SLAI COBAS TRENTINO ALTO ADIGE

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  • TRENTO 04/02/2012

  • TESSERAMENTO 2011

  • NO ALLA GUERRA IMPERIALISTA CONTRO LA LIBIA

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  • email del COORDINAMENTO PROVINCIALE SLAICOBAS NAPOLI / POMIGLIANO cobasslai@libero.it
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  • NESSUN CONTRIBUTO PUBBLICO ALLE IMPRESE CHE DELOCALIZZANO ED INVESTONO ALL'ESTERO

  • I LAVORATORI PAGHERANNO MONTAGNE DI EURO PER LA LINEA AD ALTA-VORACITA’ BRENNERO-VERONA. E’ UN’OPERA CHE, MENTRE DEVASTERA’ LA SALUTE DEI CITTADINI E L’AMBIENTE, INGRASSERA’ POLITICI, COSTRUTTORI, GRANDI IMPRESE E BANCHE

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    NIENTE SOLDI PUBBLICI ALLE COOPERATIVE CHE SFRUTTANO E LICENZIANO I LAVORATORI

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  • BASTA CON I SINDACALISTI CORROTTI E' NECESSARIO COSTRUIRE UN NUOVO SINDACATO DEI LAVORATORI

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  • UN BLOG PER FARE COSA ?

    Cari Compagni ed Amici Abbiamo cercato di impostare il blog in modo da contribuire all’informazione, alla denuncia di particolari situazioni lavorative, alla formazione, alla solidarietà di classe. In questo senso abbiamo voluto concepire il blog come uno strumento al servizio della difesa dei proletari e dei lavoratori ed abbiamo cercato in queste prime settimane di pubblicare materiali (notizie, volantini, documenti ecc.) che potessero servire a sviluppare idee, competenze, organizzazione ed opposizione. Pensiamo che il blog se da un lato deve porsi al servizio di un processo collettivo, dall’altro a sua volta deve venire costruito in un processo collettivo. Un blog di questo tipo ha tanto maggiore senso quanto più contribuisce a stimolare e valorizzare la partecipazione e gli apporti del compagni e dei lavoratori. Non viviamo più nel ventesimo secolo e questo vuol dire che i lavoratori hanno orami accumulato enormi competenze nei campi più disparati, il problema è che queste conoscenze vengono prevalentemente coltivate in modo individuale e spesso individualistico, non vengono socializzate e tradotte in un processo costituente di una nuova collettività. Senza cultura proletaria non ci può essere un reale movimento di trasformazione sociale e politico, ma questa cultura non va inventata dal nulla, quanto costruita attraverso un processo di generazione collettiva. Una cultura innovativa capace di unificare e ricomporre i lavoratori può diventare una forza in grado di cambiare il mondo. Per quanto ci riguarda vi chiediamo di costruire il blog insieme a noi rendendolo tra l’altro uno strumento utile per la difesa dei lavoratori. Tramite il blog altri lavoratori potranno entrare in rapporto con lo slai cobas del Trentino scegliendo liberamente il livello di questo rapporto. Apposite pagine del blog sono quindi destinate alla pubblicazione, alla segnalazione ed alle denunce, alle richieste d’informazione ecc. Ormai i blog stanno diventando un mezzo di comunicazione e di dibattito capace di concretizzarsi nella formazione di reti di relazioni, iniziative collettive e movimenti. Speriamo di non essere da meno di tanti politici di potere, di tanti servi intellettuali e vip, di tanti esponenti di una ‘sinistra’ marcia. Tutte queste bande di privilegiati e parassiti usano utilmente il web vecchio e nuovo al servizio degli interessi di una parte ristretta della società. Spetta ai proletari, ai lavoratori ed agli strati popolari usare tutti i mezzi di comunicazione in modo competente e creativo al servizio degli sfruttati.
  • PERCHE’ SCEGLIERE LO SLAI COBAS DEL TRENTINO ALTO ADIGE ?

    I sindacati confederali sono irreversibilmente corrotti. Gli apparati dei sindacati confederali sono ormai indissolubilmente legati al capitale finanziario. I sindacalisti si riciclano nelle burocrazie dello stato, nelle finanziarie, nelle imprese cooperative, nei servizi alle imprese, negli uffici padronali delle “relazioni sindacali”, negli enti no-profit, nelle cooperative, nei partiti di potere. Dentro i sindacati confederali ci sono ancora immense energie di lotta che vanno difese, salvaguardate ed indirizzate verso la costruzione di un nuovo sindacato dei lavoratori capace di opporsi all’offensiva dei governi di centro-destra e di centro-sinistra e di far avanzare la lotta contro i padroni, le banche, le burocrazie statali, il capitalismo di stato ed il capitale europeo ed internazionale. Lo slai-cobas lavora, insieme a tanti altri lavoratori di diverse appartenenze, per la costruzione di un nuovo sindacato capace di rappresentare realmente gli interessi degli operai, dei disoccupati, dei precari, dei lavoratori svantaggiati, degli strati popolari. Lo Slai Cobas è un sindacato nazionale inter-categoriale quindi possono far parte dello Slai Cobas lavoratori di tutte le categorie. ___________________________________________
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Archivio per la categoria ‘MOBBING CONTRO I LAVORATORI’

TREVISO, COOPERATIVE LOGISTICA: PROCESSO PER MOBBING E MOLESTIE

Pubblicato da slaicobastrentino su aprile 5, 2012

riceviamo/pubblichiamo

COMUNICATO STAMPA – 3-4-2012 – RINVIATI A GIUDIZIO DUE CAPI REPARTO DELLE
COOPERATIVE OPERANTI NEI CAPANNONI GEOX PER MOBBING A SFONDO SESSUALE

Una operaia immigrata africana della provincia di Treviso e ns.iscritta,
operante nelle cooperative interne a Geox nel 2009 e attualmente in causa
anche per appalto illecito ed impugnazione di licenziamento (fa parte di un
gruppo di 4-5 vertenze di operai immigrati che hanno il processo iniziante
il 11 maggio a Treviso), ha visto il rinvio a giudizio dei due capi da lei
denunciati per mobbing sessuale. La lavoratrice ha denunciato che se non ci
stavi, il prezzo da pagare era il licenziamento. Ci sono state denunce e
verifiche e testimonianze, prima di giungere al processo, in cui la operaia
è assistita dall’Avv.Elisabetta Giacomelli, che ha visto la costituzione
delle parti e il rinvio per la discussione al prossimo mese di novembre.

Slai Cobas per il sindacato di Classe Marghera

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Solidarietà dello slai cobas del Trentino ad Ezio Casagranda, Fulvio Flammini e Franco Tessadri

Pubblicato da slaicobastrentino su aprile 7, 2011

Riceviamo e diffondiamo il seguente comunicato. Invitiamo a promuovere la solidarietà con i compagni ingiustamente sospesi e discriminati dalla CGIL, Ivitiamo i compagni sospesi a lasciare la CGIL ed a lavorare con noi per la costruzione di un nuovo sindacato di classe dei lavoratori.

Pira Sebastiano per lo slai cobas del Trentino

SEGUE COMUNICATO

SOSPESI per tre mesi dalla Cgil del Trentino. Ezio Casagranda – Fulvio Flammini e
Franco Tessadri sospesi dalla Comitato di garanzia Nord-est della Cgil.
La Commissione di garanzia della Cgil Nord est ha sanzionato con lettera del 22 marzo
2011 – ritirata ieri pomeriggio – Ezio Casagranda, Fulvio Flammini e Franco Tessadri a tre
mesi di sospensione dagli incarichi sindacali a seguito dello scontro politico apertosi in Cgil
dopo il licenziamento di Fulvio da parte della FILT Cgil di Trento.
Franco Tessadri – RSU e dirigente Filt Cgil del Trentino – è stato sanzionato “..per alcune
affermazioni rilevanti ai fini delle competenze della Commissione di garanzia…”, Fulvio
Flammini – funzionario sindacale della Filt Cgil del Trentino – per aver scritto commenti
ritenuti “..offensivi e lesivi dell’immagine della Cgil..” sul Blog della Filcams e Ezio
Casagranda – Segretario generale della Filcams Cgil del Trentino – per non aver
provveduto “…tempestivamente alla rimozione dei suddetti commenti..”.
Fare riferimento ad atteggiamenti offensivi dell’immagine della Cgil riporta la nostra
memoria ai tempi bui in cui tale strumento veniva utilizzato sopprimere ogni forma di
dissenso sociale. Per questo riteniamo la decisione un pesante attacco al diritto di critica
ed alle libertà sindacali all’interno della Cgil e per questo, fermo restando il ricorso alla
Commissione di garanzia nazionale, intendiamo convocare una conferenza stampa per
denunciare pubblicamente questa operazione che umilia la storia della Cgil e infligge una
preoccupante ferita alla democrazia ed al pluralismo interno.
Un attacco pesante ad ogni forma di dissenso interno sulla scia di una rottura, voluta e
consumata, dalla maggioranza della Cgil nei confronti della minoranza interna.
Un pronunciamento che cambia di fatto lo Statuto dell’organizzazione, il quale riconosce
pari dignità a tutte le sensibilità presenti nell’organizzazione ed in particolare nei confronti
della Filcams dove la mozione della Cgil che vogliamo ha raggiunto l’80% dei consensi.
Si vuole colpire una categoria che ha il solo difetto di costituire l’opposizione ad una linea
della Cgil provinciale di mera accettazione delle proposte che escono dai palazzi della
provincia e dal governatore Dellai, colpevole di aver assunto la lotta alla precarietà “senza
se e senza ma” contestandone gli abusi sia nelle aziende che all’interno della Cgil,
ribadendo che non esistono zone franche dove la precarietà trovi diritto di cittadinanza. Ma
quello che preme sottolineare è il fatto che, nonostante una sentenza della cassazione
escluda qualsiasi responsabilità del gestore del Blog, la Commissione abbia erogato la
sanzione per mancato controllo cancella di fatto la libertà di stampa dentro
l’organizzazione e applicando, in anteprima, la “legge bavaglio” in salsa nord est.
Una sentenza che da una parte colpisce i compagni della Filt, responsabili di essersi
opposti al licenziamento e di aver denunciato una gestione a dir poco allegra delle risorse
della categoria.
Questa brutta pagina della Cgil Trentina non scalfirà la nostra volontà di continuare la
nostra battaglia politica all’interno di questa organizzazione che, purtroppo, si vede
umiliata e offesa da un pronunciamento “politico” di una commissione che dovrebbe
essere a tutela e salvaguardia dello Statuto e dei diritti che questo garantisce ad ogni
iscritto della Cgil
P la Cgil che Vogliamo del Trentino
E.Casagranda – F. Flammini – F. Tessadri

