SLAI COBAS TRENTINO ALTO ADIGE

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    Cari Compagni ed Amici Abbiamo cercato di impostare il blog in modo da contribuire all’informazione, alla denuncia di particolari situazioni lavorative, alla formazione, alla solidarietà di classe. In questo senso abbiamo voluto concepire il blog come uno strumento al servizio della difesa dei proletari e dei lavoratori ed abbiamo cercato in queste prime settimane di pubblicare materiali (notizie, volantini, documenti ecc.) che potessero servire a sviluppare idee, competenze, organizzazione ed opposizione. Pensiamo che il blog se da un lato deve porsi al servizio di un processo collettivo, dall’altro a sua volta deve venire costruito in un processo collettivo. Un blog di questo tipo ha tanto maggiore senso quanto più contribuisce a stimolare e valorizzare la partecipazione e gli apporti del compagni e dei lavoratori. Non viviamo più nel ventesimo secolo e questo vuol dire che i lavoratori hanno orami accumulato enormi competenze nei campi più disparati, il problema è che queste conoscenze vengono prevalentemente coltivate in modo individuale e spesso individualistico, non vengono socializzate e tradotte in un processo costituente di una nuova collettività. Senza cultura proletaria non ci può essere un reale movimento di trasformazione sociale e politico, ma questa cultura non va inventata dal nulla, quanto costruita attraverso un processo di generazione collettiva. Una cultura innovativa capace di unificare e ricomporre i lavoratori può diventare una forza in grado di cambiare il mondo. Per quanto ci riguarda vi chiediamo di costruire il blog insieme a noi rendendolo tra l’altro uno strumento utile per la difesa dei lavoratori. Tramite il blog altri lavoratori potranno entrare in rapporto con lo slai cobas del Trentino scegliendo liberamente il livello di questo rapporto. Apposite pagine del blog sono quindi destinate alla pubblicazione, alla segnalazione ed alle denunce, alle richieste d’informazione ecc. Ormai i blog stanno diventando un mezzo di comunicazione e di dibattito capace di concretizzarsi nella formazione di reti di relazioni, iniziative collettive e movimenti. Speriamo di non essere da meno di tanti politici di potere, di tanti servi intellettuali e vip, di tanti esponenti di una ‘sinistra’ marcia. Tutte queste bande di privilegiati e parassiti usano utilmente il web vecchio e nuovo al servizio degli interessi di una parte ristretta della società. Spetta ai proletari, ai lavoratori ed agli strati popolari usare tutti i mezzi di comunicazione in modo competente e creativo al servizio degli sfruttati.
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    I sindacati confederali sono irreversibilmente corrotti. Gli apparati dei sindacati confederali sono ormai indissolubilmente legati al capitale finanziario. I sindacalisti si riciclano nelle burocrazie dello stato, nelle finanziarie, nelle imprese cooperative, nei servizi alle imprese, negli uffici padronali delle “relazioni sindacali”, negli enti no-profit, nelle cooperative, nei partiti di potere. Dentro i sindacati confederali ci sono ancora immense energie di lotta che vanno difese, salvaguardate ed indirizzate verso la costruzione di un nuovo sindacato dei lavoratori capace di opporsi all’offensiva dei governi di centro-destra e di centro-sinistra e di far avanzare la lotta contro i padroni, le banche, le burocrazie statali, il capitalismo di stato ed il capitale europeo ed internazionale. Lo slai-cobas lavora, insieme a tanti altri lavoratori di diverse appartenenze, per la costruzione di un nuovo sindacato capace di rappresentare realmente gli interessi degli operai, dei disoccupati, dei precari, dei lavoratori svantaggiati, degli strati popolari. Lo Slai Cobas è un sindacato nazionale inter-categoriale quindi possono far parte dello Slai Cobas lavoratori di tutte le categorie. ___________________________________________
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PORFIDO E NUOVI PADRONI (comunicato stampa)

