SLAI COBAS TRENTINO ALTO ADIGE

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  • TRENTO 04/02/2012

  • TESSERAMENTO 2011

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  • BASTA CON I SINDACALISTI CORROTTI E' NECESSARIO COSTRUIRE UN NUOVO SINDACATO DEI LAVORATORI

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  • UN BLOG PER FARE COSA ?

    Cari Compagni ed Amici Abbiamo cercato di impostare il blog in modo da contribuire all’informazione, alla denuncia di particolari situazioni lavorative, alla formazione, alla solidarietà di classe. In questo senso abbiamo voluto concepire il blog come uno strumento al servizio della difesa dei proletari e dei lavoratori ed abbiamo cercato in queste prime settimane di pubblicare materiali (notizie, volantini, documenti ecc.) che potessero servire a sviluppare idee, competenze, organizzazione ed opposizione. Pensiamo che il blog se da un lato deve porsi al servizio di un processo collettivo, dall’altro a sua volta deve venire costruito in un processo collettivo. Un blog di questo tipo ha tanto maggiore senso quanto più contribuisce a stimolare e valorizzare la partecipazione e gli apporti del compagni e dei lavoratori. Non viviamo più nel ventesimo secolo e questo vuol dire che i lavoratori hanno orami accumulato enormi competenze nei campi più disparati, il problema è che queste conoscenze vengono prevalentemente coltivate in modo individuale e spesso individualistico, non vengono socializzate e tradotte in un processo costituente di una nuova collettività. Senza cultura proletaria non ci può essere un reale movimento di trasformazione sociale e politico, ma questa cultura non va inventata dal nulla, quanto costruita attraverso un processo di generazione collettiva. Una cultura innovativa capace di unificare e ricomporre i lavoratori può diventare una forza in grado di cambiare il mondo. Per quanto ci riguarda vi chiediamo di costruire il blog insieme a noi rendendolo tra l’altro uno strumento utile per la difesa dei lavoratori. Tramite il blog altri lavoratori potranno entrare in rapporto con lo slai cobas del Trentino scegliendo liberamente il livello di questo rapporto. Apposite pagine del blog sono quindi destinate alla pubblicazione, alla segnalazione ed alle denunce, alle richieste d’informazione ecc. Ormai i blog stanno diventando un mezzo di comunicazione e di dibattito capace di concretizzarsi nella formazione di reti di relazioni, iniziative collettive e movimenti. Speriamo di non essere da meno di tanti politici di potere, di tanti servi intellettuali e vip, di tanti esponenti di una ‘sinistra’ marcia. Tutte queste bande di privilegiati e parassiti usano utilmente il web vecchio e nuovo al servizio degli interessi di una parte ristretta della società. Spetta ai proletari, ai lavoratori ed agli strati popolari usare tutti i mezzi di comunicazione in modo competente e creativo al servizio degli sfruttati.
  • PERCHE’ SCEGLIERE LO SLAI COBAS DEL TRENTINO ALTO ADIGE ?

    I sindacati confederali sono irreversibilmente corrotti. Gli apparati dei sindacati confederali sono ormai indissolubilmente legati al capitale finanziario. I sindacalisti si riciclano nelle burocrazie dello stato, nelle finanziarie, nelle imprese cooperative, nei servizi alle imprese, negli uffici padronali delle “relazioni sindacali”, negli enti no-profit, nelle cooperative, nei partiti di potere. Dentro i sindacati confederali ci sono ancora immense energie di lotta che vanno difese, salvaguardate ed indirizzate verso la costruzione di un nuovo sindacato dei lavoratori capace di opporsi all’offensiva dei governi di centro-destra e di centro-sinistra e di far avanzare la lotta contro i padroni, le banche, le burocrazie statali, il capitalismo di stato ed il capitale europeo ed internazionale. Lo slai-cobas lavora, insieme a tanti altri lavoratori di diverse appartenenze, per la costruzione di un nuovo sindacato capace di rappresentare realmente gli interessi degli operai, dei disoccupati, dei precari, dei lavoratori svantaggiati, degli strati popolari. Lo Slai Cobas è un sindacato nazionale inter-categoriale quindi possono far parte dello Slai Cobas lavoratori di tutte le categorie. ___________________________________________
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IN VIDEO SU WWW.SLAICOBAS.IT LA RELAZIONE E GLI INTERVENTI: Assemblea operaia nazionale del 20 aprile 2012 – salone CdF – Alfa di Arese

Pubblicato da slaicobastrentino su aprile 29, 2012

Assemblea operaia nazionale del 20 aprile 2012 – salone CdF – Alfa di Arese, “contro le strategie parallele della Fiat di Marchionne e del governo Monti, per dare forza e ruolo all’opposizione operaia”:

IN VIDEO SU WWW.SLAICOBAS.IT LA RELAZIONE E GLI INTERVENTI

Visto i tempi che corrono l’indizione di un’assemblea operaia nazionale nel salone del consiglio di fabbrica dell’Alfa di Arese è stato un fatto insolito, una ‘scommessa’ di forte valore politico in quanto coincidente con una preoccupante fase di progressivo smantellamento dei rapporti di forza dei lavoratori dato dal definitivo venir meno al mandato storico della cosiddetta sinistra istituzionale e confederale, sindacale e politica – che collabora palesemente col potere padronale – e dal conseguente crollo della fiducia e della rappresentanza dei lavoratori nei suoi confronti.

La straordinaria riuscita dell’iniziativa è dovuta non solo al “fascino” del luogo in cui si è svolta: uno dei più grandi complessi industriali, un vero e proprio pezzo di storia della lotta operaia che ancora oggi, nell’era di Monti e Marchionne – in piena deindustrializzazione/speculazione finanziaria in funzione dell’EXPO 2015 – continua ad esserlo. Un’area che registra tra l’altro la forte presenza dello Slai cobas nelle aziende presenti nonché il caparbio presidio alle portinerie contro i licenziamenti – da più di un anno – dei lavoratori Innova Service (ex Alfa Romeo/Fiat). Il ‘valore aggiunto’ è stato dato innanzitutto dalla volontà, espressa quasi unanimamente dai numerosi interventi di lavoratori, forze politiche, sindacali e movimenti che hanno partecipato all’assemblea, di realizzare quelle possibili convergenze per la realistica costruzione di un polo per il sindacato di classe e per un partito di classe che faccia da argine e contraltare alle improponibili derive neo-riformistiche (oltretutto risibili per l’incalzare della crisi) che ancora persistono nei ‘luoghi comuni’ della variegata sinistra movimentista e istituzionalista.

Se Monti e Marchionne sono le due facce della stessa medaglia padronale multinazionale la tenuta operaia all’Alfa di Arese, Pomigliano e nell’insieme delle fabbriche Fiat non solo rafforza la resistenza di tutti i lavoratori sia pubblici che privati ma sarà determinante, e contribuirà comunque, alla configurazione di una possibile e necessaria prospettiva di cambiamento dei rapporti di forza, sindacali e politici, in fabbrica e nella società.

La relazione introduttiva dell’assemblea, ed i numerosi interventi, sono in pubblicazione video su www.slaicobas.it e www.youtube.com/user/slaicobas – tra gli altri:

PIERPAOLO LEONARDI segretario nazionale USB
ANGELO POZZI Rete 28 aprile CGIL – Comitato No Debito
MARCO FERRANDO portavoce nazionale PCL
MARCO RIZZO segretario CSP – Partito Comunista
MASSIMO GATTI capogruppo Lista un’Altra Provincia – PRC/PdCI (MI)
BENEDETTO NICOSIA candidato sindaco Lista Garbagnate Comunista
MIRCO RIZZOGLIO studio legale Slai Cobas

SLAI COBAS – COORDINAMENTO NAZIONALE – 24/4/2012

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ASSEMBLEA OPERAIA NAZIONALE ALL’ALFA DI ARESE – 20 APRILE, ORE 10.00

Pubblicato da slaicobastrentino su aprile 6, 2012

ASSEMBLEA OPERAIA NAZIONALE ALL’ALFA DI ARESE – 20 APRILE, ORE 10.00

La riforma del mercato del lavoro del governo Monti è solo un ulteriore, fondamentale, tassello di quell’attacco complessivo, economico e politico, che il capitale nazionale ed internazionale stanno attuando nei confronti della classe operaia e delle masse popolari del nostro paese.
La situazione è già insostenibile per i lavoratori, ma nonostante questo si vuole procedere su una strada che non sembra avere più alcun punto limite di approdo.
Con la modifica dell’art. 81 della Costituzione e l’introduzione del pareggio di bilancio già si delineano nuovi scenari in cui la cosiddetta riforma del mercato del lavoro non potrà non riguardare gran parte dei lavoratori del pubblico impiego, senza parlare di quello che una cornice giuridica di questo tipo va a prospettare in termini di ulteriore offensiva contro le condizioni di vita e di lavoro della maggioranza della popolazione.

Tutto questo mentre all’orizzonte prende sempre più consistenza l’introduzione, sponsorizzata dall’Unione Europea, di nuove e radicali norme antisciopero.
Non è un caso. Sempre più oggi si erodono non solo, genericamente, le basi del consenso sociale, ma le basi stesse della possibilità, per i lavoratori, di condurre una vita minimamente dignitosa.
Il capitale, il suo Stato, i suoi governi, i suoi partiti, insieme all’Unione Europea, si aspettano che in un modo o nell’altro il malcontento e la rabbia degli operai e degli strati popolari cercheranno una strada per esprimersi ed affermarsi.
E’ per questo che la repressione delle lotte operaie, il licenziamento dei lavoratori scomodi, l’introduzione di nuove misure liberticide, la prefigurazione di una sorta di partito unico al potere (si pensi a cosa significa l’attuale governo tecnico) e la limitazione della conflittualità tra le stesse forze politiche di potere, il disciplinamento autoritario della conflittualità sul territorio e quindi dei movimenti di lotta, del sindacalismo di base ed autorganizzato ed in parte della stessa Fiom, sono una necessità vitale per il capitale industriale e finanziario, FIAT in testa.

Se la repressione è un lato, l’altro però è rappresentato dalla necessità che, il più possibile, i lavoratori continuino ad avere delle aspettative nei confronti dei sindacati confederali, della CGIL e dello stesso PD.
La repressione non basta, ai padroni occorre anche l’egemonia, e se quest’ultima è sempre più difficile, allora a maggior ragione occorre puntare sulla demagogia della Lega e su quella dei Forconi, oppure, e soprattutto, sugli imbrogli degli accenni al dissenso di un Bersani e degli “scioperi generali” della CGIL.

Proprio il centro sinistra, il sindacalismo confederale, con un ruolo di primo piano della CGIL, con il supporto sostanziale della sinistra sindacale e della FIOM e, spesso e volentieri, della stessa sinistra istituzionale (PRC, PdCI), sono stati tra i principali artefici dell’attuale situazione.
La disastrosa situazione in cui versa la capacità di lotta e di mobilitazione dei lavoratori italiani, a differenza di quella di altri paesi europei, è un esito da un lato della distruzione dell’organizzazione e delle relazioni di solidarietà reciproca dei lavoratori e dall’altro della centralità assunta dal centro sinistra e dai sindacati confederali in decenni di offensiva antioperaia ed antipopolare.
Si pensi agli effetti disastrosi delle varie riforme pensionistiche, delle privatizzazioni, della precarizzazione del lavoro con il Pacchetto Treu, ecc., per arrivare all’oggi, all’accordo interconfederale del 28 giugno 2011 firmato tra Confindustria e CGIL-CISL-UIL (poi recepito in legge all’art. 8 dalla successiva manovra economica del governo Berlusconi) che ha prefigurato l’attuale operato del governo e che ha ulteriormente gravemente colpito la democrazia e la rappresentanza sindacale, ha già affossato i contratti nazionali, derogato l’insieme dei diritti soggettivi e collettivi dei lavoratori e aggirato l’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori (con la liberalizzazione dei licenziamenti per accordo sindacale ).

E’ per questi motivi che non si può continuare ad imbrogliare gli operai ed i lavoratori facendo credere loro che c’è solo la possibilità del male minore e che questo “male minore” è di volta in volta rappresentato dalla CGIL e dai sindacati confederali, dal PD o dal populismo reazionario della Lega e delle destre.

Oggi una volta per tutte, proprio per il carattere eccezionale dell’attuale situazione di crisi economica e politica, si deve dire ai lavoratori da che parte si sta e si vuole stare, se dalla parte dei padroni, dei sindacati confederali e delle forze di potere, oppure dalla parte di chi vuole rompere con questi interessi, con queste forze sociali e politiche, con queste istituzioni, per aprire una prospettiva di fuori-uscita dalla crisi sulla base di un programma proletario e popolare.

Se questo è il nodo da sciogliere, se si tratta oggi di aprire la possibilità di una prospettiva di mobilitazione proletaria e popolare contro Monti, la Fiat, il capitale, la UE, i sindacati confederali, allora bisogna porre la centralità della questione operaia e quella della costruzione di un polo per il sindacato di classe e per il partito di classe. Gli operai, i lavoratori, gli strati popolari del paese, hanno ancora troppe poche effettive lotte di resistenza, e non hanno ancora un sindacato ed un partito che li rappresenti.

L’assemblea del 20 aprile è una proposta rivolta in primo luogo a tutte le situazioni operaie che continuano a resistere, per questo abbiamo simbolicamente voluto indirla all’Alfa di Arese, dove è viva una rilevante realtà operaia che continua a lottare, in una situazione di generale accerchiamento, mettendo a nudo un sistema di potere dove vanno a braccetto la FIAT, il capitale finanziario, i partiti, i sindacati, la falsa sinistra, i servizi segreti e la mafia.

In secondo luogo rivolgiamo la nostra proposta al sindacalismo di base e di classe, alla stessa minoranza FIOM, ed alle forze politiche di opposizione, per la formazione di una rete nazionale per la costruzione di un polo sindacale per il sindacato di classe e di un polo politico per il partito di classe. Come Slai Cobas siamo intenzionati a lavorare per andare a definire e concretizzare una prospettiva di classe con chiunque voglia sostenere, rafforzare ed organizzare la resistenza e la controffensiva dei lavoratori e delle masse popolari.

SLAI COBAS – COORDINAMENTO NAZIONALE – WWW.SLAICOBAS.IT – 3/4/2012

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TRENTO: 4 febbraio Assemblea Per Un Sindacalismo di Classe, promuovono S.B.M e Slai Cobas del Trentino

Pubblicato da slaicobastrentino su gennaio 31, 2012

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FIAT / NUOVA PANDA: AL VIA I… TAGLI OCCUPAZIONALI E PRODUTTIVI ALL’EX ALFA SUD DI POMIGLIANO

Pubblicato da slaicobastrentino su dicembre 15, 2011

FIAT / NUOVA PANDA: AL VIA I… TAGLI OCCUPAZIONALI E PRODUTTIVI ALL’EX ALFA SUD DI POMIGLIANO

PRESENTATO NELLE ASSEMBLEE DEL SINDACALISMO DI BASE AI CANCELLI IL DOSSIER :
LO SPECULATORE FINANZIARIO MARCHIONNE SFASCIA LE FABBRICHE E DELOCALIZZA, LO SPECULATORE FINANZIARIO MONTI (Comit, Generali, Goldman sahcs, ma innanzitutto ‘uomo fiat: tra l’altro del Ghota esecutivo insieme a Gianni ed Umberto Agnelli, Gianluigi Gabetti e Franz Grande Stevens) PORTA IL DISASTRO SOCIALE IN ITALIA.

