SLAI COBAS TRENTINO ALTO ADIGE

email: slaicobastrentino@gmail.com PEC: slaicobastrentino@arubapec.it cell. 3482448231

  • TRENTO 04/02/2012

  • TESSERAMENTO 2011

  • NO ALLA GUERRA IMPERIALISTA CONTRO LA LIBIA

  • ____________________________

  • NEWSLETTER
    SLAI COBAS
    TRENTINO ALTO ADIGE

    Join 11 other followers

  • ____________________________

  • email del COORDINAMENTO PROVINCIALE SLAICOBAS NAPOLI / POMIGLIANO cobasslai@libero.it
  • ____________________________

  • Iscriviti

  • NESSUN CONTRIBUTO PUBBLICO ALLE IMPRESE CHE DELOCALIZZANO ED INVESTONO ALL'ESTERO

  • I LAVORATORI PAGHERANNO MONTAGNE DI EURO PER LA LINEA AD ALTA-VORACITA’ BRENNERO-VERONA. E’ UN’OPERA CHE, MENTRE DEVASTERA’ LA SALUTE DEI CITTADINI E L’AMBIENTE, INGRASSERA’ POLITICI, COSTRUTTORI, GRANDI IMPRESE E BANCHE

  • no tav _____________________________________________________
  • ______________________________________________

    NIENTE SOLDI PUBBLICI ALLE COOPERATIVE CHE SFRUTTANO E LICENZIANO I LAVORATORI

    ______________________________________________

  • BASTA CON I SINDACALISTI CORROTTI E' NECESSARIO COSTRUIRE UN NUOVO SINDACATO DEI LAVORATORI

  • copert1
  • UN BLOG PER FARE COSA ?

    Cari Compagni ed Amici Abbiamo cercato di impostare il blog in modo da contribuire all’informazione, alla denuncia di particolari situazioni lavorative, alla formazione, alla solidarietà di classe. In questo senso abbiamo voluto concepire il blog come uno strumento al servizio della difesa dei proletari e dei lavoratori ed abbiamo cercato in queste prime settimane di pubblicare materiali (notizie, volantini, documenti ecc.) che potessero servire a sviluppare idee, competenze, organizzazione ed opposizione. Pensiamo che il blog se da un lato deve porsi al servizio di un processo collettivo, dall’altro a sua volta deve venire costruito in un processo collettivo. Un blog di questo tipo ha tanto maggiore senso quanto più contribuisce a stimolare e valorizzare la partecipazione e gli apporti del compagni e dei lavoratori. Non viviamo più nel ventesimo secolo e questo vuol dire che i lavoratori hanno orami accumulato enormi competenze nei campi più disparati, il problema è che queste conoscenze vengono prevalentemente coltivate in modo individuale e spesso individualistico, non vengono socializzate e tradotte in un processo costituente di una nuova collettività. Senza cultura proletaria non ci può essere un reale movimento di trasformazione sociale e politico, ma questa cultura non va inventata dal nulla, quanto costruita attraverso un processo di generazione collettiva. Una cultura innovativa capace di unificare e ricomporre i lavoratori può diventare una forza in grado di cambiare il mondo. Per quanto ci riguarda vi chiediamo di costruire il blog insieme a noi rendendolo tra l’altro uno strumento utile per la difesa dei lavoratori. Tramite il blog altri lavoratori potranno entrare in rapporto con lo slai cobas del Trentino scegliendo liberamente il livello di questo rapporto. Apposite pagine del blog sono quindi destinate alla pubblicazione, alla segnalazione ed alle denunce, alle richieste d’informazione ecc. Ormai i blog stanno diventando un mezzo di comunicazione e di dibattito capace di concretizzarsi nella formazione di reti di relazioni, iniziative collettive e movimenti. Speriamo di non essere da meno di tanti politici di potere, di tanti servi intellettuali e vip, di tanti esponenti di una ‘sinistra’ marcia. Tutte queste bande di privilegiati e parassiti usano utilmente il web vecchio e nuovo al servizio degli interessi di una parte ristretta della società. Spetta ai proletari, ai lavoratori ed agli strati popolari usare tutti i mezzi di comunicazione in modo competente e creativo al servizio degli sfruttati.
  • PERCHE’ SCEGLIERE LO SLAI COBAS DEL TRENTINO ALTO ADIGE ?

    I sindacati confederali sono irreversibilmente corrotti. Gli apparati dei sindacati confederali sono ormai indissolubilmente legati al capitale finanziario. I sindacalisti si riciclano nelle burocrazie dello stato, nelle finanziarie, nelle imprese cooperative, nei servizi alle imprese, negli uffici padronali delle “relazioni sindacali”, negli enti no-profit, nelle cooperative, nei partiti di potere. Dentro i sindacati confederali ci sono ancora immense energie di lotta che vanno difese, salvaguardate ed indirizzate verso la costruzione di un nuovo sindacato dei lavoratori capace di opporsi all’offensiva dei governi di centro-destra e di centro-sinistra e di far avanzare la lotta contro i padroni, le banche, le burocrazie statali, il capitalismo di stato ed il capitale europeo ed internazionale. Lo slai-cobas lavora, insieme a tanti altri lavoratori di diverse appartenenze, per la costruzione di un nuovo sindacato capace di rappresentare realmente gli interessi degli operai, dei disoccupati, dei precari, dei lavoratori svantaggiati, degli strati popolari. Lo Slai Cobas è un sindacato nazionale inter-categoriale quindi possono far parte dello Slai Cobas lavoratori di tutte le categorie. ___________________________________________
  • noi la crisi 111
  • Blog Stats

    • 40,221 hits
  • LOGIN

Archivio per la categoria ‘SLAI COBAS’

LICENZIAMENTI ALFA ROMEO

Pubblicato da slaicobastrentino su marzo 16, 2011

VIDEO SLAI COBAS

1_Arese_L’urlo disperato dei lavoratori licenziati dall’Alfa Romeo_Milano 2015.mpg
2_Arese_L’urlo disperato dei lavoratori licenziati dall’Alfa Romeo_Milano 2015.mpg
3_Arese_L’urlo disperato dei lavoratori licenziati dall’Alfa Romeo_Milano 2015.mpg
4_Arese_L’urlo disperato dei lavoratori licenziati dall’Alfa Romeo_Milano 2015.mpg
5_Arese_L’urlo disperato dei lavoratori licenziati dall’Alfa Romeo_Milano 2015.mpg

Pubblicato in: Corrado Delle Donne, licenziamenti, LICENZIAMENTI DISCRIMINATORI, SLAI COBAS | Lascia un commento »

Milano SCIOPERO VENERDI’ 28 GENNAIO 2011

Pubblicato da slaicobastrentino su gennaio 27, 2011

SCIOPERO VENERDI’ 28 GENNAIO 2011

ORE 9.00 CONCENTRAMENTO IN PORTA VENEZIA

INFINE PRESIDIO SOTTO LA SEDE DELL’ASSOLOMBARDA

DIFENDERSI E’ UN DIRITTO
PARTECIPARE E’ UN DOVERE !!!

