SLAI COBAS TRENTINO ALTO ADIGE

email: slaicobastrentino@gmail.com PEC: slaicobastrentino@arubapec.it cell. 3482448231

  • TRENTO 04/02/2012

  • TESSERAMENTO 2011

  • NO ALLA GUERRA IMPERIALISTA CONTRO LA LIBIA

  • ____________________________

  • NEWSLETTER
    SLAI COBAS
    TRENTINO ALTO ADIGE

    Join 11 other followers

  • ____________________________

  • email del COORDINAMENTO PROVINCIALE SLAICOBAS NAPOLI / POMIGLIANO cobasslai@libero.it
  • ____________________________

  • Iscriviti

  • NESSUN CONTRIBUTO PUBBLICO ALLE IMPRESE CHE DELOCALIZZANO ED INVESTONO ALL'ESTERO

  • I LAVORATORI PAGHERANNO MONTAGNE DI EURO PER LA LINEA AD ALTA-VORACITA’ BRENNERO-VERONA. E’ UN’OPERA CHE, MENTRE DEVASTERA’ LA SALUTE DEI CITTADINI E L’AMBIENTE, INGRASSERA’ POLITICI, COSTRUTTORI, GRANDI IMPRESE E BANCHE

  • no tav _____________________________________________________
  • ______________________________________________

    NIENTE SOLDI PUBBLICI ALLE COOPERATIVE CHE SFRUTTANO E LICENZIANO I LAVORATORI

    ______________________________________________

  • BASTA CON I SINDACALISTI CORROTTI E' NECESSARIO COSTRUIRE UN NUOVO SINDACATO DEI LAVORATORI

  • copert1
  • UN BLOG PER FARE COSA ?

    Cari Compagni ed Amici Abbiamo cercato di impostare il blog in modo da contribuire all’informazione, alla denuncia di particolari situazioni lavorative, alla formazione, alla solidarietà di classe. In questo senso abbiamo voluto concepire il blog come uno strumento al servizio della difesa dei proletari e dei lavoratori ed abbiamo cercato in queste prime settimane di pubblicare materiali (notizie, volantini, documenti ecc.) che potessero servire a sviluppare idee, competenze, organizzazione ed opposizione. Pensiamo che il blog se da un lato deve porsi al servizio di un processo collettivo, dall’altro a sua volta deve venire costruito in un processo collettivo. Un blog di questo tipo ha tanto maggiore senso quanto più contribuisce a stimolare e valorizzare la partecipazione e gli apporti del compagni e dei lavoratori. Non viviamo più nel ventesimo secolo e questo vuol dire che i lavoratori hanno orami accumulato enormi competenze nei campi più disparati, il problema è che queste conoscenze vengono prevalentemente coltivate in modo individuale e spesso individualistico, non vengono socializzate e tradotte in un processo costituente di una nuova collettività. Senza cultura proletaria non ci può essere un reale movimento di trasformazione sociale e politico, ma questa cultura non va inventata dal nulla, quanto costruita attraverso un processo di generazione collettiva. Una cultura innovativa capace di unificare e ricomporre i lavoratori può diventare una forza in grado di cambiare il mondo. Per quanto ci riguarda vi chiediamo di costruire il blog insieme a noi rendendolo tra l’altro uno strumento utile per la difesa dei lavoratori. Tramite il blog altri lavoratori potranno entrare in rapporto con lo slai cobas del Trentino scegliendo liberamente il livello di questo rapporto. Apposite pagine del blog sono quindi destinate alla pubblicazione, alla segnalazione ed alle denunce, alle richieste d’informazione ecc. Ormai i blog stanno diventando un mezzo di comunicazione e di dibattito capace di concretizzarsi nella formazione di reti di relazioni, iniziative collettive e movimenti. Speriamo di non essere da meno di tanti politici di potere, di tanti servi intellettuali e vip, di tanti esponenti di una ‘sinistra’ marcia. Tutte queste bande di privilegiati e parassiti usano utilmente il web vecchio e nuovo al servizio degli interessi di una parte ristretta della società. Spetta ai proletari, ai lavoratori ed agli strati popolari usare tutti i mezzi di comunicazione in modo competente e creativo al servizio degli sfruttati.
  • PERCHE’ SCEGLIERE LO SLAI COBAS DEL TRENTINO ALTO ADIGE ?

    I sindacati confederali sono irreversibilmente corrotti. Gli apparati dei sindacati confederali sono ormai indissolubilmente legati al capitale finanziario. I sindacalisti si riciclano nelle burocrazie dello stato, nelle finanziarie, nelle imprese cooperative, nei servizi alle imprese, negli uffici padronali delle “relazioni sindacali”, negli enti no-profit, nelle cooperative, nei partiti di potere. Dentro i sindacati confederali ci sono ancora immense energie di lotta che vanno difese, salvaguardate ed indirizzate verso la costruzione di un nuovo sindacato dei lavoratori capace di opporsi all’offensiva dei governi di centro-destra e di centro-sinistra e di far avanzare la lotta contro i padroni, le banche, le burocrazie statali, il capitalismo di stato ed il capitale europeo ed internazionale. Lo slai-cobas lavora, insieme a tanti altri lavoratori di diverse appartenenze, per la costruzione di un nuovo sindacato capace di rappresentare realmente gli interessi degli operai, dei disoccupati, dei precari, dei lavoratori svantaggiati, degli strati popolari. Lo Slai Cobas è un sindacato nazionale inter-categoriale quindi possono far parte dello Slai Cobas lavoratori di tutte le categorie. ___________________________________________
  • noi la crisi 111
  • Blog Stats