CON UNA (750 GIORNALISTI ED UN PAIO DI MINISTRI DEL GOVERNO MONTI) PRENDE IL VIA IL PIANO BLUFF DI MARCHIONNE. GLI STESSI LIVELLI PRODUTTIVI (IMPROBABILI E SOVRADDIMENSIONATI) ANNUNCIATI DA MARCHIONNE PORTERANNO ENTRO IL 2012 AL TAGLIO DEL 70% DEGLI ORGANICI

IL NUOVO GOVERNO FAREBBE BENE A CHIARIRE LA POSIZIONE DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SULLE MAZZETTE FIAT PER IL REGALO DELL’ALFA ROMEO ALLA FIAT

“MARCHIONNE MONTI… I SACRIFICI FATELI VOI”:
DOMANI, ORE 10, PIAZZA DEL GESU’,
NAPOLI’:
MANIFESTAZIONE UNITARIA
DEL
INDETTA DA SINDACATI DI BASE, COORDINAMENTO DI LOTTA PER IL LAVORO, BANCHI NUOVI, PRECARI BROS, PRECARI SCUOLA, CENTRI SOCIALI, AREA ANTAGONISTA, COLLETTIVI, STUDENTI,E FORZE POLITICHE

Slai cobas fiat e terziarizzate – Pomigliano, 14/12/2011

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MARIO MONTI – ED IL SUO GOVERNO – CHIARISCA LA SUA POSIZIONE SULLE MAZZETTE ALLA FIAT E RESTITUISCA L’ALFA ROMEO ALLO STATO, INVECE DI TAGLIARE I DIRITTI, ED IL FUTURO, DEI LAVORATORI E DELLA POVERA GENTE

Pubblicato da slaicobastrentino su dicembre 15, 2011

Comunicato stampa: MARIO MONTI – ED IL SUO GOVERNO – CHIARISCA LA SUA POSIZIONE SULLE MAZZETTE ALLA FIAT E RESTITUISCA L’ALFA ROMEO ALLO STATO, INVECE DI TAGLIARE I DIRITTI, ED IL FUTURO, DEI LAVORATORI E DELLA POVERA GENTE

Martedì 13 Dicembre 2011 20:01

MONTI E MARCHIONNE: IL ‘PIANO FIAT’ PER GOVERNARE L’ ITALIA

MARIO MONTI – ED IL SUO GOVERNO – CHIARISCA LA SUA POSIZIONE SULLE MAZZETTE ALLA FIAT E RESTITUISCA L’ALFA ROMEO ALLO STATO, INVECE DI TAGLIARE I DIRITTI, ED IL FUTURO, DEI LAVORATORI E DELLA POVERA GENTE

Mentre stamattina, a Pomigliano, prendeva il via la pacchiana kermesse della Fiat (a complemento della chiusura di Arese con la destinazione d’uso dell’area alla speculazione finanziaria ed edilizia in prospettiva dell’Expo 2015). Mentre, ancora nella giornata di oggi, la Fiat ha sottoscritto a Torino, col compiacente sindacalismo giallo confederale, l’intesa sindacale nazionale di estensione-coatta (e priva di alcun mandato e consultazione dei lavoratori) dell’accordo di Pomigliano a tutte le fabbriche del gruppo Fiat e collegate, lo Slai cobas denuncia l’inquietante strategia parallela della Fiat di Marchionne e del Governo Monti per la destabilizzazione della democrazia sindacale e quella politica e l’azzeramento dei diritti dei lavoratori e di quelli sociali.

Nessuno ne parla ma il ‘bocconiano’ Mario Monti non è solo l’uomo delle banche e della speculazione finanziaria internazionale (prima Comit e Generali e poi Goldman Sachcs) ma è innanzitutto un UOMO FIAT. Oltre al CdA della Gilardini dal 1979 al 1983 e del Cda Fidis dal 1982 al 1988, dal 1988 al 1993 ha fatto parte del Cda Fiat ed insieme a Gianni ed Umberto Agnelli, a Gianluigi Gabetti e Franz Grande Stevens, del Comitato Esecutivo Fiat e non poteva non sapere del giro di mazzette e fondi neri che hanno consentito il regalo di Stato del Gruppo Alfa Romeo alla Fiat nel novembre del 1986 (governo Craxi con Prodi presidente dell’IRI).

Marchionne porta al disastro l’occupazione e la produzione, Monti porta al disastro sociale l’Italia. sono due facce della stessa medaglia: BISOGNA FERMARLI ! Anche di questo si parlerà domani nelle assemblee presidio dello Slai cobas alla Fiat di Pomigliano.

SLAI COBAS – COORDINAMENTO NAZIONALE – Pomigliano / Arese, 13/12/2011

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FIAT POMIGLIANO / LANCIO NUOVA PANDA: TRE GIORNI DI MOBILITAZIONE DEI LAVORATORI

Pubblicato da slaicobastrentino su dicembre 13, 2011

FIAT POMIGLIANO / LANCIO NUOVA PANDA: TRE GIORNI DI MOBILITAZIONE DEI LAVORATORI

SOLO 300 OPERAI IN FABBRICA A SGOBBARE … PIU’ DI 1.000 GIORNALISTI FUORI A… “RACCONTARE BALLE”

UN PARADOSSO CHE BEN SI ADDICE ALLO SLOGAN DI MARCHIONNE …”NOI (LUI) SIAMO QUEL CHE FACCIAMO”… E LUI … A NAPOLI SI CHIAMANO MAGLIARI…

Il 13, 14 e 15 dicembre si svolge a Pomigliano la patinata kermesse con cui la Fiat spera di “rifarsi” l’immagine e mimetizzare il pesante processo di speculazione finanziaria, delocalizzazione impiantistica, deindustrializzazione, e parassitazione di finanziamenti pubblici, messo in atto da Marchionne e che già ha portato alla chiusura della Fiat di Termini Imerese, dell’Alfa di Arese e dell’Irisbus di Grottaminarda.

Siamo al paradosso che per lanciare il “nuovo” modello, la vecchia Panda blandamente riutilizzata, si mobilitano oltre 1.000 giornalisti ed i fabbrica lavorano oggi al montaggio appena 300 operai, con altri 200 tecnici tra capireparto, direttore di stabilimento, addetti al personale ed ingegneri vari… già ci sono 500 licenziati (messi in mobilità in questi mesi e mai rimpiazzati) e licenziamento per altri 3.000 lavoratori (in prevalenza operai) per l’impossibile risalita produttiva di un modello vecchio che non raggiungerà mai la iperbolica produzione di 280.000 vetture/anno millantata da Marchionne. Non a caso lo stesso, proprio in questi giorni ha abbassato il “tiro” puntando a 220.000. In realtà i dati/vendita reali saranno ben al di sotto di tali numeri e considerato che per produrre una vettura Panda occorrono 3 operai a fronte dei 10 necessari a produrre un’Alfa Romeo, il calcolo è bell’è fatto.

Ma già Basta – da solo – l’infelice slogan coniato da Marchionne e megagalatticamente disegnato sulla facciata del centro direzionale della fabbrica (“noi siamo quello che facciamo”) con gli operai in effige (disegnati in pupazzi a rappresentare lo schema della Panda) per offendere tutti i lavoratori Fiat in Italia e nel mondo, equiparati da Marchionne – in preda ad incontrollabile lapsus freudiano – a macchine, a pezzi meccanici inerti da lui diretti ed assemblati! La Fiat ed i suoi cantori vogliono trasformare gli operai in merce per produrre merci… l’ultima volta ci provò il nazismo… con la fine che ha fatto!

Marchionne e Monti sono due facce della stessa medaglia: vogliono innalzare i profitti del capitale e i guadagni dei ricchi a discapito dei diritti dei diritti e dei salari dei lavoratori e della povera gente.

Per questo da domani il sindacalismo di base si mobilita ai cancelli della fabbrica per contro-informare sui reali contenuti dei paralleli piani di Marchionne e di Monti e giovedì manifesterà a Napoli con tutte le organizzazioni sociali e politiche dalla parte dei lavoratori.

Slai cobas Fiat e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 12/12/2011

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FIAT POMIGLIANO / PIANO MARCHIONNE: CONTROFFENSIVA DEI LAVORATORI

Pubblicato da slaicobastrentino su novembre 28, 2011

FIAT POMIGLIANO / PIANO MARCHIONNE: CONTROFFENSIVA DEI LAVORATORI
Domenica 27 Novembre 2011 23:40

L’ASSEMBLEA DEGLI OPERAI DELLA FIAT E TERZIARIZZATE SVOLTASI STAMATTINO A POMIGLIANO HA DECISO L’AVVIO DI UNA :

MANIFESTAZIONE-PRESIDIO ALLE PORTINERIE DELLO STABILIMENTO PER I GIORNI 13/14/15 DICEMBRE IN OCCASIONE DELLA PRESENTAZIONE DELLA “NUOVA” PANDA: ALLA MOBILITIAZIONE (DA COSTRUIRE INSIEME) SONO INVITATE TUTTE LE FORZE DEL SINDACALISMO DI BASE E CONFLITTUALE E QUELLE SOCIALI E POLITICHE

AVVIO DEI PER DISCRIMINAZIONE E VIOLAZIONE DELL’ART. 2112 DEL CODICE CIVILE IN MATERIA DI CESSIONE D’AZIENDA: ENTRAMBE LE VIOLAZIONI AZIENDALI SONO INOLTRE TUTELATE DA QUALI IL DIRITTO COSTITUZIONALE E QUELLO EUROPEO E DALL’ACCORDO DI POMIGLIANO NE’ DALLA RECENTE DISDETTA DI MARCHIONNE DI TUTTI I PRECEDENTI ACCORDI SINDACALI

RESTITUZIONE ALLA FINMECCANICA DEGLI STABILIMENTI ALFAROMEO: CON UNA INQUIETANTE STORIA DI MAZZETTE E FONDI NERI L’ALFA ROMEO FU REGALATA NEL 1987 DA PRODI (ALL’EPOCA PRESIDENTE DELL’IRI – GOVERNO CRAXI) ALLA FIAT PER BLOCCARE L’ACQUISTO DA PARTE DELLA FORD E CONSENTIRE AGLI AGNELLI IL MONOPOLIO DELL’AUTO IN ITALIA. SUL COLLEGATO “FALSO IN BILANCIO” LA MAGISTRATURA DI TORINO HA RIPETUTAMENTE CONDANNATO LA FIAT FINO IN CASSSAZIONE, SEMPRE DANDO RAGIONE ALLE TESI SOSTENUTE DALLO SLAI COBAS, SINDACATO CHE OGGI DA IL MANDATO AI PROPRIO AVVOCATI PENALISTI PER AVVIARE ULTERIORI E FORTI INIZIATIVE GIUDIZIARIE CONTRO LA FIAT PER LA RESTITUZIONE DELL’ALFA ROMEO AL “PUBBLICO”… ALTRO CHE ”RISANAMENTO DEL DEFICIT PUBBLICO” A DANNO DEI DIRITTI E DEL POSTO DI LAVORO DEI LAVORATORI FIAT

ASSEMBLEA OPERAIA NAZIONALE IN FEBBRAIO 2012 (APERTA ALLE FORZE DEL SINDACALISMO DI BASE E CONFLITTUALE ED A QUELLE SOCIALI E POLITICHE) IN COINCIDENZA DELLA PRIMA UDIENZA DEI RICORSI CHE SARANNO AVVIATI NEI PROSSIMI GIORNI <PER RIDARE FORZA, VOCE E ALLE RAGIONI DEI LAVORATORI>

ANCHE DI QUESTO SI PARLERA’ ALL’ASSEMBLEA NAZIONALE DEL SINDACALISMO DI BASE CHE SI TERRA’ SABATO 3 DICEMBRE A ROMA, ORE 9.30/14.30, AL TEATRO AMBRA JOVINELLI (VIA G. PEPE, 43)

Slai cobas Fiat e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 25/11/2011

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LA FIAT DI MARCHIONNE: I NUMERI DI UN DISASTRO !

Pubblicato da slaicobastrentino su novembre 2, 2011

LA FIAT DI MARCHIONNE: I NUMERI DI UN DISASTRO !

Venerdì 28 ottobre – ore 10.00 – sede SLAI Cobas Pomigliano

ASSEMBLEA LAVORATORI FIAT TERZIARIZZATE

Con l’esaurimento produttivo della 159, dopo quello della 147, siamo alle ultime battute per la maggioranza dei lavoratori di Fiat e terziarizzate di Pomigliano che lasciano la fabbrica con l’unica certezza di cassa integrazione a ‘zero ore’ ed il pericolo di rimanere sotto le macerie dei cumuli di parole, promesse, clientele e ricatti dei tanti “ottimisti di mestiere” che per anni si sono adoperati a mettere i lavoratori in ‘concorrenza’ tra loro per la ‘conquista’ di un posto di lavoro nelle newco raccontando la favola di Fabbrica Italia che avrebbe assorbito l’intero organico di Fiat Auto, ben sapendo, come lo Slai cobas ha denunciato da sempre, che la produzione Panda assorbirà solo 1/3 dei lavoratori ad oggi occupati!

I numeri, ormai noti, ci danno ragione: tra quanti, circa 500, da licenziare e collocare in mobilità entro la fine anno; i 300 che saranno a loro volta deportati al reparto-confino di Nola già tagliato fuori da Fabbrica Italia (dove i lavoratori sono da tempo infognati nella cassa integrazione proprio come quelli di Pomigliano), i 380 dello stampaggio a loro volta tagliati fuori da Fabbrica Italia, a conti fatti, nella newco, se e quando andrà a regime, crisi permettendo, ci sarà posto al massimo per non più di 2.400 lavoratori.

E le cose non vanno certamente meglio nelle altre fabbriche del gruppo e nell’indotto: da Mirafiori a Grugliasco, da Arese a Termini Imerese l’unico futuro che si intravede è lo spettro dei progressivi licenziamenti. Bene fecero a suo tempo gli operai di Pomigliano, col solo Slai cobas schierato all’opposizione e la Fiom sull’Aventino, a mettere in profonda crisi Marchionne col NO al referendum. Un piano che non poteva lasciare spazio ad alcuna illusione già all’epoca. La coraggiosa risposta degli operai di Pomigliano nonostante il forte ricatto aziendale appoggiato dall’intero sistema politico e sindacale ha consentito nel gruppo Fiat la costruzione di un importante dissenso operaio sia nel successivo NO di Mirafiori che all’ultimo referendum di Caivano che ha visto ancora una volta il solo Slai cobas schierato per in NO con la Fiom che ha firmato e rifirmato l’accordo-capestro (arrivando alla farsa di richiedere un nuovo referendum sullo stesso accordo) per l’estensione del modello-Marchionne nell’indotto dell’auto.

In tutto questo risulta determinante il ruolo dello Slai cobas di tutela ‘nel presente e nel futuro’ dei lavoratori a partire da quelli vittime dei licenziamenti ‘facili’ dell’era Marchionne cui, con ripetute sentenze della magistratura, abbiamo garantito il rientro in fabbrica ed il risarcimento danni (ultimi, nei giorni scorsi, Francesco Manna e Rosario Monda – ciò a differenza della Fiom e degli altri sindacati in quanto chi si è rivolto a loro, ad oggi, resta ancora licenziato). Nel frattempo sono già in corso le cause-pilota con gli avvocati dell’Ufficio Legale dello Slai cobas contro la che, nella recente udienza, hanno visto la Fiat in grossa difficoltà. Cause che, non solo richiedono un ingente risarcimento danni ma puntano a garantire nel tempo il futuro lavorativo. Altre importanti iniziative a tutela dell’insieme dei lavoratori sono in imminente attuazione.

“FABBRICA ITALIA ERA E CONTINUA AD ESSERE SOLO UN INDIRIZZO… IL SETTORE AUTO E’ A UN MIGLIO DALL’INFERNO”… questa è la gravissima dichiarazione di Marchionne resa lunedì scorso all’Unione degli Industriali di Torino e la dice lunga sul suo piano-industriale truffa !

Venerdì 28 ottobre – ore 10.00 – sede SLAI Cobas Pomigliano

ASSEMBLEA LAVORATORI FIAT TERZIARIZZATE:

· punto sulle cause in corso e prossime iniziative sindacali e giudiziarie di massa
· brindisi sulle ultime vittorie giudiziarie ed il rientro in fabbrica dei licenziati.