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INACCETTABILE ATTEGGIAMENTO DELL’A.P.S.P. CIVICA DI TRENTO – LAVORATORI OPPRESSI E STANCHI PER I CONTINUI PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI

Pubblicato da slaicobastrentino su aprile 6, 2011

INACCETTABILE ATTEGGIAMENTO DELL’A.P.S.P. CIVICA DI TRENTO

LAVORATORI OPPRESSI E STANCHI PER I CONTINUI PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI

LO S.L.A.I. COBAS PRONTO AD APRIRE

UNA VERTENZA PUBBLICA

I Lavoratori dell’A.P.S.P. Civica di Trento si trovano in una situazione di continuo stress a causa del moltiplicarsi delle contestazioni disciplinari e della necessità di farvi fronte approntando una difesa spesso impegnativa.

Lo S.L.A.I. COBAS esprime la propria totale contrarietà ai continui provvedimenti sanzionatori che colpiscono i Lavoratori in genere formulati in modo generico e valutativo e quindi tali, nonostante le norme di legge non consentano questo tipo di impostazione, da rendere difficile al Lavoratore la possibilità di approntare la propria difesa.

Il tutto in una situazione di sovraccarico di lavoro dove i Lavoratori, oltre ad essere impiegati  nel loro specifico ruolo, sono costretti anche a svolgere, specie durante la turnazione notturna, persino compiti di sorvegliante, di centralinista e di portinaio, alternandosi sui piani, rispondendo al telefono e stando attenti a chi entra e a chi esce in considerazione del fatto che estranei o malintenzionati potrebbero entrare ed uscire a loro piacimento, con conseguente confusione ed interferenza sul proprio lavoro.

Tutto questo si svolge, nonostante la netta contrarietà dei Lavoratori coinvolti e della stessa Organizzazione Sindacale che li rappresenta.

Lo S.L.A.I. COBAS ritiene inaccettabile questo comportamento, anche in quanto da un punto di vista professionale si hanno dei cali motivazionali che influiscono di conseguenza sull’operato, cosa ancora più grave, inoltre sono solo una parte dei lavoratori, quasi sempre gli stessi, a diventare oggetto di questi tentativi sanzionatori.

Se non si riesce ad essere polivalenti e a reggere questo ritmo lavorativo stressante allora per il Lavoratore scattano pesanti misure disciplinari avallate addirittura in alcuni casi dai parenti degli ospiti che, non avendo orari di visita prestabiliti, sono onnipresenti e si permettono di fare rimostranze sull’operato del personale scaricando sull’anello più debole i problemi relativi ad un’offerta di servizi costosa ed insieme eventualmente carente a causa della scarsa entità numerica del personale.

E tutto questo avviene nonostante che l’A.P.S.P. Civica abbia dichiarato attraverso la “Carta dei Servizi” di voler garantire il “benessere” dei Lavoratori e degli stessi ospiti e familiari.

NON E’ AMMISSIBILE CHE UN’AZIENDA DEI SERVIZI ALLA PERSONA GIOCHI SULLA QUALITA’ DELLA VITA DELLE PERSONE!!!

Non è ammissibile che la dignità e la professionalità dei Lavoratori dell’A.P.S.P. Civica venga soffocata da sanzioni disciplinari dietro le quali si nasconde spesso l’incapacità di pianificare l’irrogazione di un servizio serio e sereno agli ospiti dell’A.P.S.P. Civica.

Pertanto lo S.L.A.I. COBAS dichiara la propria intenzione di aprire un contenzioso in merito verso l’Azienda di Servizi alla Persona e s’impegnerà a coinvolgere, sensibilizzare ed incontrare le preposte Istituzioni Locali e le forze politiche realmente interessate e sensibili al problema della qualità del lavoro e del servizio all’A.P.S.P Civica al fine di arrivare ad una positiva soluzione della Vertenza.

I LAVORATORI DELLA R.S.A S.L.A.I.COBAS

IL COORDINAMENTO PROVINCIALE

S.L.A.I. COBAS  DEL TRENTINO

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Il discutibile comportamento di un funzionario della CGIL TRENTINA Riceviamo e pubblichiamo

Pubblicato da slaicobastrentino su febbraio 5, 2011

Care/i Compagne/i,
oggi alle 14:15 circa mi trovavo davanti al BAR PRATI di Trento. Si è avvicinato a me il signor MICHELE OLIVIERI, sindacalista della CGIL – Funzione Pubblica del Trentino, il quale (con fare altezzoso) mi ha chiesto se corrispondesse al vero che avevo espresso solidarietà nei confronti d’un lavoratore impiegato in una casa di riposo sita in Trento. Il riferimento era al compagno PAOLO DI PINO. Appena ho dato risposta affermativa, il signor OLIVIERI mi ha accusato di non averlo interpellato preventivamente e che mi sarei dovuto informare sulla persona alla quale esprimevo la mia solidarietà, prima di comunicare in nome della CGIL (in realtà – lo scrivo per correttezza d’informazione e non per giustificarmi con alcuno – io non ho scritto nulla a nome della CGIL o della categoria FP/CGIL, bensì mi sono espresso per conto dell’area programmatica LA CGIL CHE VOGLIAMO – settore trasporti, di cui sono uno dei portavoce)! Gli ho replicato a mio modo, anche se devo amaramente constatare che lo “stalinismo” non è stato ancora consegnato al “cesso” dell’umana storia.
Dopo questo episodio voglio rinnovare la mia solidarietà al compagno PAOLO DI PINO che dovrà guardarsi bene le spalle. Per esperienza personale, so cosa significhi avere contro padroni e sindacalisti badanti.
PAOLO, HASTA LA VICTORIA, SIEMPRE!
Fulvio FLAMMINI
Area programmatica LA CGIL CHE VOGLIAMO – FILT/CGIL del Trentino
Trento, 4 febbraio 2011

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Solidarietà di Gianfranco Poliandri al sindacalista Slai-Cobas Paolo Di Pino

Pubblicato da slaicobastrentino su dicembre 23, 2010

A titolo personale ma sicuro di rappresentare la sensibilità di molti compagni impegnati nei Comitati trentini per l’acqua bene comune esprimo solidarietà all’operatore socio-sanitario Paolo Di Pino responsabile sindacale della RSA SLAI Cobas della Casa Civica di Trento per le minacce subite al citofono della sua abitazione a causa della sua attività nel posto di lavoro. Il compagno minacciato non si lascerà intimidire. E io parteciperò a qualunque iniziativa pubblica di informazione e protesta sarà decisa. Trento, 23.12.2010

Gianfranco Poliandri

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BASTA CON LE INTIMIDAZIONI MAFIOSE: SOLIDARIETA’ DELLA SEGRETERIA DELLO SLAI COBAS A PAOLO DI PINO

Pubblicato da slaicobastrentino su dicembre 20, 2010

La segreteria dello Slai Cobas esprime la massima solidarietà all’operatore socio-sanitario Paolo Di Pino

responsabile sindacale della RSA SLai Cobas della Casa Civica di Trento e si impegna a sostenere lo slai

cobas del Trentino contro queste pratiche intimidatorie e mafiose.

[Paolo era stato pesantemente minacciato presso la propria abitazione privata

per la sua attività sindacale nella casa di riposo di Trento].

22/12/2010 SEGRETERIA NAZIONALE SLAI COBAS

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TRENTO: grave episodio contro sindacalista slai cobas

Pubblicato da slaicobastrentino su dicembre 15, 2010

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LA VICENDA DI MASSIMO SIGHEL: E’ POSSIBILE RESISTERE CONTRO I LICENZIAMENTI E CONTRO I PADRONI DEL PORFIFDO !