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 18, 2010

PORFIDO E NUOVI PADRONI

Vogliamo intervenire sulla situazione del settore porfido, in particolare
per quanto riguarda i termini imposti dalla Provincia perché le
Amministrazioni Comunali definiscano, finalmente in maniera precisa, la
durata delle concessioni in atto.
Quanto previsto dalla Legge Provinciale che regolamenta il settore, e cioè
che i lotti pubblici siano messi all’asta, (su questo ricordiamo che è stata
aperta una procedura di infrazione da parte dell’UE) è descritto da buona
parte dell’imprenditoria (e non solo) come la fine del mondo;
Quasi come se, dopo questo passaggio, si dovesse ricominciare dall’anno
zero.
Stenico, direttore di Sogeca, sul quotidiano “L’Adige” paventa il rischio
che, col nuovo sistema  possa calare l’occupazione;  che “il numero delle
imprese si riduca, con i soggetti più forti a mangiare i più deboli;  e
ancora che “chi arriverà, non  possa garantire  le stesse condizioni di
lavoro”.
Ci chiediamo, assolutamente senza ironia, se si sta parlando dell’oggi o del
futuro.
Per quanto riguarda l’occupazione,  forse ci si dimentica che negli ultimi
mesi sono spariti nel più totale silenzio duecento posti di lavoro.
Forse non si vuole vedere che il saccheggio da parte delle aziende più
grandi è già iniziato (sebbene ancora timidamente) e che, anche a causa
della crisi, proseguirà e  si accentuerà nel prossimo futuro.
Per quanto riguarda poi le condizioni di lavoro, la sicurezza o la difesa
dell’ambiente, chiunque lavori nel settore sa bene in quanta considerazione
siano tenuti questi aspetti.
Se sono state introdotte delle innovazioni e delle tutele in questi campi,
lo si è fatto perlopiù a suon di lauti finanziamenti, imposizioni e
soprattutto in seguito alle battaglie per la salute degli anni Settanta ed
Ottanta.
Forse l’abitudine a non prendere troppo sul serio vincoli che a livello
comunale  e provinciale le norme e gli accordi sottoscritti imponevano, fa
pensare alle aste dei lotti come un salto nel buio.
In realtà, nessun riferimento normativo verrà cancellato; piuttosto,
crediamo che questa possa essere l’occasione perché molti punti importanti,
sia in tema di occupazione che di tutela  ambientale e sociale, fin qui
sempre rimasti sulla carta, possano finalmente trovare una concretizzazione.
Il licenziamento di Massimo Sighel è emblematico a questo proposito, essendo
avvenuto in violazione di un protocollo che impegnava imprenditori di S.
Mauro (con  sindacati e amministrazione comunale di Baselga di Piné nel
ruolo di garanti) al mantenimento dei livelli occupazionali.

Rispetto a tutto questo crediamo che l’idea di chiudere gli occhi ed
accettare tutto perché lo impone la crisi (idea piuttosto diffusa anche tra
i lavoratori) sia assolutamente inaccettabile, perché sottintende che
dobbiamo essere noi lavoratori a pagarne i costi.

La crisi ha colpito un comparto che è nato, si è sviluppato e si è
consolidato  nell’ottica di sfruttare una ricchezza collettiva per
perseguire interessi individuali.
La struttura del settore è talmente frammentata da rendere irrazionale la
coltivazione dei giacimenti, ed inadeguata a sostenere l’indubbio impatto
che la congiuntura internazionale ha avuto.
Crediamo, ad esempio, che l’aggregazione dei lotti potrebbe già introdurre
degli elementi di solidità e di razionalizzazione, riducendo i costi e
permettendo una escavazione più redditizia.
Come cittadini, non possiamo non rilevare come per il porfido (che, lo
ribadiamo, è un bene collettivo) non sembra esserci quell’urgenza di aprire
al mercato ed alla concorrenza che, ad esempio, caratterizza il tentativo di
svendere l’acqua pubblica come previsto dal decreto Ronchi a livello
nazionale.
Pur non essendo certamente tra coloro che auspicano un mondo regolato
dall’economia e dalle leggi di mercato, pensiamo che si debba procedere al
più presto con la messa all’asta dei lotti e con una riorganizzazione
complessiva del settore basata sull’idea dei macrolotti omogenei, da
realizzarsi in con tempi tecnici necessari (che non sono comunque i decenni
di cui si discute al momento).

Per l’immediato, e per fare fronte al problema dei licenziamenti, ribadiamo
la proposta di adottare un contratto di solidarietà che metta in carico alle
aziende (e non all’ente pubblico come sta avvenendo oggi) i costi per la
cassa integrazione, andando nella direzione di imporre una doverosa
responsabilità sociale anche per gli imprenditori .

La paura per l’arrivo dei fantomatici “nuovi padroni”, non ci riguarda
minimamente;  l’unico vero problema è che possano trasformarsi presto in
“nuovi predoni”; ne abbiamo avuto abbastanza di quelli vecchi.

