-cambio tuta retribuito
-vertenze gia vinte da slai cobas aziendale in varie aziende come La Sipa Bindi spa di s. Giuliano Milanese.
Pubblicato da slaicobastrentino su aprile 30, 2009
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Pubblicato da slaicobastrentino su dicembre 15, 2007
Al Direttore del DSM dell’ASL___________
Al Direttore dell’UOSM del distretto_____ dell’ASL________
Protocollo N°_____________________
Oggetto: Pronta Reperibilità in giornata festiva. Richiesta.
Il/La sottoscritto/a ________________________________, nato/a a _______________ il _____________________, dipendente di questo Ente, inquadrato/a nella categoria ______, con il profilo professionale di _______________________________,
Considerato che:
C H I E D E
a partire dalla data della presente istanza, di poter fruire dei riposi compensativi,
per i turni di pronta disponibilità/reperibilità prestati in giornata festiva, computando questi ultimi nel debito orario settimanale, nonché il risarcimento dei danni diretti ed indiretti subiti a causa della mancata fruizione di riposi compensativi a seguito di giornate festive di pronta disponibilità/reperibilità, dal 01.07.1998.
Dà mandato allo Studio Legale________________di______________ di assisterlo/a in ogni fase del procedimento.
Dà mandato al Sindacato_________________ di __________di assisterlo/a in ogni fase del procedimento.
Si resta in attesa di riscontro.
Data
Firma
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Pubblicato da slaicobastrentino su dicembre 7, 2007
IL MOBBING COLPISCE ANCHE TE !
INFORMIAMOCI E DIFENDIAMOCI !
NO AL MOBBING CONTRO I LAVORATORI !
INCONTRO-PUBBLICO
Rovereto Venerdì 14 dicembre ore 20,30
Centro Civico Le Fucine Via Leonardo da Vinci n.17
Sono invitati i lavoratori, la cittadinanza e le forze politiche
Interverranno
-AVVOCATO Rinaldo Galimberti(Foro di Milano)
esperto in materia di mobbing ha seguito cause sulla tematica
- Rappresentanti dello Slai-Cobas
- Lavoratori di vari settori
Cosa sta succedendo nella Casa di riposo di Rovereto ? Insieme alla privatizzazione avanza la vergogna dei diritti negati, della dignità calpestata, dei riposi saltati, degli invalidi tartassati e delle montagne di lettere di contestazione disciplinare.
Il Mobbing contro i lavoratori sta diventando una realtà sempre più diffusa : dalle Case di Riposo alla Sanità, dalle fabbriche al pubblico impiego, dalle cooperative al commercio, ecc.
Il Mobbing è uno strumento usato per mettere un bavaglio intorno alla bocca dei lavoratori, per costringere i lavoratori scomodi o diventati ‘superflui’ ed ‘eccedenti’ all’autolicenziamento.
Il Mobbing non colpisce più solo singoli lavoratori, ma anche intere categorie o tipologie di lavoratori (per esempio gli invalidi, le donne ecc) oppure parte rilevante dei lavoratori di una determinata situazione lavorativa.
Il Mobbing, in tutti quei passaggi relativi alla trasformazione dell’organizzazione del lavoro, nei processi di privatizzazione, nelle ristrutturazioni e de-localizzazioni aziendali, ecc. diventa anche uno strumento usato per prevenire l’iniziativa dei lavoratori e per impedire che diventino consapevoli di quello che accade loro. Si scaricano sui lavoratori responsabilità di altri. Si creano ed esasperano ad arte le differenze generazionali e contrattuali tra i lavoratori in modo da creare continui capri espiatori. Si mettono lavoratori contro lavoratori.
Il Mobbing è anche insito nel meccanismo delle privatizzazioni e della precarizzazione del lavoro ed in tutte quelle situazioni in cui appalti e sub-appalti, convenzioni, lavoro in affitto, esternalizzazioni costringono il lavoratore a dover rispondere contemporaneamente alle richieste, alle esigenze ed alle imposizioni di più amministrazioni o di più “datori di lavoro”.
COORDINAMENTO PROVINCIALE SLAI-COBAS
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Pubblicato da slaicobastrentino su novembre 27, 2005
Mentre l’intensificazione del lavoro tende ad accentuarsi parallelamente all’incremento della flessibilità e della precarietà, le conseguenze connesse allo stress lavorativo (come, ad esempio, il burnout) sono sempre più pesanti e diffuse.
Lo afferma un’indagine curata Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, su un campione di lavoratori di sette Stati, precisamente: Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Olanda, Spagna e Svezia.
L’indagine cerca di valutare la misura e la prevalenza dello stress correlato al lavoro ed analizza il ruolo di fattori che contribuiscono alla sua insorgenza, quali ad esempio l’insicurezza dell’occupazione.
Nuovi settori a rischio di stress connesso al lavoro risultano quelli della sanità, dei servizi sociali e dell’istruzione; comparti nei quali vi è una prevalenza di donne e nei quali le lavoratrici risultano più colpite da tali conseguenze rispetto ai loro colleghi uomini.
Nel Nord Europa si registra invece un uguale incremento di stess correlato al lavoro tra uomini e donne.
Il calcolo dei costi dello stress connesso al lavoro non è semplice; per una stima l’indagine prende ad esempio i dati provenienti dalla Germania, dove le Autorità stimano che il costo dell’assenteismo dovuto a disturbi psicosociali sia di circa 3 miliardi di euro.
Lo stress correlato al lavoro è un fattore al quale è attribuito l’ampio incremento di questo tipo di assenze. Malgrado l’aumento dei costi dovuti a tale fattore, gli autori dell’indagine rilevano la scarsità delle ricerche sull’argomento.
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