Pubblicato da slaicobastrentino su novembre 9, 2010

COMUNICATO STAMPA

 CONCLUSA LA VICENDA DI MASSIMO SIGHEL: E’ POSSIBILE RESISTERE CONTRO I LICENZIAMENTI E CONTRO I PADRONI DEL PORFIFDO !

Il 12 ottobre si è conclusa positivamente, con un accordo tra le parti, la causa di lavoro promossa da Massimo Sighel operaio del settore del porfido e presidente dell’ASUC di Miola. La Tecnoporfidi aveva licenziato Massimo Sighel nell’ottobre del 2008. La vicenda aveva avuto caratteri di particolare pesantezza che erano andati sommandosi al licenziamento. Oggi a distanza di due anni dopo alcune udienze la Ditta ha provveduto ad avanzare un’ennesima proposta conciliatoria che, questa volta, andava in gran parte incontro alle richieste risarcitorie avanzate da Massimo Sighel per il licenziamento ed ulteriori vari danni. Nel novembre del 2008, in seguito al licenziamento di Massimo, si era costituito il nostro comitato appunto il “Comitato di solidarietà con Massimo Sighel, contro il Mobbing e contro i licenziamenti nel settore del porfido”. Nel corso di questi ultimi due anni il comitato ha promosso varie iniziative di sensibilizzazione con raccolte firme, volantinaggi, assemblee, presidi ecc. In particolare va ricordata la riuscita assemblea di Lona dell’ottobre 2009 contro i licenziamenti e le discriminazioni verso i lavoratori e contro il furto e la gestione privatistica dei beni comuni (risorsa porfido, ambiente locale ecc). Un’assemblea che appunto aveva visto la presenza di un centinaio di partecipanti tra lavoratori, amministratori e rappresentanti politici e sindacali. Di fronte alla crisi del settore del porfido il nostro comitato si era anche fatto promotore di una proposta di “Contratto di solidarietà” e di una prospettiva di riorganizzazione del settore su una base razionale ed orientata alla concentrazione delle proprietà e delle produzioni, alla lotta contro gli interessi particolaristici e parassitari delle aziende del porfido, alla soppressione di quell’ “artigianato” che si rivela forma di supersfruttamento di lavoratori falsamente autonomi, e, nel complesso, orientata alla salvaguardia sia degli interessi dei lavoratori che di quelli delle comunità locali comprensivi della tutela dell’ambiente e dell’uso dei beni comuni. Oggi con la conclusione più che favorevole della vicenda di Massimo Sighel possiamo considerare concluso il nostro compito ed esaurite alcune tra le principali ragioni della nostra stessa esistenza come Comitato, per questo abbiamo deciso di chiudere il nostro blog e di scioglierci, sicuri che le varie componenti di lavoratori che hanno costituito il nostro comitato troveranno il modo, eventualmente insieme, o lavorando in ambiti e forme differenziate, di continuare a battersi contro i licenziamenti nel settore porfido ed in funzione degli interessi dei lavoratori del settore e delle collettività locali. In sintesi questa vicenda ha dimostrato come sia stato possibile coniugare in modo vincente l’iniziativa collettiva di solidarietà e sensibilizzazione con la battaglia legale. Pensiamo di aver costruito una piccola esperienza-modello che può oggi essere utilmente generalizzata nella lotta contro i licenziamenti. Pensiamo anche che la nostra esperienza abbia dimostrato in modo inconfutabile l’inerzia, l’inconcludenza e l’arrendevolezza dell’operato dei sindacati confederali i quali si sono opposti alla nostra proposta di “Contratto di solidarietà” senza essere stati in grado di proporre delle alternative, senza aver mai affrontato la lotta contro i licenziamenti in modo collettivo e senza nemmeno essere stati in grado di portare avanti in modo minimamente soddisfacente alcune, peraltro isolate, vertenza individuali.

Comitato di Solidarietà con Massimo Sighel, contro il Mobbing e contro i licenziamenti nel settore del porfido comitatosolidarietams@gmail.com

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CSR di VARESE : un licenziamento che non può restare impunito

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 29, 2010

 Mercoledì 5 ottobre davanti alla clinica San Carlo di Paderno Dugnano dalle ore 13,30 alle 17,30, 2° presidio contro il licenziamento di Carmen e i tagli dello stipendio partecipate anche voi !!

Per comunicazioni e contatti, telefonate al 335 66 43 651 al 3492412393, telefonate per esprimere la vostra solidarietà alla delegata licenziata per rappresaglia, per organizzarci e per partecipare all’udienza che si terrà a breve per il rientro della lavoratrice nel proprio posto di lavoro

 

Il licenziamento politico e intimidatorio della socia lavoratrice della Csr di Varese è un nuovo grave attacco al reddito e alla dignità delle lavoratrici e dei lavoratori di questa cooperativa e di tutti i lavoratori.

I lavoratori di tutti i settori e soci lavoratori e lavoratrici sappiamo che questo non è il momento di chinare la testa, ma di rispondere alle provocazioni con la lotta e la resistenza.

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21 settembre : TRIESTE non poteva essere licenziata Ida Miser, la dipendente dell’Azienda sanitario – ospedaliera che nel 2007 aveva informato i carabinieri del Nas

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 24, 2010

LA NOSTRA SOLIDARIETA’ AD IDA MISER

Slai Cobas Trentino

riceviamo/diffondiamo

23/09/2010 at 8:11 pm

Licenziata la dipendente dell’ospedale che aveva denunciato gli scarichi inquinanti Il Piccolo — 21 novembre 2007 pagina 21 sezione: TRIESTE

Licenziata dopo aver informato i carabinieri dei Nas che parecchie macchine del Laboratorio di analisi di Cattinara scaricavano direttamente reagenti chimici e liquidi biologici nella rete fognaria. È accaduto a Ida Miser, 50 anni, ormai ex dipendente della struttura sanitaria pubblica. Il suo licenziamento «senza preavviso», è stato deliberato il 7 novembre dal direttore generale dell’Azienda ospedaliera, Franco Zigrino, col il parere favorevole del direttore amministrativo Gabriella Gerin e del direttore sanitario Luca Lattuada. Secondo l’azienda, informando la procura della Repubblica delle disfunzioni del laboratorio con un esposto presentato il 27 febbraio 2007, Ida Miser ha compiuto un atto «finalizzato ad arrecare pregiudizio all’azienda e con evidente fine di ritorsione». Leggi il seguito di questo post »

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TRENTO 14/09/2010 h14 DAVANTI AL TRIBUNALE PRESENZA DI SOLIDARIETA’ CON MASSIMO SIGHEL

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 12, 2010

Martedì 14 settembre si terrà un’altra udienza della causa di lavoro per licenziamento discriminatorio promossa da Massimo Sighel Presidente dell’ASUC di Miola (frazione di Baselga di Pinè – TN) contro la Tecnoporfidi di S.Mauro.

I lavoratori del Comitato di solidarietà con Massimo Sighel invitano il 14/09 alle h.14 davanti al Tribunale di Trento ad una presenza di solidarietà con striscioni e volantini.

Il Comitato si è costituito nell’autunno 2008 e da allora svolge attività di sensibilizzazione a sostegno di Massimo Sighel, di opposizione ai licenziamenti e di proposta in merito ad una riorganizzazione del settore porfidi al servizio delle esigenze dei lavoratori, delle collettività locali e della salvaguardia dell’ambiente.

comitatosolidarietams@gmail.com

www.comitatosolidarietams.wordpress.com

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Le cooperative sociali vogliono i lavoratori nudi ed indifesi di fronte al profitto !!! Varese: PRESIDIO DAVANTI ALLA CLINICA DI PADERNO DUGNANO PER IL RIENTRO DELLA DELEGATA LICENZIATA

