UNA DURA LEZIONE DEGLI OPERAI DI POMIGLIANO ALLA FIAT, ALLE DESTRE, AL PD ED AI SINDACATI CONFEDERALI
[PRIME CONSIDERAZIONI SUI RISULTATI DEL REFERENDUM -SLAI COBAS DEL TRENTINO]
- Solo il 63% dei lavoratori ha votato il SI., la Fiat ed i sindacati confederali avevano previsto una vittoria dei SI con una percentuale del 90-95%
- di fronte al pesante e vile ricatto a cui erano sottoposti, di fronte al vastissimo e mostruoso schieramento tra FIAT-governo e opposizioni-mass media- sindacati confederali (compreso i vertici e gran parte della CGIL, con l’esclusione della Sinistra Sindacale ed, in generale, della FIOM) contro cui si sono dovuti confrontare,
- di fronte ai tentennamenti ed alle debolezze della stessa FIOM che ha evitato di dare l’indicazione di andare a votare e votare NO
IL RISULTATO DEL REFERENDUM INDICA CHE NON SOLO LA FIAT, MA ANCHE I PADRONI, IL GOVERNO, IL PD ED I SINDACATI CONFEDERALI NON HANNO AFFATTO VINTO, NON SONO RIUSCITI A SFONDARE IL FRONTE DEI LAVORATORI E NON SONO RIUSCITI AD ABBATTERE LA PRESENZA DELLO SLAI COBAS
2. Solo lo Slai Cobas ha dato l’indicazione di andare a votare e di votare NO, il risultato del referendum indica:
- che era giusto fare come ha fatto lo slai cobas che si e’ schierato con determinazione dalla parte dei lavoratori e che eha dato l’indicazione di andare a votare e di votare NO
- che era corretta la linea dello Slai Cobas che ha deciso di portare fino in fondo la battaglia anche scendendo sull’ostico terreno del Referendum scelto dall’avversario con l’obiettivo di dare piena legittimazione ai propri piani antioperai,
- che era possibile lottare per la vittoria dei NO
- che forze come la FIOM ed in genere la Sinistra sindacale sono ancora, nonostante prese di posizioni anche formalmente corrette e nonostante -magari- le migliori intenzioni soggettive, un ostaggio nella mani della CGIL, e tramite essa del PD e del Sindacalismo Confederale
3. Nel primo seggio (impiegati) il SI ha avuto il 95% dei voti, segno che tra gli operai il SI ha avuto meno del 63%.
- il risultato e’ stato condizionato dalla partecipazione al voto degli strati più privilegiati e corporativi che si lasciano corrompere con più facilita’, che sono maggiormente disponibili a lavoare alla divisione dei lavoratori e che sono più disposti a rendersi massa di manovra dei padroni e della reazione
4. Dove lo Slai Cobas aveva i suoi punti di forza, come a Nola, il SI ha perso in modo disastroso (28 % ai SI).
- Questo attesta il carattere miope e suicida della politica della FIOM che in questi mesi ed anni invece di lavorare a costruire una opposizione unitaria interna su base di classe alla FIAT ed ai sindacati confederali ha preferito continuare ad ostacolare l’iniziativa e la presenza dello Slai Cobas anche sabotando sistematicamente il rinnovo delle scadute RSU. Il rinnovo delle RSU avrebbe rafforzato la presenza e l’iniziativa dello Slai Cobas mettendo in forse la stessa vittoria dei SI.