    • 40,221 hits
  • LOGIN

Archivio per la categoria ‘slaicobastrentino’

9 MARZO, UNO SCIOPERO PRIVO DI CREDIBILITA’ E DI PROSPETTIVE

Pubblicato da slaicobastrentino su marzo 7, 2012

9 MARZO, UNO SCIOPERO PRIVO DI CREDIBILITA’ E DI PROSPETTIVE

Lo sciopero della FIOM del 9 marzo deve venire valutato non solo sulla base degli obiettivi che dichiara di proporsi e di voler perseguire, ma anche sulla base dell’intera politica portata avanti, nel corso degli anni da questa componente sindacale. Questo comporta anche la necessità di valutare se la stessa FIOM sia effettivamente in grado di garantire credibilità, incisività e prospettiva alle parole d’ordine dello sciopero. Nel caso di una risposta negativa i metalmeccanici, gravati anche da una precisa responsabilità nei confronti di strati più vasti di lavoratori, si troverebbero di fatto a dover scegliere tra due possibilità, da un lato investire risorse collettive in una battaglia che continuerà ad essere condotta male e che risulterà sempre più perdente, oppure assumere consapevolmente il dato che la pesantezza della crisi e dell’offensiva capitalistica, padronale e governativa pone di fronte a delle alternative secche e radicali: o rimanere schiacciati dall’iniziativa del capitale dei suoi governi e delle sue istituzioni o lavorare alla costruzione dell’iniziativa e dell’organizzazione indipendente, sia sul piano sindacale che su quello politico, degli operai, dei lavoratori e dei movimenti di lotta.

Si tratta quindi in primo luogo di valutare obiettivamente la politica seguita dalla FIOM negli ultimi anni. Questo da un lato a fronte all’attacco della FIAT e del capitale, dei padroni e delle banche, dei governi e delle varie forze politiche di potere, il tutto supportato dai sindacati confederali, e dall’altro a fronte ai crescenti tentativi padronali e governativi di limitare, anche attraverso lo stesso attacco all’art.18, i margini di manovra e l’agibilità politica e sindacale di questa componente sindacale. Ed è qui che non si può non rilevare come la FIOM abbia sempre operato come una componente portante della CGIL. Evitando sempre di rompere l’unità interna e supportandone sostanzialmente ed in modo decisivo tutte le scelte ha sempre dimostrato di non essere disposta a sottrarsi alla linea ed ai condizionamenti di tale sindacato. E’ così che ha anche favorito le sconfitte che si sono susseguite nel corso degli anni sul piano degli interessi, dei diritti e delle condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori. Il tutto sino alla situazione attuale in cui la stessa contrattazione nazionale e l’intero statuto dei lavoratori sono già di fatto derogabili dai padroni e dai sindacati confederali.

In secondo luogo si tratta di considerare se la stessa FIOM possa comunque oggi garantire credibilità, incisività e prospettiva per lo meno alla lotta per la difesa dello Statuto dei lavoratori e della contrattazione nazionale. Nella situazione attuale una lotta effettiva in rappresentanza anche solo di alcuni interessi di fondo della classe operaia non solo è incompatibile con l’internità alla CGIL, ma è anche impossibile da attuarsi senza una precisa disponibilità politica ad operare per la rottura della pace sociale e per la relativa apertura di una prospettiva di scontro frontale tra le classi sociali. Da questo punto di vista la FIOM è del tutto interna alla società civile ed al quadro politico e sociale dominante. Come tale è costretta dalla propria concezione, dalla propria linea e struttura organizzativa, dal tipo di quadri e di legami con i partiti di potere e con le istituzioni, dagli interessi e strati sociali a cui è principalmente legata, ad operare da un lato per suscitare iniziative dei lavoratori da usare come merce di scambio per tentare di salvaguardare e migliorare -anche nella stessa CGIL- i propri margini di contrattazione e spazi di potere, e dall’altro per passivizzare, dissipare e tradire, tutte le lotte dei lavoratori che possano minacciare, espandendosi e radicalizzandosi, di andare ad acquisire un significato politico e di diventare portatrici di una prospettiva di fuori-uscita proletaria e popolare dalla crisi capitalistica.

Se è dunque vero che ogni mobilitazione dei lavoratori, ed i particolare degli operai, è un occasione per lo sviluppo di elementi di coscienza di classe, è anche vero che lo sciopero del 9 marzo rischia nel complesso di diventare controproducente nel momento in cui cerca di presentarsi, per tutti i lavoratori e per l’intera opposizione politica e sociale, come una rilevante iniziativa e scadenza di lotta. Il 9 marzo è in realtà un operazione funzionale alla volontà di rilanciare un blocco politico e sociale che, conciliando da una parte con la CGIL e di fatto, tramite essa, con gli stessi sindacati confederali, il PD e persino con lo stesso governo Monti, dall’altro si proponga di far convergere FIOM, sinistra sindacale ed istituzionale (da SEL al PRC), settori portanti del sindacalismo di base (si pensi alla scelta incomprensibile ed errata dell’USB di aderire allo sciopero FIOM del 9 marzo) sino a certi settori della sinistra movimentista ed antagonista. Un blocco che operando per mettere al centro una fallimentare prospettiva di presenza di ricostruzione di una “nuova sinistra” mira anche a blindare sotto il profilo egemonico il “territorio politico-sociale” con l’obiettivo di inglobare, vampirizzare e passivizzare le dinamiche sociali, politiche e soggettive di classe.