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 6, 2010

Ogni giorno ci accorgiamo del lento e graduale degrado che sta riportando indietro le condizioni di vita e di lavoro di milioni di uomini e donne, con scarse reazioni e poca presa di coscienza. Il nostro punto di vista su tutto ciò è che i padroni delle grandi azienda, gli amministratori pubblici, i padroni della cooperative sociali, dormono sonni tranquilli e si permettono ogni sopruso perché le organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL e UGL, che detengono, per legge dello Stato, il monopolio della contrattazione e della svendita della forza lavoro, non ostacoleranno mai seriamente i loro piani. Licenziamenti politici, cassa integrazione e procedure di mobilità di massa, sono all’ordine del giorno, accettate e firmate da questi affaristi senza scrupoli, gettando nella confusione e nella disorganizzazione anche i lavoratori che sentono il bisogno di opporsi e resistere a tutto ciò. Il licenziamento politico della nostra delegata dalla cooperativa C.S.R.. di Varese è stato deciso dai soci onorati a causa di questa situazione di debolezza, e per impaurire e reprimere le socie e i soci lavoratori che non hanno accettato con il sorriso sulla bocca la decurtazione del 60% della 13° mensilità, la cancellazione d’ufficio dell’ Elemento Retributivo Territoriale, la riduzione delle ferie, il blocco degli aumenti contrattuali per due anni, la rinuncia alla retribuzione e alla contribuzione per i primi 3 giorni di malattia. Presso la clinica privata San Carlo di Paderno Dugnano si è consumato un’altra ingiustizia, i dirigenti della clinica hanno appoggiato i responsabili della cooperativa per mantenere il loro “ordine”, fatto di risparmio a spese degli immigrati e dei lavoratori italiani finiti nelle grinfie del nuovo caporalato legalizzato, del lavoro precario e sottopagato. Qualsiasi azienda che appalta i propri servizi giocando al ribasso sulla spesa, contribuisce allo sfruttamento incondizionato delle persone, emeriti studiosi, professori, medici e filosofi nello stesso momento che condannano il lavoratore che non si disciplina a queste feroci regole perchè proclamo il diritto a non ledere la loro immagine a non far sapere all’opinione pubblica i loro intrallazzi, contribuiscono alla vergognosa tratta dei moderni schiavi salariati. La delegata dello Slai Cobas è stata licenziata il 13 di agosto, mentre i responsabili erano al mare a godersi i profitti guadagnati dai soci impegnati a lavorare sott’organico nei reparti di assistenza agli anziani; è stata licenziata costruendo le accuse con capi e capetti compiacenti e con la collaborazione dei dirigenti della clinica San Carlo; è stata licenziata perché ha detto un forte no al furto sulla retribuzione di tutti i soci della CSR, ha chiesto la salvaguardia della salute delle socie e dei soci che lavorano presso la clinica Bernardelli di Paderno Dugnano, questa è una battaglia giusta per i lavoratori ma un sacrilegio per chi dirige. Lo Slai Cobas di fronte a questa ingiustizia ha gia attivato tutte le procedute legali per difendere la lavoratrice e far pagare alla cooperativa il prezzo politico di questa gravissima azione repressiva, ma la vera battaglia bisogna condurla sul campo; ci attiveremo con l’azione politico sindacale per denunciare ai lavoratori agli utenti e ai parenti i ricatti a cui sono sottosposti i giovani e meno giovani, proclameremo lo sciopero in questa cooperativa e manterremo la tensione altissima presso la clini San Carlo. Tutti i lavoratori coscienti, i compagni del movimento si sensibilizzino su questa vicenda e aderiscono alle nostre iniziative perché la strategia della cooperativa CSR può essere adottata da chiunque di associ e si confezioni delle regole per fregare chi lavora. Non possono continuare con questa politica ricchi e indisturbati, i lavoratori sapranno dare le giuste risposte uniti e organizzati !!

GIOVEDI 9 SETTEMBRE 2010 DALLE ORE 13,30 ALLE 14.30 1° PRESIDIO DAVANTI ALLA CLINICA DI PADERNO DUGNANO E LA R.S.A. BERNARDELLI PER IL RIENTRO DELLA DELEGATA LICENZIATA CONTRO IL TAGLIO DELLO STIPENDIO PER LE SOCIE E I SOCI DELLA COOPERATIVA CSR DI VARESE.

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SOLIDARIETA’ AI LAVORATORI Or.Ve.A DALLO SLAI COBAS DEL TRENTINO

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 1, 2010

URGENTE!!! Comunicato “No ai licenziamenti dei lavoratori e lavoratrici dei Supermercati Or.Ve.A.”

Gentile cliente dei Supermercati ORVEA spa del Trentino Siamo i lavoratori dell’ OR.VE.A. e Vi chiediamo 5 minuti del Vostro tempo per ascoltare la voce di quanti cercano di opporsi ai licenziamenti, difendere la dignità dei lavoratori e delle lavoratrici che da anni Vi hanno servito con professionalità. Oggi la Direzione vuole ridurci il già misero stipendio e per raggiungere questo risultato non ha esitato a mettere sul piatto 25 licenziamenti cercando, così, di nascondere la proprie responsabilità per la difficile situazione del bilancio aziendale. Noi non possiamo cedere al ricatto fra salario e occupazione. Le responsabilità sono e rimangono della Direzione Orvea la quale non può pretendere che siano solo i lavoratori a pagare il conto di scelte e investimenti sbagliati (vedi Rovereto) decisi unilateralmente dall’azienda. Noi, come lavoratori e sindacato, abbiamo proposto di affrontare questa difficile situazione con il ricorso ai Contratto di Solidarietà . Uno strumento che avrebbe permesso di ridurre i “costi” e garantire l’occupazione e le necessarie flessibilità richieste dall’Orvea. Ma l’arroganza di questa Direzione non ha permesso di raggiungere un accordo in quanto l’azienda continua ribadire che le scelte rimangono due: O 25 licenziamenti o rinunciare ad una parte consistente del nostro già misero salario derivante dalla contrattazione aziendale. Come lavoratori intendiamo portare a Vostra conoscenza questa realtà aziendale che, spesso la Direzione vorrebbe nascondere, ma nello stesso tempo Vi chiediamo una firma a sostegno della nostra lotta per difendere il lavoro e la dignità. Per questo Ti chiediamo di essere solidale con questa lotta, che oggi riguarda noi, ma che domani potrebbe riguardare anche tuoi figli. I delegati aziendali – la Filcams Cgil – Fisascat Cisl Petizione Noi cittadini e clienti dell’OR.VE.A. intendiamo esprimere solidarietà ai lavoratori ed alle lavoratrici che si battono contro i licenziamenti e contro la volontà dell’azienda di abbassare il loro misero salario cancellando la contrattazione aziendale. Chiediamo alla Direzione ORVEA di ritirare i licenziamenti, di non penalizzare i lavoratori sul salario ma di ricercare con i sindacati una soluzione soddisfacente per tutti.

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PRESIDIO DI PROTESTA ALLA COOP. RUOTA

Pubblicato da slaicobastrentino su giugno 20, 2010

Ieri 19 giugno dalle ore 8 alle ore 10 in Via G. Maroni zona Trento Nord lo Slai Cobas ha costituito un presidio di protesta contro il licenziamento discriminatorio di una lavoratrice della Cooperativa Sociale la Ruota licenziata in stato di malattia connessa a gravidanza.
Come aderenti allo Slai Cobas non possiamo tollerare nessuna forma di violazione della tutela e dei diritti dei lavoratori e specialmente dei diritti fondamentali dell’essere umano.
I nostri principi sono stati condivisi anche da una delegazione del Comitato di Solidarietà con Massimo Sighel, della Filcams CGIL, di Rifondazione e dei giovani comunisti che si sono sentiti in dovere di manifestare con noi la propria solidarietà.
Dopo il presidio, tutti i partecipanti hanno avvertito uniformemente il bisogno di incontrarsi per approfondire la questione non soltanto delle Cooperative sociali le quali ricevono lauti finanziamenti, operano al di fuori di ogni controllo popolare ed istituzionale, con logiche privatistiche, opprimendo, intimidendo e licenziando i lavoratori che non fanno parte del proprio sistema di clientele, ma anche nei diversi settori lavorativi che in questi mesi stanno affrontando i problemi legati alla crisi  in provincia di Trento.
La cultura e la politica attuale soffocano le iniziative che potrebbero nascere nei lavoratori, favorendo l’ignoranza generale e spegnendo l’istinto di tutto un popolo, di modo che non possa valutare obiettivamente le situazioni lavorative e conseguentemente sentirsi in dovere di proteggere i propri diritti, permettendogli così di essere succubi di un sistema padrone sulle fasce lavoratrici più deboli.

Slai Cobas del Trentino

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sabato 19/06 dalle ore 8 – presidio di solidarietà alla Coop. La Ruota

Pubblicato da slaicobastrentino su giugno 16, 2010

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Corriere del Trentino: licenziata dalla Coop. La Ruota di Trento

Pubblicato da slaicobastrentino su giugno 13, 2010

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Solidarietà con la lavoratrice licenziata dalla Coop.La Ruota : avviata tra i lavoratori raccolta firme

Pubblicato da slaicobastrentino su maggio 13, 2010

Ha inizio una raccolta firme tra iscritti slai cobas ed altri lavoratori in solidarietà con la lavoratrice licenziata dalla Coop. La Ruota. Si tratta di un licenziamento di particolare gravità in quanto colpisce una lavoratrice perchè donna.