Valle di Cembra- Pinè, settembre 2010

www.comitatosolidarietams.wordpress.com                     contatti:
comitatosolidarietams@gmail.com

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TRENTO 14/09/2010 Presidio di Solidarietà con Massimo Sighel

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 18, 2010

Una decina i lavoratori presenti al presidio alle ore 14,30 del 14/09 davanti al Tribunale di Trento. Articoli prima e dopo il presidio sui quotidiani locali e servizio a TCA.

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TRENTO 14/09/2010 h14 DAVANTI AL TRIBUNALE PRESENZA DI SOLIDARIETA’ CON MASSIMO SIGHEL

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 12, 2010

Martedì 14 settembre si terrà un’altra udienza della causa di lavoro per licenziamento discriminatorio promossa da Massimo Sighel Presidente dell’ASUC di Miola (frazione di Baselga di Pinè – TN) contro la Tecnoporfidi di S.Mauro.

I lavoratori del Comitato di solidarietà con Massimo Sighel invitano il 14/09 alle h.14 davanti al Tribunale di Trento ad una presenza di solidarietà con striscioni e volantini.

Il Comitato si è costituito nell’autunno 2008 e da allora svolge attività di sensibilizzazione a sostegno di Massimo Sighel, di opposizione ai licenziamenti e di proposta in merito ad una riorganizzazione del settore porfidi al servizio delle esigenze dei lavoratori, delle collettività locali e della salvaguardia dell’ambiente.

comitatosolidarietams@gmail.com

www.comitatosolidarietams.wordpress.com

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14 maggio causa di lavoro per Massimo Sighel: invitiamo ad una presenza di solidarietà

Pubblicato da slaicobastrentino su maggio 12, 2010

PRESENZA DI SOLIDARIETA’ CON MASSIMO SIGHEL

Il Comitato di Solidarietà con M. Sighel,ORGANIZZA per il GIORNO 14 MAGGIO 2010 alle ORE 9.00 davanti al

TRIBUNALE di TRENTO una PRESENZA di SOLIDARIETA’ con M. SIGHEL, lavoratore e Presidente dell’ASUC di Miola di Pine’.

Questo in occasione dell’udienza relativa alla causa di lavoro dovuta al suo licenziamento avvenuto il 2 ottobre 2008. Massimo ha promosso una causa con l’intento di opporsi ad un Licenziamento che reputa discriminatorio, attuato dalla Tecnoporfidi di S. Mauro di Pine’ concessionaria di un lotto cava pubblico, la quale ha anche operato stracciando l’accordo stipulato tra le parti (comune, cavatori, sindacati,PAT) che doveva garantire il mantenimento dei livelli occupazionali (febbraio 2008). L’azienda è stata chiamata da Massimo ad assumersi le proprie responsabilità nelle aule del Tribunale di Trento, perché la politica istituzionale (consiglio comunale di Baselga di Pinè) ha preferito lavarsene le mani, rispondendo ai solleciti del Difensore Civico di non poter “..direttamente entrare nella definizione del rapporto di lavoro citato”. Il licenziamento di Massimo altro non è stato che un grave atto antidemocratico, che estromette dal diritto al lavoro chi rappresenta interessi diversi dalle lobby porfidare, che sfruttano con costi irrisori anche una risorsa pubblica e collettiva come è il porfido. Il porfido come risorsa collettiva deve garantire lavoro e reddito a tutti i lavoratori, se questo non è possibile viene meno la ragione di scavare le nostre montagne.

Per questi motivi sosteniamo la necessità che l’ente pubblico (ASUC,Comuni,PAT) si faccia garante del diritto al lavoro e al reddito per i lavoratori, anche, facendo

rispettare accordi e regolamenti già in essere. Valle di Cembra-Pinè 8 maggio 2010

COMITATO DI SOLIDARIETÀ CON MASSIMO SIGHEL, CONTRO IL MOBBING PER LA  DIFESA DEI POSTI DI LAVORO NEL PORFIDO. 

www.comitatosolidarietams.wordpress.com contatti: comitatosolidarietams@alice.it

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DOPO LE PAROLE QUALI FATTI ??