Il futuro che ci aspetta non è certo sereno: tra le politiche anticrisi e bipartisan di macelleria sociale e massacro dei diritti dei lavoratori, le nuove dismissioni di fabbriche sul territorio (dall’Alenia all’Irisbus alla Fincantieri solo per fare alcuni esempi) si vedranno solo ingrossare le file dei disoccupati. Ai lavoratori resta l’intelligenza politica si sapersi organizzare e lottare per difendere i propri diritti, i propri interessi ed il proprio futuro. Lo Slai cobas lo strumento per ‘farlo insieme’ !

Slai cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano, 26/10/2011

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LEAR CAIVANO: LANDINI COME BERLUSCONI ?

Pubblicato da slaicobastrentino su ottobre 26, 2011

LEAR CAIVANO: LANDINI COME BERLUSCONI ?
Martedì 25 Ottobre 2011 20:28

Evidentemente l’iter utilizzato da Berlusconi per l’approvazione alla Camera del Rendiconto dello Stato ha fatto scuola. E così, dopo la bocciatura al referendum dello scorso 7 ottobre con cui i lavoratori e lo Slai cobas rimandarono al mittente l’accordo-capestro sul modello-Marchionne alla Lear di Caivano oggi la Fiom di Landini ci riprova: il prossimo 7 novembre ripropone pari pari un “nuovo” referendum sullo stesso accordo, disdettato dopo il NO referendario ma nuovamente firmato, ieri e per la seconda volta, con la Lear all’Unione degli Industriali di Napoli insieme a Fim, Uilm, Fismic e col solo Slai cobas all’opposizione che ancora una volta ha negato il suo consenso all’azienda già preannunciando in fabbrica una nuova campagna per il NO alle “deroghe per accordo” dei diritti fondamentali dei lavoratori.

Il fatto è che con l’ostinata reitera degli accordi sindacali nel settore (dall’ex Bertone di Grugliasco alla Lear di Caivano) la Fiom “accetta in fabbrica quello che da contesta nelle piazze” e con l’ultima firma – fatto ancor più grave – ha rifirmato l’accordo-quadro dettato da Marchionne alla Lear nella logica di quello di Pomigliano – già sconfessato allo scorso referendum dai lavoratori di Caivano che imposero il ritiro della firma – con cui la Fiat intende forzare l’estensione del suo modello autoritario negli stabilimenti Lear, da quello di Caivano a Grugliasco, Melfi, Pozzo d’Adda, Cassino e Termini Imerese, e poi da questi all’intero settore indotto dell’auto.

Se questi sono i presupposti, e lo sono, viene da chiedersi quale credibilità possano avere i proclami su democrazia e diritti dispensati a “maniche larghe” da Landini – in ogni manifestazione di piazza (indignata o rassegnata che sia) o compiacente salotto televisivo – mentre nelle fabbriche e tra i lavoratori questo bluff comincia a svelarsi come dimostra il sostanziale fallimento, politico e numerico, della manifestazione di Roma dello scorso venerdì 21 ottobre.

Vero è che poco servono ai lavoratori la “babele” degli indignati del 15 ottobre ed il collegato sciopero del 21 della Fiom a Roma, in assenza di un impegno politico-sindacale minimamente soddisfacente, e “da sinistra”, per i sempre più operai, lavoratori e cittadini oppressi dalle incalzanti politiche bipartisan di macelleria sociale.

Slai Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 25/10/2011

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Fiat Alfa Romeo Pomigliano: Slai cobas sconfigge la linea dura di Marchionne sui licenziamenti

Pubblicato da slaicobastrentino su ottobre 21, 2011

Fiat Alfa Romeo Pomigliano: Slai cobas sconfigge la linea dura di Marchionne sui licenziamenti

Venerdì 21 Ottobre 2011 12:38

LA FIAT COSTRETTA A REINTEGRARE AL LAVORO FRANCESCO MANNA E ROSARIO MONDA, DA ANNI FUORI DALLA FABBRICA E SENZA SALARIO NONOSTANTE RIPETUTE SENTENZE DELLA MAGISTRATURA CHE NE IMPONEVANO LA “REINTEGRA”: SIA PER OVVIARE AI PIGNORAMENTI ATTIVATI SUI CONTI CORRENTI FIAT DELLE SOMME DOVUTE AI DUE OPERAI CHE PER ELUDERE L’ UDIENZA DEL 1° DICEMBRE – E LA PROBABILE CONDANNA PER INOTTEMPERANZA DI SENTENZE DELLA MAGISTRATURA – FISSATA AL TRIBUNALE DI NOLA CON LA RICHIESTA DI “REINTEGRO COATTO CON L’EVENTUALE AUSILIO DELLA FORZA PUBBLICA” FATTA DAGLI AVVOCATI DELLO SLAI COBAS

Si tratta della prima significativa sconfitta di Marchionne: una importante vittoria dello Slai cobas che da forza e rilancia il contenzioso nazionale contro i licenziamenti politici e quelli “facili”” attuati dalla Fiat a piene mani in questi anni nelle fabbriche di tutta Italia e che sbaraglia l’illecita pretesa aziendale di disattendere l’esecuzione delle sentenze della magistratura.

Franco Manna e Rosario Monda (allora delle DHL poi reinternalizzata Fiat, che a differenza degli altri non erano ancora stati reintegrati al lavoro) sono 2 degli 8 operai licenziati per le assemblee del 2006 alla Fiat Pomigliano dove, con lo Slai cobas, oltre 4.000 operai nei due turni di lavoro contestarono a “muso duro” all’epoca siglato da FIOM-FIM-UILM-FISCMIC, accordo che già anticipava gli attuali contenuti autoritari del piano-Marchionne.

Ci sono voluti ben 5 anni di “lotta giudiziaria” e numerosi pronunciamenti di condanna della Fiat- in due livelli di giudizio – sia per comportamento antisindacale ex art. 28 dello Statuto dei lavoratori che nei “meriti individuali”, una querela depositata in gennaio 2011 dallo Slai cobas al Tribunale di Nola contro la Fiat per “inottemperanza degli ordini della magistratura”, vari sequestri operati dai legali dello Slai cobas per oltre 140.000 euro sui conti correnti Fiat ed altri ancora in corso, e una denuncia per “esecuzione coatta con la forza pubblica” per la reintegra in fabbrica dei due operai che si sarebbe dovuta discutere il prossimo 1 dicembre al Tribunale di Nola (giudice dell’esecuzione dott. Enrico Ardituro).

Nel frattempo, mentre si attende a giorni il pronunciamento del giudice del lavoro sulle cause in corso contro la discriminazione per la collocazione in cigs a zero ore degli iscritti allo Slai cobas già si preannunciano ulteriori e forti iniziative giudiziarie “di massa” con ricorsi congiunti lavoratori-sindacato contro la pretesa “selezione politica” già in atto nelle assunzioni da Fiat Auto alla newco di Fabbrica Italia e contro lo spettro dei licenziamenti.

Slai cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 20/10/2011

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Fiat Pomigliano / piano-Marchionne: domani lavoratori in Tribunale contro le discriminazioni

Pubblicato da slaicobastrentino su ottobre 9, 2011

Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale
S.L.A.I. cobas

Sede Legale Sede Nazionale
Via Masseria Crispo n°4 -80038 viale Liguria,49
Pomigliano d’Arco – Na 20143 Milano
tel & fax 081/8037023 tel & fax 02/8392117

Fiat Pomigliano / piano-Marchionne: domani lavoratori in Tribunale contro le discriminazioni

SONO STATI TUTTI POSTI DALLA FIAT IN CIGS PUNITIVA A “ZERO ORE” ALL’INDOMANI DEL REFERENDUM SULL’ACCORDO DI POMIGLIANO E MAI RICHIAMATI IN FABBRICA: DOMANI LA CAUSA AL TRIBUNALE DI NOLA

E’ fissata per domani mattina alle ore 10 al Tribunale di Nola, giudice del lavoro Francesca Fucci, l’udienza di inizio della causa, intentata da 7 operai della Fiat Pomigliano, tutti iscritti allo Slai cobas, trasferiti al confino nell’unità produttiva di Nola e posti dall’azienda in cassa integrazione speciale a zero ore dalla fine di giugno 2010, in sospetta coincidenza con l’accordo di Pomigliano sul piano-Marchionne siglato il 15 giugno 2010 ed il successivo referendum del 22 giugno 2010.

Gli avvocati dello Slai cobas Arcangelo Fele e Daniela Sodano hanno richiesto al giudice “l’accertamento della discriminatoria collocazione in cigs a zero ore dei ricorrenti nonché la condanna della Fiat al reintegro lavorativo ed al pagamento del danno economico subito dagli stessi”. La collocazione a “zero ore” da oltre 1 anno di circa 2.000 addetti alla produzione dell’Alfa 147 e la mancata rotazione per “fungibilità delle mansioni” contrasta, a parere dello Slai cobas, con le garanzie previste dalla legge 223/91 e gli obblighi di rotazione per i periodi di ripresa lavoro nonché con le illegittime clausole di deroga (alla rotazione) dell’accordo-capestro di Pomigliano siglato tra Fiat e Fim, Uilm, Fismic ed Ugl il 15 giugno 2010.

L’attualità e la valenza strategica di questa prima causa-pilota che inizia domani (altre sono state fissate dal Tribunale per il 27 marzo 2012, giudice Ammendola, il 15 novembre 2012, giudice D’Auria, altre saranno fissate prossimamente) è data dal fatto che, con la costituzione della newco di Fabbrica Italia Pomigliano la Fiat ha trasformato in “fabbrica fantasma” lo stabilimento G. B. Vico destinato a contenitore delle migliaia di lavoratori che saranno resi “esuberi” dalla conversione produttiva, tenendo conto che per la lavorazione della Panda occorrono organici ridotti del 70% rispetto a quelli necessari alle produzioni Alfa Romeo e che le dinamiche della crisi economico-finanziaria fanno piazza pulita delle millantate produzioni stratosferiche all’epoca promesse ai sindacati consenzienti e spacciate per realistiche dall’ a. d. Marchionne.

Slai cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 10/10/2011

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INDIGNATI A ROMA… BOCCHE CUCITE A NAPOLI…?

Pubblicato da slaicobastrentino su ottobre 3, 2011

Scritto da redazione
Venerdì 30 Settembre 2011 15:06

Il giudice del riesame Pierluigi Di Stefano (8° sezione Tribunale del Riesame di Napoli) ne ha revocato gli arresti domiciliari: da sei giorni (sabato 24 settembre) Vincenzo Martinelli è libero nel generale silenzio dell’intera sinistra che tace la notizia.

Un atteggiamento di incomprensibile mancato contrasto delle gravi strumentalizzazioni messe in atto “a tavolino” dalla Questura di Napoli in occasione dello sciopero generale dei sindacati di base al fine di creare un orientamento mediatico dell’opinione pubblica finalizzato alla criminalizzazione delle lotte dei lavoratori e del disagio sociale: un .

Grazie alla forte ed immediata mobilitazione di Slai cobas ed Usb contro l’abnorme arresto politico del giovane lavoratore precario, già il Gip aveva precedentemente disposto gli arresti domiciliari di Vincenzo (patrocinato dall’ avv. Giuseppe B. Senatore) sottraendolo all’evidente ed ingiustificata detenzione punitiva nel carcere di Poggioreale.

Contemporaneamente scattava l’inchiesta parallela per la tempestiva denuncia presentata dallo Slai cobas contro il questore di Napoli per : nei fatti a fronte degli 11 feriti dichiarati si sono “trovati” solo 2 refertati (prognosi 10 giorni) di cui 1 già in servizio dopo solo 2 giorni in occasione del presidio dei sindacati di base a Poggioreale.

La doverosa chiarezza su queste gravi vicende sarebbe un importante e reale contributo a sostegno di quel “vento del cambiamento” da tanti auspicato.

Slai cobas – Coordinamento provinciale – Napoli, 30/9/2011

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INDIGNATI A ROMA… PROSTITUITI IN FABBRICA… ?

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 28, 2011

INDIGNATI A ROMA… PROSTITUITI IN FABBRICA… ?

Nell’appello dobbiamofermarli (per l’assemblea del 1° ottobre a Roma e la mobilitazione “indignados” del 15) sin dal primo rigo si riparte dagli operai di Pomigliano e Mirafiori che, con studenti, precari e coloro che lottano per la casa, le donne, il popolo dell’acqua bene comune, i movimenti civili e democratici ecc. trascinano la mobilitazione del cosiddetto “vento nuovo per cambiare le cose”, mentre negli ambienti della cosiddetta sinistra si leva da tempo la unanime e “formalistica” condanna del piano-Marchionne, e tra i maggiori sponsor firmatari dell’appello vi è la Fiom con molti esponenti “di punta”.

Ciò nonostante lo scorso 21 settembre, la Lear ha incassato, il “SI” determinante della Fiom quale unico sindacato confederale presente nella RSU di fabbrica che ha sottoscritto insieme a Fim-Uilm-Fismic l’accordo-quadro per lo stabilimento di Caivano (nelle elezioni dello scorso aprile questi ultimi sindacati non hanno ottenuto seggi ed hanno avuto seggi solo Slai cobas e Fiom): un accordo-capestro, fotocopia del piano-Marchionne e dettato dalla Fiat in cambio delle commesse dei sedili della nuova Panda, con cui la multinazionale Lear (una delle più grandi dell’indotto dell’auto e leader mondiale delle forniture di sedili, impianti elettrici e componentistica con 92.000 addetti distribuiti in 35 fabbriche del mondo di cui 6 in Italia: Caivano, Cassino, Grugliasco, Melfi, Posso d’Adda e Termini Imerese) oggi scende in campo a fianco della Fiat come “testa d’ariete” per far passare il piano-Marchionne nelle fabbriche dell’indotto dell’auto.

Continuare a “indignarsi” nelle manifestazioni e, nello stesso tempo, a prostituirsi in fabbrica (qualcuno ricorda la new strategy della Fiom, quella di “arrendersi per legittima difesa” votando “SI” al referendum all’ex Bertone di Grugliasco?) non aiuta certo a far levare l’auspicato vento di cambiamento ma certamente l’inquina.

Slai cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 28/9/2011

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MA QUALE “PIANO”… MARCHIONNE E’ UNO SFASCIACARROZZE CHE CAMPA DI RENDITA SUI VECCHI MODELLI !

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 26, 2011

Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale
S.L.A.I. cobas

MA QUALE “PIANO”… MARCHIONNE E’ UNO SFASCIACARROZZE CHE CAMPA DI RENDITA SUI VECCHI MODELLI !

Rispetto ai dati-vendita europei del 2010, in giugno/luglio 2010 il mercato dell’auto è calato rispettivamente dell’ 8,1% e dell’1,9% mentre in agosto la domanda è risalita del +7,8%. Ma in tutto questo il negativo Fiat è andato ben oltre: nel bimestre di giugno e luglio scorsi la perdita è stata del 9,9% mentre in agosto (nonostante la risalita delle immatricolazioni) il passivo-vendite ha registrato un sonoro -7,6%.

Questi semplici dati – se ce ne fosse ancora bisogno – continuano a confermare il consolidato trend di tracollo pluriennale della Fiat rispetto alla media di vendite delle altre case automobilistiche Europee.

Il fatto è che – a 5 anni dal suo insediamento ai vertici Fiat – alcun “vero” nuovo modello è stato ad oggi programmato da Marchionne perché questo “magnifico” manager, tra una speculazione finanziaria e l’altra, mira a campare di rendita con la dei vecchi modelli progettati all’epoca da Romiti/Cantarella (basta citare la “nuova” 500 e la “nuova” Panda), e questo è alla base del recente flop della 500, sia in America che in Europa. Stessa sorte toccherà alla “nuova Panda” come di fatto ormai preannunciato a denti stretti dallo stesso Sergio che in queste settimane è costretto a smentire le sue stesse precedenti fandonie di millantato rilancio produttivo ed occupazionale a Pomigliano e a rivedere al ribasso, dimezzandole, non solo le reali prospettive di vendita della Panda ma dell’intera gamma dei modelli Fiat al punto da dover ammettere, nei giorni scorsi, alla platea dei giornalisti del salone dell’auto di Francoforte, che “a causa della crisi questi sono anni difficili per il comparto dell’auto in cui l’Italia sarà totalmente debole”… ”la nuova Panda va a competere in un mercato competitivo e questo non va bene” ecc. ecc.

