LO SLAI COBAS TRENTO HA ESPRESSO LA SUA SOLIDARIETA’ AD IDA

 

 

Licenziata la dipendente dell’ospedale che aveva denunciato gli scarichi inquinanti.

FIRMA PER IDA!

 

Licenziata dopo aver informato i carabinieri dei Nas che parecchie macchine del Laboratorio di analisi di Cattinara scaricavano direttamente reagenti chimici e liquidi biologici nella rete fognaria. “E ADESSO LICENZIATECI TUTTI!” FIRMA PER IDA, contro l’arroganza dei Direttori Generali delle ASL, per la libertà di pensiero, per la riassunzione di Ida!

È accaduto a Ida Miser, 50 anni, ormai ex dipendente della struttura sanitaria pubblica. Il suo licenziamento “senza preavviso”, è stato deliberato il 7 novembre dal direttore generale dell’Azienda ospedaliera, Franco Zigrino, col il parere favorevole del direttore amministrativo Gabriella Gerin e del direttore sanitario Luca Lattuada.
Secondo l’azienda, informando la procura della Repubblica delle disfunzioni del laboratorio con un esposto presentato il 27 febbraio 2007, Ida Miser ha compiuto un atto “finalizzato ad arrecare pregiudizio all’azienda e con evidente fine di ritorsione”. “Va rilevato – si legge ancora sul verbale dell’Ufficio per l’attività disciplinare dell’azienda ospedaliero-universitaria – “come il danno che l’azienda ha subito e subisce tutt’ora dal comportamento della signora Miser, è rilevante, in quanto a seguito dei sequestri effettuati dai carabinieri dei Nas, sono state attivate delle modalità di scarico dei residui di laboratorio mediante affidamento a una ditta specializzata, con un importante aggravio di costi per l’azienda”.
Viene inoltre “rimproverato” alla ex dipendente di aver provocato un danno all’immagine dell’azienda a causa della diffusione della notizia.
Dopo l’esposto i carabinieri si erano presentati al laboratorio, lo avevano ispezionato e avevano riferito l’esito del loro lavoro al pm Maddalena Chergia. I nomi di Franco Zigrino, Mohamed Lasri, Lucia Pelusi, Bruno Biasoli e Maurizio Canaletti, poco dopo sono sono stati iscritti sul registro degli indagati. Per il direttore Franco Zigrino e per il responsabile della Siram spa, Mohamed Lasri, l’ipotesi è di cooperazione colposa nell’inquinamento prodotto dal laboratorio. Per gli altri il concorso nello stessa ipotesi di reato.
Secondo il rapporto dei carabinieri è emerso come il Dipartimento di Medicina e di Laboratorio dell’ospedale di Cattinara da anni smaltisse illecitamente prodotti dell’attività di laboratorio. Lo smaltimento avviene nella rete pubblica di fognatura; i residui delle analisi vengono svuotati direttamente nei lavandini, oppure canalizzati negli scarichi interni che vengono poi immessi nella rete cittadina.
Secondo l’inchiesta i rifiuti smaltiti sono classificabili come rifiuti sanitari, rifiuti a rischio infettivo, rifiuti pericolosi e rifiuti non pericolosi. Questi dati, peraltro, sono stati ricavati dalle stesse schede dei prodotti utilizzati per le analisi. Ora la parola passa alla magistratura del lavoro.

Pubblicato in http://www.aipsimed.org/

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Un pensiero su “LO SLAI COBAS TRENTO HA ESPRESSO LA SUA SOLIDARIETA’ AD IDA