Gli ultimi accordi firmati nelle aziende Fiat di Pomigliano e Mirafiori, chiudono la tenaglia intorno al collo delle classe operaia italiana. Stiamo gia facendo i conti da tempo, negli altri settori produttivi, con la riduzione dei diritti e dei salari, mentre nel pubblico impiego da anni per legge non si può scioperare e viene ridotto lo stipendio e bloccato il turn-over, il dilagare del lavoro precario che ha ridotto il potere contrattuale e la dignità per milioni di lavoratori.

Dopo i Si al ricatto della Fiat, chiunque può capire quali sono le intenzioni dei governi e dei padroni sempre più rapaci ;

legare i destini dei lavoratori a quello delle aziende, disarmarli da qualsiasi reazione e inchiodarli infine nudi davanti al profitto!
Ma ai molti compagni che sono attivi contro questo sistema, ai lavoratori che sentono il bisogno di reagire al furto delle loro vite, ricordiamo che anche in questo momento particolarmente difficile non dobbiamo abbassare la guardia perché di pari passo con questo stato di cose qualcosa si muove e prima o poi presenterà il conto ai padroni e ai loro lacchè.
Anche la vittoria della Fiat e dei sindacati nei referendum non deve essere letta solo come una sconfitta :
·         La massiccia campagna mediatica per impaurire i lavoratori, partita dai pulpiti religiosi agli intellettuali di sinistra, non ha raggiunto l’esito sperato, i No hanno prevalso fra i lavoratori e sono stati poco meno della metà a Mirafiori, stessa cosa a Pomigliano.
·         Anche il tradimento dei sindacati confederali non ha scoraggiato questi lavoratori, noi sappiamo che anche in minoranza, organizzati possiamo non solo rovesciare le sorti degli eventi ma essere un punto di riferimento per tutta la classe operaia italiana, ed è per questo che dobbiamo lavorare insieme a loro organizzando la risposta in tutti gli altri settori.
La crisi del settore dell’auto è stato per eccellenza la fucina dei proletari italiani e del mondo intero, in questo comparto si sono combattute le battaglie più grandiose degli anni 70, oggi più che mai possiamo dire che se passa la sconfitta di questi lavoratori è la sconfitta di tutti i lavoratori italiani;
E’ IMPORTANTE DARE IL SOSTEGNO AI LAVORATORI DELLA FIAT IN LOTTA !
> E’ INPORTANTE UNIFICARE IL FRONTE DI LOTTA CONTRO IL CAPITASLISMO ITALIANO !
Lo Slai Cobas, presente nelle fabbriche Fiat,   con una forte consistenza in quella di Pomigliano, nonostante le difficoltà del momento resiste agli attacchi del nemico e combatte contro il tradimento delle organizzazioni sindacali di regime. Come Slai Cobas considerando allo stesso modo di CISL, UIL e FISMIC, anche se con strategie diverse, la CGIL e la stessa FIOM, anche se valutiamo positive  le lotte e le mobilitazioni condotte in questi giorni, il forte No all’accordo. Purtroppo però non possiamo nascondere che la stessa FIOM in tempi non lontani proprio a Pomigliano ha contribuito attivamente a disarmare i lavoratori più combattivi firmandone la deportazione nei reparti confino e abolendo ogni democrazia diretta negando ancora oggi il rinnovo delle RSU scadute da due anni, senza attivarsi per sostenere la campagna per il No lasciando solo lo Slai Cobas a battersi contro gli Ascari del Si della Fiat.

PARTECIPIAMO ALLO SCIOPERO DI OGGI CON LA VOLONTA’ DI CONTRIBUIRE ATTIVAMENTE ALLA RIPRESA DELL’INIZIATIVA DEI LAVORATORI E DELLA LOTTA, VOGLIAMO DARE UN MESSAGGIO AI LAVORATORI METALMECCANICI ITALIANI, ANCORA OGANIZZATI NELLA FIOM :
LA DIFESA DI NOSTRI INTERESSI, OGGI PIU’ CHE MAI, NON SI CONQUISTA CON LA CONCERTAZIONE MA ORGANIZZANDOCI FUORI E CONTRO LA LOGICA NAZIONALISTA E PRODUTTIVISTICA DEI PADRONI E DEI BUROCRATI SINDACALI DI QUALSIASI COLORE !!

TUTTI SIAMO COINVOLTI, I GIOVANI DISOCCUPATI, GLI STUDENTI I LAVORATORI PUBBLICI E QUELLI PRECARI DELLE COOPERATIVE E DELLE AGENZIE INTERINALI,   COSTRUIRE UN MOVIMENTO DI RESISTENZA OGGI, PER GETTARE LE BASI PER L’ORGANIZZAZIONE POLITICA E SINDACALE DEI LAVORATORI ITALIANI

SLAI COBAS PROVINCIALE MILANO

Pubblicato in: SLAI COBAS, SLAI COBAS NAZIONALE | Lascia un commento »

Pomigliano : solo lo Slai Cobas per il NO al Referendum

Pubblicato da slaicobastrentino su giugno 22, 2010

Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale 

S.L.A.I. cobas

Comunicato stampa

Domani volantinaggio slai cobas a Fiat Pomigliano:

 MA CHI L’HA DETTO CHE VINCERANNO  I  “SI”  ?!

 Nel referendum di oggi lo Slai cobas si troverà da solo a rappresentare i lavoratori del fronte del “NO”, compresi quelli della Fiom, e questo perché la stessa Fiom da un lato invita i lavoratori ad “andare a votare” e dall’altro si sottrae alle sue responsabilità sindacali  di controllo delle operazioni elettorali e di spoglio delle schede non avendo nominato i suoi rappresentanti ai seggi.

 La posizione dello Slai cobas  è stata presa inoltre sia per “parare” l’ambigua scelta della Fiom che, ritirandosi sull’Aventino, rischiava di tirare la volata alla Fiat per il “SI”, sia per contrastare e “spiazzare” quel “referendum addomesticato”, con esito scontato e plebiscitario voluto dalla Fiat che si era attrezzata a gestirlo in prima persona e senza alcuna opposizione con l’ausilio dei sindacati firmatari e consenzienti.

 Lo slai cobas comunque ha già ha messo al lavoro un  “pool” di giuristi ed avvocati per impugnare l’accordo come deciso, tra le altre iniziative, nell’affollata assemblea di sabato scorso a Pomigliano.

 Il fallimento della “fantozziana” fiaccolata organizzata dalla Fiat sabato scorso (che ha visto la partecipazione di appena 200 ‘colletti bianchi’ a fronte dei 500 presenti in organico) dimostra due fatti:

 i lavoratori non sono fessi e  voteranno “NO”  per non farsi ridurre in schiavitù

il fronte aziendale del “si” è stato in messo allo sbando dallo Slai cobas,  ha fallito la “fantozziana fiaccolata voluta dalla Fiat”, è stato costretto, da una mamma operaia dello Slai cobas, a ritirare precipitosamente il vergognoso spot di Fabbrica Italia. 

 Per la DIFESA VERA DEL POSTO DI LAVORO,

 dei diritti dei lavoratori e delle loro famiglie:

 OGGI VINCERANNO I “NO” !!