Ciò è stato confermato recentemente dalle stesse agenzie di rating che hanno declassato i titoli Fiat.

E intanto già si sa che di Panda, a Pomigliano, non se ne produrranno più di 600 al giorno (altro che lavoro a ciclo continuo a 18 turni: a questo punto sarebbe diseconomico) e ciò determinerà altre migliaia di esuberi.

MA MARCHIONNE… CI FA O CI E’…?!

In tutto questo la “creativa economia-ibrida di scala” ideata dallo speculatore Sergio (che per abbattere i costi sta mixando i pianali-vettura, le scocche e i motori di Chrysler e Fiat) determinerà la creazione di vetture troppo piccole per i gusti del mercato americano e troppo grandi per quello italiano ed europeo incrementando la tendenza al crollo delle vendite su scala mondiale e fregando non solo i lavoratori italiani di Fiat e indotto ma anche riversando le perdite su quelli della Chrysler ormai divenuti operai-azionisti di Marchionne.

Il nostro “dirigente-stratega” in questi anni ha fatto finta di ignorare l’avvitamento della crisi economica per sguazzare in ardite speculazioni finanziarie presupponenti un forte incremento dei consumi (è questo il bluff-capestro che rende addirittura ridicoli, in quanto praticamente inattuabili, i già infami accordi di Pomigliano e Mirafiori) ed intanto licenziando, delocalizzando e deindustrializzando all’evidente scopo di gonfiare ad personam il proprio portafogli con bonus e benefit multimilionari ma, nello stesso tempo, cautelandosi in anticipo e con lungimiranza già preannunciando pubblicamente la sua decisione di lasciare l’azienda nel 2014/2015 (in occasione del previsto disastro da lui messo in moto) della serie: “prendo i soldi e scappo e cazzi dei lavoratori e di chi ci rimane intrappolato”.

In tutto questo CGIL-CISL-UIL con l’accordo dello scorso 28 giugno siglato con Confindustria, e controfirmato ancora nei giorni scorsi, hanno sposato in pieno la filosofia della Fiat (incluso la liberalizzazione dei licenziamenti e la messa fuori gioco dei lavoratori dalla contrattazione) che Berlusconi ha poi convertito in legge nell’ultima manovra correttiva finanziaria di macelleria dei diritti di tutti i lavoratori e di quelli sociali: una vera e propria controriforma non solo economica ma classista e strategica di estrema pericolosità sociale con cui il fronte padronale, appoggiato da centrodestra e centrosinistra, punta a una sconfitta non solo materiale ma epocale e strategica dei lavoratori. Ed è gravissimo che questa oscena rappresentazione sia condotta con gli applausi delle escort di tutti i sindacati e partiti politici compresi quelli biforcuti che da un lato hanno in questi anni plaudito e poi dall’altro e strumentalmente si sono semplicemente limitati a balbettare sui diritti presentando monchi e controproducenti ricorsi legali che, scaricando i lavoratori, avevano la pretesa di tutelare i soli diritti dei sindacati.

Venerdì 30 settembre – ore 10.00 – sede Slai cobas Pomigliano
coordinamento provinciale aperto ad iscritti e simpatizzanti per le necessarie
iniziative a tutela dei diritti dei lavoratori e sindacali e dei livelli occupazionali

Slai cobas – coordinamento provinciale di Napoli

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SLAI COBAS, DIRITTO A PROCEDERE PER ATTIVITA’ ANTISINDACALE : SCONFITTA IN CASSAZIONE PER LA Videotime S.p.a. (società del gruppo Mediaset S.p.a.)

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 17, 2011

Con sentenza depositata il 29 luglio la Corte di Cassazione ha ribadito il diritto dello Slai Cobas a procedere per attività antisindacale tramite attivazione dell’art. 28

Ai fini della legittimazione attiva a promuovere l’azione prevista dall’art. 28 della legge 300/1970, per associazioni sindacali nazionali devono intendersi associazioni che abbiano una struttura organizzativa articolata a livello nazionale e che svolgano attività sindacale su tutto o su ampia parte del territorio nazionale, ma non è necessario che tale azione abbia anche comportato la sottoscrizione di contratti collettivi nazionali.

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ESPOSTO DELLO SLAI COBAS DI NAPOLI DOPO LE PESANTI CARICHE DEL SEI SETTEMBRE

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 9, 2011

LO SLAI COBAS HA PRESENTATO STAMATTINA ALLA PROCURA DI NAPOLI UN ESPOSTO-DENUNCIA NEI CONFRONTI DEL QUESTORE PER CHIARIRE I DISORDINI CHE HANNO TURBATO LA PACIFICA CONCLUSIONE DEL CORTEO DEI SINDACATI DI BASE E PORTATO ALL’ARRESTO DI UN GIOVANE PRECARIO

 

DALLA LETTURA DEI QUOTIDIANI APPARE CHE VITTIME (DI LORO STESSI) SONO STATI DUE ISPETTORI DELLE DIGOS E NOVE AGENTI: ALLA LUCE DELLE DICHIARAZIONI DELLA QUESTURA DI NAPOLI RIPORTATE DAI MEDIA SEMBREREBBERO ESSERE DI LATTA GLI SCUDI ANTISOMMOSSA DEGLI AGENTI IN ORDINE PUBBLICO, SCUDI CHE DOVREBBERO AVERE BEN ALTRA CONSISTENZA E CERTAMENTE NON ESPLODERE IN SCHEGGE A MO’ DI GRANATA IN CONSEGUENZA DEL BOTTO ESPLOSO A TERRA (E NEMMENO SULLO SCUDO) DI UN SEMPLICE PETARDO, E FERENDO COSI’ (E NON PER COLPA DI QUALCHE DIMOSTRANTE) OLTRE UNA DECINA TRA AGENTI E FUNZIONARI.

 

ALTRO FATTO SALIENTE, A PARERE DELLO SLAI COBAS, E’ LA GRATUITA’ DELLA VIOLENZA OPERATA NEI CONFRONTI DEL RAGAZZO ARRESTATO CHE RISULTA FORTEMENTE TUMEFATTO ALLA SCHIENA ED HA ALTRE FERITE INFERTE AL MOMENTO DEL FERMO CON PUGNI E CALCI NON DOVUTI PERCHE’ IL MANIFESTANTE ERA GIA’ A TERRA ED INERME.

 

LA GRAVITA’ DELL’ACCADUTO, UNITAMENTE ALLE POCO CREDIBILI E CONTRADDITTORIE VERSIONI SUGLI 11 FERITI E RELATIVE ALL’ARRESTO DEL GIOVANE MANIFESTANTE POTREBBE ESSERE STATA CONCEPITA, TRA L’ALTRO, PER UN POSSIBILE E FUNZIONALE ORIENTAMENTO DELL’OPINIONE PUBBLICA VERSO LA CRIMINALIZZAZIONE DEL DISSENSO ORMAI DILAGANTE DELLE LOTTE DEI LAVORATORI E DEL FORTE DISAGIO SOCIALE  E  CREARE ALLARME SOCIALE PREVENTIVO A DANNO DEI SINDACATI DI BASE, CIO’ IN INQUIETANTE FUNZIONALITA’ COI CONTENUTI DEL PIANO-MARCHIONNE E LA MANOVRA FINANZIARIA

Slai cobas – coordinamento provinciale – Napoli, 8/9/2011

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Su You tube quattro parti spettacolo teatrale operaio: nu te fa pecora ca fiat

Pubblicato da slaicobastrentino su luglio 28, 2011

Vi invitiamo a visionare su yutube scrivendo nu te fa pecora ca
fiat dove potete vedere e condividere quattro parti tratti dallo
spettacolo del 17/03/2011 fatto al teatro gloria. Tutti coloro che vogliono il DVD
integrale dello spettacolo – materiale di propaganda sindacale non commercializzabile – lo possono richiedere a SLAI COBAS via Masseria Crispo N° 4 80030 pomigliano d’arco tel. 081/8037023 Email cobasslai@libero.it

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4 VIDEO SU YOU TUBE DAGLI OPERAI DI POMIGLIANO: “GO HOME, GO HOME MR. MARCHIONNE !”

Pubblicato da slaicobastrentino su luglio 28, 2011

Comunicato stampa

Su you tube dagli operai di Pomigliano all’a.d. della Fiat:

“GO HOME, GO HOME MR. MARCHIONNE !”

“Go home. go home mr. Marchionne” (…insieme al Presidente con tutte le sue donne) è il titolo della recente canzone dedicata alla lotta dei lavoratori Fiat dal cantautore Gerardo Carmine Gargiulo – già autore, con “Me ne vado in Canadà”, della “colonna sonora” utilizzata dai sindacati di base ai cancelli di Mirafiori nella campagna per il “NO” al referendum dello scorso 14 gennaio.

La canzone è inclusa nei 4 video oggi presentati sulla pagina you tube di slai cobas e tratti dalla manifestazione-spettacolo promossa da ZEZI GRUPPO OPERAIO E SLAI COBAS e andata in scena lo scorso 17 marzo al Teatro Gloria di Pomigliano. Si tratta di una manifestazione-spettacolo che utilizza canti e musica delle lotte operaie e contadine, filmati, video e pezzi di teatro “per supportare con forza le lotte e le ragioni degli operai Fiat a partire dal ‘NO’ di Pomigliano e Mirafiori”: una vertenza attuale e di ampia portata che coinvolge pesantemente non solo i lavoratori della maggiore industria metalmeccanica italiana ma tutti coloro che lottano per i diritti, il lavoro e la democrazia ed auspicano migliori condizioni di vita” (il video integrale dello spettacolo – materiale di propaganda sindacale non commercializzabile – si può richiedere a cobasslai@libero.it e a info@zezi.it).

Lo Slai cobas ringrazia tutti coloro, tra musicisti, cantanti, attori, registi e tecnici, che hanno collaborato alla realizzazione dello spettacolo offrendo il loro lavoro a titolo gratuito in appoggio alle ragioni dei lavoratori, e tra loro: ZEZI Gruppo Operaio, Marzia Del Giudice, Maura Sciullo, Angelo De Falco, Massimo Ferrante, Massimo Mollo, Antonello Paliotti, Francopaolo Perreca, Maurizio Saccone, Enzo Salerno, Alessio Sica, Pasquale Terracciano, OZEP Fogli Volanti, Patrizio Esposito, Artisti Operai, Carlo Cerciello, Imma Villa, Laboratorio Teatrale Elicantropo, VO.DI.SCA., Dario Mogavero, Raffaele Del Prete, Michele Saccone, Giovanni Sgammato, Gerardo Carmine Gargiulo, Biagio Passaro, Raffaele Di Florio, Università di Perugia – Facoltà di Lettere e Filosofia, Luigi De Falco, Carmine Luino, Service ST. PRO, Diego Iacuz.

Mentre ancora in questi giorni Sergio M. continua col logoro “mantra” di strumentali minacce all’evidente scopo di coprire la scelta di progressiva deindustrializzazione degli impianti italiani sostituendo la produzione con la speculazione finanziaria e borsistica a discapito della condizione operaia, dell’occupazione e della democrazia, già si preparano le mobilitazioni per il prossimo autunno nonché l’avvio di nuove denunce giudiziarie collettive da parte dei lavoratori ed affiancate ad ulteriori iniziative sindacali.

Slai cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 28/7/2011

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LEAR / CAIVANO: LA FIOM FIRMA LO SLAI COBAS NO

Pubblicato da slaicobastrentino su luglio 26, 2011

Comunicato stampa LEAR / CAIVANO: LA FIOM FIRMA LO SLAI COBAS NO

Nell’incontro tenuto stamattina con i sindacati in sede di Giunta Regionale e concernente la richiesta sottoposta al Ministero del Lavoro di 2 anni dicigs per ristrutturazione interessante i 124 addetti dell’unità produttiva di Caivano a partire dal prossimo 22 agosto, la Lear ha fatto di tutto per tagliare fuori dalla discussione di merito dell’esame congiunto la bozza di accordo-quadro già proposta alle RSU di fabbrica e riguardante la disdetta di tutti gli accordi sindacali ad oggi firmati per realizzare un nuovo modello di relazioni sindacali contemplante penalizzazioni per i lavoratori ammalati, deroghe contrattuali delle vigenti normative di legge in materia di orario di lavoro e pause, 18 turni e clausole di responsabilità sindacale tra l’altro limitative del diritto di sciopero.

Limitando la discussione al mero collegamento con i 2 anni di “cassa” prospettati per lo stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco e dando una relativa ma non esaustiva disponibilità alla rotazione lavorativa dalla cigs, ed innanzitutto rimandando nel tempo la problematica trattativa sul nuovo modello sindacale mutuato dal piano-Marchionne, l’azienda ha incassato il parere favorevole delle FIOM, ma non quello dello Slai cobas che ha verbalizzato e motivato il proprio “parere negativo” e già prospettato la volontà di attivare le necessarie azioni giudiziali a tutela dei diritti dei lavoratori e di quelli sindacali.
Slai cobas Lear Caivano – coordinamento provinciale di Napoli – li,
26/7/2011
Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale S.L.A.I. cobas Sede Legale Via Masseria Crispi n°4 -80038 Pomigliano d’Arco – Na tel & fax 081/8037023 Sede Nazionale viale Liguria,49 20143 Milano tel & fax 02/8392117

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PIANO FIAT: RISCHIO-LICENZIAMENTO PER 3000 LAVORATORI DI POMIGLIANO E 600 DELL’ ERGOM E TERZIARIZZAZIONE A NOLA