Proprio lo sciopero del 9 marzo va quindi anche letto sotto questo duplice profilo, quello rappresentato dal tentativo di ricostruire una sinistra istituzionale, oggi allo sfascio, e quello di rivitalizzare questa stessa prospettiva, anche con il fine di garantirgli uno sbocco a livello parlamentare, con l’inserimento di forze nuove provenienti da settori dei movimenti (si pensi agli ‘indignados’, a quello dell’acqua, dei “beni comuni” e persino del NO TAV) e da settori del sindacalismo di base (dalla confederazione cobas sino alla oscillante USB).

Si tratta di un’operazione e di una prospettiva con cui i lavoratori e tutte le forze sindacali e politiche di classe devono rompere con grande chiarezza e decisione. Si tratta di ostacolare un tentativo che è volto a rinforzare un’egemonia nel movimento politico, sociale e sindacale di opposizione che, dal punto di vista dei lavoratori, è fallimentare o persino controproducente.

Tutto questo significa che oggi contro questa prospettiva bisogna porre al centro la costruzione di un polo sindacale e politico di classe capace di rappresentare in modo coerente, determinato e radicale, gli interessi e l’iniziativa di opposizione e di lotta degli operai, dei lavoratori e dei movimenti di lotta, sapendo che tutto questo è inscindibile dalla necessaria e vitale apertura di una nuova fase di irriducibile scontro di classe. Questa costruzione va oggi costruita attraendo e collegando tutte le migliori forze operaie, quelle sindacali e quelle politiche di classe, verificandone i passaggi di convergenza nella pratica di fronte ai lavoratori, praticando e promuovendo la democrazia proletaria e rompendo con ogni settarismo.

SLAI COBAS TRENTINO
cell. 3482448231

Pubblicato in: fiom, Slai Cobas Rovereto, slai cobas Trento, slaicobastrentino | Lascia un commento »

TRENTO: 4 febbraio Assemblea Per Un Sindacalismo di Classe, promuovono S.B.M e Slai Cobas del Trentino

Pubblicato da slaicobastrentino su gennaio 31, 2012

Pubblicato in: SBM sindacato di base multicategoriale, sbm Trento, Slai Cobas Pomigliano, slai cobas Trento, slaicobastrentino | Lascia un commento »

27 gennaio SCIOPERO GENERALE DEL SINDACALISMO DI BASE CON MANIFESTAZIONE A TRENTO

Pubblicato da slaicobastrentino su gennaio 17, 2012

LO SCIOPERO E’ indetto nelle 24 ore per l’intero turno di lavoro in tutti i settori pubblici e privati (compresa la scuola in ogni ordine e grado).


Pubblicato in: SBM sindacato di base multicategoriale, sciopero generale, slai cobas Trento, slaicobastrentino | Lascia un commento »

SOLIDARIETA’ AI DUE LAVORATORI LICENZIATI DALLA COOP. IL GABBIANO DI TRENTO (Ravina) : NUOVA CAUSA DI LAVORO

Pubblicato da slaicobastrentino su dicembre 22, 2011

Promossa dal nostro sindacato un’altra causa di lavoro contro la Coop. Il Gabbiano di Via Provina 20 (Ravina-fraz. di Trento).
Dopo la positiva conclusione nell’ottobre scorso in sede conciliatoria davanti al giudice del lavoro relativa ad un lavoratore licenziato dalla Coop. Il Gabbiano negli anni precedenti ora una nuova causa per il licenziamento illegittimo di due lavoratori nel dicembre 2010.
Presentato in questi giorni infatti, il ricorso davanti alla magistratura.
Ricordiamo che tale Cooperativa che ama presentarsi come “cooperativa di solidarietà sociale” non è certo nuova a queste come ad altre imprese di dubbio valore sociale, etico ed imprenditoriale. Basti pensare che i lavoratori vengono assunti al 70% di un già misero salario di “operaio generico” e che per altro i primi tre anni lo stesso alario è pagato quasi interamente dai contribuenti (AZIONE 9). Allo scadere dei tre anni la Coop. spesso e volentieri poi si ingegna a licenziare o a far licenziare i lavoratori in modo da poterne assumere altri con relativi lauti contributi pubblici.
E’ GIUNTO IL MOMENTO DI DIRE CHE LE COOPERATIVE SOCIALI CHE LICENZIANO I LAVORATORI VANNO SANZIONATE E SE NECESSARIO VANNO CHIUSE ASSICURANDO OVVIAMENTE AI LAVORATORI UNA CONTINUITA’ LAVORATIVA PRESSO DITTE DI MAGGIOR SERIETA’ !!!
BISOGNA ORGANIZZARE IL CONTROLLO POPOLARE SULLE COOPERATIVE SOCIALI !!!

