SLAI COBAS TRENTINO ALTO ADIGE

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  • TRENTO 04/02/2012

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  • UN BLOG PER FARE COSA ?

    Cari Compagni ed Amici Abbiamo cercato di impostare il blog in modo da contribuire all’informazione, alla denuncia di particolari situazioni lavorative, alla formazione, alla solidarietà di classe. In questo senso abbiamo voluto concepire il blog come uno strumento al servizio della difesa dei proletari e dei lavoratori ed abbiamo cercato in queste prime settimane di pubblicare materiali (notizie, volantini, documenti ecc.) che potessero servire a sviluppare idee, competenze, organizzazione ed opposizione. Pensiamo che il blog se da un lato deve porsi al servizio di un processo collettivo, dall’altro a sua volta deve venire costruito in un processo collettivo. Un blog di questo tipo ha tanto maggiore senso quanto più contribuisce a stimolare e valorizzare la partecipazione e gli apporti del compagni e dei lavoratori. Non viviamo più nel ventesimo secolo e questo vuol dire che i lavoratori hanno orami accumulato enormi competenze nei campi più disparati, il problema è che queste conoscenze vengono prevalentemente coltivate in modo individuale e spesso individualistico, non vengono socializzate e tradotte in un processo costituente di una nuova collettività. Senza cultura proletaria non ci può essere un reale movimento di trasformazione sociale e politico, ma questa cultura non va inventata dal nulla, quanto costruita attraverso un processo di generazione collettiva. Una cultura innovativa capace di unificare e ricomporre i lavoratori può diventare una forza in grado di cambiare il mondo. Per quanto ci riguarda vi chiediamo di costruire il blog insieme a noi rendendolo tra l’altro uno strumento utile per la difesa dei lavoratori. Tramite il blog altri lavoratori potranno entrare in rapporto con lo slai cobas del Trentino scegliendo liberamente il livello di questo rapporto. Apposite pagine del blog sono quindi destinate alla pubblicazione, alla segnalazione ed alle denunce, alle richieste d’informazione ecc. Ormai i blog stanno diventando un mezzo di comunicazione e di dibattito capace di concretizzarsi nella formazione di reti di relazioni, iniziative collettive e movimenti. Speriamo di non essere da meno di tanti politici di potere, di tanti servi intellettuali e vip, di tanti esponenti di una ‘sinistra’ marcia. Tutte queste bande di privilegiati e parassiti usano utilmente il web vecchio e nuovo al servizio degli interessi di una parte ristretta della società. Spetta ai proletari, ai lavoratori ed agli strati popolari usare tutti i mezzi di comunicazione in modo competente e creativo al servizio degli sfruttati.
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    I sindacati confederali sono irreversibilmente corrotti. Gli apparati dei sindacati confederali sono ormai indissolubilmente legati al capitale finanziario. I sindacalisti si riciclano nelle burocrazie dello stato, nelle finanziarie, nelle imprese cooperative, nei servizi alle imprese, negli uffici padronali delle “relazioni sindacali”, negli enti no-profit, nelle cooperative, nei partiti di potere. Dentro i sindacati confederali ci sono ancora immense energie di lotta che vanno difese, salvaguardate ed indirizzate verso la costruzione di un nuovo sindacato dei lavoratori capace di opporsi all’offensiva dei governi di centro-destra e di centro-sinistra e di far avanzare la lotta contro i padroni, le banche, le burocrazie statali, il capitalismo di stato ed il capitale europeo ed internazionale. Lo slai-cobas lavora, insieme a tanti altri lavoratori di diverse appartenenze, per la costruzione di un nuovo sindacato capace di rappresentare realmente gli interessi degli operai, dei disoccupati, dei precari, dei lavoratori svantaggiati, degli strati popolari. Lo Slai Cobas è un sindacato nazionale inter-categoriale quindi possono far parte dello Slai Cobas lavoratori di tutte le categorie. ___________________________________________
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Archivio per la categoria ‘sicurezza sul lavoro’