Pubblicato da slaicobastrentino su giugno 21, 2011

Con comunicazione inviata a Slai cobas ed agli altri sindacati la Fiat ha avviato la procedura di due anni di cassa integrazione speciale a zero ore per cessazione di attività a Pomigliano e riorganizzazione a Nola. Nella comunicazione l’azienda confessa la mancanza di un piano di riassorbimento dei lavoratori nella nuova società in quanto le assunzioni sono vincolate ad una ipotetica ed improbabile salita produttiva del modello Nuova Panda in relazione al futuro andamento della crisi economica e del mercato, ed in misura di appena (nel migliore dei casi) il “40% di assunzioni in fabbrica Italia per il 14 luglio 2012”. Un 40% di “rientri ipotetici e non certi” su un organico di oltre 6.000 addetti in Fiat ed Ergom equivale ad appena 2.400 posti di lavoro. A questo punto sono realisticamente legittime le forti preoccupazioni dei lavoratori perché riferite non solo ad una produzione matura (in una fase di forte crisi economica) ma anche a bassa tecnologia e basso impatto occupazionale, considerato inoltre che se per produrre un’Alfa Romeo occorrono 10 operai, per fare una Panda ne bastano 3). Non a caso la Fiat mette le mani avanti e si disimpegna sul rientro dei restanti 3.600 lavoratori in esubero che allo scadere della prossima cigs – previsto per luglio 2013 – rischiano concretamente il posto di lavoro in quanto dopo la cigs per cessazione di attività resta solo il licenziamento. Dopo che in questi due anni i lacchè sindacali e quelli presenti negli schieramenti di centro destra e centro sinistra hanno fatto di tutto per contrabbandare “per buono” un piano Marchionne fantomatico ed inesistente che oggi è sconfessato dalla stessa Fiat nel tentativo di parare la crescente indignazione dei lavoratori, le mobilitazioni sindacali e, immediatamente, le iniziative giudiziarie di Slai cobas e Fiom: l’azienda mette le mani avanti e “tira fuori” il vero piano di ristrutturazione organizzativa e non industriale che trasforma il Gruppo Fiat Automobiles italiano in azienda commerciale e finanziaria all’interno di una holding company “madre” per il controllo azionario delle costituende newco di Fabbrica Italia. Le newco di fabbrica Italia – mutuate dalle speculative logiche delle società offshore – col ricatto su lavoratori, sindacati ed istituzioni puntano ad avere completa mano libera nella cannibalizzazione di tutti i diritti dei lavoratori e di quelli sindacali e ad aggirare ogni normativa contrattuale e legale. E’ questo <il senso e lo scopo> delle newco costituite dalla Fiat cui l’azienda affida ogni attività di produzione veicolare e la formulazione di piani separati per dividere tra loro i vari stabilimenti e sfoltire gli organici. In tutto questo la Fiat taglia fuori e separa dallo stabilimento i 305 addetti al reparto-confino di Nola (di cui un terzo è iscritto allo Slai cobas e la rimanenza agli altri sindacati) riproponendo la favola del fantomatico polo-logistico per il centro sud (Pomigliano, Cassino e Melfi) la cui nebulosa attività è oggi strumentalmente differita di altri due anni: la speranza è di tentare di rassicurare e tenere buoni i lavoratori e gli altri operai che vi saranno prossimamente trasferiti in massa da Fiat ed Ergom e successivamente terziarizzati ad aziende-fantasma costruite ad hoc per licenziare come già avvenuto in passato con le UPA (unità produttive autonome). Venerdì 24 giugno – h 10 – sede Slai cobas Pomigliano Riunione del coordinamento provinciale Slai cobas allargato a iscritti e simpatizzanti per le necessarie iniziative a tutela dei livelli occupazionali, dei diritti dei lavoratori e sindacali. Nel corso della riunione sarà distribuita ai presenti la comunicazione Fiat e saranno definite inoltre (oltre alle necessarie mobilitazioni sindacali che devono vedere la forte partecipazione dei lavoratori) anche le idonee azioni giudiziare per mettere a punto “prima e non dopo” ogni adeguata tutela del futuro occupazionale per tutti i lavoratori. Slai cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 21/6/2011

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DISERTATA DAGLI OPERAI FIAT DI POMIGLIANO LA MANIFESTAZIONE CGIL DI NAPOLI

Pubblicato da slaicobastrentino su maggio 7, 2011

NON PAGA NELLE FABBRICHE FIAT LA NEW STRATEGY DELLA FIOM INAUGURATA AL REFERENDUM DELLA EX BERTONE DI GRUGLIASCO:
DISERTATA DAGLI OPERAI FIAT DI POMIGLIANO LA MANIFESTAZIONE CGIL DI NAPOLI

Stamattina erano proprio e solo in quattro (a fronte dei circa 5.000 in organico) gli operai che reggevano lo striscione della Fiat di Pomigliano d’Arco nella principale manifestazione, quella di Napoli con la Camusso, indetta dalla CGIL in occasione dello sciopero generale. A colmare gli “impresentabili” metri vuoti di striscione si mobilitavano, di rincalzo, alcuni sindacalisti territoriali ex dipendenti Fiat quali Caccavale, Napolitano, Nuzzi.

“Altro che ‘mossa del cavallo’: alla luce dei fatti”, dichiara lo Slai cobas, “possiamo ben dire che si è trattato di una vera e propria ‘mossa dell’asino’ quella con cui la Fiom ha inaugurato l’altro giorno la new strategy in occasione del referendum all’ex Bertone  di Grugliasco! E il ‘naufragio’ (sotto gli occhi di tutti) di oggi della Fiom alla Fiat Pomigliano dimostra che sostenere il Si a Marchionne per ‘legittima difesa’ equivale ad abdicare  definitivamente ad ogni – sia pure solo millantata – difesa delle ragioni e dei diritti della maggioranza degli operai della catene di montaggio delle grosse fabbriche Fiat a maggioranza schierati per il NO. E’ questo un importante segnale politico-sindacale che non si può ignorare e che rilancia e rafforza l’importanza della presenza, nelle fabbriche Fiat, dei sindacati di base cui oggi passa il compito di rappresentare il forte dissenso operaio alle pretese autoritarie e neoschiavistiche della Fiat che fa da bandiera all’intero padronato sia privato che pubblico”.

Slai cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – 6/5/2011

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Piano-Marchionne: più crollano le vendite più Sergio guadagna!

Pubblicato da slaicobastrentino su aprile 15, 2011

Come già denunciato chiaramente dallo Slai cobas da oltre due anni oggi nessuno  può più far finta di non accorgersi del fatto che Marchionne ha portato la Fiat sull’orlo del tracollo industriale.  I risultati disastrosi del “piano” del pluripagato amministratore delegato vengono sottolineati dai dati delle immatricolazioni di marzo: su un mercato nazionale in flessione di circa il 28% Sergio, con la sua “strategia” riesce a far peggio di tutte le altre case automobilistiche ottenendo una flessione delle vendite Fiat del 32%!

E, intanto, quanto più crollano le vendite, la Fiat più lo paga mentre l’azienda se ne sta andando dall’Italia: è questo il succo dell’ultima assemblea degli azionisti, al di là di qualche ambigua e balbettata smentita. Per chiudere in bellezza 112 anni di “storia patria”, la coppia Marchionne-Elkann ha comunicato che distribuirà agli azionisti per lo meno 100 (cento) milioni di euro di dividendi nel 2011 con cui potranno festeggiare il prospettato orizzonte industriale americano a stelle e strisce. È questo il corrispettivo economico degli stipendi annuali di 8/9.ooo operai in cassa ntegrazione. A Torino si sta concludendo la storia della Fiat nata nel 1899. Ora di Fiat ce ne sono due, una che non fa auto, ed un’altra, scorporata, che fa camion e trattori.

In sostanza la Fiat Auto non c’è più, c’è la Chrysler, salvata dal fallimento dalle pensioni degli operai americani. Del resto, nel “cuore” della famiglia Agnelli e non  solo di Marchionne, c’è sempre stata l’America. L’ha ricordato John Elkann narrando agli azionisti che il suo trisnonno senatore – quello che inaugurò la fabbrica di Mirafiori insieme a Benito Mussolini, ma questo John ha dimenticato di dirlo – già nel 1906 sbarcò a Detroit per fare affari con i fabbricanti locali di automobili, mentre in Italia, già all’epoca, la Fiat viveva con le commesse militari del governo Giolitti costruendo autoblindo per la prima guerra di Libia.

Ma c’è chi non si arrende: quella larga parte di operai che, insieme allo Slai cobas e consapevoli delle speculazioni finanziarie in atto per fare salire le azioni in borsa man mano che la Fiat deindustrializza, hanno Votato NO al referendum di Marchionne consentendo, oggi, l’avvio di una prospettiva di reale organizzazione e mobilitazione a difesa dei livelli occupazionali (per tutti i lavoratori inclusi quelli delle terziarizzate e dell’indotto), e della democrazia,  contro le pretese schiavistiche: insieme possiamo farcela!

Per questo chiediamo a tutti i lavoratori di “schierarsi e mettersi in moto” perché sappiamo che, solo così, anche questa volta, sarà possibile farcela: lo abbiamo già dimostrato nel 1982 sconfiggendo il tentato licenziamento di 2.000 operai messi in cig a “zero ore” e per anni con vere e proprie liste di proscrizione. La migliore tutela di tutti è data innanzitutto dalla capillare capacità di organizzazione e informazione su quanto sta realmente accadendo a Pomigliano e nelle altre fabbriche Fiat. Per questo, a quanti non intendono piegare la testa alle false promesse di Marchionne ed i suoi complici, mettiamo a disposizione la nostra sede di Pomigliano (cobasslai@libero.it)
per costruire insieme le necessarie tutele e supportarle con lo sviluppo di adeguate mobilitazioni sindacali.

Slai cobas Fiat Alfa Romeo
e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 14/4/2011

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POMIGLIANO:NUOVA DENUNCIA DELLO SLAI COBAS CONTRO LA FIAT, L’11 OTTOBRE COMINCIANO LE CAUSE

Pubblicato da slaicobastrentino su aprile 6, 2011

NUOVA DENUNCIA DELLO SLAI COBAS CONTRO LA FIAT, L’11 OTTOBRE COMINCIANO LE CAUSE

 

PREANNUNCIATE PROSSIME DENUNCE CON LA RICHIESTA DELLE “CORSIE D’URGENZA”  PREVISTE DALL’ART. 28 DELLO STATUTO DEI LAVORATORI PER COMPORTAMENTO ANTISINDACALE E VIOLAZIONE DELL’ART. 2112 C.C. INERENTI LA STRUMENTALE CREAZIONE DI FABBRICA ITALIA POMIGLIANO IN FUNZIONE ANTISINDACALE

Gli avv.ti dello Slai cobas Arcangelo Fele e Daniela Sodano hanno presentato ieri mattina alla cancelleria del Tribunale di Nola la terza denuncia-pilota (le precedenti depositate il 3 e il 15 marzo scorsi) contro la Fiat e l’accordo sul piano-Marchionne per Pomigliano con cui altri tre operai hanno formalizzato al giudice la richiesta di  “condannare la Fiat alla reintegra al lavoro ed al risarcimento del danno economico subito per la illegittimità della loro collocazione in cigs a “zero ore” protratta senza soluzione di continuità dal giugno 2010”. La rotazione tra tutti i lavoratori con mansioni “fungibili” per i periodi di ripresa lavoro durante la “cassa” è tra l’altro stabilita dalle vigenti normative proprio per impedire alle aziende l’uso discriminatorio degli ammortizzatori sociali. Leggi il seguito di questo post »

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SPETTACOLO TEATRALE DELLO SLAI COBAS CONTRO LA FIAT

Pubblicato da slaicobastrentino su marzo 17, 2011

 

NUOVA DENUNCIA DELLO SLAI COBAS CONTRO LA FIAT

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Scritto da redazione
Martedì 15 Marzo 2011 17:51
FIAT POMIGLIANO / PIANO-MARCHIONNE 

NUOVA DENUNCIA DELLO SLAI COBAS CONTRO LA FIAT

INTANTO FERVONO I PREPARATIVI PER LA MANIFESTAZIONE-SPETTACOLO CHE SI TERRA’ GIOVEDI’ 17 C.M. AL TEATRO GLORIA DI POMIGLIANO D’ARCO

Stamattina, presso la cancelleria del Tribunale di Nola – sezione Lavoro – gli avv.ti dello Slai cobas Arcangelo Fele e Daniela Sodano hanno depositato un ricorso contro la Fiat su mandato di 7 operai del reparto-confino di Nola chiedendo al giudice “l’accertamento della illegittimità della cigs protratta dal giugno 2009 ad oggi e la condanna della Fiat al reintegro dei lavoratori ed al pagamento del danno economico subito”. Leggi il seguito di questo post »

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PRESENTATA STAMATTINA DALLO SLAI COBAS LA PRIMA “CAUSA PILOTA” CONTRO IL PIANO-MARCHIONNE

Pubblicato da slaicobastrentino su marzo 4, 2011

PRESENTATA STAMATTINA DALLO SLAI COBAS LA PRIMA “CAUSA PILOTA” CONTRO IL PIANO-MARCHIONNE PDF Stampa E-mail
Scritto da redazione
Giovedì 03 Marzo 2011 19:42
FIAT POMIGLIANO
PRESENTATA STAMATTINA DALLO SLAI COBAS LA PRIMA “CAUSA PILOTA” CONTRO IL PIANO-MARCHIONNE
Presentata la prima “causa pilota” contro il piano-Marchionne con cui la multinazionale Chrysler-Fiat cerca di imporre ai lavoratori delle fabbriche italiane regole aziendali autoritarie che si contrappongono alle vigenti normative giuridiche e contrattuali. L’espediente aziendale di sostituire con le “new company” gli assetti societari degli attuali stabilimenti  per collocare il rapporto di lavoro in “zona franca” ed avulsa dal vigente ordinamento lavoristico rappresenta un rocambolesco “gioco ad incastro” con innumerevoli punti deboli dove basta un colpo ben assestato per far crollare l’intera struttura giuridica del “piano”. Leggi il seguito di questo post »

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FIAT : COMPORTAMENTO ANTISINDACALE CONTRO I LAVORATORI E CONTRO LO SLAI COBAS POMIGLIANO

Pubblicato da slaicobastrentino su febbraio 21, 2011

Domenica 20 Febbraio 2011 17:26

CON UNA DURISSIMA LETTERA ALLA FIAT LO SLAI COBAS STIGMATIZZA NON SOLO IL COMPORTAMENTO ANTISINDACALE PER IL RIFIUTO A FORNIRE LE DOVUTE INFORMAZIONI INCOMBENTI SU PARTE DATORIALE,  MA ANCHE “LA MALEDUCAZIONE E LA SPREGEVOLE VILLANIA DIMOSTRATA, INOLTRE ABBINATE AL GRAVE RAZZISMO ESPRESSO NEI CONFRONTI DELLA CITTA’ DI NAPOLI: ATTEGGIAMENTO RESO TRA L’ALTRO ANCORA PIU’ GRAVE IN VIRTU’ DELL’INCARICO  NAZIONALE RICOPERTO DA GIORGIO GIVA, RESPONSABILE NAZIONALE DELLE RELAZIONI SINDACALI”

LA FIAT A QUESTO PUNTO DEVE CHIEDERE SCUSA NON SOLO AI LAVORATORI DI POMIGLIANO MA ALL’INTERA CITTA’ DI NAPOLI

La “crisi di nervi” subita da Giva in conseguenza delle richieste formalizzategli da Luigi Aprea della componente RSU di Slai cobas è data dall’impossibilità aziendale a fornire concrete spiegazioni su uno strumentale piano-industriale-colabrodo che fa acqua da tutte le parti (dal punto di vista delle reali prospettive produttive, occupazionali e di mercato nonché di quelle normative, legali e contrattuali). Un piano-fantasma che ricorda da vicino la precedente boutade del piano-quinquennale-fantasma del 2003/2007 …“per il rilancio dell’Alfa Romeo di Pomigliano”…  sul quale il tempo, e troppe ‘compiacenze mediatiche interessate’, hanno steso un immeritato e pietoso velo a coprirne la vergogna.

LA PROSSIMA SETTIMANA SARANNO DEPOSITATE LE PRIME CAUSE PILOTA: SE LA FIAT VUOLE LA GUERRA, ALLORA SARA’ LA GUERRA PERCHE’ NOI DIFENDIAMO GLI INTERESSI DEI LAVORATORI E DELLE LORO FAMIGLIE CONTRO I PROSPETTATI LICENZIAMENTI DI MASSA E LE PRETESE NEO-SCHIAVISTICHE, MARCHIONNE DIFENDE LA SPECULAZIONE FINANZIARIA E BORSISTICA REALIZZATA CON LA CHIUSURA DELLE FABBRICHE ITALIANE, IL RIDIMENSIONAMENTO OCCUPAZIONALE E PRODUTTIVO E LA DELOCALIZZAZIONE, IL TUTTO ATTINGENDO AD UN PROFLUVIO DI FINANZIAMENTI PUBBLICI ED IN VIOLAZIONE DELL’ART. 41 DELLA COSTITUZIONE. MA COME FA A DIRE CHE LA FIAT “NON PRENDE UN SOLDO DALLO STATO” SE DA ANNI LE FABBRICHE SONO IN CASSA INTEGRAZIONE E LO SARANNO ANCORA PER ANNI (COMPRESE POMIGLIANO E MIRAFIORI) CON UN USO ABNORME E ‘SENZA FINE’ DEGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI A DISCAPITO DELLA FINANZA PUBBLICA E DEI CONTRIBUENTI?