Pubblicato da slaicobastrentino su marzo 24, 2010

(da Comitato di Solidarietà con Massimo Sighel)

CI SEMBRA RAGIONEVOLE E SENSATO, PRIMA DI UTILIZZARE DENARO PUBBLICO PER GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI, RIDURRE LA PRODUZIONE ATTRAVERSO L’ABBASSAMENTO O L’ELIMINAZIONE DELLA FASCIA DI COTTIMO (per le aziende che dichiarano lo stato di crisi).

QUESTA RIDUZIONE CONSENTIREBBE, IN GENERALE, UN ABBASSAMENTO DI CIRCA IL 50% RISPETTO ALL’ATTUALE PRODUZIONE PERMETTENDO IL MANTENIMENTO DI TUTTI I POSTI DI LAVORO.

Questo e’ il punto centrale della proposta di contratto di solidarietà, che abbiamo presentato in più occasioni fin dalla scorsa primavera per far fronte ai licenziamenti nel settore.

RIDURRE LA PRODUZIONE, COME AUSPICATO IN PIÙ OCCASIONI ANCHE DA ESPONENTI AUTOREVOLI DEL MONDO IMPRENDITORIALE E DALLA POLITICA LOCALE, NON PUÒ PASSARE ATTRAVERSO LA RIDUZIONE DEI POSTI DI LAVORO MA BENSÌ ATTRAVERSO UNA RIORGANIZZAZIONE COMPLESSIVA DEL SETTORE CHE NON SCARICHI, COME AVVENUTO FINO AD ORA, TUTTI I COSTI SULLE POPOLAZIONI E SUI LAVORATORI.

CI SEMBRA MOLTO CONTRADDITTORIO DA UNA PARTE CONCEDERE LA CASSA INTEGRAZIONE STRAORDINARIA PER ECCESSO DI PRODUZIONE E, DALL’ALTRA, LASCIARE INTATTO IL SISTEMA DEL COTTIMO CHE E’ L’INCENTIVO A PRODURRE IL PIÙ POSSIBILE.

SE LE AZIENDE NON SONO IN GRADO DI GARANTIRE LAVORO E REDDITO ALLE COMUNITÀ, GLI SIA REVOCATA LA CONCESSIONE /AUTORIZZAZIONE E SI GESTISCA LA RISORSA PORFIDO DIRETTAMENTE COME ENTE PUBBLICO.

La tutela dei posti di lavoro, a maggior ragione in un periodo di crisi economica, non può essere una delle tante variabili, ma uno degli obiettivi imprescindibili per una seria e giusta gestione di una risorsa, il porfido, che e’ e rimane collettiva.

LA P.AT. E TUTTE LE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI ASSUMANO QUELLA RESPONSABILITÀ SOCIALE NECESSARIA PER GARANTIRE IL DIRITTO AL LAVORO, SOPRATTUTTO SE ANCHE I PROGETTI DEL DISTRETTO DEL PORFIDO SONO FINANZIATI CON DENARO PUBBLICO.

COMITATO DI SOLIDARIETA’ CON MASSIMO SIGHEL www.comitatosolidarietams.wordpress.com

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DOCUMENTO DEL COMITATO DI SOLIDARIETA’ CON MASSIMO SIGHEL

Pubblicato da slaicobastrentino su marzo 18, 2010

La FILCA-CISL sul giornale “L’Adige” di sabato 13 febbraio 2010, propone una analisi della situazione nel comparto del porfido. Da una valutazione dei bilanci di trentadue aziende, esprime preoccupazione per l’andamento dell’intero settore; fatturati in calo del 15%, in rosso dal 2008, una continua tendenza alla disgregazione (l’esempio nel Comune di Albiano, con sole 13 aziende consorziate su 39 concessionarie di lotto cava pubblico).

leggi tutto, clikka su

Documento del Comitato di Solidarietà

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COMUNICATO STAMPA: COMITATO IN SOLIDARIETÀ CON MASSIMO SIGHEL

Pubblicato da slaicobastrentino su marzo 1, 2010

Comunicato stampa

 

 

 

La FILCA-CISL sul quotidiano “L’Adige” di sabato 13 febbraio , propone un’ analisi della situazione nel comparto del porfido, esprimendo una certa preoccupazione, in particolare per i fatturati in calo, la tendenza alla frammentazione delle aziende e, da ultimo, per l’esasperata concorrenza interna sul prodotto, con un’ampia forbice dei prezzi possibile grazie al diffuso utilizzo dell’esternalizzazione di alcune fasi di lavorazione.