Slai Cobas del Trentino Difesa lavoratori delle Cooperative

cell. 3482448231

Pubblicato in: cooperativa il Gabbiano, COOPERATIVE SOCIALI, licenziamenti, slai cobas Trento, slaicobastrentino | Lascia un commento »

TRENTO Comunicato Stampa congiunto: SBM e SLAI COBAS TRENTINO

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 6, 2011

Oggi una delegazione di militanti del neonato S.B.M. (Sindacato di Base Multicategoriale) e dello S.L.A.I./COBAS (Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale) ha partecipato alla manifestazione indetta stamattina a Piazza Duomo.
Un corteo “smilzo” (altro che tremila/cinquemila partecipanti!), partito da piazza Duomo, si è snodato per le vie della città, confluendo in Via Verdi (lato Sociologia) senza nemmeno riuscire a riempirne la metà. Il solito rituale degli interventi minori, poi la passerella del segretario Burli, quella del nazionale CGIL ed il concertino finale… Un segnale chiaro del lavoro verso l’ambiguità che caratterizza la CGIL di questi anni, la quale da un canto chiama alla lotta (vedasi lo sciopero del 6 maggio 2011) e poi sottoscrive accordi infami quali quello con Confindustria-CISL-UIL del 28 giugno 2011 (che, nei fatti ha aperto la strada al governo Berlusconi per cancellare il contratto nazionale, ridurre la difesa dei diritti collettivi e soggettivi della classe lavoratrice, limitare la democrazia sindacale nei luoghi di lavoro). Non è un caso che la ristretta delegazione dei sindacati di base trentini abbia partecipato alla manifestazione dietro lo striscione: “IL 6 MAGGIO ABBIAMO SCIOPERATO, MA IL 28 GIUGNO CI AVETE RAPINATO”.
Questo slogan, per i cultori dello stalinismo presenti in CGIL, ha scatenato il vecchio armamentario da PCI/CGIL degli anni settanta, con servizi d’ordine antioperai che nei fatti hanno impedito l’attiva partecipazione degli altri lavoratori non associati al sindacato di Via Muredei, dei movimenti antagonisti (NO TAV,   NO BASE MATTARELLO, ecc.), di chi non la pensa come loro.
La presenza in piazza dei sindacati di base, in concomitanza con lo sciopero indetto dalla CGIL, non va interpretata come condivisione delle motivazioni proposte da questo sindacato dal quale ci divide praticamente tutto, a partire dalla vergognosa firma apposta sull’ultimo accordo interconfederale. Il nostro sciopero e la nostra lotta (che ha visto numerose piazze d’Italia caratterizzate da manifestazioni del sindacalismo di base) si sono contraddistinti sulle seguenti parole d’ordine:
CONTRO LE MANOVRE ECONOMICHE DEL GOVERNO IMPOSTEDALL’EUROPA CHE PENALIZZANO I LAVORATORI, I PENSIONATI, I GIOVANI, I PRECARI FAVORENDO LA SPECULAZIONE FINANZIARIA, LE BANCHE ED IL PADRONATO (CIOE’ GLI UNICI RESPONSABILI DELLA CRISI);
PER LA CANCELLAZIONE DEL DEBITO, IL BLOCCO DELLE SPESE MILITARI, PER LA DIFESA DEI SERVIZI SOCIALI, DELLA SCUOLA E DEI BENI COMUNI.
Parole molto diverse da quelle della CGIL …

Sindacato di Base Multicategoriale – Trento portavoce: Fulvio FLAMMINI (349/5366000)
S.L.A.I. COBAS del Trentino Coordinatore: Sebastiano PIRA (348/2448231)

Pubblicato in: sciopero generale, slaicobastrentino, Trento sindacato di base multicategoriale | Lascia un commento »

TRENTO: SOLIDARIETA’ ALL’OPERAIO MARCELLO DECARLI !

Pubblicato da slaicobastrentino su maggio 5, 2011

SOLIDARIETA’ ALL’OPERAIO MARCELLO DECARLI !

LA SALUTE DEI LAVORATORI NON HA PREZZO !

Non può rimanere inascoltato il grido dell’operaio Marcello De Carli di ieri mattina, incatenatosi presso i cancelli della Casa Civica RSA di San Bartolomeo: “Mi avete tolto la salute, il lavoro e la dignità, ma quando e dove morire di fame lo decido io!”

Marcello De Carli ha tutto il diritto di venire assunto stabilmente nel progettone tramite l’azione 10. Nel caso si voglia continuare ad ignorare questo suo diritto noi Slai Cobas saremo al suo fianco.

Riteniamo che Marcello De Carli abbia anche ragione nel porre l’accento sulle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori. Anche alla Civica di Trento ci sono lavoratori che rischiano la propria salute sul posto di lavoro e ai quali il direttore Chini e il presidente Paolazzi hanno il dovere di garantire condizioni adeguate!

Lo S.L.A.I. Cobas da più di un anno ormai si fa voce dei diritti di quei lavoratori che protestano contro la discutibile gestione delle norme per la sicurezza sul lavoro all’interno dell’A.P.S.P. Civica di Trento. Lo S.L.A.I. Cobas non ignora il persistente malessere, il caos, il disagio e le discriminazioni che regnano all’A.P.S.P. Civica di Trento.