Slai cobas – coordinamento provinciale di Napoli – Pomigliano d’Arco, 19/2/201

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Fiat: rottura azienda e Slai Cobas, abbandonato il tavolo

Pubblicato da slaicobastrentino su febbraio 17, 2011

Fiat: rottura azienda e Slai Cobas, abbandonato il tavolo
di: Redazione
NAPOLI – Il responsabile nazionale delle relazioni industriali della Fiat, Giorgio Giva, ha strappato una lettera di richieste di chiarimenti per le assunzioni nella newco di Pomigliano d’Arco, consegnatagli dalla rsu Slai Cobas, Luigi Aprea, nel corso dell’incontro a porte chiuse tra i vertici del Lingotto ed i sindacati, compresa la Fiom. E’ quanto denuncia lo stesso Aprea che ha abbandonato la riunione in corso all’Unione industriali di Napoli, preannunciando, poco prima di lasciare la sala, una denuncia giudiziaria “per la repressione di comportamento antisindacale”. “Giva ha perso le staffe – sottolineano dallo Slai Cobas – ed ha strappato, durante la riunione, la puntigliosa, dettagliata ed incontestabile richiesta di informativa presentata da Aprea, rsu del nostro sindacato, invitato ufficialmente dalla Fiat all’incontro di oggi. Questo – concludono dal sindacato – dimostra che la Fiat è impossibilitata a rispondere su un piano industriale che non c’é”. Nella lettera consegnata a Giva, Aprea chiedeva un’informativa in merito, tra l’altro, alle modalità di passaggio dei lavoratori alla newco, l’entità dell’organico previsto per Fabbrica Italia Pomigliano, e le prospettive per i lavoratori del reparto di Nola, “in quanto – ha sottolineato la rsu – appare contraddittoria la criptica comunicazione aziendale contemplante la ‘riduzione dell’impatto della cig’ esclusivamente sul personale impiegato a Pomigliano”. “E’ chiaro che siamo dinanzi ad una violazione della legge. Lo abbiamo ribadito al tavolo di oggi spiegando che siamo dinanzi ad una evidente cessione di ramo d’azienda. Non altro”. Lo ha detto il segretario regionale della Fiom Cgil, Andrea Amendola, uscendo dalla sede dell’Unione industriali di Napoli, “quello che sta avvenendo a Pomigliano è quanto previsto dall’articolo 2212 del codice civile – prosegue Amendola – e noi come Fiom Cgil presenteremo un ricorso giudiziario affinché venga accertato”. Per il leader campano della Fiom “non potrebbe essere diversamente perché la produzione avverrà nello stesso stabilimento, con gli stessi operai e si produrranno sempre delle auto, la Panda anziché l’Alfa”. La Fiom della Campania insomma valuterà nelle prossime ore presso quale tribunale civile verrà depositato il ricorso per l’accertamento di quanto sostenuto. “Oggi abbiamo ribadito quello che stiamo dicendo da tempo – conclude Amendola – e noi siamo disposti ad andare fino in fondo”.

Questa è la lettera che e il delegato Aprea luigi rsu dello slai cobas aveva presentato alla fiat
Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale
S.L.A.I. cobas

Sede Legale Sede Nazionale
Via Masseria Crispo n°4 -80038 viale Liguria,49
Pomigliano d’Arco – Na 20143 Milano
tel & fax 081/8037023 tel & fax 02/8392117

Spett. Fiat Group spa
Direzione Aziendale
Pomigliano d’Arco
Fax: 081/19693335

In relazione all’incontro odierno presso Unione Industriali di Napoli, il sottoscritto Luigi Aprea, componente RSU di Slai cobas,

PREMESSO CHE:
L’azienda ha violato gli obblighi previsti dalle vigenti normative col ripetuto rifiuto di fornire alle O. S. ogni idonea, riscontrabile e congrua informativa sul presunto piano-industriale. Tale censurabile comportamento sta già pregiudicando, pubblicamente, la credibilità aziendale e dando corpo ed ipotesi di mera propaganda mediatica messa in atto dalla Fiat per conseguire prevalenti interessi finanziari e borsistici a discapito di quelli industriali e sociali.

ECCEPISCE:
che nella comunicazione del 4 febbraio 2011 ed oggetto del presente incontro la Fiat ha omesso di indicare l’entità degli organici previsti per Fabbrica Italia Pomigliano, cioè il numero di operai, impiegati e quadri ritenuto necessario in funzione della pretesa programmazione produttiva ed “assorbiti” da Fiat group G. Vico (unità di Pomigliano e Nola) e Plastic Components & Modules Automotive spa (unità di Napoli, Pomigliano d’Arco, Caivano e Marcianise).

la violazione aziendale delle normative contrattuali e legali disciplinanti i “trasferimenti d’azienda” e, tra gli altri, l’art. 2112 cc; la violazione dell’obbligo di buona fede e correttezza incombente su parte datoriale nelle relazioni sindacali ed i conseguenti, correlati e reiterati comportamenti antisindacali messi in atto, nonché la inaccettabile, gravissima ed illegittima pretesa aziendale di disporre “contrattualmente” dei diritti fondamentali dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali, diritti tra l’altro inderogabili è già tutelati da fonti superiori quali quelle di legge, costituzionali nonché derivanti dal vigente CCNL.

RICHIEDE IDONEA E COMPLETA INFORMATIVA IN ORDINE A:
modalità di passaggio dei lavoratori da Fiat Group a Fabbrica Italia. Nonché cosa la Fiat prevede di far sottoscrivere ai lavoratori in occasione del passaggio a Fabbrica Italia Pomigliano: la sola lettera di assunzione e/o le dimissioni da Fiat Group Automobiles e/o un verbale di conciliazione?

Progressiva assunzione alle dipendenze di Fabbrica Italia Pomigliano: è prevista per l’intero organico di operai, impiegati e quadri attualmente dipendenti da Fiat Gruop Automobiles e addetti sia a Pomigliano che Nola? In quanto tempo ed entro quale data e con quali organici si concluderà il trasferimento per l’entrata a regime di Fabbrica Italia? Ciò anche perché, a fronte del prospettato ampliamento del reparto di Nola (accordo sindacale del 15/6/2010) appare contraddittoria la criptica comunicazione aziendale contemplante la “riduzione dell’impatto della cig” esclusivamente sul personale impiegato a Pomigliano.

Tempi e i modi di reale previsione e progressione produttiva, lancio e commercializzazione del modello “Nuova Panda” e inerenti e collegati programmi occupazionali.

Presunte ragioni tecniche che impedirebbero l’adozione di corretti meccanismi di rotazione, ciò anche considerato l’espletamento di stesse mansioni e di “fungibilità tra le stesse”, interessanti tutti gli addetti al montaggio.

Modalità e tempistiche del formale subentro di Fabbrica Italia a Fiat G. Vico. Ciò anche considerato il prospettato prossimo periodo di due anni di cigs straordinaria contemplato per lo stabilimento G. Vico di Pomigliano (dall’accordo del 15 giugno 2010) e “necessario al radicale intervento di ristrutturazione previsto per predisporre gli impianti alla produzione della Nuova Panda”. Considerato che gli impianti G. Vico sarebbero rilevati (?) da Fabbrica Italia Pomigliano dal prossimo 7 marzo (“data di inizio delle assunzioni”), come potrebbe la cigs contestualmente interessare lo stabilimento G. Vico, anche tenendo inoltre conto che questo stabilimento è già interessato da cigs in deroga fino a luglio 2011? Viceversa: come potrebbe assumere Fabbrica Italia in coesistenza di cigs su G. Vico e riferita agli stessi impianti?! Oppure le parti hanno sbagliato la definizione dei punti dell’accordo? Oppure la ‘complessa ristrutturazione’ per 700 milioni di euro è stata attuata, “incredibile dictu”, in pochissimi mesi? Si tratta di un’altra errata previsione? Ce ne sono altre di “errate previsioni”?!

Lo scrivente Luigi Aprea, tanto premesso, eccepito e richiesto, nel ricordarVi che la rappresentata O.S. ha già in questi mesi formalizzato alla Direzione Aziendale ripetute comunicazioni di analogo contenuto, comunicazioni tutte rimaste ad oggi senza alcun riscontro – di cui l’ultima, in ordine cronologico, trasmessaVi e pervenutaVi in data 10/11/2010,

INTIMA
l’immediata cessazione di ogni qui denunciato e reiterato comportamento aziendale, gravemente lesivo delle normative contrattuali, legali e costituzionali nonché dei diritti sindacali e di quelli dei lavoratori, preannunciando, in mancanza, l’attivazione di ogni idonea iniziativa giudiziale a tutela dei diritti sindacali e di quelli individuali e collettivi dei lavoratori stessi.
Distinti saluti
Pomigliano d’Arco, 17/2/2011
Luigi Aprea per componente RSU di Slai cobas

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ALTRO CHE “CANZONETTE”: I VERI PROBLEMI SONO TRA I LAVORATORI DELLE FABBRICHE, NON CERTO A SANREMO.

Pubblicato da slaicobastrentino su febbraio 7, 2011

ALTRO CHE “CANZONETTE”: I VERI PROBLEMI SONO TRA I LAVORATORI DELLE FABBRICHE, NON CERTO A SANREMO.

Mara Malavenda dello Slai cobas invita Gerardo Carmine Gargiulo al “festival operaio” che si terrà a metà marzo a Pomigliano: ”in continuità coi suoi lavori degli anni ’70 vertenti sul sociale e l’immigrazione visti dal punto di vista operaio, oggi lo invitiamo a ‘spendersi’ nella ricostruzione del necessario circuito di ‘alterità’ culturale-politico-sindacale dalla parte dei lavoratori, che stiamo realizzando con gli operai ed altri sindacati di base contro il piano-Marchionne che, millantato come modernità, vorrebbe riportare i lavoratori nel medioevo di una moderna schiavitù”…

…”Potrebbe intervenire e cantare nella manifestazione-spettacolo che con il gruppo operaio ‘E ZEZI’, il regista Raffaele di Florio e quanti stanno aderendo e promuovendo e commissionata dallo Slai cobas, che sarà rappresentata a Pomigliano d’Arco nella metà di marzo”… “un appello in questo senso è rivolto inoltre all’intero mondo della cultura che si rifà agli interessi diretti dei lavoratori anche in occasione delle mobilitazioni in corso e confluenti nel previsto sciopero generale dei sindacati di base indetto per la prima metà di marzo con manifestazione a Roma”.

…”Ci auguriamo inoltre che Gerardo Carmine (autore della canzone “me ne vado in Canadà” che ha fatto da colonna sonora alla campagna per il “NO” dei sindacati di base a Mirafiori) vinca il ricorso ex art. 700 che si discuterà a Roma il prossimo 7 febbraio contro la sua immotivata esclusione dal festival di Sanremo. A lui va tutta la nostra solidarietà in questo ci spiacerebbe che l’esclusione possa essere dovuta all’utilizzo dei suoi testi nella citata manifestazione del sindacalismo di base che – come già fatto lo scorso giugno col NO dagli operai di Pomigliano – ha consentito l’ennesima sconfitta di Marchionne con il secco “no” degli operai delle catene di montaggio di Mirafiori. Ci dispiacerebbe se, per colpa nostra, fosse rimasto ‘vittima’ anch’egli del piano-Marchionne, e dei suoi nefasti effetti che si vanno diffondendo a macchia d’olio in tutte le direzioni”.

Slai cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 3/2/2011

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Me ne vado in Canadà “Il Video del giorno”

Pubblicato da slaicobastrentino su febbraio 5, 2011

Me ne vado in Canadà “Il Video del giorno” Gerardo Carmine Gargiulo

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Il video del giorno è titolato “Me ne vado in Canadà” un brano di Carmine Gargiulo che balza in Rete per il referendum a Mirafiori. Due le versioni su YouTube…
“Se sono tornato sulla cresta dell’onda devo ringraziare Marchionne e soprattutto i Cobas che hanno usato una mia canzone come colonna sonora della protesta davanti ai cancelli della Fiat nei giorni del referendum”. Gerardo Carmine Gargiulo è ancora un po’ incredulo per l’improvviso ritorno agli onori delle cronache grazie al brano ‘Me ne vado in Canadà’, pubblicato negli anni ’80 e ripescato dagli operai del Cobas per ironizzare sulle minacce di trasferimento della produzione nel Paese nordamericano da parte dall’ad della Fiat

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Fiat Pomigliano; Slai Cobas, Festival operaio con Gargiulo

Pubblicato da slaicobastrentino su febbraio 5, 2011

Scritto da redazione
Sabato 05 Febbraio 2011 14:21
(ANSA) – POMIGLIANO D’ARCO (NAPOLI), 4 FEB – Ha accettato l’invito dello Slai Cobas, e sara’ a Pomigliano per il ‘festival operaio’, Gerardo Carmine Gargiulo, autore di ‘Me ne vado in Canada’, la canzone scelta dal sindacato di base per la manifestazione ai cancelli di Mirafiori in occasione del referendum dello scorso 14 gennaio, sull’accordo separato tra Fiat e sindacati, per protestare contro il piano Marchionne. ”Altro che Festival di Sanremo – ha scritto allo Slai Cobas Gargiulo, che e’ in attesa del ricorso contro l’esclusione dalla kermesse canora italiana – non posso proprio mancare al vostro festival operaio: accetto sin d’ora l’invito con grande piacere e onore. No, mille volte no, al piano Marchionne”.(ANSA).

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Mara Malavenda : Venerdì 28 febbraio

Pubblicato da slaicobastrentino su gennaio 28, 2011

Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale
S.L.A.I. cobas
ASSEMBLEA FIAT POMIGLIANO
Venerdì 28 gennaio 2010 – ha 9.30/13.00 – Sala dell’Orologio (Biblioteca comunale)
Relazione introduttiva:  Mara Malavenda
Il referendum di Pomigliano e quello successivo di Mirafiori hanno simbolicamente rappresentato un evento che ha attraversato l’intera classe operaia italiana e suscitato la forte attenzione dei lavoratori sia del pubblico impiego che del privato. Per l’enorme importanza sindacale, politica e mediatica che hanno assunto questi referendum voluti dalla Fiat, è come se, attraverso gli operai di Pomigliano e di Mirafiori, tutti gli operai italiani fossero stati chiamati a scegliere. Ne consegue che il “NO”, prevalente tra gli operai addetti alle catene di montaggio di Pomigliano e Mirafiori, ha effettivamente rappresentato il “NO” della maggioranza degli operai e dei lavoratori italiani. E se il cosiddetto piano Marchionne rappresenta “di fatto” la prima ristrutturazione mondiale di una multinazionale all’interno di un processo integrato di globalizzazione, il “NO” operaio di Pomigliano e Mirafiori ha, in tendenza e DA SOLO,   “controbilanciato di fatto ” l’offensiva autoritaria della Fiat portando alla luce la rilevante, intrinseca ed insanabile “debolezza politica” del fronte padronale e dei suoi complici, che solo la cecità politica imperante nella cosiddetta sinistra politica, sociale e sindacale si ostina a non vedere. Una debolezza che ha un enorme e potenziale valore strategico e di classe per tutti noi perché rappresenta “quella crepa destinata ad allargarsi” man mano che Fiat, padronato, governo e “trasversali complicità”  politiche e sindacali procederanno nell’avviato processo di controriforma autoritaria della gestione del conflitto sindacale, sociale e politico: saranno “condannati” a fare sempre meno affidamento sul consenso operaio e sempre più impossibilitati a legittimarsi tra gli operai stessi.   Da questo punto di vista il referendum voluto dalla Fiat è stato un formidabile autogol in quanto non solo ha svelato uno dei punti di particolare debolezza dell’attuale e totalizzante offensiva padronale, ma ha persino contribuito a costruirlo ed accentuarlo. Leggi il seguito di questo post »

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“GLI OPERAI HANNO BOCCIATO L’ACCORDO” ! ASSEMBLEA A POMIGLIANO Venerdì 28 gennaio ore 9.30