Nel condividere, in generale, le preoccupazioni riguardo al settore, vorremmo porre l’accento su alcuni aspetti più legati al lavoro; su questo punto, non ci sentiamo di fare nostre le proposte avanzate dai rappresentanti sindacali della FILCA-CISL, Pisetta e Bignotti.

Cerchiamo di spiegarne brevemente le ragioni:

Se in questi ultimi due o tre anni il fatturato ha subito un calo del 15%, una delle cause (e non un effetto) può essere legata ai circa duecento addetti licenziati che rappresentano, grossomodo, il 20% della manodopera totale.

Poco hanno inciso i rinnovi contrattuali (considerando anche che l’integrativo è scaduto da più di un anno e mezzo) e molto, invece, l’ampia e diffusa pratica della vendita del materiale in nero e quindi fuori bilancio.

Rispetto alla questione della frammentazione aziendale, ci sembra veramente schizofrenico che amministratori, imprenditori e sindacati ad ogni livello, continuino a parlare della necessità di accorparsi, unirsi, fare rete e via discorrendo quando poi, nessuno che possa e debba agire in questo senso, lo fa.

Basti l’esempio dell’attuale legge provinciale che regolamenta il settore del porfido dove, aldilà di semplici auspici non si è voluto andare; per il resto, niente scadenze, niente aste pubbliche, niente accorpamento dei lotti cava.

Una prova importante per testare la reale volontà di girare pagina, aldilà delle chiacchiere e delle dichiarazioni d’intenti, potrebbe essere il nuovo piano cave della zona estrattiva di Pinè che dovrà essere definito nei prossimi mesi.

La pianificazione di una risorsa economica collettiva come il porfido non può essere lasciata nelle mani di lobby economiche che, fino ad oggi, non si sono fatte scrupoli né per il territorio, né per i lavoratori.

Dovrebbe essere ormai chiaro a tutti che se si vuole salvaguardare il diritto al lavoro e non solo il profitto di pochi, certe scelte devono essere imposte da chi ha responsabilità amministrative.Ci sembra che in questa fase la crisi economica serva ai settori più importanti dell’imprenditoria locale per ampliare ulteriormente la loro egemonia sull’intero settore, a scapito delle aziende meno organizzate e preparate.

Una proposta forte per superare i limiti ed i problemi evidenziati potrebbe essere che l’ente pubblico si riappropri di un bene collettivo come è il porfido ed organizzi direttamente, anche tramite un’apposita società pubblica, l’escavazione, la lavorazione e la commercializzazione al solo fine di creare e dare lavoro e reddito.

Escavare e lavorare in funzione del sostentamento delle comunità in tutte le sue espressioni, fuori da qualsiasi logica di profitto individuale.

Per quanto riguarda, infine, il Protocollo d’intesa sottoscritto fra le parti lo scorso novembre, pensiamo che esso non garantisca alcun posto di lavoro prevedendo solo l’utilizzo di tutti gli ammortizzatori sociali prima di arrivare all’eventuale licenziamento.

Si tratta di uno strumento che, nella migliore delle ipotesi, può essere una base di partenza, utile per un’assunzione di responsabilità da parte istituzionale nel far applicare e rispettare quanto già previsto nei Disciplinari cava e nei Piani di Coltivazione aziendali.

In questi ultimi (che tra l’altro, fanno parte della documentazione necessaria per ottenere l’autorizzazione alla concessione del lotto cava) sono già definiti degli impegni precisi per quanto concerne i livelli occupazionali; si tratta solo di farli rispettare.

L’ aiuto e il sostegno pubblico alle aziende non può essere ricambiato con licenziamenti e con il ricorso ad ammortizzatori sociali a termine.

Per il resto, l’idea dell’ufficio commerciale unico e delle certificazioni di filiera, ci paiono espedienti che lasciano inalterate sia le strutture aziendali, che l’organizzazione del lavoro nella sua complessità e cioè le principali cause dei problemi posti in evidenza.

Da tempo ed in più occasioni abbiamo proposto l’adozione di un Contratto di Solidarietà che vada a ridurre la produzione (cottimo), perlomeno in quelle aziende che si dichiarano in crisi al fine di evitare licenziamenti e ricorso agli ammortizzatori sociali.

Facciamo presente già da più di un mese abbiamo chiesto ufficialmente a tutte le amministrazioni comunali della zona, di poter incontrare i Consigli Comunali ed esporre le nostre preoccupazioni e proposte; ad oggi nessuna risposta ci è pervenuta.