  1. Licenziata la dipendente dell’ospedale che aveva denunciato gli scarichi inquinanti
    Il Piccolo — 21 novembre 2007 pagina 21 sezione: TRIESTE
    Licenziata dopo aver informato i carabinieri dei Nas che parecchie macchine del Laboratorio di analisi di Cattinara scaricavano direttamente reagenti chimici e liquidi biologici nella rete fognaria. È accaduto a Ida Miser, 50 anni, ormai ex dipendente della struttura sanitaria pubblica. Il suo licenziamento «senza preavviso», è stato deliberato il 7 novembre dal direttore generale dell’Azienda ospedaliera, Franco Zigrino, col il parere favorevole del direttore amministrativo Gabriella Gerin e del direttore sanitario Luca Lattuada. Secondo l’azienda, informando la procura della Repubblica delle disfunzioni del laboratorio con un esposto presentato il 27 febbraio 2007, Ida Miser ha compiuto un atto «finalizzato ad arrecare pregiudizio all’azienda e con evidente fine di ritorsione». «Va rilevato – si legge ancora sul verbale dell’Ufficio per l’attività disciplinare dell’azienda ospedaliero-universitaria – «come il danno che l’azienda ha subito e subisce tutt’ora dal comportamento della signora Miser, è rilevante, in quanto a seguito dei sequestri effettuati dai carabinieri dei Nas, sono state attivate delle modalità di scarico dei residui di laboratorio mediante affidamento a una ditta specializzata, con un importante aggravio di costi per l’azienda».Viene inoltre «rimproverato» alla ex dipendente di aver provocato un danno all’immagine dell’azienda, a causa della diffusione della notizia. Dopo l’esposto i carabinieri si erano presentati al laboratorio, lo avevano ispezionato e avevano riferito l’esito del loro lavoro al pm Maddalena Chergia. I nomi di Franco Zigrino, Mohamed Lasri, Lucia Pelusi, Bruno Biasioli e Maurizio Canaletti, poco dopo sono sono stati iscritti sul registro degli indagati. Per il direttore Franco Zigrino e per il responsabile della Siram spa, Mohamed Lasri, l’ipotesi è di cooperazione colposa nell’inquinamento prodotto dal laboratorio. Per gli altri il concorso nello stessa ipotesi di reato. Secondo il rapporto dei carabinieri è emerso come il Dipartimento di Medicina di Laboratorio dell’ospedale di Cattinara da anni smaltisse illecitamente prodotti dell’attività di laboratorio. Lo smaltimento avviene nella rete pubblica di fognatura; i residui delle analisi vengono svuotati direttamente nei lavandini, oppure canalizzati negli scarichi interni che vengono poi immessi nella rete cittadina. Secondo l’inchiesta i rifiuti smaltiti sono classificabili come rifiuti sanitari, rifiuti a rischio infettivo, rifiuti pericolosi e rifiuti non pericolosi. Questi dati, peraltro, sono stati ricavati dalle stesse schede dei prodotti utilizzati per le analisi. Ora la parola passa alla magistratura del lavoro.
    Licenziata dall’ ospedale, riassunta dal giudice
    Il Piccolo — 21 settembre 2010 pagina 13 sezione: TRIESTE
    Non poteva essere licenziata Ida Miser, la dipendente dell’Azienda sanitario – ospedaliera che nel 2007 aveva informato i carabinieri del Nas che parecchie macchine del Laboratorio di analisi di Cattinara scaricavano direttamente reagenti chimici e liquidi biologici nella rete fognaria. Non poteva e non doveva essere sbattuta in mezzo ad una strada con un licenziamento effettuato «senza preavviso». Lo ha stabilito il giudice del lavoro Annalisa Multari che ha annullato il grave provvedimento firmato dall’allora direttore generale Franco Zigrino e ha ordinato alla stessa Azienda sanitaria l’immediata riassunzione della dipendente. Ma non basta. Ad Ida Miser dovrà essere versato quanto avrebbe percepito come stipendio dal 7 novembre 2007 ad oggi. Scatti contrattuali e indennità comprese. Per vedere riconosciute le proprie buone ragioni, la signora Miser ha atteso, assieme al suo legale, l’avvocato Sonia Miani, quasi tre anni, contrassegnati da numerose udienze in cui sono stati sentiti una decina di testimoni. Alcuni citati da chi aveva subito il licenziamento, altri dall’’Azienda sanitaria che si era affidata all’avvocato Alfredo Antonini. Ma andiamo con ordine. Come dipendente dell’Asl in servizio al Laboratorio di analisi di Cattinara Ida Miser aveva informato i carabinieri che a suo giudizio i residui delle analisi venivano svuotati direttamente nei lavandini, oppure canalizzati negli scarichi interni collegati alal rete fognaria cittadina. Secondo l’inchiesta aperta dal pm Maddalena Chergia i rifiuti smaltiti dal Laboratorio appartenevano ad almeno quattro classi: rifiuti sanitari, rifiuti a rischio infettivo, pericolosi e non pericolosi. Gli scarichi della struttura erano stati immediatamente posti sotto sequestro e sigillati. Per mesi e mesi, fino all’intervento della Corte di Cassazione che aveva annullato il provvedimento interdittivo, lo smaltimento dei rifiuti era stato effettuato a mano, attraverso taniche prelevate dagli addetti di una ditta specializzata. I costi erano così saliti alle stelle. Allo stesso tempo i nomi di Franco Zigrino, Lucia Pelusi Bruno Biasioli, Mahamad Lasri e Maurizio Canaletti, erano stati iscritti sul registro degli indagati: ipotesi di reato, concorso in cooperazione colposa nell’inquinamento. Poche settimane dopo il vertice dell’Azienda ospedaliero sanitaria aveva licenziato la dipendente sostenendo che con il suo esposto Ida Miser aveva compiuto un atto «finalizzato ad arrecare pregiudizio all’Asl, con evidente fine di ritorsione». Nel dispositivo venivano citati anche presunti «danni all’immagine». Tutto questo è stato spazzato via dalla sentenza del giudice del lavoro Annalisa Multari. Va aggiunto che l’inchiesta penale, aperta sulla falsariga dell’esposto, si è conclusa già nel 2008 con l’archiviazione del fascicolo. Tutti innocenti, nessun inquinamento.

    Riporto il primo e l’ultimo (almeno per ora) articolo de “IL PICCOLO” di Trieste sulla vicenda della Sig.ra Ida Miser, a beneficio di chi non ricordasse.
    Sempre a beneficio di costoro, ricordo che per mesi e mesi si era attivato uno tsunami di post sui blog di tutta Italia, da parte di privati e di associazioni di vario tipo.
    Ora “GIUSTIZIA E’ FATTA”.

    Destino ha voluto che il direttore dell’epoca (Zigrino) sia stato sostituito già da qualche mese, mentre il primario, a quanto pare, rimane sempre nell’ombra……..
    Come può un procedimento penale di quella rilevanza possa essere stato archiviato, come riferito da “il Piccolo”.
    “GIUSTIZIA E’ FATTA” ! Ma chi rifonderà Ida Miser degli anni di angoscia, di tensione, di sress e di umiliazioni subiti.
    Zigrino, forse ?

    DAVVERO “GIUSTIZIA E’ FATTA” ???

    MANGUSTA

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