Proprio perché si persiste nel non mettere mano ad un piano di riorganizzazione dei servizi con l’obiettivo di ridurre gli sprechi e di delineare le “vere priorità assistenziali”, i lavoratori dell’A.P.S.P. Civica di Trento continuano ad operare quotidianamente in difficili condizioni. Questo considerando che vi è perenne mancanza di personale e quindi difficoltà per la stesura dei turni e conseguentemente sovraccarico lavorativo, ritmi stressanti, che incidono negativamente sulla salute e sulle condizioni psico – fisiche dei lavoratori con conseguente disservizio anche nei confronti degli ospiti.

Ai lavoratori devono essere assicurate misure di sicurezza adeguate, così come, oltre al lavoro, devono essere assicurate allo stesso De Carli. Da parte nostra procederemo cercando di dare il nostro contriobuto ricercando il coinvolgimento delle forze politiche interessate e delle Autorità Competenti.

TRENTO, 05/05/2011

RSA S.L.A.I. COBAS Civica di Trento
E-MAIL: slaicobas-apspcivica@libero.it
www.slaicobastrentino.wordpress.com
cell.348/2448231- 333/2606455

Pubblicato in: Casa Civica di Trento, Casa di Riposo, COOPERATIVE SOCIALI, licenziamenti, slai cobas Trento, slaicobastrentino | Contrassegnato da tag: , | Lascia un commento »

SLAI COBAS TRENTINO tesseramento per il 2011

Pubblicato da slaicobastrentino su maggio 5, 2011

Pubblicato in: SEDE SLAI COBAS TN, slai cobas Trento, slaicobastrentino | Contrassegnato da tag: , | Lascia un commento »

TRENTO:positiva conclusione vicenda lavoratrice licenziata da coop sociale

Pubblicato da slaicobastrentino su aprile 14, 2011

COMUNICATO STAMPA/LETTERA

Nel gennaio dello scorso anno una cooperativa sociale di Trento aveva
provveduto a licenziare una lavoratrice iscritta al sindacato slai cobas. La
cooperativa sosteneva che la stessa lavoratrice avrebbe superato il periodo
di comporto relativo al tetto massimo delle giornate di malattia a
disposizione per il lavoratore.
Questo licenziamento che ha trovato riscontro in alcuni articoli usciti in
questi mesi sulla stampa locale era stato impugnato dalla lavoratrice
attraverso l’Avv. Lorenza Cescatti di Rovereto. La cooperativa infatti
avrebbe computato arbitrariamente nel periodo di comporto anche la malattia
relativa ad una gravidanza.
Varie iniziative di solidarietà erano state prese in quella circostanza
dallo slai cobas tra cui volantinaggi, raccolata di firme ed un riuscito
presidio di protesta.
Questa vicenda si è oggi conclusa in modo del tutto positivo. Nel corso
della prima udienza della causa di lavoro tenutasi a Trento nelle scorse
settimane è infatti interventa una transazione tra le parti in seguito ad un
offerta presentata dalla stessa cooperativa.
La conclusione positiva della vicenda attesta come sia possibile, oltrte che
necessario, opporsi a chi opera contro gli interessi ed i diritti delle
lavoratrici e dei lavoratori.

slai cobas del Trentino

Pubblicato in: COOPERATIVE SOCIALI, licenziamenti, Slai Cobas Rovereto, slai cobas Trento, slaicobastrentino | Lascia un commento »

INACCETTABILE ATTEGGIAMENTO DELL’A.P.S.P. CIVICA DI TRENTO – LAVORATORI OPPRESSI E STANCHI PER I CONTINUI PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI

Pubblicato da slaicobastrentino su aprile 6, 2011

INACCETTABILE ATTEGGIAMENTO DELL’A.P.S.P. CIVICA DI TRENTO

LAVORATORI OPPRESSI E STANCHI PER I CONTINUI PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI

LO S.L.A.I. COBAS PRONTO AD APRIRE

UNA VERTENZA PUBBLICA

I Lavoratori dell’A.P.S.P. Civica di Trento si trovano in una situazione di continuo stress a causa del moltiplicarsi delle contestazioni disciplinari e della necessità di farvi fronte approntando una difesa spesso impegnativa.

Lo S.L.A.I. COBAS esprime la propria totale contrarietà ai continui provvedimenti sanzionatori che colpiscono i Lavoratori in genere formulati in modo generico e valutativo e quindi tali, nonostante le norme di legge non consentano questo tipo di impostazione, da rendere difficile al Lavoratore la possibilità di approntare la propria difesa.

Il tutto in una situazione di sovraccarico di lavoro dove i Lavoratori, oltre ad essere impiegati  nel loro specifico ruolo, sono costretti anche a svolgere, specie durante la turnazione notturna, persino compiti di sorvegliante, di centralinista e di portinaio, alternandosi sui piani, rispondendo al telefono e stando attenti a chi entra e a chi esce in considerazione del fatto che estranei o malintenzionati potrebbero entrare ed uscire a loro piacimento, con conseguente confusione ed interferenza sul proprio lavoro.

Tutto questo si svolge, nonostante la netta contrarietà dei Lavoratori coinvolti e della stessa Organizzazione Sindacale che li rappresenta.

Lo S.L.A.I. COBAS ritiene inaccettabile questo comportamento, anche in quanto da un punto di vista professionale si hanno dei cali motivazionali che influiscono di conseguenza sull’operato, cosa ancora più grave, inoltre sono solo una parte dei lavoratori, quasi sempre gli stessi, a diventare oggetto di questi tentativi sanzionatori.