 Slai cobas Fiat Alfa Romeo – Pomigliano d’Arco, 22/6/2010

Pubblicato in: SLAI COBAS, SLAI COBAS NAZIONALE, Slai Cobas Pomigliano | Lascia un commento »

Referendum-truffa e voto di scambio

Pubblicato da slaicobastrentino su giugno 18, 2010

OPERAI RICHIAMATI E PAGATI DALLA FIAT PER VOTARE IL REFERENDUM, MARTEDI 22 GIUGNO, A FABBRICA FERMA

Referendum-truffa e voto di scambio: dopo anni di cassa integrazione senza fine che hanno ridotto alla fame i lavoratori, e mentre già la Fiat ha richiesto un altro anno di cassa integrazione a tutto il 2012, Marchionne impone il suo referendum ai sindacati e lo gestisce in prima persona: martedì prossimo riapre i cancelli delle fabbrica (era prevista la cigs) e paga i lavoratori senza farli lavorare pur di “obbligarli al voto”… assillato dal pericolo dell’ . Quali garanzie, credibilità e valenza potrà avere un referendum-truffa autocertificato e gestito senza alcun controllo dalle sole parti datoriali e sindacali sottoscrittrici ed in evidente conflitto di interesse?! Plaudito fino a poche settimane fa da tutti i sindacati confederali e forze politico-istituzionali di centrodestra e centrosinistra, Marchionne è peggio di Valletta nella sua strategia golpista di controriforma reazionaria dello Statuto dei Lavoratori, di ogni legge a tutela dei diritti dei lavoratori e di quelli sindacali, della democrazia e della stessa Costituzione non solo per i lavoratori di Pomigliano, ma per tutti i lavoratori sia pubblici che privati. Nell’invitare alla massima vigilanza e mobilitazione tutti i lavoratori di Fiat Pomigliano, aziende terziarizzate e dell’indotto, lo Slai cobas ritiene che l’accordo-capestro di Pomigliano resta un accordo non esigibile mancante di tenuta sindacale e giuridica essendo i diritti soggettivi dei lavoratori derivanti da normative superiori a quelle contrattuali, inoltre l’accordo è stato sottoscritto con le rappresentanze sindacali di fabbrica decadute ormai da un anno per fine mandato e quindi firmato senza alcuna rappresentanza di “forma e sostanza”, né la Fiat potrà impedire iniziative sindacali di sciopero o di impugnativa giudiziaria dell’accordo che metterà in atto lo Slai cobas.

Pubblicato in: SLAI COBAS, SLAI COBAS NAZIONALE, Slai Cobas Pomigliano | Lascia un commento »

 MILANO, FONDAZIONE Don Gnocchi : Fuori i moderni caporali dall’istituto Palazzolo

Pubblicato da slaicobastrentino su dicembre 13, 2009

Sappiamo che tutte la aziende si attrezzano per rispondere alla crisi e soprattutto per risparmiare, anche la Fondazione Don Gnocchi si organizza in tal modo con non molta cristiana e solidale convenienza. Quando si tratta di risparmiare non si guarda in faccia a nessuna etica.

L’impero economico umanitario della Fondazione percorre le stesse vie di tutte le altre aziende :

la direzione dell’Istituto Palazzolo ha gia comunicato ai parenti che vuole appaltare un intero reparto (il 4° Generosa) ad una cooperativa sociale, mentre gia operatori delle cooperative lavorano da tempo nella struttura.

Quali possono essere i bisogni di questo ente morale, che è un Onulus non Profit; che fa appello ai cittadini per donazioni, lasciti e per devolvere l’8 per mille delle tasse, per fare ciò ?

Forse non lo sapremo mai, sappiamo però che grazie alla loro scelta nei reparti dell’istituto Palazzolo lavoreranno soci e socie sottopagati e con meno diritti, e nello stesso tempo arricchiranno soci onorari che non rischiano niente, e aspettano solo il pagamento delle ore lavorate da altri su cui sono legalmente autorizzati a fare la cresta.

Perché no alle cooperative sociali ?

Questa forma di associazione era nata con ben altri scopi, serviva infatti ai lavoratori a consolidare la loro unione per resistere agli attacchi del padrone e del governo, e ciò che guadagnavano serviva al benessere di tutti e per il bene sociale e collettivo.

Oggi questi principi sono scritti in tutti gli statuti delle cooperative, ma in quanto a metterli in pratica e non se ne parla neanche lontanamente, spesso non pagano i contributi e lo stipendio per mesi prima di fallire e lasciare con un pugno di mosche chi ha lavorato e reso un servizio.

Il rapporto lavorativo dei soci e delle socie lavoratrici e normanno da un contratto nazionale di lavoro che riduce di circa il 30% lo stipendio di un altro lavoratore equivalente.

Anche se vengono assunti a tempo indeterminato sono precari a tutti gli effetti, perché per loro, paradossalmente, essendo imprenditori di loro stessi, non agisce l’Art 18 dello statuto dei lavoratori, che impone la riassunzione alla ditta che licenzia senza giusta causa.

Anche nell’istituto Palazzolo avere lavoratori di seria A e lavoratori di serie B, permette ai dirigenti di aumentare i ricatti, i problemi nascono prima per i soci che hanno meno difesa (infatti per loro la pausa dei 10 minuti per scaricare la colonna vertebrale come precedono le leggi per la sicurezza e la prevenzione conviene riconosciuta dalle capo sala e i dirigenti) poi i diritti diventano incerti per tutti gli altri.

La responsabilità politica di opporsi a questa scelta è dei delegati sindacali, nessuno escluso, e delle organizzazioni sindacali presenti nelle RSU; ci dobbiamo chiedere se lo fanno veramente !

Purtroppo oggi i lavoratori non sono informati sui rischi che corriamo a permettere che la direzione attui questa scelta, la sicurezza e la difesa delle nostre condizioni di lavoro è possibile se difendiamo anche le condizioni dei lavoratori precari e dei soci e socie delle cooperative.

La loro debolezza contrattuale e organizzativa verrà usata contro di noi !!

Ai delegati, ai lavoratori e ai parenti diciamo di rispondere un forte NO! All’appalto alla cooperativa Aris (detta cooperativa del Papa), mobilitiamoci tutti insieme contro questa imposizione della direzione.

  • No al lavoro precario ed in affitto.
  • Fuori i moderni caporali dall’istituto Palazzolo.
  • Non deleghiamo più, autorganizziamoci per difendere noi stessi e per difendere il futuro dei nostri figli.

Organizziamo un presidio contro l’appalto del reparto 4° Generosa.

