SOLIDARIETA’ CON MASSIMO

Siamo un gruppo di persone uomini e donne della Valle di Cembra e non solo.

Da novembre ci siamo costituiti in Comitato, dopo aver appreso dai quotidiani locali della disdicevole vicenda che ha visto un lavoratore del porfido nonché Presidente dell’ASUC di Miola di Pinè licenziato in tronco (02 ottobre 2008) da un’azienda di S. Mauro, la TecnoPorfidi, concessionaria di un lotto cava pubblico. Licenziamento discriminatorio avvenuto dopo aver subito soprusi e vessazioni di vario genere che hanno compromesso la salute di M. Sighel. La contrapposizione fra le ASUC del pinetano,proprietarie delle cave,e i cavatori di porfido di S. Mauro è nota da tempo ed è la ragione che ha prodotto questo ignobile licenziamento. Questo nonostante nel febbraio 2008 sia stato sottoscritto fra le parti (cavatori, comune, asuc, sindacati, confindustria) un accordo (riconosciuto giuridicamente dal TAR di Trento) che prevedeva e prevede il mantenimento dei livelli occupazionali fino all’entrata in vigore del nuovo piano cave

Dopo questa doverosa presentazione salutiamo Monsignor Luigi Bressan Vescovo di Trento e lo ringraziamo per la sua presenza e la sua attenzione in questi nostri paesi del porfido che producono ricchezza per pochi, lavoro e fatica per tanti, ma comunque possibilità di vivere dignitosamente per chi ci lavora. La sua presenza ci da l’occasione di comunicare la nostra preoccupazione per quel lavoro che permette di vivere senza il quale non è pensabile proporre né un presente né un futuro.

Noi rivendichiamo quella comunione e condivisione che riguarda sia la spiritualità che la materialità della vita di ogni uomo o donna. Comunione che, in situazioni economiche critiche, assume valore inestimabile. Comunione e condivisione della risorsa nel nostro contesto economico significa tutela della parte più debole ed esposta della comunità. Significa utilizzo della risorsa per il bene comune senza sprechi e speculazioni. Solo assunzione di responsabilità sociale. Chi amministra è chiamato a far rispettare quelle regole e principi che devono essere la linea di confine fra l’interesse privato e l’interesse collettivo.

Non può essere accettabile da nessuno, che dei licenziamenti che stanno avvenendo nel settore del porfido, passino come una questione personale o individuale fra lavoratore ed azienda. Come accaduto con il licenziamento di M.Sighel, dove gli amministratori del comune di Baselga di Pinè, firmatari dell’accordo citato, hanno liquidato il licenziamento come un fatto personale rispetto a cui solo il Giudice stabilirà chi ha torto o ragione. Così, come fece Ponzio Pilato, ci si lava le mani dalle proprie responsabilità di amministratori, nelle lacrime e nella disperazione di chi subisce l’ingiustizia. Se si sottoscrivono accordi, se si prendono impegni (disciplinare cava, piani di coltivazione), se l’ente pubblico concede delle agevolazioni (vedi blocco delle percentuali sui canoni cava 2009 prevista dalla PAT), è doveroso per chi amministra il bene pubblico, porre in primo piano l’interesse collettivo e pretendere garanzie sul piano occupazionale.

Perché la vita della parte più debole della società non può essere lasciata in balia delle regole del mercato liberista e nemmeno scaricata impropriamente su ammortizzatori sociali,comunque non per tutti accessibili, quali cassa integrazione o mobilità. Una risorsa come il porfido deve essere nella disponibilità di tutti, non per arricchirsi, ma perché ognuno di noi possa aver diritto a lavoro e reddito. Noi chiediamo che nelle situazioni critiche l’ente pubblico intervenga a tutela dell’interesse delle comunità salvaguardando il lavoro ed i diritti anche delle generazioni future.

La rettitudine ed il senso di responsabilità dovrebbero essere pratica corrente per amministratori che si richiamano all’insegnamento evangelico.

ALBIANO 01/03/2009 Comitato in solidarietà con M.Sighel.,contro il mobbing,in difesa dei posti di lavoro.

comitatosolidarietams@gmail.com

 

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