Se non si riesce ad essere polivalenti e a reggere questo ritmo lavorativo stressante allora per il Lavoratore scattano pesanti misure disciplinari avallate addirittura in alcuni casi dai parenti degli ospiti che, non avendo orari di visita prestabiliti, sono onnipresenti e si permettono di fare rimostranze sull’operato del personale scaricando sull’anello più debole i problemi relativi ad un’offerta di servizi costosa ed insieme eventualmente carente a causa della scarsa entità numerica del personale.

E tutto questo avviene nonostante che l’A.P.S.P. Civica abbia dichiarato attraverso la “Carta dei Servizi” di voler garantire il “benessere” dei Lavoratori e degli stessi ospiti e familiari.

NON E’ AMMISSIBILE CHE UN’AZIENDA DEI SERVIZI ALLA PERSONA GIOCHI SULLA QUALITA’ DELLA VITA DELLE PERSONE!!!

Non è ammissibile che la dignità e la professionalità dei Lavoratori dell’A.P.S.P. Civica venga soffocata da sanzioni disciplinari dietro le quali si nasconde spesso l’incapacità di pianificare l’irrogazione di un servizio serio e sereno agli ospiti dell’A.P.S.P. Civica.

Pertanto lo S.L.A.I. COBAS dichiara la propria intenzione di aprire un contenzioso in merito verso l’Azienda di Servizi alla Persona e s’impegnerà a coinvolgere, sensibilizzare ed incontrare le preposte Istituzioni Locali e le forze politiche realmente interessate e sensibili al problema della qualità del lavoro e del servizio all’A.P.S.P Civica al fine di arrivare ad una positiva soluzione della Vertenza.

I LAVORATORI DELLA R.S.A S.L.A.I.COBAS

IL COORDINAMENTO PROVINCIALE

S.L.A.I. COBAS  DEL TRENTINO

www.slaicobastrentino.wordpress.com cell.3482448231

Pubblicato in: Casa di Riposo, MOBBING CONTRO I LAVORATORI, provvedimenti disciplinari, slaicobastrentino | Lascia un commento »

TRENTO: ALL’A.P.S.P. “CIVICA” DI TRENTO NASCE UN NUOVO SINDACATO

Pubblicato da slaicobastrentino su dicembre 9, 2010

ALL’A.P.S.P. “CIVICA” DI TRENTO NASCE UN NUOVO SINDACATO,

LO S.L.A.I. COBAS, SINDACATO INTERCATEGORIALE

Con l’inaugurazione della nuova sede dell’A.P.S.P. “Civica” di Trento non sono tardate a sopraggiungere molte e sostanziali complicazioni. Di fronte a quanto sta accadendo, come espressione di un’esigenza che pare improcrastinabile, nasce all’interno dell’A.P.S.P. “Civica” un nuovo sindacato autonomo autorganizzato intercategoriale: lo S.L.A.I. Cobas il cui Responsabile Sindacale è il Dott. Di Pino Paolo. Questo nuovo sindacato si propone di raggiungere obiettivi che sono conseguenza di rilevanti carenze e problematiche di fondo. La sua costituzione è anche espressione della voglia di credere che qualcosa può cambiare, questo a fronte di un passato che ha contribuito a determinare tra i lavoratori l’ odierno clima di ostilità, sfiducia e di noncuranza. Si tratta di vissuti che stanno anche degenerando in una visione scettica nei confronti della possibilità di una positiva trasformazione della realtà di tutti all’interno dell’A.P.S.P. “Civica”. Il problema che sta alla base della situazione è relativo ad una carenza di volontà d’innovazione e da una forma mentis non corretta che caratterizzano l’ Amministrazione e che altro rende difficile il dialogo tra lavoratori, utenti e la stessa Amministrazione e preclude la possibilità di dare vita a forme di sostegno reciproco e di collaborazione. All’interno dell’A.P.S.P. “Civica” infatti si percepisce un clima generale di delusione principalmente da parte dei dipendenti che non vedono riconosciuti i loro diritti e non vengono valorizzati a sufficienza come lavoratori e come soggetti. In particolare, la problematica primaria che rischia di far collassare i lavoratori è la costante carenza del personale di assistenza. Nonostante i concorsi espletati e le graduatorie in atto, non si provvede affatto a potenziare l’organico e a stabilizzare il personale precario ma – dice il Responsabile Sindacale – le disponibilità economiche vengono piuttosto impiegate per indire sempre nuovi concorsi: a voi sembra giusto?! E poi si chiede ai lavoratori di impegnarsi a “far fronte a tale situazione” per cui in base a specifiche direttive si pretende che debbano conformarsi a forza a ritmi e tempi lavorativi stressanti con la conseguenza di andare a scaricare in gran parte su di loro la peraltro giusta necessità del mantenimento di uno standard qualitativo nei confronti dell’utenza. Lascio a tutti immaginare quale tipo di prestazione viene garantita all’utenza pagante alla luce di queste condizioni dei lavoratori, la cui sicurezza diviene a sua volta un problema consequenziale.