Processo alla Marlene Marzotto di Praia : come alla ThyssenKrupp, come al Petrolchimico di Marghera, come in tanti posti in Italia, la vita di un lavoratore viene considerata uguale a zero

Pubblicato da slaicobastrentino su aprile 18, 2011

Comunicato Stampa

14 anni di indagini, il muro di omertà di ricatto e di paura sgretolato, le sofferenze delle famiglie delle vittime di una strage annunciata prevista e mai fermata, l’arroganza di una classe dirigente, politica ed imprenditoriale, tutto questo è il processo alla Marlene Marzotto di Praia a mare…Calabria…profondo sud.

Come alla ThyssenKrupp, come al Petrolchimico di Marghera, come in tanti posti in Italia,  la vita di un lavoratore viene considerata uguale a zero, come zero sono gli investimenti fatti per evitare le stragi, gli inquinamenti dei territori circostanti, gli avvelenamenti dei lavoratori, la salvaguardia della salute di chi lavora e di chi vive.

La dura e lunga battaglia dei parenti delle vittime della Marlene Marzotto di Praia e dello Slai cobas, unico sindacato che li ha appoggiati, seguiti, aiutati con il loro ufficio legale, formato dallo studio dell’avvocato Senatore di Napoli e dall’avv. Natalia Branda di Diamante , rischia di finire in un nulla di fatto per delle leggi che prevedono la prescrizione per reati così gravi, non solo contro il singolo individuo, ma contro la società tutta.

L’udienza prevista per il 19 Aprile difatti verrà rinviata, pare a causa dell’incompleta trascrizione degli atti di convocazione.

Solo ora si registra la costituzione di parte civile dei confinanti comuni di Tortora e Praia a Mare e della provincia di Cosenza. Fatto alquanto paradossale sia per i tempi in cui si è concretizzata, sia per il fatto che il comune di Praia ha come primo cittadino quel Carlo Lomonaco responsabile dal 1973 al 1988 del “reparto della morte” (la tintoria) ed è anch’egli rinviato a giudizio (si costituisce contro se stesso !).

Gli altri rinviati a giudizio sono: il signor Pietro Marzotto, re del tessile ed erede della dinastia; Antonio Favrin, vicepresidente vicario della Confindustria Veneta,; Silvano Stoner, già direttore generale della Stefanel; Jean De Jaegher, consigliere dell’Eurotex (associazione europea delle Industrie tessili) e presidente della Marzotto USA dal ’95 al ’98; Lorenzo Bosetti, consigliere delegato e vicepresidente Lanerossi.

Il collegio difensivo è formato dagli avvocati: Nicolò Ghedini, parlamentare PDL; Guido Calvi, parlamentare PD; lo studio dell’avvocato Giuliano Pisapia, parlamentare PRC e candidato sindaco di Milano, praticamente l’intero arco parlamentare !

La Procura, durante le indagini preliminari, ha individuato 107 casi di morte o malattia “sospetta” tra i dipendenti ex Marlene Marzotto (tumori alla laringe, leucemie, carcinomi polmonari, iperplasia alla prostata, cancro ai reni, neoplasie alla mammella, patologie a fegato ed intestino).

I dati rilevati dalla perizia dello Slai cobas, depositata al tribunale di Paola, parlano di una percentuale del 4% di tumori maligni tra gli operai della Marlene Marzotto, a fronte di un dato nazionale inferiore allo 0,005% e a quello nella regione Calabria prossimo allo 0,003%.

Che le sostanze utilizzate per la lavorazione dei tessuti fossero altamente cancerogene lo si sapeva da tempo, dal 1992 se ne avevano, anche, le prove scientifiche, impensabile, quindi, che l’azienda ne fosse totalmente all’oscuro.

Purtroppo i tempi per arrivare ad un giudizio definitivo sembrano troppo stretti, ed ancora di più lo diventerebbero nel caso venisse definitivamente approvata la prescrizione breve, ultima invenzione di un presidente del consiglio sempre più attento ad evitare i suoi processi a scapito di tutto e tutti.