Sono tutti preoccupati ma anche sordi a qualsiasi proposta di intervento che possa intaccare gli interessi ed il potere di quelle lobby economiche che hanno contribuito a mettere in crisi l’intero comparto del porfido.

Valle di Cembra-Pine 26/2/2010 COMITATO IN SOLIDARIETÀ CON MASSIMO SIGHEL

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REPORT ASSEMBLEA DI LONA DEL 30 OTTOBRE

Pubblicato da slaicobastrentino su novembre 6, 2009

invitiamo a visitare il blog : www.comitatosolidarietams.wordpress.com

Lona Venerdì 30 ottobre
Assemblea Serale organizzata dal Comitato di Solidarietà con Massimo Sighel

REPORT

L’Assemblea iniziata alle 20,30 si è conclusa dopo le 24. L’Adige di
domenica parla di un centinaio di partecipanti. Presenti lavoratori del
porfido, amministratori locali e provinciali, sindacalisti confederali e
cobas.

per leggere tutte le pagine
clicca qui sul file pdf                  

REPORT Lona Venerdì 30 ottobre

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comunicato stampa: 29 ottobre prima udienza a Trento della causa di lavoro contro il licenziamento di Massimo Sighel

Pubblicato da slaicobastrentino su ottobre 28, 2009

Comunicato Stampa

 

Il 29 ottobre si tiene la prima udienza della causa di lavoro intentata da Massimo Sighel contro la TecnoPorfidi SRL di S.Mauro (Basegla di Pinè). Massimo, operaio del settore del porfido e Presidente dell’ASUC di Miola era stato licenziato nell’ottobre dell’anno scorso. La Ditta ha motivato il licenziamento richiamandosi alla crisi del mercato, ma Massimo l’ha subito impugnato in quanto licenziamento illegittimo e discriminatorio. Pochi giorni dopo il licenziamento si è costituito un Comitato di Solidarietà con Massimo Sighel, contro il Mobbing sui posti di lavoro, e contro i Licenziamenti nel settore del porfido. Questo Comitato ha sino ad oggi realizzato varie iniziative pubblicando un Dossier informativo di solidarietà con Massimo, raccogliendo 500 firme e diffondendo in varie circostanze pubbliche centinaia di volantini. Recentemente è stato anche aperto un blog www.comitatosolidarietams.wordpress.com che contiene tutta la documentazione relativa alle attività svolte.  Il Comitato si è anche attivato perché in sede di consiglio comunale, a Baselga, venisse presentata una mozione di solidarietà con Massimo. In occasione delle assemblee dei lavoratori del porfido della scorsa estate il Comitato ha presentato una proposta di Contratto di Solidarietà volto a contrastare i licenziamenti.

Di fronte ai circa 200 licenziamenti del settore il Comitato Sighel ritiene necessario sviluppare un’iniziativa unitaria per arrivare a dare risposte incisive e collettive superando l’attuale situazione di frammentazione, di debolezza e di isolamento dei lavoratori. In quest’ottica proprio domani venerdì 30 ottobre si terrà a Lona, alle 20,30 presso il Teatro Comunale,  un’Assemblea Pubblica organizzata dal Comitato Sighel che oltre a mettere al centro la solidarietà con Massimo intende presentare e discutere una serie di proposte sul ruolo che può essere giocato dall’Ente Pubblico nella salvaguardia dei posti di lavoro e nella difesa e valorizzazione delle risorse collettive.  A questa assemblea a cui sono state invitate le amministrazioni locali e le organizzazioni sindacali ha aderito l’ASUC di Tressilla e già alcuni amministratori e sindacalisti hanno dichiarato che saranno presenti. 

 

Comitato di Solidarietà con Massimo Sighel, contro il Mobbing e contro i licenziamenti nel settore del porfido

 

Per contatti

comitatosolidarietàms@alice.it  tel. 3932584949

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VISITATE IL BLOG DEL COMITATO DI SOLIDARIETA’ CON MASSIMO SIGHEL

Pubblicato da slaicobastrentino su ottobre 22, 2009

riceviamo/diffondiamo

Visitate il blog

www.comitatosolidarietams.wordpress.com

troverete documenti di analisi sulla situazione del settore del  porfito, interviste, volantini, lettere, ed altro materiale.