 Lo S.L.A.I. Cobas ha l’intenzione di farsi voce anche degli utenti e dei loro familiari che prendono atto dell’esistenza di numerose imperfezioni e manchevolezze al servizio da cui “dovrebbero” in un certo egual modo essere salvaguardati e nei confronti delle quali carenze spesso sembrano impotenti nel riuscire a far valere da soli i propri diritti e necessità. Per questo diventa anche fondamentale creare una sorte di sinergia tra dipendenti e utenti che usufruiscono del servizio ‘pubblico’. Rientra in primo luogo negli interessi degli utenti poter usufruire alcuni di un servizio sufficiente ed adeguatamente funzionante. Così come sono certamente gli stessi utenti che non possono non desiderare che problematiche dei lavoratori come quelle prima accennate possano venire risolte nel modo più sereno possibile.

Lo S.L.A.I. Cobas punta anche, nell’immediato, a verificare se sono concretamente rispettate le disposizioni sulla sicurezza dei lavoratori e nello specifico se vengono fornite agli stessi precise e puntuali informazioni all’ interno del lavoro di equipe che consentano il corretto svolgimento della propria professione, fermo restando la propria inderogabile scelta a pretendere una corretta e completa attuazione dei contenuti del C.C.P.L. e dei diritti dei lavoratori alla tutela e alla sicurezza personale. E per questo motivo che il piano del Sindacato sarà prettamente orientato ad esigere concrete risposte alle istanze dei lavoratori e degli ospiti dell’A.P.S. P. “Civica”. Esigenze che fino ad oggi sono state oltremodo penalizzate a causa della specificità di una situazione che probabilmente non trova nemmeno riscontro in altre realtà.

 Dott. Di Pino Paolo – Responsabile della R.S.A. S.L.A.I. Cobas dell’A.P.S.P. “Civica” di Trento e Membro del Direttivo Provinciale S.L.A.I. Cobas

Pubblicato in: Casa di Riposo, slaicobastrentino | Lascia un commento »

da Slai Cobas Pomigliano e Slai Cobas TN – LE TANTE CONTRADDIZIONI DELLA MANIFESTAZIONE DEL 16 OTTOBRE ED I MOTIVI DELLA NOSTRA NON PARTECIPAZIONE

Pubblicato da slaicobastrentino su ottobre 15, 2010

LE TANTE CONTRADDIZIONI DELLA MANIFESTAZIONE DEL 16 OTTOBRE ED I MOTIVI DELLA NOSTRA NON PARTECIPAZIONE

Coordinamento SLAI cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco

SLAI COBAS DEL TRENTINO

 Non è sufficiente rilevare come la manifestazione di Roma del 16 ottobre sia una possibilità che oggi si presenta ai lavoratori per esprimere in modo collettivo una volontà di opposizione nei confronti di un attacco sempre più pesante e complessivo alle condizioni di vita e di lavoro ed ai diritti. Ugualmente non è sufficiente rilevare come non possa essere consideraro un dato negativo il fatto della partecipazione dei lavoratori alla manifestazione del 16.

Tutto questo infatti non è sufficiente per caratterizzare la manifestazione nazionale della FIOM come un effettivo momento di lotta e di opposizione di classe.

Innanzittutto oggi andare a Roma significa farlo sotto l’egemonia politica e sindacale della FIOM. Il fatto che molte organizzazioni e gruppi di compagni che sostengono di non identificarsi con la FIOM partecipino alla manifestazione per poter esporre il proprio punto di vista ai lavoratori non indica minimamente che vari il carattere complessivo dell’iniziativa del 16 ottobre. Chi va a Roma, con posizioni anche critiche sotto il profilo della propaganda nei confronti della FIOM va di fatto comunque a manifestare sotto l’egemonia politica e sindacale di quest’ultima.

La realtà che emerge rispetto alle diverse forze della ‘sinistra’ ed alle differenti organizzazioni “comuniste e rivoluzionarie” è però addirittura più problematica. Oggi il codismo nei confronti della FIOM continua ad essere dilagante cosa questa che attesta, ancora una volta, come tutta una serie di organizzazioni e di gruppi spesso anche “ultra-rivoluzionari” operi tra l’altro come una sorta di ala di estrema sinistra della cosiddetta ‘borghesia liberale’.

Oggi la FIOM non solo non vuole rompere con la CGIL, e quindi in ultima analisi nemmeno con CISL e UIL, ma nemmeno può farlo senza rinunciare alla propria identità, linea politica e tenuta organizzativa. Ciò non significa che non vi siano contraddizioni e che queste non vadano sempre valutate e seguite con attenzione. Occorre anche analizzare la loro natura politica, considerare la prospettiva in cui si muovono le varie forze ed i diversi schieramenti e, quindi, in ultima analisi, chiarire cosa si vuole fare e dove e con chi si vuole andare. Occorre chiarire se si vuole lavorare alla costruzione delle organizzazioni di classe dei lavoratori e ad una fuori-uscita proletaria e rivoluzionaria dalla crisi, oppure se, viceversa, si sta di fatto operando all’interno dei meccanismi della riproduzione dell’egemonia e del dominio del capitale.

Con la globalizzazione, la crisi e lo sviluppo dei mezzi di comunicazione, le società ed i sistemi politici come quelli che caratterizzano un paese occidentale come l’Italia, si muovono con una crescente complessità e frammentazione in una direzione sempre più reazionaria attraverso un continuo susseguirsi di “riforme” politiche, economiche, sociali e culturali, che invece di stabilizzare la situazione ne accentuano ad ogni livello le contraddizioni, finendo così per alimentare ulteriormente la tendenza al fascismo, alle guerre imperialiste, alla devastazione dell’ambiente, al drastico peggioramento delle condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori, ecc.