Slai Cobas del Trentino

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Comunicato Stampa : grave licenziamento ad opera della Coop. La Ruota

Pubblicato da slaicobastrentino su maggio 13, 2010

COMUNICATO STAMPA  / LETTERA
Desideriamo esprimere la nostra più sentita solidarietà ad una nostra
collega, anche lei dipendente della Cooperativa sociale La Ruota,
recentemente licenziata. Si tratta di un fatto grave in quanto il
licenziamento è avvenuto quando la nostra collega si trovava in malattia
connessa con il suo stato di gravidanza. La stessa cooperativa, che ha
voluto giustificare il licenziamento con il superamento del periodo di
comporto relativo all’ammontare complessivo dell’assenza per malattia,
nonostante la legge lo vieti espressamente, ha computato  in tale periodo
ulteriori varie giornate di malattia sempre connesse allo stato di
gravidanza.
Questo licenziamento è deprecabile non solo perché colpisce il lavoratore
per il suo stato di malattia, ma anche perché colpisce una lavoratrice
specificamente in quanto donna.
Una discriminazione questa che evidenzia una realtà, quella dell’attuale
gestione della Coop. La Ruota, che ben poco ha a che vedere con la
solidarietà sociale. Eppure chi gestisce questa cooperativa riceve soldi
pubblici anche grazie al proprio status ed alla propria immagine di
“cooperativa sociale”.
Questo licenziamento è solo l’ultimo episodio dopo altri, tra i quali una
fitta serie di discutibilissime contestazioni disciplinari mirate a creare
un ambiente ostile nei confronti dei  dipendenti della Coop. La Ruota più
attivi nella salvaguardia dei diritti dei lavoratori tra cui quello alla
salute e alla sicurezza.
Tutto questo evidenzia il paradosso di una situazione in cui servizi di
carattere pubblico e sociale vengono esternalizzati ad enti che li
gestiscono con un’ottica privatistica e con crescente inefficienza i quali
di fatto operano poi al di fuori di qualsiasi controllo istituzionale
(inesistente) e popolare.
Di fronte a questa situazione abbiamo deciso di aderire allo Slai Cobas e di
costituirci come cobas all’interno della Cooperativa La Ruota. Non lasceremo
sola la nostra collega e ci batteremo perché ritorni al più presto sul suo
posto di lavoro.
Appoggiamo la scelta dello Slai Cobas di aprire una vertenza legale e di
presentare ricorso al servizio lavoro PAT per il tentativo di conciliazione.
Invitiamo tutti i dipendenti delle  cooperative sociali e tutte le
lavoratrici donne ad opporsi a questa manifestazione di imbarbarimento sul
piano sindacale, etico e culturale.
Ci prepariamo anche a rapportarci a tutte le forze politiche affinché
vengano programmate e realizzate misure di controllo popolare e di
razionalizzazione e concentrazione del settore delle cooperative sociali.

Sebastiano Pira resp. Prov.Le Slai Cobas per la
Rappresentanza Sindacale Aziendale Slai Cobas Cooperativa La Ruota
Slai Cobas Via Solteri 37/1 Trento cell. 3482448231

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Iniziato il primo corso di formazione ed autosostegno psicologico

Pubblicato da slaicobastrentino su maggio 13, 2010

E’ INIZIATO IL PRIMO CORSO DI FORMAZIONE RELAZIONALE ED AUTOSOSTEGNO PSICOLOGICO RIVOLTO A LAVORATORI OCCUPATI E DISOCCUPATI ED A STUDENTI UNIVERSITARI CHE SOSTENGONO LO
SLAI COBAS DEL TRENTINO

PER PARTECIPARE CONTATTARE LO SLAI COBAS DEL TRENTINO

CORSO DI FORMAZIONE PER I LAVORATORI
Lo Slai Cobas del Trentino  organizza cicli di sedute di gruppo di  “auto sostegno psicologico e formazione relazionale”

per  lavoratori e per i disoccupati, le donne ed i giovani degli strati popolari che:

- di fronte alla crisi, alle difficoltà  ed alle contraddizioni sociali che tendono ad intaccare e disgregare i legami familiari, l’autostima e l’identità individuale, vogliano reagire riconoscendo dentro di sé e sviluppando la propria capacità di costruzione di relazioni inter-personali e le proprie potenzialità psicologiche e intellettuali,

- sono oggetto di mobbing, di emarginazione, ostilità e discriminazione sul posto di lavoro, e che vorrebbero confrontarsi con altri lavoratori nelle loro stesse condizioni e comunicare ed elaborare le proprie esperienze emotive per rafforzare le proprie capacità psicologiche ed intellettuali di difesa nei confronti dei soprusi,

- subendo una situazione di sistematico abbandono o di continua sopraffazione da parte delle istituzioni vogliano sviluppare la propria capacità di risposta ed iniziativa individuale e collettiva,

- non riescono a realizzare le proprie capacità e competenze, sia rispetto al versante lavorativo e professionale, sia rispetto al versante della vita quotidiana e delle proprie relazioni inter-personali,

- vogliono acquisire o migliorare le proprie competenze al lavoro di gruppo ed alla costruzione e conduzione di gruppi, organismi e situazioni collettive attraverso l’acquisizione di una maggiore consapevolezza e capacità di gestione dei processi e delle dinamiche della comunicazione,

le sedute di gruppo saranno condotte da personale educativo competente con formazione multidisciplinare  (psicanalitica, logico-filosofica, sindacale ecc.) ed adeguatamente supportato da supervisori psicanalisti esterni

La tecnica e la filosofia della conduzione delle sedute del  si basano sul seguente assunto : il gruppo di “auto sostegno psicologico” e “formazione relazionale” nel momento in cui risulta supportato da un conduttore in grado di favorire i processi di integrazione, definisce  una situazione che stimola e favorisce i processi di apprendimento e di rafforzamento e sviluppo dell’identità personale. Questa situazione può essere definita insieme come auto-educativa e formativa,  questo poiché il singolo attraverso le inter-relazioni di gruppo può migliorare la propria conoscenza di sé stesso, gestire le proprie dinamiche in modo più costruttivo, affrontare con maggiori risorse difficoltà, problemi e contraddizioni, affrontare in modo più efficace e meno ansioso situazioni collettive e promuovere con maggior successo organizzazioni e processi collettivi.
 
La partecipazione al gruppo di “auto sostegno psicologico e formazione relazionale” è gratuita e prevede un colloquio preliminare con il conduttore (sindacalista slai cobas) e la sottoscrizione della tessera annuale dello Slai Cobas
La tessera sindacale da diritto ad usufruire gratuitamente anche degli altri servizi culturali offerti.
Le serate si terranno, presso la sede dello Slai-Cobas di via Solteri 37/1 (Trento Nord)
Per l’iscrizione contattare : slaicobastrentino@alice.it, tel. 3482448231.

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14 maggio causa di lavoro per Massimo Sighel: invitiamo ad una presenza di solidarietà

Pubblicato da slaicobastrentino su maggio 12, 2010

PRESENZA DI SOLIDARIETA’ CON MASSIMO SIGHEL

Il Comitato di Solidarietà con M. Sighel,ORGANIZZA per il GIORNO 14 MAGGIO 2010 alle ORE 9.00 davanti al

TRIBUNALE di TRENTO una PRESENZA di SOLIDARIETA’ con M. SIGHEL, lavoratore e Presidente dell’ASUC di Miola di Pine’.

Questo in occasione dell’udienza relativa alla causa di lavoro dovuta al suo licenziamento avvenuto il 2 ottobre 2008. Massimo ha promosso una causa con l’intento di opporsi ad un Licenziamento che reputa discriminatorio, attuato dalla Tecnoporfidi di S. Mauro di Pine’ concessionaria di un lotto cava pubblico, la quale ha anche operato stracciando l’accordo stipulato tra le parti (comune, cavatori, sindacati,PAT) che doveva garantire il mantenimento dei livelli occupazionali (febbraio 2008). L’azienda è stata chiamata da Massimo ad assumersi le proprie responsabilità nelle aule del Tribunale di Trento, perché la politica istituzionale (consiglio comunale di Baselga di Pinè) ha preferito lavarsene le mani, rispondendo ai solleciti del Difensore Civico di non poter “..direttamente entrare nella definizione del rapporto di lavoro citato”. Il licenziamento di Massimo altro non è stato che un grave atto antidemocratico, che estromette dal diritto al lavoro chi rappresenta interessi diversi dalle lobby porfidare, che sfruttano con costi irrisori anche una risorsa pubblica e collettiva come è il porfido. Il porfido come risorsa collettiva deve garantire lavoro e reddito a tutti i lavoratori, se questo non è possibile viene meno la ragione di scavare le nostre montagne.

Per questi motivi sosteniamo la necessità che l’ente pubblico (ASUC,Comuni,PAT) si faccia garante del diritto al lavoro e al reddito per i lavoratori, anche, facendo

rispettare accordi e regolamenti già in essere. Valle di Cembra-Pinè 8 maggio 2010

COMITATO DI SOLIDARIETÀ CON MASSIMO SIGHEL, CONTRO IL MOBBING PER LA  DIFESA DEI POSTI DI LAVORO NEL PORFIDO. 

www.comitatosolidarietams.wordpress.com contatti: comitatosolidarietams@alice.it

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COMUNICATO STAMPA del comitato di solidarietà con Massimo Sighel

Pubblicato da slaicobastrentino su maggio 11, 2010

In occasione dell’udienza relativa alla causa di lavoro per il licenziamento di Massimo Sighel, abbiamo organizzato una presenza di solidarietà davanti al tribunale di Trento per il giorno14 febbraio alle ore 9.00.

Massimo, per il suo ruolo di presidente dell’ASUC di Miola, ha subito un licenziamento discriminatorio da parte della ditta presso cui lavorava, la Tecnoporfidi di S. Mauro di Pinè, concessionaria di un lotto cava pubblico.