Pubblicato da slaicobastrentino su gennaio 19, 2011

Venerdì 28 gennaio ore 9.30

ASSEMBLEA A POMIGLIANO

Sala Orologio della Biblioteca Comunale – via V. Emanuele

SLAI Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano

A Pomigliano pretendeva il 95% e tra gli operai ottenne un risicato 56% registrando però una sonora sconfitta tra gli addetti  diretti alle catene di montaggio non mitigata dal voto fantozziano degli impiegati! Anche a Mirafiori la stragrande maggioranza degli operai delle catene ha bocciato l’accordo-schiavistico, e chi ha votato opportunisticamente per il si (a Pomigliano come a Mirafiori) ha solo appoggiato un fantomatico ‘piano industriale senza alcuna prospettiva ’ tranne un lungo periodo di cigs e precarietà.
Vero è che lo speculatore finanziario Marchionne (che, sfasciando le fabbriche, guadagna cifre vergognose pari alla somma delle buste paga di tutti gli addetti a Mirafiori o Pomigliano) sta costando allo Stato una valanga di soldi per la “cassa”, ancora programmata per anni. Dovrebbe invece spiegare che fine faranno gli operai di Termini Imerese e dar conto della speculazione edilizia in atto per l’EXPO nell’area dell’Alfa di Arese (altro che programmi industriali), fabbrica distrutta dopo averla avuta in regalo dallo Stato con Prodi presidente dell’IRI. Per far questo, negli ultimi 30 anni la Fiat – in odore di truffa – ha ricevuto dallo Stato ben 500 miliardi di euro (5 volte quanto ricevuto dalla Grecia dal fondo anticrisi della comunità europea).
A Pomigliano, a dispetto della frottole di ministri e sindacalisti, sono previsti – dopo quelli trascorsi – ancora anni di “cassa”, precarietà, sottosalari e ridimensionamento produttivo mentre l’unica certezza è l’affossamento di ogni tutela e libertà democratica dei lavoratori (basti ricordare il sequestro del voto per il rinnovo delle RSU, decadute dal giugno 2009, e la consacrazione dei reparti-confino come quello di Nola che sarà ulteriormente ampliato). Analoga prospettiva è prevista per Mirafiori.
Lo disse bene Enrico Berlinguer, all’indomani del golpe cileno del 1973: “col 51% non si governa”. E da Pomigliano a Mirafiori, tra gli operai, il consenso alla Fiat è ben al di sotto della “fatidica soglia”! Oggi questo lo sta sperimentando Berlusconi e già lo sperimentò all’epoca il governo Prodi. Solo Marchionne fa finta di non saperlo, ma già prepara la “fuga col malloppo” (le vergognose cifre “guadagnate” dopo aver distrutto la Fiat in Italia con politiche speculative da “bolla-spazzatura-industriale”): è un caso che lascerebbe “entro il 2014”, proprio l’anno del previsto fallimento del suo fantomatico “Piano”?!
Mentre il NO degli operai di Pomigliano e Mirafiori ha trasformato in un formidabile autogol le pretese “presidenzialiste e referendarie” di Marchionne, la Fiom pretenderebbe ancora di “respingere il ricatto Fiat” accettandone la sostanza con l’ “applicazione del CCNL del 2006” dove proprio la FIOM (con FIM E UILM) sancì la totale flessibilità di turni, orari e straordinario, la sottomissione dei nuovi assunti alle forche caudine di 5 anni di contratti precari, la fruizione dei permessi retribuiti con l’obbligo di prenotarli 15 giorni prima vincolandoli alle percentuali di assenteismo, l’orario plurisettimanale con lo sfondamento delle 40 ore, i permessi retribuiti per le turnazioni aggiuntive per i 18 turni e la deroga alle normative legali.
Il NO operaio di Pomigliano e Mirafiori ha rappresentato simbolicamente un evento che ha attraversato e politicamente rappresentato in NO dell’intera classe operaia italiana: a questo bisogna essere conseguenti!

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MIRAFIORI_8 VIDEO Slai Cobas: “MARCHIONNE, VATTINNE IN CANADA”

Pubblicato da slaicobastrentino su gennaio 19, 2011

http://www.youtube.com/slaicobas

8_MIRAFIORI_Marchionne in CANADA.MPG

http://www.youtube.com/slaicobas?gl=IT&hl=it#p/u/0/DW9F9g0h0U8

7_MIRAFIORI_Intervista_ad_alcuni_delegati.MPG

http://www.youtube.com/slaicobas?gl=IT&hl=it#p/u/1/CAOlQD4x5Y8

6_MIRAFIORI_Intervista_a_FRANCO_TURIGLIATTO.MPG

http://www.youtube.com/slaicobas?gl=IT&hl=it#p/u/2/W2OWLDSeIlU

5_MIRAFIORI_Intervista_a_MARCO_FERRANDO.MPG

http://www.youtube.com/slaicobas?gl=IT&hl=it#p/u/3/KOvcmIgfvVo

4_MIRAFIORI_Lo SLAI COBAS davanti alla FIAT.MPG

http://www.youtube.com/slaicobas?gl=IT&hl=it#p/u/4/kP0W4CfjVcU

3_MIRAFIORI_Pernacchie e slogan dello Slai Cobas contro MARCHIONNE.MPG

http://www.youtube.com/slaicobas?gl=IT&hl=it#p/u/5/TPNPBsKJfNw

2_MIRAFIORI_La posizione e le proposte dello SLAI COBAS.MPG

http://www.youtube.com/slaicobas?gl=IT&hl=it#p/u/6/Nd8NZkbI6Pg

1_MIRAFIORI_La posizione e le proposte dello SLAI COBAS.MPG

http://www.youtube.com/slaicobas?gl=IT&hl=it#p/u/7/AjWFDgNml6Q

http://www.youtube.com/slaicobas?gl=IT&hl=it

http://www.slaicobas.it/

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Fiat Pomigliano e accordo-Marchionne: Slai cobas annuncia scioperi ed azioni giudiziarie

Pubblicato da slaicobastrentino su dicembre 31, 2010

CON UNA RACCOMANDATA ANTICIPATA STAMATTINA A MEZZO FAX ALLA FIAT NAZIONALE ED A QUELLA DI POMIGLIANO D’ARCO LO SLAI COBAS IMPUGNA LA PROCEDURA DI ACCORDO SINDACALE SEPARATO IN CORSO TRA LA FIAT E LE ALTRE O.S. E PREANNUNCIA L’AZIONE GIUDIZIARIA A TUTELA DELLE PREROGATIVE DELLE RSU AZIENDALI E DEI SINDACATI COSTITUITI IN FABBRICA CON TALE RAPPRESENTANZA

LA PRETESA DI MARCHIONNE DI SCAVALCARE LE RSU DI FABBRICA PER CONSEGUIRE UNA GRAVE CONTRORIFORMA AUTORITARIA DEL DIRITTO DEL LAVORO VIOLA OGNI SPECIFICA NORMATIVA VIGENTE COSI’ COME LA SCELTA DI “TAGLIARE” FUORI DALLA FABBRICA LO SLAI COBAS (OLTRE CHE LA FIOM) LEDE SOSTANZIALI PRINCIPI COSTITUZIONALI NON SANABILI DALLA <MOSTRUOSITA’ GIURIDICA> DELL’ART. 19 DELLO STATUTO DEI LAVORATORI COME MODIFICATO DALL’ESITO DEL REFERENDUM ABROGATIVO DEL 1995. LA CITATA E RIFORMATA NORMATIVA CONSENTE, INFATTI, ALLA PARTE DATORIALE LA COSTITUZIONE IN  AZIENDA DI VERI E PROPRI SINDACATI GIALLI (TRA L’ALTRO VIETATI DALLO STESSO S.D.L.) CON LA POSSIBILITA’ DI SCEGLIERE “CONTROPARTI SINDACALI “GRADITE E COLLUSE” E METTERE “FUORI GIOCO” QUELLE IN DISACCORDO. ANCHE SU QUESTO SONO IN CANTIERE INIZIATIVE LEGALI.

IL SINDACATO DI BASE PREANNUNCIA UN APPELLO PER IL “NO” DA PARTE DEGLI OPERAI DELLA FIAT DI POMIGLIANO CHE SARA’ DISTRIBUITO AI LORO COLLEGHI DI MIRAFIORI NELL’IMMINENZA DEL  REFERENDUM SULL’ACCORDO-TRUFFA

INOLTRE, COME GIA’ COMUNICATO PRECEDENTEMENTE ALLA FIAT, LO SLAI COBAS CONFERMA GLI SCIOPERI PREVISTI IN OCCASIONE DI EVENTUALI COMANDATE DI STRAORDINARIO AI LAVORATORI DA PARTE AZIENDALE PREANNUNCIANDO IMMEDIATE INIZIATIVE A TUTELA DEI DIRITTI DEI LAVORATORI E DI QUELLI SINDACALI IN CASO DI ILLECITI PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI MESSI IN ATTO DALLA FIAT.

Slai cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’arco, 29/12/2010

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Natale bimbi alla Fiat Pomigliano: Quando Dracula si veste da Babbo Natale!

Pubblicato da slaicobastrentino su dicembre 20, 2010

Quando Dracula si veste da Babbo Natale! Pomigliano, riaprono cancelli per i doni ai bambini

Natale bimbi alla Fiat Pomigliano: Quando Dracula si veste da Babbo Natale!

 Ogni anno, sotto Natale, la Fiat non ci risparmia la festa della demagogia perché continua offensivamente a pensare che i lavoratori sono somari e basta una pacca sulla spalla ed una manciata di caramelle per fargli dimenticare gli anni di precarietà e miseria in cui li ha precipitati il piano-fantasma di Sergio Marchionne: per “lui” anche questo Natale, con Capodanno, continuano i giorni        “ felici”… ma non certo per i lavoratori e le loro famiglie!

A Pomigliano come in Transilvania ?!

 Il cavaliere del lavoro (sic)Sergio ai nostri giorni a Pomigliano si nutre dei diritti dei lavoratori: fa questo perché sa che se tratta gli operai come schiavi riducendoli in miseria sale in borsa il titolo Fiat c ‘lui’ incassa  ben 140 milioni di euro di bonus e altri 25 milioni di euro per ogni euro di aumento azionario.

Il conte Dracula si nutriva del sangue degli esseri viventi, vampirizzandoli (dall’omonimo romanzo di Bram Stocher, dalla prima metà del ‘700 in Transilvania, una regione centrale della Romania): per questo aveva la necessità di morderli al collo.

 La necessità di Dracula-Marchionne contrasta con quella dei lavoratori e delle loro famiglie: bisogna rialzare tutti la testa perché: CHI SI FA PECORA IL LUPO LO MANGIA!

Slai cobas – coordinamento provinciale di Napoli

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QUAL’E’ LA SITUAZIONE A POMIGLIANO ? COSA FA REALMENTE LA FIOM ?

Pubblicato da slaicobastrentino su novembre 19, 2010

Comunicato stampa

con un volantino distribuito in giornata ai cancelli della fabbrica lo Slai Cobas rivendica il proprio ruolo “essenziale ed importante” nella lotta dei lavoratori per la democrazia con le prime importanti vittorie contro la svolta autoritaria in atto concertata dall’azienda coi sindacati confederali:

1) ripetute sentenze della magistratura hanno in questi mesi accolto i ricorsi dello Slai Cobas, reintegrato in fabbrica numerosi lavoratori, condannato la fiat per i licenziamenti arbitrari a pomigliano e la pretesa aziendale – in ossequio al “ricatto marchionne” – di tenere fuori dai cancelli i diritti dei lavoratori e quelli sindacali

2) “al di la delle chiacchiere degli altri sindacati presenti in fabbrica, noi come Slai Cobas (come gia’ abbiamo fatto lo scorso giugno col referendum, organizzando e dando forza e voce alle ragioni dei lavoratori mentre la fiom si ritirava sull’aventino) oggi stiamo continuando a tenere aperta una partita che la fiat che aveva sperato di chiudere 5 mesi fa nella maldestra speranza di precipitare i lavoratori in un moderno medioevo industriale”

3) ma con quale faccia tosta Landini (l’apprendista stregone) fa finta di strapparsi i capelli per il paventato “attacco senza precedenti al sistema democratico, di relazioni sindacali e costituzionale nel nostro paese ad opera della fiat che metterebbe a rischio la rappresentanza sindacale” nella futura new co. di pomigliano e nelle altre fabbriche fiat quando gia’ da oggi la Fiom, anticipando la stessa Fiat ed assieme agli altri sindacati impedisce il rinnovo della rsu a pomigliano decadute da ben 1 anno e 6 mesi, violando il diritto soggettivo dei lavoratori ad organizzarsi in sindacato con libere elezioni?!

4) ma quale credibilita’ puo’ avere chi oggi impedisce l’organizzazione sindacale e le libere elezioni dei lavoratori a pomigliano continuando a coprire i reparti-confino e nello stesso tempo pretende di condannare la Fiat perche’ domani (sic) vorrebbe fare la medesima cosa?!

Come e’ possibile che (tranne rarissime eccezioni) la stampa cosiddetta “illuminata e democratica” omette di informare l’opinione pubblica su questa acclarata “schizofrenia sindacale”, sostituendo la liberta’ di stampa con l’asservimento ai vari potentati politico-sindacali?!

Intanto, “contro la barbarie del piano marchionne ed il coorrelato golpe sindacale gia’ in atto a Pomigliano” e per rompere l’accerchiamento “bipartisan e di regime” a danno dei lavoratori lo Slai Cobas prepara forti e prossime iniziative giudiziarie, sindacali e pubbliche, con valenza nazionale e aperte ad artisti e giuristi culminanti nel prossimo mese di gennaio.Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano D’Arco, 18/11/2010

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La “Federazione della sinistra” ed i morti sul lavoro: Pisapia candidato a sindaco di Milano per la sinistra difende Pietro Marzotto, primo imputato per la strage di Praia a mare (80 operai morti)

Pubblicato da slaicobastrentino su novembre 15, 2010

Dal sito

http://www.ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/276955_bersani_rischia_la_fine_di_occhetto_di_tommaso_labate/

Giuliano Pisapia difende Pietro Marzotto, primo imputato per la strage di Praia. Nel primo video Mara Malavenda, dell’esecutivo nazionale SLAI Cobas, ricapitola la situazione. Nel secondo si fa esplicito riferimento a GIULIANO PISAPIA, che ha difeso Pietro Marzotto fino alla candidatura e poi… ha lasciato che continuasse a difenderlo il suo studio, insieme a GHEDINI!

http://www.youtube.com/watch?v=FHgr3IU5AJ0
http://www.youtube.com/watch?v=kia6SJg4ERo

E qui l’ultimo comunicato stampa della Malavenda, che torna a parlare di Pisapia: “Nel trentennale silenzio, ancora incombente, delle istituzioni preposte al controllo della salute in fabbrica e del territorio, sindacati confederali e partiti di centrodestra, centrosinistra, e media collegati), oggi la Marlane Marzotto è sotto processo – dichiara Mara Malavenda, del coordinamento nazionale dello Slai cobas che nel pomeriggio terrà la relazione introduttiva all’assemblea pubblica di Paola: PER ROMPERE IL SILENZIO ED ILLUSTRARE LE ACCUSE E LE RAGIONI DEI LAVORATORI.”E le gravi colpe aziendali e le inquietanti relazioni di complicità di chi, preposto alla tutela dei lavoratori, ha invece ‘tutelato’ l’illecito comportamento aziendale e consentito la strage – mentre è ancora in atto lo stillicidio dei morti e dei malati di cancro ad anni dalla chiusura degli impianti – e l’ irreparabile disastro ambientale. Bisogna impedire il tentativo strisciante di ammorbidire il processo a favore della Marzotto ed a discapito dei lavoratori. E’ inquietante , – invece di costituirsi come d’obbligo parte civile – ed in evidente ossequio alle personalità coinvolte e rappresentative dei forti poteri economici e finanziari il Ministero dell’Ambiente, la Regione Calabria, la Provincia di Cosenza, e lo stesso Comune di Praia a Mare (col sindaco indagato), che continuano a sottrarsi alla difesa dei lavoratori, dei cittadini e dell’ambiente! Ma come aspettarci qualcosa di diverso quando tra gli avvocati di parte aziendale che hanno puntato alla prescrizione dei reati troviamo Giuliano Pisapia, di Rifondazione comunista e candidato sindaco a Milano nelle prossime amministrative?! Forse perché a lor vedere la nomenclatura dei nomi ‘eccellenti’ tra i 14 indagati a vario titolo (cavaliere del lavoro Pietro Marzotto ‘re’ del tessile, già conte di Valdagno, già presidente dell’Associazione Industriali di Vicenza e dell’Industria Laniera Italiana, presidente della Fondazione Marzotto; Antonio Favrin vicepresidente vicario della Confindustria Veneta, già consigliere Safilo, azionista della Valentino,con partecipazioni nella catene Jolly Hotels; Silvano Storer già direttore generale della Stefanel, interessi in Nordica (scarponi da sci) e Bebetton Sportsystem; Jean de Jaeger consigliere dell’Euretex (Associazione Europea delle Industrie Tessili) già consigliere economico della Casa reale Belga, presidente della Marzotto USAdal ’95 al ’98; Lorenzo Bosetti consigliere delegato e vicepresidente della Lanerossi; oltre a Carlo Lomonaco( sindaco di Praia a Mare e responsabile della Tintoria, il ‘reparto della morte”), è più importante delle centinaia di lavoratori morti ammazzati o ammalati di cancro?! Ma come lavoratori sappiamo di avere le spalle larghe e di dover contare solo ed innanzitutto sulle nostre forze: come lavoratori e Slai cobas abbiamo trascinato la Marzotto in Tribunale e sappiamo che, per avere ‘giustizia’, dobbiamo continuare così”.