IL COSTANTE TENTATIVO DI CONTENERE E MARGINALIZZARE LO SLAI COBAS ED IL SABOTAGGIO DEL RINNOVO DELLE RSU SONO STATE TAPPE DELLA PREPARAZIONE E DELL’AFFERMAZIONE DEL REFERENDUM E DELLA COSTRUZIONE DELLA VITTORIA DEI SI
5. tutta la vicenda dei Referendum a Pomiliano attesta, se fosse ancora necessario, come un nodo di fondo sia rappresentato dalla posizione nei confronti della CGIL
- come ben evidenzia l’intervista del SOLE 24 ore di oggi 24/09/2010 al segretario generale della CGIL della Campania Michele Gravano il Referendum ha visto la CGIL pienamente schierata con CISL e UIL nell’attacco alle condizioni ed ai diritti dei lavoratori. Chi oggi ritiene ancora che la CGIL possa emanciparsi dal ruolo di complice e puntello dei padronti, del capitale finanziario nazionale ed internazionale e dei vari governi, lavora, consapevolmente o meno, ad indebolire e frantumare i lavoratori. La FIOM ed in generale la Sinistra Sindacale devono scegliere se continuare a stare, di fatto anche se ‘disobbediendo’, con la CGIL, oppure se fare un salto passando dalla parte degli interessi dei lavoratori ed assumendosi i compiti che questo comporta : sindacato di classe e partito di classe.
6. L’esito del Referendum evidenzia oggi l’inconsistenza sindacale e politica di chi decide di stare a “metà strada”
- Oggi solo uno schieramento netto e determinato con gli interessi di classe degli operai e dei lavoratori contro i padroni, il capitale finanziario, i governi di destra, il PD e la falsa sinistra, apre una prospettiva sindacale e politica di alternativa. Quello che fa avanzare una prospettiva di classe non sono tanto i buoni propositi, i giusti ideali e le giuste, ma astratte, dichiarazioni e prese di posizione, oppure la propaganda libresca del socialismo e della rivoluzione. Quello che è necessario e possibile è la costruzione sul campo di un blocco proletario e popolare anticapitalistico e rivoluzionario attraverso la polarizzazione sociale e politica e la sconfitta di tutte quelle posizioni sindacali e politiche che scelgono di stare a “metà strada” e così invece di lavorare per gli interessi di classe dei lavoratori contribuiscono a tenerli legati –attraverso le illusioni come attraverso la diffusione di punti di vista depressivi, nichilisti e corporativi- al carro dei sindacati confederali, del PD, delle destre e della mafia. Oggi le forze che “stanno in mezzo”, grandi o piccole che siano, più o meno “rivoluzionarie” e “barricadere”, sono destinate a disperdersi e a decomporsi. Un processo quest’ultimo che se non è consapevolemente oggetto di un’attenzione critica capace, se necessario, di essere fraterna e politicamente costruttiva, rischia di devastare ulteriormente le condizioni soggettive ed il rapporti di forza dei lavoratori.
7. E’ necessario “oltre ad un sindacato di classe anche un partito di sinistra radicalmente nuovo” (Corrado Delle Donne Segretario Nazionale Slai Cobas nell’Assemblea Operaia di Poimigliano del 19 giugno)
- I lavoratori si sono trovati sotto il fuoco nemico in condizione di sostanziale “abbandono” ed “isolamento”politico e sociale. Questo attesta che i lavoratori in generale non solo non hanno un sindacato di classe, ma non hanno nemmeno un partito di classe. Questo li rende deboli e suscettibili di continuare ad essere bersaglio di attacchi sempre più pesanti. Il Referendum di Pomigliano se attesta da un lato che i padroni non sfondano, attesta anche che vogliono avanzare, che lavorano comunque per generalizzare, prima o poi, a tutti i lavoratori italiani le infamità dell’accordo di Pomigliano e che intendono con estrema determinazione sfondare ovunque sul fronte sindacale, su quello dei diritti e su quello della democrazia. L’accordo di Pomigliano delinea i tratti di un ulteriore l’attacco reazionario e fascista a tutti gli operai ed a tutte le masse popolari del nostro paese. Che i SI non abbiano potuto sfondare, nonostante tutte le condizioni favorevoli e l’enorme schieramento che ha lavorato a tale esito esercitando una diffusa e mostruosa pressione, dimostra non solo che è possibile un sindacato di classe, ma anche che è sia necessario che possibile un nuovo e moderno partito operaio, popolare, rivoluzionario.
24/06/2010 SLAI COBAS DEL TRENTINO www.slaicobastrentino.wordpress.com
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