Un licenziamento operato stracciando l’accordo, sottoscritto nel febbraio 2008 tra le parti sociali, che doveva garantire il mantenimento dei livelli occupazionali.

L’azienda è stata chiamata da Massimo ad assumersi le proprie responsabilità nelle aule del Tribunale di Trento, anche perché la politica istituzionale (consiglio comunale di Baselga di Pinè) ha preferito lavarsene le mani, rispondendo anche ai solleciti del Difensore Civico: “..di non poter direttamente entrare nella definizione del rapporto di lavoro citato”.

Il licenziamento di Massimo è un grave atto antidemocratico, che estromette dal diritto al lavoro chi rappresenta interessi diversi dalle “lobby porfidare” le quali sfruttano, con costi irrisori, una risorsa pubblica e collettiva come è il porfido, che dovrebbe invece garantire lavoro e reddito a tutti i lavoratori. Se questo non è possibile viene meno anche la ragione di scavare le nostre montagne. Per questi motivi sosteniamo la necessità che l’ente pubblico (ASUC, Comuni, PAT) si faccia garante del diritto al lavoro e al reddito per i lavoratori, anche, facendo rispettare accordi e regolamenti già in essere.

Abbiamo anche chiesto ufficialmente di incontrare i Consigli Comunali dei comuni interessati dalle attività estrattive ed i sindacati CGIL e CISL, per provare ad affrontare in maniera coordinata ed efficace il problema dei licenziamenti in una logica diversa da quella legata strettamente all’uso degli ammortizzatori sociali. Comitato di solidarietà con M. Sighel, contro il mobbing per la difesa dei posti di lavoro nel porfido.

Valle di Cembra-Pinè, maggio/2010

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Comitato Massimo Sighel :LETTERA APERTA AI CANDIDATI SINDACI DELLA ZONA DEL PORFIDO

Pubblicato da slaicobastrentino su aprile 24, 2010

LETTERA APERTA AI CANDIDATI SINDACI DELLA ZONA DEL PORFIDO

Alcuni di voi, dopo le elezioni di maggio, saranno i nuovi amministratori dei comuni dove si estrae il porfido.

Con questa lettera vi chiediamo formalmente un impegno concreto per quanto riguarda il problema dei licenziamenti nel settore che, fino a questo momento, hanno colpito circa duecento lavoratori.

Siamo convinti che la questione debba essere affrontata nella prospettiva di tutelare i posti di lavoro puntando al loro mantenimento. E non nella logica di garantire semplicemente la cassa integrazione per qualche mese.

Il punto di partenza deve essere, a nostro avviso, la considerazione che il porfido è un bene collettivo e come tale deve essere gestito.

Crediamo che, soprattutto in un momento di crisi, la priorità dovrebbe essere quella di utilizzare questo bene per garantire un reddito a tutti piuttosto che per speculazioni o guadagni di privati.

Ricordiamo che i comuni hanno tutti gli strumenti per imporre il rispetto degli obblighi che ogni ditta assume al momento del rilascio della concessione all’escavazione; impegni che sono, a tutti gli effetti, dei vincoli anche in merito ai livelli occupazionali.

Oggi più che mai, nell’interesse della collettività che voi andrete a rappresentare, è importante che il primo punto nella gestione del porfido sia la tutela dell’occupazione.

Rispetto a questo non può essere sufficiente il protocollo recentemente firmato che, nella migliore delle ipotesi, garantisce solo qualche mese di cassa integrazione.

Nel pieno rispetto dei disciplinari e dei piani di coltivazione che ogni ditta ha sottoscritto, l’amministrazione comunale ha, non solo il diritto ma anche l’obbligo, di revocare la concessione alle aziende che licenziano.

Abbiamo proposto da più di un anno l’adozione di un contratto di solidarietà che, nelle aziende in crisi, vada a ridurre il cottimo ma garantisca il mantenimento degli addetti.

Ci sembra infatti molto contraddittorio da un lato mantenere il meccanismo del cottimo basato sulla massimizzazione della produzione e, dall’altro, ricorrere alla cassa integrazione o alla riduzione di personale.

Ciò premesso vi chiediamo di farvi garanti, come il vostro ruolo impone, degli interessi di tutta la popolazione e di fare vostri alcuni punti fondamentali per arrivare ad una svolta e cioè:

  • Far rispettare fino in fondo gli impegni contenuti nei piani di coltivazione e nei disciplinari in vigore [con ritiro delle concessioni alle aziende che licenziano]
  • Lavorare per una riorganizzazione complessiva del settore che necessariamente deve passare attraverso una aggregazione dei lotti cava e attraverso una gestione che miri ad ottimizzare e razionalizzare l’escavazione; in questa prospettiva la revisione del sistema del cottimo (auspicata anche da molti esponenti del mondo imprenditoriale) ci sembra un passaggio ineludibile se vogliamo garantire un futuro al settore e tutelare l’occupazione.
  • Fare in modo che ogni azienda concessionaria di lotti cava assuma con propri dipendenti l’intera filiera delle lavorazioni, eliminando così il sistema dei subappalti e del precariato da esso derivante.

COMITATO DI SOLIDARIETA’ CON MASSIMO SIGHEL

per contatti: comitatosolidarietams@alice.it www.comitatosolidarietams.wordpress.com

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REPORT ASSEMBLEA DI LONA DEL 30 OTTOBRE

Pubblicato da slaicobastrentino su novembre 6, 2009

invitiamo a visitare il blog : www.comitatosolidarietams.wordpress.com

Lona Venerdì 30 ottobre
Assemblea Serale organizzata dal Comitato di Solidarietà con Massimo Sighel

REPORT

L’Assemblea iniziata alle 20,30 si è conclusa dopo le 24. L’Adige di
domenica parla di un centinaio di partecipanti. Presenti lavoratori del
porfido, amministratori locali e provinciali, sindacalisti confederali e
cobas.

per leggere tutte le pagine
clicca qui sul file pdf                  

REPORT Lona Venerdì 30 ottobre

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comunicato stampa: 29 ottobre prima udienza a Trento della causa di lavoro contro il licenziamento di Massimo Sighel

Pubblicato da slaicobastrentino su ottobre 28, 2009

Comunicato Stampa

 

Il 29 ottobre si tiene la prima udienza della causa di lavoro intentata da Massimo Sighel contro la TecnoPorfidi SRL di S.Mauro (Basegla di Pinè). Massimo, operaio del settore del porfido e Presidente dell’ASUC di Miola era stato licenziato nell’ottobre dell’anno scorso. La Ditta ha motivato il licenziamento richiamandosi alla crisi del mercato, ma Massimo l’ha subito impugnato in quanto licenziamento illegittimo e discriminatorio. Pochi giorni dopo il licenziamento si è costituito un Comitato di Solidarietà con Massimo Sighel, contro il Mobbing sui posti di lavoro, e contro i Licenziamenti nel settore del porfido. Questo Comitato ha sino ad oggi realizzato varie iniziative pubblicando un Dossier informativo di solidarietà con Massimo, raccogliendo 500 firme e diffondendo in varie circostanze pubbliche centinaia di volantini. Recentemente è stato anche aperto un blog www.comitatosolidarietams.wordpress.com che contiene tutta la documentazione relativa alle attività svolte.  Il Comitato si è anche attivato perché in sede di consiglio comunale, a Baselga, venisse presentata una mozione di solidarietà con Massimo. In occasione delle assemblee dei lavoratori del porfido della scorsa estate il Comitato ha presentato una proposta di Contratto di Solidarietà volto a contrastare i licenziamenti.

Di fronte ai circa 200 licenziamenti del settore il Comitato Sighel ritiene necessario sviluppare un’iniziativa unitaria per arrivare a dare risposte incisive e collettive superando l’attuale situazione di frammentazione, di debolezza e di isolamento dei lavoratori. In quest’ottica proprio domani venerdì 30 ottobre si terrà a Lona, alle 20,30 presso il Teatro Comunale,  un’Assemblea Pubblica organizzata dal Comitato Sighel che oltre a mettere al centro la solidarietà con Massimo intende presentare e discutere una serie di proposte sul ruolo che può essere giocato dall’Ente Pubblico nella salvaguardia dei posti di lavoro e nella difesa e valorizzazione delle risorse collettive.  A questa assemblea a cui sono state invitate le amministrazioni locali e le organizzazioni sindacali ha aderito l’ASUC di Tressilla e già alcuni amministratori e sindacalisti hanno dichiarato che saranno presenti. 

 

Comitato di Solidarietà con Massimo Sighel, contro il Mobbing e contro i licenziamenti nel settore del porfido

 

Per contatti

comitatosolidarietàms@alice.it  tel. 3932584949

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30 OTTOBRE ASSEMBLEA SERALE A LONA-LASES

Pubblicato da slaicobastrentino su ottobre 19, 2009

manifesto porfido copiaORGANIZZATA DAL

COMITATO DI SOLIDARIETA’

CON MASSSIMO SIGHEL

 

TUTTI SONO INVITATI A
PARTECIPARE

per contatti

comitatosolidarietams@alice.it

 

VISITA IL BLOG

www.comitatosolidarietàms.wordpress.com

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COOPERATIVA LA RUOTA (TN):CONTINUANO LE CONTESTAZIONI DISCIPLINARI

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 25, 2009

Lo Slai Cobas del Trentino ha promosso vari ricorsi al servizio lavoro chiedendo la convocazione della Commissione di conciliazione per contestare ed impugnare varie contestazioni disciplinari intentate dalla Coop. La Ruota contro nostri associati.