Pubblicato in: COOPERATIVE, SLAI COBAS | Contrassegnato da tag: | Lascia un commento »

LO SLAI COBAS PARTECIPA ALLO SCIOPERO CON LA MANIFESTAZIONE NAZIONALE ROMA DEL 23 OTTOBRE

Pubblicato da slaicobastrentino su ottobre 11, 2009

IMG_1755

SLAI Cobas: 23 ottobre sciopero generale del sindacalismo di base ed autorganizzato e manifestazione a Roma

I reparti-confino e il sequestro del voto RSU alla Fiat di Pomigliano d’Arco concertati da azienda e FIOM-FIM-UILM anticipano il tentativo (messo in atto da padronato, governo, sindacati collaborazionisti e forze politiche collegate) di sospendere la democrazia in ogni luogo di lavoro – dal settore privato a quello pubblico – tramite la blindatura ed il rafforzamento del monopolio sindacale di CGIL-CISL-UIL e “l’azzeramento normativo” dei diritti e delle libertà sindacali dei lavoratori e dell’intero sindacalismo di base. L’ulteriore attacco che si prospetta alla democrazia sindacale ed al diritto di sciopero è funzionale al tentativo di scaricare i costi della crisi sulla pelle dei lavoratori, dei precari, dei disoccupati, degli immigrati e dei ceti popolari. Tentativo che vede unito, in una sorta di “unità nazionale anticrisi”, il fronte padronale con l’insieme delle forze politico-istituzionali di entrambi gli schieramenti (aldilà delle finte differenziazioni di facciata) nell’esigenza di fare ‘piazza pulita’ – in chiave autoritaria, ed una volta per tutte – di ogni opposizione non compatibile con la ‘gestione concertata’ della crisi per controllare e sviare il conflitto sindacale e quello sociale. Alla luce dei contenuti della straordinaria ed affollata assemblea nazionale di Napoli dello scorso 26 settembre “per la difesa della democrazia sindacale, della libertà di lotta e di organizzazione” promossa da Slai Cobas e RdB-CUB, lo Slai Cobas partecipa alla manifestazione di Roma del 23 ottobre (ferme restanti le critiche in relazione alla ‘ritualità’ ed alle modalità di indizione), indice una coincidente giornata di sciopero nel settore industriale e aderisce, in pari data e per motivi tecnici, alla sciopero dei servizi pubblici e del pubblico impiego. Ciò non solo per il pressante bisogno “tattico e difensivo” (cosa comunque non da poco) di unità dal basso delle lotte dei lavoratori, e di quelle sociali, per far fronte al devastante attacco padronale in atto; ma anche in relazione all’altrettanto non rimandabile necessità di ‘dare una prospettiva futura al conflitto sociale’ con la ‘ragionata costruzione’, nei tempi necessari, della prospettiva di un ‘sindacato di classe’, ad oggi bloccata dalla differenza di valutazioni e di vedute. In questo senso, anche all’interno dello sciopero del 23 ottobre, la questione sindacale diventa una vera e propria “emergenza democratica con forte valenza politica”: dal reparto confino e il sequestro del voto RSU alla Fiat di Pomigliano all’analogo sequestro del voto prospettato nel settore trasporti alla ristrutturazione dei comparti del pubblico impiego all’ulteriore compressione del diritto di sciopero in ossequio all’esigenza normalizzatrice, del padronato di far fuori l’insieme del sindacalismo di base. La questione ‘politica’ della lotta per le libertà sindacali e contro il monopolio confederale della rappresentanza – consegnato da governi e padronato a CGIL-CISL-UIL – oggi si intreccia alla lotta dei lavoratori che rifiutano di pagare i costi della crisi ed a quella contro i licenziamenti politici e di massa e per l’assunzione dei lavoratori precari e ‘atipici’ e la tutela a parità di diritto dei lavoratori e dei cittadini immigrati, per la reinternalizzazione dei rami d’azienda, nel privato, e nei servizi, l’abrogazione delle leggi razziste e del ‘pacchetto sicurezza, nonché della ‘Bossi-Fini’, per la riduzione d’orario e il recupero del potere d’acquisto di salari, stipendi e pensioni e il loro aggancio al reale costo della vita, per il salario garantito ai disoccupati ed il recupero ‘per tutti’ del salario indiretto dato dai servizi e dai diritti sociali (casa, istruzione, salute, assistenza, trasporti, acqua, energia ecc), la tutela della salute e della vita nei luoghi di lavoro quella del territorio (basta ricordare il caso della Marlane-Marzotto, la ‘fabbrica dei morti’ di Praia a Mare – ultimo in ordine di tempo – dove grazie allo Slai Cobas e proprio in questi giorni si sta scoperchiando l’inquietante e criminale intreccio-collusivo tra padronato, istituzioni, istituti di controllo, sindacati confederali e intero quadro politico. Quegli stessi soggetti che stanno depenalizzando le normative a tutela della salute e della vita dei lavoratori e dei cittadini, fautori tra l’altro del rilancio del nucleare, degli inceneritori a discapito delle energie rinnovabili, ecc.), contro le politiche di guerre commerciali e guerre reali per l’unità di classe ed internazionale dei lavoratori. Se capitalismo ha fatto crack e i sindacati di regime e i partiti di entrambi gli schieramenti, tutti sostenitori di questo sistema, continuano a predicare ai lavoratori la rassegnazione e la ‘speranza’ in un futuro capitalismo riformato, oggi più che mai bisogna cominciare a porsi la ‘questione della svolta’, necessaria a dare più forza e potere ai lavoratori nelle fabbriche e nella società! SLAI COBAS COORDINAMENTO NAZIONALE www.slaicobas.it

Pubblicato in: INIZIATIVE, SLAI COBAS | Lascia un commento »

Napoli 26/09 :per la difesa della democrazia sindacale, della libertà di lotta e di organizzazione

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 20, 2009

Per la difesa della democrazia sindacale,

della libertà di lotta e di organizzazione.

ASSEMBLEA NAZIONALE A NAPOLI

Sabato 26 settembre – ore 9,30 – Hotel Ramada

(via Galileo Ferraris 40 – adiacenze palazzo Inps – 150 m. dalla stazione centrale)

Questo inizio di autunno si sta caratterizzando per una intensificazione dell’attacco padronale e governativo ai lavoratori. Il governo Berlusconi, la Confindustria e i poteri forti vogliono – a tutti i costi – scaricare i costi della crisi sulla pelle dei lavoratori, dei precari, dei disoccupati e degli immigrati.

Tale disegno antipopolare, per affermarsi più agevolmente, prevede la repressione e il disciplinamento di ogni tipo di resistenza operaia e sociale.

Ciò che sta accadendo negli stabilimenti della Fiat, e non solo, è la dimostrazione della volontà padronale di fare piazza pulita di ogni vera opposizione ai processi di ristrutturazione selvaggia.

Cgil, Cisl, Uil sostengono questo progetto antioperaio.

Dall’appoggio ai licenziamenti politici al varo di corsi di formazione con un carattere disciplinare, dai famigerati reparti/confino al sequestro concertato con la Fiat del voto RSU a Pomigliano d’Arco, Cgil – Cisl – Uil stanno scrivendo una delle pagine più nere della democrazia sindacale determinando l’ulteriore involuzione autoritaria dei diritti e delle libertà sindacali.

Cgil, Cisl e Uil utilizzano la crisi economica per rilanciare la concertazione e “contrattare” l’attacco padronale e governativo alla democrazia ed alle generali condizioni di vita e di lavoro dei ceti popolari.