Un anno di attività e di iniziative del Comitato di Solidarietà con Massimo Sighel può venire ripercorso attraverso i suoi documenti.

per contatti

comitatosolidarietams@alice.it

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30 OTTOBRE ASSEMBLEA SERALE A LONA-LASES

Pubblicato da slaicobastrentino su ottobre 19, 2009

manifesto porfido copiaORGANIZZATA DAL

COMITATO DI SOLIDARIETA’

CON MASSSIMO SIGHEL

 

TUTTI SONO INVITATI A
PARTECIPARE

per contatti

comitatosolidarietams@alice.it

 

VISITA IL BLOG

www.comitatosolidarietàms.wordpress.com

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LA CRISI DEL PORFIDO TRENTINO : PER UNA PIATTAFORMA DEI LAVORATORI DEL SETTORE

Pubblicato da slaicobastrentino su giugno 3, 2009

 

Questo lavoro, volto a elaborare alcuni elementi di analisi e di proposta

utili alla definizione di una piattaforma anti-crisi per i lavoratori del settore

del porfido trentino, è parte integrante dell’iniziativa per la costruzione

dello Slai-Cobas a livello locale inteso come sindacato intercategoriale

autorganizzato. Vogliamo costruire lo Slai-Cobas in tutti i settori perché i

cobas oggi sono necessari ed indispensabili nella battaglia per la difesa

degli interessi dei lavoratori e nella prospettiva della costruzione, insieme a

tutte le forze sane ancora presenti nella base dei sindacati confederali, di un

nuovo sindacato dei lavoratori.

 

per leggere il documento clikka sul file pdf LA CRISI DEL PORFIDO TRENTINO

 

Indice

LA CRISI DEL PORFIDO TRENTINO : PER UNA PIATTAFORMA DEI LAVORATORI DEL SETTORE

I. Un primo quadro del settore del porfido trentino

II. La crisi accentua le dinamiche iniziate negli anni 80

III. La piccola impresa artigiana nella crisi del porfido trentino

a. L’artigiano in quanto lavoratore dipendente

b. L’artigiano in quanto titolare d’impresa

IV. In generale il problema della piccola impresa nel porfido trentino

V. La situazione dei lavoratori del porfido extracomunitari

VI. Ruolo della piccola impresa e tendenze delle politiche anti-crisi della PAT (Provincia Autonoma di Trento) e dei sindacati confederali

PER UNA PIATTAFORMA DEI LAVORATORI DEL SETTORE CONTRO I LICENZIAMENTI E L’OFFENSIVA DEGLI IMPRENDITORI

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CONTRO I LICENZIAMENTI NEL SETTORE PORFIDO: PROPOSTA DI UN CONTRATTO DI SOLIDARIETÀ

Pubblicato da slaicobastrentino su maggio 20, 2009

 Il contratto di solidarietà, provvisoriamente, va a sostituire il contratto integrativo di settore per l’anno 2009 .

Fornace, 20 maggio 2009

Il Comitato in solidarietà di Massimo Sighel per la difesa dei posti di lavoro

Per contatti    comitatosolidarietams@gmail.com

clikka sul file pdf per leggere la proposta di contratto : contratto di solidarietà lavoratori del porfido

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DOSSIER Comitato di Solidarietà con Massimo

Pubblicato da slaicobastrentino su aprile 30, 2009

Questo dossier sul licenziamento di Massimo Sighel nasce soprattutto dalla necessità di documentare un caso per molti aspetti emblematico in un contesto, quello delle cave di porfido, da sempre assai problematico.Accanto alla vicenda umana e personale, infatti, ci sono una serie di aspetti che danno una dimensione più generale e che, di conseguenza, coinvolgono inevitabilmente un po’ tutti; anche coloro i quali, in definitiva, nulla hanno a che vedere con le cave. Massimo è stato licenziato a causa del suo impegno come Presidente di una delle nove Amministrazioni Separate Usi Civici dell’altopiano di Pinè, proprietarie di alcuni lotti cava in concessione ad imprenditori privati nella zona di S. Mauro.

CLIKKA qui sotto per leggere l’introduzione al DOSSIER

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DOSSIER

BENI COLLETTIVI

E INTERESSI PRIVATI

DOSSIER SUL LICENZIAMENTO DI MASSIMO SIGHEL

NELLE CAVE DI PORFIDO DI SAN MAURO

CONTRO IL MOBBING

E PER LA DIFESA DEI POSTI DI LAVORO  NEL SETTORE DEL PORFIDO

RICHIEDETECI IL DOSSIER  

            comitatosolidarietams@gmail.com

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