Ora oggi tutto questo riesce ancora a funzionare in quanto le contraddizioni tra le varie frazioni del capitale, tra i vari schieramenti politici e sindacali e tra varie forze della cosiddetta società civile, sono nel loro complesso un sistema ancora capace di esercitare egemonia, questo nonostante la crescente crisi egemonica di varie forze politiche e sindacali. Se, in linea con un modello di fascismo come quello classico di stampo nazista, mussoliniano, golpista, ecc. non potesse esprimersi un certo livello di contraddizione tra le varie forze politiche e sindacali, non ci sarebbe oggi una tenuta ancora così rilevante sotto il profilo egemonico da parte dell’avversario di classe.

Una conflittualità inter-borghese che, per es. all’interno dei posti di lavoro ed in particolare nelle fabbriche, nella forma particolare della contraddizione tra padroni e sindacati confederali, consente ancora il “governo interno” su/contro i lavoratori.

Da questo punto di vista la FIOM non si colloca all’esterno di questo sistema di esercizio dell’egemonia della borghesia il quale appunto prevede che le varie forze che appartengono a tale sistema entrino in contraddizione ed in competizione per l’esercizio del ‘potere’.

Una manifestazione come quella del 16 ottobre esprime un momento che, per quanto conflittuale, viene voluto, pensato, progettato ed organizzato, in funzione del mantenimento di spazi di potere e di manovra all’interno del sistema egemonico borghese contro i tentativi volti a penalizzare e marginalizzare la FIOM all’interno di tale sistema. Tentativi messi oggi in atto dalle destre, dai padroni, dalla CISL, dalla UIL, e persino da parte di certe componenti della CGIL.

Il fatto che la FIOM oggi sia sotto tiro non significa affatto che la FIOM abbia cessato di essere parte della CGIL e di voler o poter rendersi indipendente da essa, non significa affatto che la FIOM non abbia sempre contribuito direttamente a rimettere in gioco la CGIL tra i lavoratori, ed indirettamente attraverso la CGIL, a rimettere in gioco, senza magari nemmeno volerlo, persino CISL e UIL. Non significa ancora che la FIOM, come in genere la “sinistra sindacale”, in questi decenni non abbia efficacemente spianato la strada all’attuale offensiva della FIAT, della Confindustria e dell’attuale governo delle destre.

La FIOM sotto questo profilo ha operato come la ‘sinistra’ istituzionale, come i vari PRC, PdCI ecc., e spesso in modo organicamente congiunto con essi.

Il dato di fatto, per quanto relativo, della contraddizione che si è aperta con la FIOM apre la strada ad un’eventuale politica di fronte nei confronti dei lavoratori che ancora si sentono organicamente rappresentati da quest’organizzazione sindacale.

Va considerato comunque il fatto che attualmente una “politica di fronte” la sta facendo efficacemente e dal suo punto di vista solo la FIOM trascinandosi dietro una nutrita carovana formata dai partiti della ‘sinistra’ e da sciocchi gruppi dell’ ‘estrema sinistra’.

In alcun modo esistono oggi le condizioni per realizzare il 16 a Roma un fronte con la FIOM utile alla costruzione di un’indipendenza operaia e proletaria.

Soltanto un reale sindacato di classe con un’effettiva capacità di mobilitazione combattiva di rappresentanze di una pluralità di settori di operai e di lavoratori può oggi eventualmente andare a costruire, quando effettivamente necessario e con accortezza e flessibilità, un fronte con la FIOM.

Senza andare a costruire un sindacato di classe in grado di scendere in campo con una propria iniziativa di classe ed una propria effettiva capacità di mobilitazione parlare di “fronte di lotta” con la FIOM significa solo chiacchierare e contribuire ad imbrogliare i lavoratori.

Ancora una volta è necessaria una delimitazione tra chi vuole costruire il sindacato di classe ed il partito rivoluzionario dei proletari e dei lavoratori, e chi invece sembra ostacolare tutto questo, inseguendo la FIOM e presentandola come una forza sindacale che vuole, e che può, scendere realmente in campo contro l’attacco reazionario e padronale in atto portato avanti dalle varie frazioni del capitale, dai governi delle destre, dal PD e dai sindacati confederali.

Oggi è anche necessario dire che la stessa scadenza del 16 ottobre evidenzia comunque la passività ed il conservatorismo di alcuni sindacati di base che hanno scelto di andare a costituirsi con logiche che vedono la prospettiva del sindacato di classe come un pericolo per la salvaguardia di un unità al ribasso costituita da un equilibrio di/tra “interessi confederati”. Questi sindacati di base o inizieranno ad intraprendere realmente la strada del sindacato di classe o sono comunque destinati a disgregarsi, ad arretrare e capitolare, nel momento in cui si accelera la dissoluzione di quella cornice giuridica ed istituzionale su cui hanno voluto fondare il proprio progetto sindacale confederativo di tutela degli interessi particolari di settori di lavoratori delle varie categorie.

 

SLAI cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco

WWW.slaicobas.it

SLAI COBAS DEL TRENTINO

www.slaicobastrentino.wordpress.com

Pubblicato in: Slai Cobas Pomigliano, slaicobastrentino | Lascia un commento »

 
Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.