LA QUESTIONE SINDACALE È EMERGENZA DEMOCRATICA!

Il tema dei diritti e della democrazia non è disgiunto dagli obiettivi di lotta che quotidianamente assumiamo nella nostra azione.

Sia nel settore pubblico che in quello privato, l’attacco alla democrazia sindacale è uno degli strumenti usati in questi anni dai vari governi che si sono succeduti, per impedire ai lavoratori di dotarsi di obiettivi e rivendicazioni anticoncertative conseguenti la difesa dei propri interessi.

In questa situazione affermare il protagonismo di massa delle organizzazioni sindacali di base indipendenti e non concertative è determinante per sconfiggere l’inaccettabile monopolio dei sindacati collaborazionisti e per mettere in atto una efficace difesa delle condizioni di vita dei lavoratori, dei precari e dei disoccupati nei luoghi di lavoro e nell’ intera società.

Su questi contenuti sono invitate le organizzazioni sindacali, politiche e i movimenti di lotta.

Slai/Cobas – coordinamento nazionale.

cobasslai@fastwebnet.it

Federazione nazionale delle Rappresentanze Sindacali di Base/CUB.

federazione@rdbcub.it

Pubblicato in: DEMOCRAZIA SINDACALE, LIBERTA' SINDACALI, SLAI COBAS, SLAI COBAS NAZIONALE | Contrassegnato da tag: , | Lascia un commento »

IMMIGRAZIONE E PACCHETTO SICUREZZA

Pubblicato da slaicobastrentino su giugno 28, 2009

Pubblichiamo volentieri un approfondito lavoro di analisi del Pacchetto Sicurezza steso da Antonio Rapanà, da anni impegnato sul terreno politico, culturale e sindacale nella tutela dei proletari e dei lavoratori immigrati
KLICCA qui per leggere il documento di 40 pag. in formato pdf

 

Immigrazione Pacchetto Sicurezza_202009-06-18

SOMMARIO

1. I flussi migratori in Europa tra fattori di spinta e fattori di attrazione *

2. La criminalizzazione progressiva del clandestino in Italia

3. Il “pacchetto sicurezza”. Legge 24 luglio 2008, n. 125 di conversione del decreto legge 23 maggio 2008, n. 92, “Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica”.

4. Il “pacchetto sicurezza”. Disegno di legge “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica”, Testo approvato dalla Camera il 14 maggio 2009.

Allegato A

Pubblicato in: DIFESA LAVORATORI, LAVORATORI IMMIGRATI, SLAI COBAS | Lascia un commento »

AGGIORNAMENTO COSTI GRANDI OPERE SULL’ASSE DEL BRENNERO

Pubblicato da slaicobastrentino su maggio 19, 2009

Per avere un’idea sufficientemente precisa di quanto costeranno ai lavoratori trentini ed a quelli italiani le “grandi opere” sull’asse del Brennero al servizio dei padroni,del capitale finanziario italiano ed europeo e delle grandi imprese  di costruzioni, vedi il lavoro di C.Campedelli e G.Poliandri (BZ-TN 6.5.2009)

CLIKKA QUI SUL FILE  pdf :  BBT e tratte Sud COSTI schema aggiornato versione 05 2009-05-06

Ricordiamo che questo nuovo gigantesco furto che si prospetta sarà pagato dagli operai, dai lavoratori e dagli strati popolari con più tasse e meno servizi pubblici. Queste “opere” servono a scaricare la crisi sui lavoratori, a distribuire profitti e privilegi tra le varie categorie di padroni e banchieri (italiani ed europei) e spianano la strada al soggiogamento economico e finanziario degli operai e dei popoli dei paesi dell’Est (sistema dei corridoi a cui appartiene l’ “opera” del Brebbero).

Ricordiamo che sia la Lega che il Centro-Sinistra che su questo versante colleaborano organicamente con Berlusconi e Fini, sono tutti artefici di questo furto, di questo massacro dell’ambiente, di questo nuovo assalto alle tasche, ai servizi ed alla salute degli strati proletari e popolari !!! 

Mandiamoli tutti a casa, potere  al popolo !!!

lavoratori dello SLAI-COBAS

Pubblicato in: AMBIENTE, BENI COMUNI, CRISI ECONOMICA, NO TAV, SALUTE E SICUREZZA, SLAI COBAS | Lascia un commento »

TORINO 16 MAGGIO BASTA MENZOGNE CONTRO LO SLAI COBAS

Pubblicato da slaicobastrentino su maggio 17, 2009

totino 111

 

Oggi 17 maggio  Il Manifesto e Liberazione sono in prima fila nella campagna denigratoria  contro lo Slai Cobas. Si tratta di menzogne che hanno lo scopo di portare acqua al mulino dei sindacati confederali nascondendone le enormi responsabilità e complicità. Oggi gli apparati di questi sindacati sono irreversibilmente marci e strutturalmente  legati al capitale finanziario. I lavoratori hanno bisogno di un nuovo sindacato che unisca tutte le forze sane realmente capaci di reappresentare gli interessi dei lavoratori. Basta con i sindacalisti corrotti ! Unità dei lavoratori contro i padroni, le banche, la deriva reazionaria ed i governi di centro-destra e di centro-sinistra.

Corrado torino 

TORINO 16 MAGGIO CORRADO DELLE DONNE
PARLA DAL
PALCO AGLI OPERAI FIAT

 

 

torino 3UN’ALTRO SPEZZONE DELLO SLAI COBAS ALLA
MANIFESTAZIONE DI
TORINO

Pubblicato in: FABBRICHE, SLAI COBAS | Lascia un commento »

TORINO 16 MAGGIO: Provocatori tra i confederali innescano il parapiglia – nessuna aggressione dei cobas a Rinaldini!

Pubblicato da slaicobastrentino su maggio 16, 2009

OCCORRE UNA LOTTA UNITARIA DEI LAVORATORI CONTRO LA FIAT E I LICENZIAMENTI PROGRAMMMATI DA MARCHIONNE!

Senza nemmeno contattarci per confrontare la nostra versione dei fatti, si è costruita ad arte la falsa notizia di un attacco preordinato e organizzato per gettare dal palco della manifestazione operaia di Torino il segretario della Fiom Rinaldini. Lo Slai Cobas è sceso in piazza contro la Fiat e per una lotta unitaria dei lavoratori contro la ristrutturazione e i licenziamenti programmati da Marchionne.

Al termine del corteo contro la Fiat si chiedeva a gran voce, con l’approvazione degli operai presenti in piazza, che potessero parlare anche lo Slai Cobas e i lavoratori delle fabbriche Fiat colpite dalla ristrutturazione e dalla minaccia di chiusura, in primo luogo gli operai di Pomigliano deportati da oltre un anno allo stabilimento confino di Nola (anche grazie a un accordo siglato dai confederali). Stabilimento confino di Nola che ripete l’esperienza vergognosa dei reparti confino fatti dalla Fiat di Valletta negli anni ’50 a Mirafiori, dove venivano rinchiusi tutti gli operai non disposti a subire passivamente lo sfruttamento padronale.Quando con i dirigenti confederali presenti sul palco era stato concordato che avrebbero potuto parlare anche lo Slai Cobas e gli operai di Nola, qualcuno dei confederali, che evidentemente non condivideva questa decisione, ha innescato una violenta provocazione per impedirlo. Nel parapiglia che ne seguiva Rinaldini cadeva e veniva aiutato a rialzarsi da lavoratori dello Slai Cobas.