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NUOVA CONDANNA PER LA FIAT: LICENZIAMENTI ARBITRARI, L’AZIENDA DOVRA’ RISARCIRE 250.000 EURO

Pubblicato da slaicobastrentino su novembre 10, 2010

FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO

LICENZIAMENTI ARBITRARI, NUOVA CONDANNA PER LA FIAT: REINTEGRATO UN ALTRO OPERAIO CUI L’AZIENDA DOVRA’ RISARCIRE 250.000 EURO

Con ripetute sentenze i giudici del lavoro hanno in questi mesi condannato la Fiat Pomigliano a reintegrare tre operai ingiustamente licenziati, nonché un altro della G.M. Sinter di Arzano (dell’indotto Fiat). Questa volta – sull’ennesimo caso – si è pronunciata la Corte di Appello di Napoli, giudici Umberto Marconi, Giovanna M. Rossi, Antonietta Savino che, in accoglimento del ricorso presentato dall’avv. Giuseppe Marziale per l’ufficio legale dello Slai cobas (e riformando la precedente sentenza di primo grado del Tribunale di Nola che lo scorso giugno 2009 dava inopinatamente ragione alla Fiat) ha ordinato la “immediata reintegrazione di Russo Pasquale e condannato la Fiat al pagamento delle retribuzioni maturate dalla data del licenziamento (20 febbraio 2004) oltre agli accessori di legge e alla ricostruzione dei contributi previdenziali”.

Pasquale Russo, operaio, 41 anni e residente a Casoria, assunto alla Fiat Pomigliano dal maggio 1990, aveva cominciato, negli anni, a soffrire di acute patologie osteo-muscolari da sforzo prolungato tipiche degli addetti alle catene di montaggio. Aveva esibito certificazioni mediche e richiesto di essere sottoposto a giudizio di idoneità per essere spostato a mansioni adatte. Richieste rimaste inascoltate dall’azienda. Ciononostante, e venendo meno all’obbligazione di sicurezza e tutela della salute, la Fiat continuava ad impiegarlo al montaggio lastrosaldatura del modello Alfa 147, dove l’operaio, piegato, doveva spalmare il sigillante sottoscocca a 230 vetture, con una scocca lavorata ogni due minuti. Il Russo, essendo divenuta insopportabile la condizione lavorativa, si rivolse poi allo Slai cobas che nel settembre 2003 e poi in novembre 2003 intimava al medico competente l’accertamento dell’idoneità alla mansione, eccependo la violazione dei ritmi di lavoro massimi previsti nella postazione. Il 27 novembre 2003, i sanitari di fabbrica rilasciarono a Pasquale Russo il giudizio di inidoneità alla mansione. A tal punto la Fiat, costretta a togliere il lavoratore dalla catena di montaggio per le prescrizione degli stessi medici aziendali collocò l’operaio in totale inattività a fianco della scrivania del caposquadra (sig. Gennaro De Sena) per essere da questi “controllato” per l’intero turno di lavoro e vietandogli sia di spostarsi che di parlare con gli altri lavoratori: una gravissima condotta palesemente illecita – oltre che illegittima – in evidente e reiterata manifestazione di mobbing.

Poi, il 20 gennaio 2004, la Fiat contestò al lavoratore di …”aver abbandonato il posto di lavoro per 40 minuti senza autorizzazione” e non accogliendo le giustificazioni fornitegli e cumulando il procedimento disciplinare con precedenti ed illegittime sanzioni, il 20 febbraio 2004 lo licenziava. Oltre che a dimostrare che l’abbandono del posto di “lavoro” del sig. Russo durò circa 5 minuti e non i 40 sostenuti dalla Fiat, nel ricorso presentato dal lavoratore è stato, tra l’altro, ribadito che… “a meno che di non assecondare le illecite e discriminanti condotte aziendali, nessun ‘abbandono del posto di lavoro’ era contestabile perché l’azienda non gli aveva assegnata alcuna mansione e postazione lavorativa, rifiutando di spostarlo a compiti diversi, e ciò con premeditata strumentalità dimostrata dalle umilianti condizioni nelle quali la Fiat pretendeva di tenerlo.

UNA SENTENZA QUESTA, CHE DOVRA’ SERVIRE DI MONITO A MARCHIONNE E A QUANTI GIA’, SINDACALISTI E POLITICI, SI SONO SCHIERATI CON LUI PRETENDENDO IL DRASTICO PEGGIORAMENTO DELLA GIA’ INSOSTENIBILE CONDIZIONE OPERAIA.

Slai cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’arco, 4/11/2010 – www.slaicobas.it

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SCHIO : INCONTRO CON MARA MALAVENDA

Pubblicato da slaicobastrentino su ottobre 16, 2010

Sabato 23 ottobre, ore 16
Schio, Palazzo Toaldi Capra, Via Pasubio 54

Incontro con Mara Malavenda
SLAI Cobas – FIAT Pomigliano d’Arco

Promuove:
Primomaggio, foglio per il collegamento tra lavoratori precari, disoccupati.

Sostengono l’iniziativa:
Coordinamento Migranti Toscana del Nord
Slai COBAS Coordinamento Provinciale Lucca
Slai COBAS CLAP
Rete contro la precarietà (La Spezia)
Sportello Immigrati USB (Pisa)
SLL (Massa)
Collettivo lavoratori e lavoratrici dell’Ospedale unico della Versilia
Lavoratori della Don Gnocchi di Marina di Massa, dei Nuovi Cantieri Apuania di Marina di Carrara, della Forgital di Arsiero, delle Officine Grandi Riparazioni Trenitalia di Vicenza
RSU e attivisti sindacali della sanità,
delle ferrovie, delle poste
Lavoratori del pubblico impiego, della scuola, della cantieristica, dell’artigianato, dell’informatica, del marmo

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da Slai Cobas Pomigliano e Slai Cobas TN – LE TANTE CONTRADDIZIONI DELLA MANIFESTAZIONE DEL 16 OTTOBRE ED I MOTIVI DELLA NOSTRA NON PARTECIPAZIONE

Pubblicato da slaicobastrentino su ottobre 15, 2010

LE TANTE CONTRADDIZIONI DELLA MANIFESTAZIONE DEL 16 OTTOBRE ED I MOTIVI DELLA NOSTRA NON PARTECIPAZIONE

Coordinamento SLAI cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco

SLAI COBAS DEL TRENTINO

 Non è sufficiente rilevare come la manifestazione di Roma del 16 ottobre sia una possibilità che oggi si presenta ai lavoratori per esprimere in modo collettivo una volontà di opposizione nei confronti di un attacco sempre più pesante e complessivo alle condizioni di vita e di lavoro ed ai diritti. Ugualmente non è sufficiente rilevare come non possa essere consideraro un dato negativo il fatto della partecipazione dei lavoratori alla manifestazione del 16.

Tutto questo infatti non è sufficiente per caratterizzare la manifestazione nazionale della FIOM come un effettivo momento di lotta e di opposizione di classe.

Innanzittutto oggi andare a Roma significa farlo sotto l’egemonia politica e sindacale della FIOM. Il fatto che molte organizzazioni e gruppi di compagni che sostengono di non identificarsi con la FIOM partecipino alla manifestazione per poter esporre il proprio punto di vista ai lavoratori non indica minimamente che vari il carattere complessivo dell’iniziativa del 16 ottobre. Chi va a Roma, con posizioni anche critiche sotto il profilo della propaganda nei confronti della FIOM va di fatto comunque a manifestare sotto l’egemonia politica e sindacale di quest’ultima.

La realtà che emerge rispetto alle diverse forze della ‘sinistra’ ed alle differenti organizzazioni “comuniste e rivoluzionarie” è però addirittura più problematica. Oggi il codismo nei confronti della FIOM continua ad essere dilagante cosa questa che attesta, ancora una volta, come tutta una serie di organizzazioni e di gruppi spesso anche “ultra-rivoluzionari” operi tra l’altro come una sorta di ala di estrema sinistra della cosiddetta ‘borghesia liberale’.

Oggi la FIOM non solo non vuole rompere con la CGIL, e quindi in ultima analisi nemmeno con CISL e UIL, ma nemmeno può farlo senza rinunciare alla propria identità, linea politica e tenuta organizzativa. Ciò non significa che non vi siano contraddizioni e che queste non vadano sempre valutate e seguite con attenzione. Occorre anche analizzare la loro natura politica, considerare la prospettiva in cui si muovono le varie forze ed i diversi schieramenti e, quindi, in ultima analisi, chiarire cosa si vuole fare e dove e con chi si vuole andare. Occorre chiarire se si vuole lavorare alla costruzione delle organizzazioni di classe dei lavoratori e ad una fuori-uscita proletaria e rivoluzionaria dalla crisi, oppure se, viceversa, si sta di fatto operando all’interno dei meccanismi della riproduzione dell’egemonia e del dominio del capitale.

Con la globalizzazione, la crisi e lo sviluppo dei mezzi di comunicazione, le società ed i sistemi politici come quelli che caratterizzano un paese occidentale come l’Italia, si muovono con una crescente complessità e frammentazione in una direzione sempre più reazionaria attraverso un continuo susseguirsi di “riforme” politiche, economiche, sociali e culturali, che invece di stabilizzare la situazione ne accentuano ad ogni livello le contraddizioni, finendo così per alimentare ulteriormente la tendenza al fascismo, alle guerre imperialiste, alla devastazione dell’ambiente, al drastico peggioramento delle condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori, ecc.

Ora oggi tutto questo riesce ancora a funzionare in quanto le contraddizioni tra le varie frazioni del capitale, tra i vari schieramenti politici e sindacali e tra varie forze della cosiddetta società civile, sono nel loro complesso un sistema ancora capace di esercitare egemonia, questo nonostante la crescente crisi egemonica di varie forze politiche e sindacali. Se, in linea con un modello di fascismo come quello classico di stampo nazista, mussoliniano, golpista, ecc. non potesse esprimersi un certo livello di contraddizione tra le varie forze politiche e sindacali, non ci sarebbe oggi una tenuta ancora così rilevante sotto il profilo egemonico da parte dell’avversario di classe.

Una conflittualità inter-borghese che, per es. all’interno dei posti di lavoro ed in particolare nelle fabbriche, nella forma particolare della contraddizione tra padroni e sindacati confederali, consente ancora il “governo interno” su/contro i lavoratori.

Da questo punto di vista la FIOM non si colloca all’esterno di questo sistema di esercizio dell’egemonia della borghesia il quale appunto prevede che le varie forze che appartengono a tale sistema entrino in contraddizione ed in competizione per l’esercizio del ‘potere’.

Una manifestazione come quella del 16 ottobre esprime un momento che, per quanto conflittuale, viene voluto, pensato, progettato ed organizzato, in funzione del mantenimento di spazi di potere e di manovra all’interno del sistema egemonico borghese contro i tentativi volti a penalizzare e marginalizzare la FIOM all’interno di tale sistema. Tentativi messi oggi in atto dalle destre, dai padroni, dalla CISL, dalla UIL, e persino da parte di certe componenti della CGIL.

Il fatto che la FIOM oggi sia sotto tiro non significa affatto che la FIOM abbia cessato di essere parte della CGIL e di voler o poter rendersi indipendente da essa, non significa affatto che la FIOM non abbia sempre contribuito direttamente a rimettere in gioco la CGIL tra i lavoratori, ed indirettamente attraverso la CGIL, a rimettere in gioco, senza magari nemmeno volerlo, persino CISL e UIL. Non significa ancora che la FIOM, come in genere la “sinistra sindacale”, in questi decenni non abbia efficacemente spianato la strada all’attuale offensiva della FIAT, della Confindustria e dell’attuale governo delle destre.

La FIOM sotto questo profilo ha operato come la ‘sinistra’ istituzionale, come i vari PRC, PdCI ecc., e spesso in modo organicamente congiunto con essi.

Il dato di fatto, per quanto relativo, della contraddizione che si è aperta con la FIOM apre la strada ad un’eventuale politica di fronte nei confronti dei lavoratori che ancora si sentono organicamente rappresentati da quest’organizzazione sindacale.

Va considerato comunque il fatto che attualmente una “politica di fronte” la sta facendo efficacemente e dal suo punto di vista solo la FIOM trascinandosi dietro una nutrita carovana formata dai partiti della ‘sinistra’ e da sciocchi gruppi dell’ ‘estrema sinistra’.

In alcun modo esistono oggi le condizioni per realizzare il 16 a Roma un fronte con la FIOM utile alla costruzione di un’indipendenza operaia e proletaria.

Soltanto un reale sindacato di classe con un’effettiva capacità di mobilitazione combattiva di rappresentanze di una pluralità di settori di operai e di lavoratori può oggi eventualmente andare a costruire, quando effettivamente necessario e con accortezza e flessibilità, un fronte con la FIOM.

Senza andare a costruire un sindacato di classe in grado di scendere in campo con una propria iniziativa di classe ed una propria effettiva capacità di mobilitazione parlare di “fronte di lotta” con la FIOM significa solo chiacchierare e contribuire ad imbrogliare i lavoratori.

Ancora una volta è necessaria una delimitazione tra chi vuole costruire il sindacato di classe ed il partito rivoluzionario dei proletari e dei lavoratori, e chi invece sembra ostacolare tutto questo, inseguendo la FIOM e presentandola come una forza sindacale che vuole, e che può, scendere realmente in campo contro l’attacco reazionario e padronale in atto portato avanti dalle varie frazioni del capitale, dai governi delle destre, dal PD e dai sindacati confederali.

Oggi è anche necessario dire che la stessa scadenza del 16 ottobre evidenzia comunque la passività ed il conservatorismo di alcuni sindacati di base che hanno scelto di andare a costituirsi con logiche che vedono la prospettiva del sindacato di classe come un pericolo per la salvaguardia di un unità al ribasso costituita da un equilibrio di/tra “interessi confederati”. Questi sindacati di base o inizieranno ad intraprendere realmente la strada del sindacato di classe o sono comunque destinati a disgregarsi, ad arretrare e capitolare, nel momento in cui si accelera la dissoluzione di quella cornice giuridica ed istituzionale su cui hanno voluto fondare il proprio progetto sindacale confederativo di tutela degli interessi particolari di settori di lavoratori delle varie categorie.

 

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