Contro i Jobs-Act e la “Carta dei diritti CGIL”

SABATO 8 ottobre dalle h 9 alle h 18

SALA DELLA CIRCOSCRIZIONE SAN GIUSEPPE – SANTA CHIARA TRENTO

Angolo Via Perini – Via Giusti 35

Contro i Jobs-Act e la “Carta dei diritti CGIL”

 

SABATO 22 ottobre dalle h 9 alle h 18

SALA DELLA CIRCOSCRIZIONE SAN GIUSEPPE – SANTA CHIARA TRENTO

Angolo Via Perini – Via Giusti 35

AI REFERENDUM COSTITUZIONALI VOTA CON  UN

“NO OPERAIO” !

 

parteciperanno giuristi del lavoro e militanti del sindacalismo di classe

 

Negli ultimi decenni c’è stata una puntuale corrispondenza tra la destrutturazione del sistema costituzionale e le leggi antioperaie ed antipopolari approvate dai vari governi di centro-destra e centro-sinistra, con la complicità e l’appoggio dei sindacati confederali. Queste leggi, da ultimo quella pesantissima del Jobs-Act hanno:   distrutto le pensioni ed i diritti dei lavoratori; liberalizzato i licenziamenti; privato i giovani del futuro e delle speranza di un posto di lavoro; privatizzato scuola e sanità; limitato sempre di più il diritto di sciopero; preparato lo svuotamento dei contratti nazionali; reso i salari sempre più dipendenti dall’andamento dei profitti e dagli imbrogli; diffuso  la repressione antisindacale sui posti di lavoro. Tutto questo mentre sono aumentate le spese militari e si sono moltiplicate le imprese guerrafondaie, mentre si è diffuso la repressione nella società e distrutto la cultura e la ricerca. In questo quadro la cosiddetta  “Carta dei Diritti”, propugnata dalla CGIL come grande battaglia di controtendenza, è un’iniziativa volgarmente propagandistica volta ad imbrogliare i lavoratori, che si traduce nei fatti in una forma di pressione sul governo e sulle forze parlamentari  per approdare alla completa eliminazione dello Statuto dei lavoratori e per destrutturare ulteriormente la vigente legislazione del lavoro a vantaggio dei padroni. Non è possibile illudersi, che senza una forte mobilitazione operaia, proletaria e popolare, autonoma dai partiti di potere (da quelli di destra e centro-destra, al M5S, al PD), dai sindacati confederali, e da una falsa sinistra allo sbando,  una vittoria del NO ai referendum costituzionali possa invertire la situazione. Detto questo, noi siamo per il NO perché vogliamo creare problemi all’avversario di turno, in questo caso ben rappresentato da Renzi-Marchionne. La campagna per il NO può anche contribuire a sviluppare coscienza di classe tra i lavoratori, i giovani e gli strati popolari  evidenziando quella rovinosa prospettiva politica, sociale e culturale, verso cui il capitale industriale e finanziario ci sta portando.