Quando, poi, un rappresentante dello Slai Cobas e uno degli operai di Nola stavano per parlare, come concordato con i dirigenti confederali , qualcuno tra di loro strappava violentemente i fili del microfono per impedirlo. Abbiamo dovuto così parlare, dopo che i dirigenti confederali hanno abbandonato il palco, con il nostro impianto voce e abbiamo parlato ai lavoratori che nella quasi totalità sono rimasti in piazza.

Nessuna aggressione preordinata contro Rinaldini, quindi. Quanto accaduto è stata una scelta deliberata di chi tra i confederali, innescando la violenta provocazione sul palco, vuole continuare ad impedire che i lavoratori possono prendere direttamente la parola e continuino a rimanere succubi di accordi concertativi, a perdere e calati dall’alto.

Lo Slai Cobas ribadisce la necessità di una lotta ampia e unitaria degli operai, dei lavoratori, contro la Fiat e il piano di ristrutturazione e licenziamenti delineato da Marchionne.

Una lotta che deve articolarsi sul netto rifiuto della chiusura di qualsiasi stabilimento, sulla redistribuzione del lavoro tra le fabbriche Fiat, sulla riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, sul salario garantito ai disoccupati, sul blocco degli straordinari negli stabilimenti. Misure che potrebbero essere realizzate utilizzando i profitti fatti dai padroni in questi anni.

Milano 16/5/2009 Slai Cobas www.slaicobas. it Coordinamento nazionale

 

 

Pubblicato in: FABBRICHE, SLAI COBAS, SLAI COBAS NAZIONALE | Lascia un commento »

GARANTE DELLA PRIVACY: E’ VIETATO IL CONTROLLO A DISTANZA DEI LAVORATORI

Pubblicato da slaicobastrentino su maggio 15, 2009

Non è lecito installare dispositivi che possano controllare a ddistanza i lavoratori, anche in aree e locali dove si trovino saltuariamente. E’ quanto stabilito dal Garante della Privacy con la decisione 26 febbraio 2009, con la quale ha precisato che l’uso di videocamere nei luoghi di lavoro deve rispettare in maniera rigorosa gli obblighi previsti dallo Statuto dei lavoratori (peraltro richiamati anche dalla legge sulla privacy). In particolare il principio contenuto nel provvedimento vale anche per le aree in cui i dipendent possono trovarsi saltuariamente o semplicemente transitare, quali ad esempio quelle di carico e scarico delle merci o i box informazioni.

INVITIAMO I LAVORATORI OGGETTO DI CONTROLLI INVASIVI CON DISPOSITI ELETTRONICI A RIVOLGERSI ALLO SLAI-COBAS DEL TRENTINO PER INOLTRARE RICORSO AL GARANTE.

Pubblicato in: MOBBING CONTRO I LAVORATORI, SLAI COBAS | Lascia un commento »

TORINO 16 MAGGIO: MANIFESTAZIONE CONTRO LA FIAT

Pubblicato da slaicobastrentino su maggio 13, 2009

LA FIAT e I PADRONI HANNO FATTO CRACK e ora, da falliti, “comprano” il mondo? BASTA PRESE IN GIRO !! Solo negli ultimi 30 anni la Fiat, con i favori di tanti politici, ha avuto dallo Stato decine di miliardi di euro, usati dagli Agnelli per riempirsi i portafogli, costruire e ristrutturare gratis gli stabilimenti, chiudere fabbriche in Italia e portare lavorazioni all’estero. Lo Stato, 20 anni fa, ha regalato l’Alfa Romeo alla Fiat, e gli Agnelli hanno ringraziato eliminando 40.000 operai prima ad Arese e ora a Pomigliano. E mentre i padroni della Fiat hanno intascato enormi profitti, gli operai sono stati ammazzati di lavoro -con salari da fame- da Melfi a Torino. E il reparto confino di Nola, ove sono stati deportati un anno fa 316 lavoratori di Pomigliano, in gran parte iscritti allo Slai Cobas e invalidi, è il simbolo della politica Fiat e di Marchionne fatta di licenziamenti politici, continui provvedimenti disciplinari, uso di sindacati gialli e di comodo. Oggi, con il crack del capitalismo, il titolo Fiat è classificato dagli stessi finanzieri come spazzatura. E non possiamo quindi farci prendere in giro credendo alle storielle di una Fiat che si compra tutto il mondo dell’auto. La verità è che i padroni della Fiat stanno scappando con il malloppo, lasciando sulla strada i lavoratori di Termini, Pomigliano, Arese, Mirafiori, Melfi, Pratola, Termoli, Sevel, Cassino, Modena .

Marchionne, col silenzio-assenso di Berlusconi che appoggia la Fiat come ieri Prodi, sta costituendo una multinazionale dell’auto, di fatto multistatale, cercando di relegare i lavoratori italiani a spettatori dei giochi svolti in USA, Canada, Germania, ecc..Al fallimento della concertazione va contrapposto il rilancio della LOTTA UNITARIA DEI LAVORATORI per: –i tesori nascosti dei padroni fiat devono essere requisiti e le loro società devono essere nazionalizzate; –nessun posto di lavoro deve essere perso sia in fiat che nell’indotto; –riduzione dell’orario di lavoro; –salario dignitoso e garantito; –assunzione stabile di tutti i precari; –lotta unitaria e internazionalista. Più forza e più potere ai lavoratori nelle fabbriche, nei posti di lavoro, nella società.

16 maggio 2009 ore 10 MANIFESTAZIONE NAZIONALE a Torino da Mirafiori al Lingotto

La Fiat ha sempre fatto da battistrada per tutto il padronato italiano, le sue misure di ristrutturazione rappresentano il modello da imitare per tutte le aziende, pubbliche e private. Per questo la manifestazione di Torino non riguarda solo i metalmeccanici, ma tutti i lavoratori! Partecipa con lo Slai Cobas alla manifestazione di Torino, contro la Fiat contro la crisi. Pullman da Milano sabato 16 mattina h. 7.45, info 3400021679 Coordinamento nazionale SLAI COBAS fip Viale Ligutia 49, 20143 Mi 12-5-

Pubblicato in: NEWS, SLAI COBAS, SLAI COBAS NAZIONALE | Lascia un commento »

LODI: SOLIDARIETÀ AGLI OPERAI DELLA LEVER LICENZIATI

Pubblicato da slaicobastrentino su maggio 10, 2009

Leggi il File pdf comunicato stampa

Pubblicato in: NEWS, SLAI COBAS | Lascia un commento »

Il cambio tuta è orario di lavoro

Pubblicato da slaicobastrentino su aprile 30, 2009

Il cambio tuta va retribuito come orario di lavoro
-parere legale e dalla cassazione
-cambio tuta retribuito
-vertenze gia vinte da slai cobas aziendale in varie aziende come La Sipa Bindi spa di s. Giuliano Milanese.
30 aprile 2009

Leggi tutto  CLIKKA  sul file pdf

parere-cambio-tuta

Pubblicato in: FABBRICHE, SANITA', SLAI COBAS | Contrassegnato da tag: | Lascia un commento »

Solidarietà a precari e dipendenti ITC e istituti di ricerca trentini

Pubblicato da slaicobastrentino su ottobre 15, 2004

Solidarietà a precari e dipendenti ITC e istituti di ricerca trentini

NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DI ISTRUZIONE E RICERCA!
NO AL DISEGNO DI LEGGE SALVATORI !