Alle assurdità politiche si aggiungono, all’indomani della storica sentenza per i vertici della ThyssenKrupp, le dichiarazioni deliranti dei vertici dell’azienda e dell’onorevole Cicchitto, che parlano di sentenza emessa sull’onda dell’emotività !

Lo Slai cobas sa che i lavoratori, che la gente comune, possono contare solo su loro stessi e si attiverà sia nelle sedi competenti, sia denunciando ai media lo “scandalo” di una strage annunciata e da tutti taciuta alla quale non può essere messa la parola fine senza che nessuno paghi per le proprie gravi responsabilità.

I cittadini e gli operai colpiti dai lutti e dalle malattie non saranno lasciati soli…insieme ce la possiamo fare !

18-APRILE-2011                                             SLAI COBAS COORDINAMENTO NAZIONALE

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PIU’ SICUREZZA PER I LAVORATORI DELL’A.P.S.P. CIVICA DI TRENTO E PIU’ TUTELE PER I LAVORATORI INVALIDI

Pubblicato da slaicobastrentino su aprile 11, 2011

TRENTO, 11/04/2011

PIU’ SICUREZZA PER I LAVORATORI DELL’A.P.S.P. CIVICA DI TRENTO E PIU’ TUTELE PER I LAVORATORI INVALIDI

Da un’indagine eseguita dallo S.L.A.I. COBAS risulta che un gran numero di lavoratori, che da anni lavorano in casa di riposo, sono soggetti affetti da problematiche, spesso invalidanti, di tipo osseo – articolari e muscolo-scheletriche oppure soggetti a rischio.

Considerando le innumerevoli lamentele e segnalazioni di disagio pervenute ai nostri iscritti dobbiamo sottolineare come, negli ultimi anni, all’interno dell’A.P.S.P. Civica di Trento, ben poco si è mosso a favore di questi lavoratori.

A quanto pare, quello che il nostro datore di lavoro non vuole accettare è che i lavoratori purtroppo non sono tutti uguali, ma molti presentano un grado e/o un livello di difficoltà che non permette loro di poter svolgere, senza incorrere in un disagio anche rilevante, tutti i compiti previsti dalle proprie mansioni. Un dato questo confermato tra l’altro anche dalle continue malattie dei lavoratori.

Per il tipo di lavoro svolto, le condizioni di stress, il disagio degli orari e i carichi di lavoro, si determinano situazioni in cui, con l’andare del tempo,  il logoramento psico-fisico produce o accentua inabilità, patologie invalidanti  e malattie professionali.

RIDATECI I NOSTRI DIRITTI DI LAVORATORI
ALLA SALUTE!!!

Gli stessi lavoratori che si sottopongono a visita medico competente si vedono solo prescritti di dover utilizzare gli ausili meccanici. Ma cosa significa se già la normativa vigente prevede sempre l’obbligo dell’utilizzo degli ausili meccanici per le persone movimentate? E se già la normativa vigente prevede che alcune operazioni devono essere effettuate non con due operatori, ma addirittura con tre?

All’A.P.S.P. Civica di Trento a quanto pare mal si tollera il doversi accollare limitazioni e prescrizioni mediche che salvaguardino le residue capacità lavorative di lavoratori prima “spremuti” e poi eventualmente invitati ad “ignorare” le disposizioni mediche, con la paura di “impossibilità di adeguata ricollocazione” nel caso non arrivino sempre a portare a termine il lavoro loro richiesto.

Noi lavoratori dello S.L.A.I. COBAS abbiamo a cuore il bene comune e la qualità dei servizi erogati, in quanto trattasi di strutture “ad alto contenuto di lavoro umano”, perché di assistenza ai nostri “vecchi” e non si tratta di pezzi da produrre al minuto!

I LAVORATORI DELLA R.S.A. S.L.A.I.COBAS

E-mail: slaicobas-apspcivica@libero.it
Sito Web: www.slaicobastrentino.wordpress.com cell.348/2448231 – 333/2606455

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