramite cooperativa a 30 ore settimanali e un educatrice, il tutto per 60 pazienti. Evidentemente per la sanità lombarda e per l’A.S.L. di Lodi costavamo ancora troppo così ha optato per l’ulteriore trasformazione in azienda servizi alla persona A.S.P.. 
Per inaugurare il nuovo corso l’A.S.L. allo scadere di 2 contratti a termine per 2 infermieri professionali contratto con un agenzia interinale ha sostituito le infermiere con due o.s.s. operatori con una qualifica inferiore. Tutto questo è stato imposto al personale stravolgendo i turni di lavoro e precarizzando ulteriormente l’assistenza alle ospiti. Lasciando a volte un solo operatore a curare un ventina di ospiti. Vorremmo concludere la vicenda facendo presente che a settembre 2009 scadrà il contratto a 4 infermiere professionali e possiamo immaginarci in che modo verranno sostituite e se verranno sostitute. A tutto ciò i lavoratori possono opporsi solo lottando e non sicuramente andando a elemosinare qualche operatore come a finora fatto il confederume sindacale di varia natura e specie. Come lavoratori autorganizzati ci opporremo a qualsiasi manovra che sia fatta sulla nostra pelle e su quelle dei pazienti anche se sono solo dei “MATTI”
Lo SLAI COBAS non accetterà la logica del profitto a favore dei capitalisti nostrani: taglio della sanità per dare ai poveri padroni in crisi. 
Lotteremo finchè non ci verrà restituita la dignità di lavorare in modo decente.
SLAI COBAS SANITÀ DI LODI 
Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale F.I.P. Viale Liguria 49 Milano – 26 aprile 2009
Ebbene siamo arrivati all’epilogo della lunga avventura della ex succursale psichiatrica di Codogno trasformata prima in R.S.A. (residenza sanitaria assistita in pratica casa di riposo) e ora in A.S.P. (azienda servizi alla persona). Per fare chiarezza diciamo che la struttura ospita pazienti provenienti da vecchie strutture psichiatriche chiuse o riconvertite all’inizio degli anni ’80 (ora col passare degli anni le condizioni di queste persone sono peggiorate perchè oltre alla malattia psichiatrica si sono aggiunti i problemi creati dall’avanzare dell’età). La prima riconversione della struttura (da ex succursale psichiatrica a R.S.A.) ha inciso immediatamente sui parametri tra operatori e degenti, riducendo dapprima il numero del personale presente nel turni notturni, per arrivare col tempo a ridurre il numero del personale anche negli altri turni di lavoro arrivando a non rispettare più neanche i parametri previsti dall’accordo fatto da sindacati e A.S.L. sui contingenti minimi di personale previsti in caso di sciopero. Oltre a incidere sull’assistenza, la riconversione da ex succursale psichiatrica a R.S.A. a visto ridursi anche lo spazio di agibilità per gli ospiti che prima potevano usufruire di spazzi larghi dove trascorrere la giornata, ora dopo la ristrutturazione edile della struttura hanno a disposizione solamente le loro camere e il refettorio dove mangiano e come alternativa la macchina per il caffè (alla faccia della L. 180). Il personale ricreativo consiste in una animatrice assunta tramite cooperativa a 30 ore settimanali e un educatrice, il tutto per 60 pazienti. Evidentemente per la sanità lombarda e per l’A.S.L. di Lodi costavamo ancora troppo così ha optato per l’ulteriore trasformazione in azienda servizi alla persona A.S.P.. 
Per inaugurare il nuovo corso l’A.S.L. allo scadere di 2 contratti a termine per 2 infermieri professionali contratto con un agenzia interinale ha sostituito le infermiere con due o.s.s. operatori con una qualifica inferiore. Tutto questo è stato imposto al personale stravolgendo i turni di lavoro e precarizzando ulteriormente l’assistenza alle ospiti. Lasciando a volte un solo operatore a curare un ventina di ospiti. Vorremmo concludere la vicenda facendo presente che a settembre 2009 scadrà il contratto a 4 infermiere professionali e possiamo immaginarci in che modo verranno sostituite e se verranno sostitute. A tutto ciò i lavoratori possono opporsi solo lottando e non sicuramente andando a elemosinare qualche operatore come a finora fatto il confederume sindacale di varia natura e specie. Come lavoratori autorganizzati ci opporremo a qualsiasi manovra che sia fatta sulla nostra pelle e su quelle dei pazienti anche se sono solo dei “MATTI”
Lo SLAI COBAS non accetterà la logica del profitto a favore dei capitalisti nostrani: taglio della sanità per dare ai poveri padroni in crisi. 
Lotteremo finchè non ci verrà restituita la dignità di lavorare in modo decente.
SLAI COBAS SANITÀ DI LODI 
Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale F.I.P. Viale Liguria 49 Milano – 26 aprile 2009
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