Con il disegno di legge Salvatori la giunta sta dettando il generale riordino del sistema provinciale della ricerca. In realtà si tratta di un vero e proprio stravolgimento che investe l’idea stessa di conoscenza scientifica e dell’istruzione mentre viene affermato il principio della superiorità degli interessi delle imprese su quello dei lavoratori e della collettività. Questa legge mira sostanzialmente a mettere sullo stesso piano Università, istituti di ricerca, enti di governo provinciali, aziende e Agenzia per lo sviluppo. Le imprese, che da sempre godono dei frutti dell’istruzione e della ricerca pubblica direttamente spendibili con profitto sul mercato, potranno concorrere così alla gestione diretta di tutto il patrimonio di immobili, tecnologia e laboratori, brevetti e personale qualificato rappresentato dall’Università, dall’ITC e dai suoi centri come l’IRST, oltre a quelli delle Viote e di San Michele all’Adige.
La riforma si impernia sulla nascita di due fondazioni di diritto privato nelle quali confluirebbe il patrimonio rappresentato dagli istituti di ricerca ma la portata di tale riforma va ben al di là di questo.
Lo stesso Salvatori non è d’altra parte un funzionario qualunque visto che è stato collaboratore parlamentare di Pierferdinando Casini, ha rivestito ruoli da quadro dirigente nell’ITC, ha lavorato all’OCSE ( Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici ), è stato responsabile dell’ufficio studi della Camera di Commercio di Trento ed è stato personalmente designato dalla Giunta provinciale quale assessore alla ricerca e innovazione senza neppure passare per la prova dell’elettorato.
Non sono sconosciuti neppure i membri del consiglio di amministrazione dell’istituto Trentino di cultura eletti lo scorso 29 settembre e che sono diretta espressione degli interessi politico imprenditoriali visto che vi troviamo i soggetti designati da ASSOCIAZIONE INDUSTRIALI, da UNIONE COMMERCIO, TURISMO E ATTIVITA’ DI SERVIZIO, dalla FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI TRENTO E ROVERETO, dall’ITAS – ISTITUTO TRENTINO ALTO ADIGE PER LE ASSICURAZIONI e dalla FEDERAZIONE TRENTINA DELLE COOPERATIVE e CASSA CENTRALE DELLE CASSE RURALI TRENTINE oltre a coloro che vengono direttamente nominati dalla giunta provinciale.
In totale, su 15 componenti del consiglio di amministrazione, solamente uno di questi è designato dal personale dipendente dell’ITC e, per un incredibile norma, questo non può essere un dipendente dell’ente. Aspetto ancora più grave, discriminatorio e lesivo del diritto dei lavoratori è quanto leggiamo nella proposta di legge Salvatori al punto 2.d) dell’art. 8 dello statuto della fondazione, che vieta anche a chi non fosse dipendente dell’ente, ma venisse eletto rappresentante sindacale dai dipendenti, di far parte del consiglio di amministrazione.

A fronte della rappresentanza di tutto il mondo politico e imprenditoriale non è consentita neppure la presenza diretta dei lavoratori!

Secondo il Trentino del 13 e del 15 ottobre 2004, su 422 persone che lavorano all’ITC, il 38% sono collaboratori ed un altro 23% è costituito da assunti a tempo determinato, e all’istituto agrario di San Michele all’Adige su 186 persone il 36% risulta assunto con tipologie di contratto precario. Sotto San Michele dovrà ricadere anche il Centro di ecologia alpina alle Viote dove si parla addirittura di soli 2 ricercatori di ruolo contro 43 con contratto a termine.
Con una tale composizione del consiglio di amministrazione dell’ITC, ben lontana dagli interessi dei lavoratori e della gente comune, con l’appoggio dell’Università degli Studi di Trento e con l’oggettiva debolezza del personale dipendente facilmente ricattabile e disciplinabile a causa dell’altissima presenza di precarietà che lo contraddistingue è evidente a tutti che già oggi gli istituti di ricerca trentini sono fondamentalmente soggetti a operare e a soddisfare gli interessi imprenditoriali anche senza alcuna riforma, ma tutto ciò evidentemente non bastava ancora!
I lavoratori fanno d’altronde bene a preoccuparsi visto che secondo quanto riportato dal Trentino del 16 ottobre la giunta starebbe elaborando, “un innovativo contratto territoriale del personale della ricerca” che “…dia anche la possibilità di agire per il meglio, in un settore dove competitività e velocità di reazione sono fondamentali” ossia, tradotto alla luce delle direttive della legge Salvatori, sarà un contratto caratterizzato dalla massima flessibilità, meritocrazia e con una retribuzione strettamente legata all’utile e c’è poi da chiedersi con quale capacità e forza contrattuale i lavoratori dovrebbero essere in grado di lottare per la definizione di tale contratto.
Un altro aspetto importante è la presenza, per diritto, del rettore dell’Università degli Studi di Trento, tra i membri del consiglio di amministrazione, che ci consente anche di ricordare che il mondo della ricerca è strettamente legato a quello dell’istruzione che, in Trentino ancora più efficacemente che nel resto d’Italia, si sta trasformando in un vero è proprio servizio alle imprese di fornitura di manodopera precaria da specializzare a bassissimo costo . Non è un caso che proprio in Trentino, per il secondo anno consecutivo, è operativo il patto tra Assindustria e Università per l’impiego di apprendisti studenti universitari nelle aziende. A fronte di un trattamento da apprendisti, giovanissimi tecnici, vengono impiegati con mansioni e obblighi da dipendenti. Lo scopo di tale iniziativa è bene esplicitato dal seguente passaggio di un articolo tratto dal Trentino del 22 gennaio 2004 che già allora citava ben 16 aziende coinvolte: ” il percorso consente alle aziende di formare figure professionali qualificate, adatte ai progetti di crescita del settore”. Il messaggio che si vuole trasmettere è chiaro: conoscenza è tutto ciò che è vendibile e ricerca è tutto ciò che serve alle imprese per fare utile. Si tratta di un patto Università – Azienda che a livello nazionale sta prendendo piede solo oggi sotto il nome di “progetto lauree scientifiche” che il ministro Letizia Moratti insieme a Confindustria sta presentando con lo stanziamento pubblico di sette milioni di euro.
Ma già oggi gli istituti di ricerca sono costretti, per sopravvivere, a dimostrare di saper operare come aziende e a produrre utili, pena la minaccia di smantellamento di interi settori. Per garantire tali utili sempre di più i ricercatori con ruoli di responsabilità saranno chiamati a operare come veri e propri datori di lavoro nei confronti di studenti, di borsisti, di tutti i precari in genere ma anche degli stessi colleghi con contratti apparentemente più rassicuranti operando come “capi reparto”, limitando permessi e ferie, imponendo straordinari in funzione di commesse e contratti. Commesse e contratti per prestazioni sempre più scadenti e fuori da ogni controllo sociale perché il risultato dovrà sempre più rispondere a precisi livelli di budget e non certo ad un rigoroso esito scientifico visto anche che uno dei “principi fondamentali” che ispira la legge Salvatori ed elencato al punto Art.3- k) è la: “valorizzazione economica dei risultati della ricerca, anche a vantaggio dei ricercatori e del personale che hanno contribuito al loro raggiungimento” da qui anche l’inevitabile scontro tra dipendenti per l’accaparramento delle commesse più lucrose.
Per finire è evidente che nessuna impresa si assumerebbe mai l’onere del mantenimento di impianti di altissimo livello tecnologico come, per esempio, nel caso dell’IRST o dell’istituto di San Michele oppure l’onere di sostenere la formazione e l’istruzione di base. Oggi, come sa bene qualsiasi lavoratore di un impresa privata, è già difficile poter usufruire di corsi perfino se sono mirati alle stesse mansioni che producono utili. Inoltre sui quotidiani di questi giorni apprendiamo pure dell’inchiesta per truffa sulla gestione di ben 400 mila euro del Fondo sociale europeo da parte di importanti società il cui compito sarebbe l’erogazione e la programmazione di corsi di formazione.