Lo Slai Cobas è intenzionato a contastare sul piano dell’iniziativa sindacale e legale tutte le contestazioni che si rivelino prive di fondamento e quindi di carattere arbitrario e persecutorio.

Difendiamo le libertà sindacali ed opponiamoci all’autoritarismo ed all’arbitrio padronale sui luoghi di lavoro.

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LA COOP. IL GABBIANO DEVE RITIRARE IL LICENZIAMENTO

Pubblicato da slaicobastrentino su luglio 6, 2009

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Adesione del PRC di Bassano alla campagna di solidarietà

Pubblicato da slaicobastrentino su luglio 2, 2009

Aderiamo alle iniziative contro il licenziamento del lavoratore
della cooperativa.
Circolo di Rifondazione comunista di Bassano del Grappa.

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2 LUGLIO, PRESIDIO DAVANTI ALLA COOP. IL GABBIANO (RAVINA FRAZ. DI TRENTO)

Pubblicato da slaicobastrentino su luglio 2, 2009

Il due luglio, dalle 7 alle 8 del mattino, si è tenuto un presidio di protesta davanti alla sede di Ravina (Trento) della Coop. Il Gabbiano. Il presidio era organizzato in solidarietà con il lavoratore, cosidetto ‘svantaggiato’, licenziato dalla Coop. Il Gabbiano dopo che il medico aziendale lo sveva definito come “non idoneo” al lavoro di operaio generico. Il lavoratore era impiegato da vari anni nella cooperativa ed era assunto a tempo indeterminato. Si è trattato di un icenziamento illeggittimo e discriminatorio.

Al presidio di solidarietà organizzato dallo Slai-Cobas con l’adesione del PRC di Trento hanno preso parte lavoratori della Coop. Il Gabbiano ed altri lavoratori e cittadini.

INVITIAMO GLI INTERESSATI A METTERSI IN CONTATTO CON LO SLAI-COBAS DEL TRENTINO PER ORGANIZZARE UNA CAMPAGNA DI SOLIDARIETA’ E DENUNCIA PUBBLICA

Trento 2 luglio o9

slaicobastrentino@alice.it                                    cell. 3482448231

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In difesa del lavoratore licenziato : adesione di Rifondazione Comunista di Tento in difesa del lavoratore licenziato

Pubblicato da slaicobastrentino su luglio 1, 2009

Adesione di Rifondazione Comunista di Tento in difesa del lavoratore licenziato.
Diamo inizio ad una nuova stagione di lotta.
Francesco Porta

L’arroganza padronale non ha limiti

 Ancora una volta, il padronato, sempre più arrogante, lancia un attacco ai lavoratori.Ancora una volta il padronato se la prende con i più deboli, contro coloro che a suo avviso non si possono difendere.La cooperativa sociale IL GABBIANO, che nasce proprio per l’impiego e l’inserimento di soggetti svantaggiati, e per i quali prende anche finanziamenti pubblici, vuole lasciare a casa un lavoratore che definisce non idoneo fisicamente al lavoro, quindi svantaggiato. Ci vuole una bella faccia! Rifondazione Comunista dice no all’arroganza con cui si stanno attaccando quotidianamente i diritti dei lavoratori. E’ necessario saper rispondere colpo su colpo, partendo proprio dalla difesa dei più deboli, contro il tentativo continuo di far scagliare lavoratori contro lavoratori, deboli contro deboli e tutto per spazzare via anni di conquiste del movimento dei lavoratori.Solo con l’unità i lavoratori possono tutelarsi da simili prevaricazioni, da chi vuole spazzare via chi non è utile al profitto. Questo è possibile se sapremo fare blocco sociale, riprendendo la consapevolezza di essere classe ed in nome di questo portare avanti le lotte che da sempre avevano permesso al movimento dei lavoratori di emanciparsi.

 Rifondazione Comunista di Tento , 01 luglio 2009

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SOLIDARIETA’ AL LAVORATORE LICENZIATO DALLA COOPERATIVA SOCIALE IL GABBIANO DI RAVINA (TRENTO)

Pubblicato da slaicobastrentino su giugno 27, 2009

QUESTO LICENZIAMENTO E’ ILLEGGITTIMO E DISCRIMINATORIO

Il 26 maggio la Cooperativa sociale Il Gabbiano, con sede a Ravina fraz.di Trento, ha licenziato un lavoratore perché il Medico Competente della Cooperativa (del Progetto Salute SRL) lo ha giudicato non-idoneo. Il lavoratore è stato giudicato inidoneo ed è stato licenziato solo perchè è un lavoratore classificato come “lavoratore svantaggiato”. Ma questo lavoratore però è stato inserito al lavoro nella Cooperativa Il Gabbiano proprio perché considerato “lavoratore svantaggiato”. E’ paradossale ed è poco decente che una Cooperativa sociale che per tre anni ha preso rilevanti contributi pubblici provinciali per assumere a tempo indeterminato questo lavoratore abbia preteso, dopo tre anni, di “liberarsene” con il pretesto che quel lavoratore è “svantaggiato”. La Cooperativa Il Gabbiano ha preso soldi pubblici per aiutarlo a trovare un lavoro o, in alternativa, per inserirlo stabilmente nella Cooperativa e invece oggi questo lavoratore, dopo anni di salario ridotto (cosiddetto “salario d’ingresso”) è sulla strada.

Questo lavoratore però non si trova da solo perché si è associato al sindacato dei cobas. Lo Slai-cobas ha aiutato questo lavoratore a presentare opposizione al giudizio di inidoneita’ ed oggi sta impugnando questo licenziamento sul piano legale.

 Lo Slai-Cobas ha accettato di tesserare questo lavoratore ed ha accettato di difenderlo perché pensa che bisogna opporsi alle ingiustizie e perchè pensa che si debbano dare a questo lavoratore delle possibilità

Lo Slai-Cobas ritiene che i lavoratori devono avere una visione collettiva ed una morale sociale e costruttiva per essere in grado di unirsi, di difendersi e di lottare per i propri interessi. 

Molti lavoratori, cosiddetti “lavoratori svantaggiati”, della Cooperativa Il Gabbiano prendono ancora un “salario ridotto” (la vergogna del “salario d’ingresso”) e rischiano anche, dopo tre anni di assunzione, di venire licenziati o mandati via con questo o quel pretesto. Questo significa che la solidarietà con questo lavoratore è anche nell’interesse di tutti i lavoratori della Cooperativa Il Gabbiano. Se la Cooperativa Il Gabbiano, dopo tre anni, licenzia i “lavoratori svantaggiati” allora lo SLAI-COBAS da adesso in poi chiederà che la Cooperativa restituisca all’ente pubblico i soldi che in questi tre anni ha preso per questi lavoratori. Basta con l’uso spregiudicato dei contributi pubblici. E’ necessario che l’Ente Pubblico e la Magistratura vigilino di più su certe “Cooperative”.

LA COOP. IL GABBIANO DEVE RITIRARE IL IL LICENZIAMENTO E DEVE RESTITUIRE I SOLDI PUBBLICI PRESI IN TRE ANNI PER QUESTO LAVORATORE

 

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ANCHE LA FILCAMS CGIL DEL TRENTINO CONTRO LO SLAI COBAS

Pubblicato da slaicobastrentino su maggio 18, 2009

BASTA MONTATURE  CONTRO LO SLAI COBAS
CHIEDIAMO AD EZIO CASAGRANDA ED ALLA FILCAMS DI TOGLIERE IL  SEGUENTE ARTICOLO DAL BLOG DELLA FILCAMS DEL TRENTINO

http://filcams.wordpress.com/

 <Piena e totale solidarietà da parte della Filcams Cgil del Trentino al compagno Gianni Rinaldini per il grave atto di prevaricazione di cui è stato vittima sabato scorso a Torino per mano di uno sparuto gruppo di lavoratori dello Slai Cobas.
Quanto successo sabato a Torino è un fatto politicamente grave perché rivolto verso una organizzazione che è sempre stata protagonista delle lotta alla Fiat. Melfi docet.
Un atto che vuole individuare nella Fiom il “nemico” portando così acqua a quel mulino del governo e di Confindustria che ogni giorno macina diritti. Dai diritti del e sul lavoro, ai diritti sociali e civili.
Da mesi la Cgil e la Fiom in particolare sono oggetto di pesanti attacchi e di forti pressioni finalizzati a far rientrate questo sindacato nell’alveo delle compatibilità del governo e del profitto di impresa sanciti dall’accordo separato del gennaio scorso.
Dobbiamo allora chiederci a chi serve una delegittimazione del segretario della Fiom che con più coraggio e determinazione si oppone a questo progetto di omologazione del sindacato alle logiche del profitto? A chi serve delegittimare il segretario della Fiom che è parte principale nella lotta contro lo strapotere della Fiat ?
A mio avviso quei lavoratori che hanno aggredito il compagno Rinaldini hanno fatto un grande servizio (non so quanto inconsciamente) al padrone della Fiat al ministro Sacconi e a quanti sono responsabili della loro situazione.
Infatti la grande stampa, i mass media strumentalizzando questa triste vicenda hanno oscurato i contenuti della grande manifestazione di sabato a Torino dando fiato a quanti vogliono mettere la parola fine a qualsiasi forma di critica e di mobilitazione.
Sono rimaste in ombra la richiesta di un piano industriale credibile e la richiesta che nessun stabilimento deve essere sacrificato sull’altare degli accordi con Opel.
E’ stata cancellata la parola d’ordine che chiedeva unità fra nord e sud ‘dal nord al meridione, una sola lotta:occupazione’ trasformando una importante manifestazione di lavoratori in semplice fatto di ordine pubblico.
Per questo condivido quanto scritto su Il Manifesto di ieri da Loris Campetti. Davanti a questa situazione a ognuno di noi è chiesto da che parte stare, questi pochi facinorosi non sono con i lavoratori, stanno dall’altra parte.P la Filcams Cgil del Trentino
Ezio Casagranda
>

