Comunicato Stampa Condizioni lavoratori casa di riposo di Rovereto

Abbiamo apprezzato la recente presa di posizione di un Consigliere Provinciale sulle condizioni dei lavoratori delle case di riposo.

Prendendo spunto da una segnalazione relativa alla casa di riposo di via Vannetti a Rovereto è stato sollevato il problema della disparità di trattamento che caratterizza la situazione dei  lavoratori delle case di riposo rispetto a quella dei loro coleghi dell’servizio sanitario pubblico provinciale. A ruoli e mansioni analoghe corrispondono trattamenti salariali e normativi diversi, cosa del tutto ingiustificabile considerando che i lavoratori delle case di riposo, non meno di quelli impiegati dall’ APPSS, svolgono un servizio di valore pubblico rivolto all’intera comunità.

E’ singolare che una tale problematica venga oggi sollevata da un Consigliere Provinciale, questo quando essa dovrebbe caratterizzarsi all’interno ed all’esterno delle case di risposo come un cavallo di battaglia dei sindacati confederali. E’ evidente però che oggi questi sindacati, in nome di una concertazione oggi più che mai alla ribalta con l’attuale governo Prodi, privilegiano i buoni rapporti con i consigli d’amministrazione delle case di riposo piuttosto che preoccuparsi della salvaguardia dei diritti dei lavoratori.

La situazione della casa di riposo di Rovereto dove si registrano palesi inadempienza da parte dell’amministrazione riguardo alla fornitura delle divise di lavoro trova un riscontro anche in altre realtà della provincia, tra cui nella stessa casa di riposo di Trento in cui incredibilmente non vengono nemmeno forniti i calzari ai lavoratori.

Il fatto che i lavoratori delle case di riposo possano usufruire di un adeguata e decorosa vestizione, opportunamente e puntualmente igenizzata, non corrisponde solo ad un elementare diritto del lavoratore, ma è ulteriormente una fondamentale condizione per la salvaguardia della salute e della sicurezza. Infatti, in una situazione in cui le case di riposo si configurano come dei reparti di lungo degenza, la salute e la sicurezza dei lavoratori è sovente messa in pericolo per es. soggetta a rischi infezione, malattie, agiti ecc. e quindi gli indumenti di lavoro svolgono anche una funzione protettiva e leggi e sentenze sanciscono che spetta al datore di lavoro approntare tutti gli strumenti di protezione necessari.

A questo si dovrebbe aggiungere che in alcune case di riposo furbescamente, quanto meschinamente si cerca in alcuni casi di far indossare le divise di lavoro prima dell’inizio dello stesso lavoro ed in questo modo si sottrae tempo di vita allo stesso lavoratore il quale è noto non gode certo dei lauti introiti –pagati con soldi pubblici- dei vari presidenti, consiglieri d’amministrazione, direttori ecc. Anche su questo varie sentenze hanno ribadito che il lavoratore deve indossare la divisa durante e non prima dell’orario di lavoro.

Inoltre va denunciato come in varie case di riposo i lavoratori che hanno il coraggio di rivendicare elementare diritti e che denunciano le discriminazioni di cui sono oggetto vengono sanzionati e mobbizzati.

Lo Slai-Cobas che recentemente si è costituito nella casa di riposo di Rovereto si ripropone, ben diversamente da altri sindacati impegnati in pratiche concertative, di rappresentare i diritti dei lavoratori ed in questo quadro, per quanto riguarda lo specifico delle case di riposo, si batterà anche coerentemente per porre fine alle discriminazioni che caratterizzano le condizioni di lavoro nelle case di riposo rispetto alle condizioni di lavoro nell’APPSS.

Slai-Cobas Trentino

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