E’ quindi evidente che gli oneri di qualsiasi tipo saranno comunque tutti a carico della collettività!

Siamo ben lontani da una semplice riorganizzazione e ci troviamo, invece, di fronte a un riassetto totale della ricerca, cosiddetta pubblica, ad una spartizione di immensi beni immobiliari, al tentativo di massacrare i diritti dei lavoratori siano questi precari o no e all’impostazione di una ricerca scientifica destinata a scadere in mero strumento di profitto.
Siamo di fronte, insomma, all’ennesimo tentativo di rapina e sfascio, di una ricchezza che è collettiva e che è stata costruita in decenni di sacrifici dai lavoratori che oggi sempre di più devono pure subire la sfrenata “finanza creativa” dei manager e degli imprenditori dell’azienda Trentino in grado di anticipare perfino le scelte del governo Berlusconi.

Per porre da subito un argine alla devastazione dei diritti dei lavoratori causata da questo processo di privatizzazione chiediamo l’eliminazione di tutte le forme di precariato e l’assunzione immediata a tempo indeterminato del personale che attualmente lavora presso tutti gli istituti di ricerca trentini.
Coordinamento Provinciale Slai-Cobas
Cip. 16/10/04 TN V.Orti 24, c/o sede Slai-cobas

Pubblicato in: INIZIATIVE, SLAI COBAS | Lascia un commento »

TRENTO: SEMPRE MENO LIBERTA’

Pubblicato da slaicobastrentino su gennaio 30, 2003

La settimana scorsa sui quotidiani locali e nazionali è comparsa la notizia del grave episodio avvenuto alla Scuola Sanzio, dove un agente della digos si è presentato al Dirigente scolastico segnalando la presenza nella sua scuola di insegnanti che svolgono lezioni “no-global” agli alunni. L’agente si sarebbe presentato in seguito ad un colloquio, richiesto al questore di Trento dalla parente di un alunna frequentante quella scuola. Non è la prima volta, in questi ultimi tempi, che Trento si guadagna intere pagine sulla stampa nazionale. Ricordiamo i 151 indagati, lo scorso dicembre, per aver firmato un’autodenuncia simbolica, in segno di protesta contro i gravi atti repressivi nel Sud-Italia, che hanno visto anche l’arresto di diversi no-global e appartenenti al sindacalismo di base. A questi due gravi episodi avvenuti nella nostra provincia, va aggiunto anche quello relativo alla proposta fascista e razzista del consigliere leghista Boso in giunta provinciale, di predisporre vagoni separati degli immigrati dalla “razza padana”. Va inoltre aggiunto il divieto per studenti e insegnanti da parte di Dirigenti scolastici di diverse scuole della provincia di ogni ordine e grado, di esporre la bandiera della pace.

La particolare vocazione alla censura e alla repressione di tutto quanto evoca lotta e fuoriuscita dai canali istituzionali, l’avevamo d’altronde assaggiata in occasione della celebrazione dello scorso 25 aprile, dove rappresentanti DS e dell’associazionismo “pacifiata” locale, pretendevano di impedire che venisse intonato il canto di resistenza “Bella ciao”, mentre questo canto dilagava in tutte le piazze d’Italia, come simbolo di opposizione e di lotta contro la censura TV e contro le pressioni sull’operato della magistratura da parte del governo Berlusconi- Bossi-Fini.

Non è un caso quindi, che un certo comportamento della sinistra istituzionale presente sul nostro territorio provinciale, ispiri un clima più apertamente antidemocratico e fascisteggiante che nel resto d’Italia. La verità è che in Trentino c’è una particolare omologazione al di là delle apparenti differenze politiche e ideologiche. Si tratta di un aspetto e insieme del riflesso di un’omologazione sociale e culturale più complessiva, che trova radici storiche, economiche e politiche nella storia del Trentino e, a partire da dopo la seconda guerra mondiale, nella situazione di particolare privilegio, che parte della società trentina ha potuto godere, grazie ai finanziamenti della cosidetta autonomia.

In questo modo in Trentino, o con la corruzione o con l’omologazione culturale e partitica o con la repressione, si è sempre cercato di conciliare quello che non poteva essere conciliato e di abbattere e disperdere la volontà di lotta dei settori più avanzati della classe operaia e dei giovani ribelli.

Oggi questo significa che, di fronte ad un governo, che ha sostenuto la guerra di aggressione all’Afghanistan, che ha inviato gli alpini in questo paese e che si sta preparando a sostenere la guerra contro l’Iraq, il potere locale si presta con particolare servilismo ad una politica di repressione e pacificazione forzosa dei giovani e dei lavoratori più coscienti.

Tutto questo in un quadro dove, oltre alla guerra, la crisi economica si traduce in migliaia di licenziamenti e si scatena un attacco sempre più pesante alle condizioni di vita e di lavoro. Anche rispetto a questo c’è un palese intento repressivo e persecutorio, volto a ostacolare lo sviluppo delle lotte di difesa degli operai e il loro collegamento con il movimento contro la guerra e con l’iniziativa politica volta alla cacciata del governo Berlusconi-Bossi-Fini.

 

 

sindacato autorganizzato Slai-Cobas Trento

Cip. Tn 30/01/03 V.Orti 24 Suppl.SLAI-Cobas Dir.Resp.Emilia Calini Trib.Mi n403 12/7797

Pubblicato in: SLAI COBAS | Lascia un commento »

 
Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.