Pubblicato da filcamstrento su 18 Maggio 2009

 

 

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FIAT: UN REPARTO CONFINO A NOLA CON L’APPOGGIO DEI SINDACATI CONFEDERALI

Pubblicato da slaicobastrentino su maggio 18, 2009

CONTRO LA FIAT

CONTRO LA CONCERTAZIONE DEI SINDACATI CONFEDERALI

CONTRO IL REPARTO CONFINO DI NOLA

LEGGI TUTTO CLIKKA SUL FILE : 

il reparto confino di Nola

Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 27/2/2009 – www.slaicobas.it

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CONTINUA LA MONTATURA CONTRO LO SLAI !!!

Pubblicato da slaicobastrentino su maggio 17, 2009

 

LEGGI TUTTO CLIKKA SUL FILE PDF : montatura contro lo slai-cobas

La montatura contro lo Slai Cobas è stata messa in atto per colpire noi e il nostro ruolo nei posti di lavoro, per impedire che gli operai e i lavoratori, colpiti da una crisi senza precedenti, diano una risposta che fuoriesca dagli schemi della concertazione a perdere dei confederali, della sottomissione alle politiche di drastico taglio del costo del lavoro (licenziamenti, CIG, precarizzazione sempre più ampia del lavoro) e di limitazione delle libertà sindacali (riduzione del diritto di sciopero, RSU riservate ai sindacati di comodo firmatari di contratto,..) preannunciate dalla Fiat, dal governo, dal padronato.

Slai Cobas www.slaicobas.it  Coordinamento nazionale

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RAPPORTO DI LAVORO : IL LAVORATORE HA DIRITTO A CONOSCERE TUTTI I DATI CHE LO RIGUARDANO

Pubblicato da slaicobastrentino su maggio 15, 2009

I lavoratori hanno diritto di conoscere tutti i dati personali che riguardano la gestione del rapporto di lavoro secondo le modalità previste dal Codice Privacy. E’ quanto ribadito dal Provvedimento 19 dicembre 2008 con il quale il Garante per la protezione dei dati personali è intervenuto in merito ad un ricorso proposto da un conducente di mezzi pubblici al quale era stata negata la possibilità di ottenere tutte le informazioni relative alla gestione del rapporto di lavoro, ed in particolare i dati sui turni di servizio giornalieri da lui effettuati nell’arco degli ultimi dieci anni (richiesti al fine di promuovere una causa di fronte al Giudice del lavoro ed alla quale il datore di lavoro si era opposto anche invocando il temporaneo differimento all’accesso per non pregiudicare il proprio esercizio del diritto di difesa). In particolare il Garante ha evidenziato che “le informazioni relative all’ordinaria gestione del rapporto di lavoro costituiscono senza dubbio dati personali e, in quanto tali, possono essere legittimamente oggetto di richiesta di accesso da parte dell’interessato.

RICORDIAMO: I DATI DEL RAPPORTO DI LAVORO SONO EQUIPARATI AI DATI SENSIBILI E PERTANTO I LAVORATORE HA DIRITTO AD OTTENERLI CELERMENTE.

 

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GARANTE DELLA PRIVACY: E’ VIETATO IL CONTROLLO A DISTANZA DEI LAVORATORI

Pubblicato da slaicobastrentino su maggio 15, 2009

Non è lecito installare dispositivi che possano controllare a ddistanza i lavoratori, anche in aree e locali dove si trovino saltuariamente. E’ quanto stabilito dal Garante della Privacy con la decisione 26 febbraio 2009, con la quale ha precisato che l’uso di videocamere nei luoghi di lavoro deve rispettare in maniera rigorosa gli obblighi previsti dallo Statuto dei lavoratori (peraltro richiamati anche dalla legge sulla privacy). In particolare il principio contenuto nel provvedimento vale anche per le aree in cui i dipendent possono trovarsi saltuariamente o semplicemente transitare, quali ad esempio quelle di carico e scarico delle merci o i box informazioni.

INVITIAMO I LAVORATORI OGGETTO DI CONTROLLI INVASIVI CON DISPOSITI ELETTRONICI A RIVOLGERSI ALLO SLAI-COBAS DEL TRENTINO PER INOLTRARE RICORSO AL GARANTE.

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TRENTO : COOPERATIVA LA RUOTA, ADESSO BASTA !!!

Pubblicato da slaicobastrentino su maggio 15, 2009

 La Cooperativa La Ruota di Trento insiste nel somministrare pesanti sanzioni disciplinari per motivi futili, inconsistenti o addirittura pretestuosi. Una Cooperativa sociale per di più operante in prevalenza con soldi pubblici dovrebbe dare l’esempio valorizzando il ruolo, la partecipazione e l’apporto dei soci-lavoratori e dei dipendenti. E’ evidente che altrimenti vene a mancare quella serenità e quello spirito di collaborazione che sono condizioni necessarie per un servizio all’altezza delle necessità di un’utenza inabile.

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QUESTIONARIO CONTRO IL MOBBING VERSO I LAVORATORI

Pubblicato da slaicobastrentino su maggio 11, 2009

Compila il questionario in modo anonimo ed invialo allo Slai-Cobas del Trentino (slaicobastrentino@idenprolet.org)

in questo modo contribuirai a fornire un materiale utile per l’iniziativa contro il mobbing. Se lo ritieni puoi anche

chiedere un parere allo Slai-Cobas ed eventualmente un suo intervento.

SCARICA IL QUESTIONARIO

questionario contro il mobbing

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SOLIDARIETA’ A De Angelis : sciopero ferrovie

Pubblicato da slaicobastrentino su maggio 7, 2009

CONTRO UN LICENZIAMENTO POLITICO E CONTRO L’ARROGANZA AZIENDALE

SCIOPERO NAZIONALE di 24 ore, dalle 21 del 9 alle 21 del 10 MAGGIO 2009

Il macchinista Dante De Angelis è stato licenziato il giorno di ferragosto per aver segnalato, come delegato alla sicurezza, che c’erano “problemi” ai treni Eurostar. Da allora ci sono stati altri incidenti agli Eurostar, altri due ETR 500 si sono spezzati, 6 lavoratori sono morti sui binari, 2 viaggiatori uccisi e 3 orribilmente mutilati dalle porte killer. Ma il licenziamento non è stato ancora revocato.

Leggi tutto CLIKKA sul file pdf: contro-un-licenziamento-politico-e-contro-l

 

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BASTA SOLDI PUBBLICI ALLE COOPERATIVE SOCIALI CHE SFRUTTANO I LAVORATORI

Pubblicato da slaicobastrentino su maggio 4, 2009

Contro il salario d’ingresso nelle Cooperative Sociali

Il caso della Cooperativa il Gabbiano di Trento è indicativo di una situazione più generale. Il salario d’ingresso è una forma di ultra-sfruttamento dei lavoratori cosidetti svantaggiati. In altre regioni e città, l’amministrazione pubblica pone, come condizione delle convenzioni d’inserimento lavorativo stipulate con le cooperative sociali, la clausola che non vengano applicate forma di discriminazione o di supersfruttamento come il salario convenzionale o il salario d’ingresso. Nel caso della provincia di Trento questo invece non avviene. Con il salario d’ingresso i lavoratori vengono inseriti al 70% del salario previsto per il secondo livello CCNL. Ora risulta particolarmente grave che grazie all’Azione 9 la Provincia Autonoma di Trento [PAT] elargisca rilevanti contributi alle cooperative sociali operanti nell’insertimento lavorativo (spesso si tratta di vere e proprie imprese e non a caso giuridicamente sono spesso assimilate alle cooperative di produzione e lavoro).

CLIKKA qui sotto per leggere il parere tecnico (3 pagine) dello Slai-Cobas circa l’illegittima applicazione del salario d’ingresso nella Cooperativa Il Gabbiano di Trento:

contro-il-salario-dingresso-nella-cooperativa-il-gabbiano-di-trento

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