La nuova ferrovia del Brennero: non è vero che il Trentino possa limitarsi alle sole decisioni tecniche.
E’ piena di elementi svianti la campagna informativa che la Provincia di Trento sta conducendo sul progetto preliminare e sugli studi di fattibilità dei lotti trentini della nuova linea ferroviaria ad alta capacità lungo l’asse del Brennero.
Molta disinformazione riguarda competenze e contenuti delle approvazioni espresse o da esprimere.
Per esempio, non corrisponde al vero che (come sostenuto dal Presidente della Provincia il 9.9.2009 davanti al Consiglio Comunale di Rovereto) tutte le opere relative ai 218 km di nuova linea in Italia tra il confine di Stato e Verona siano state già irrevocabilmente decise e che quindi la Provincia potrebbe ormai pronunciarsi soltanto su come realizzare le tratte di proprio interesse ma non sull’opportunità strategica di tutta l’infrastruttura.
Non è nemmeno vero che i Consigli comunali e circoscrizionali – in cui si manifestano pesanti tentativi di incanalare e limitare la discussione – siano formalmente vincolati ad occuparsi solo della specifica conformità urbanistica delle opere: a parte la libertà di enti locali e singoli di affrontare qualunque problema vogliano, la stessa lettera dell’Agenzia provinciale per l’ambiente del 29.4.2009 con cui è stata avviata la procedura di consultazione richiede espressamente un “parere, per quanto ritenuto di competenza, in ordine allo studio di impatto ambientale e relativo progetto”.
E non è infine vero che le gravi minacce ambientali connesse alle opere potranno essere liberamente ristudiate e risolte in fasi successive all’approvazione dei progetti preliminari.
La popolazione trentina e i suoi rappresentanti nelle istituzioni possono dunque ancora esprimersi su tutto quanto ritengono necessario perché – a dispetto di chi vorrebbe chiuderla in fretta – la questione resta ancora aperta. …
Gianfranco Poliandri Trento, 12.9.2009
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